Sentenza 29 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Alessandria, sentenza 29/03/2025, n. 129 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Alessandria |
| Numero : | 129 |
| Data del deposito : | 29 marzo 2025 |
Testo completo
N. 1107/2023 R.G.L.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Alessandria, sezione lavoro, all'udienza 27 marzo 2025 ha, mediante lettura del dispositivo, pronunziato
S E N T E N Z A nella causa n. 1107/23 R.G.L. promossa da:
, rappresentato e difeso, per mandato in Parte_1 atti, dall'avv. Davide Bisio ricorrente c o n t r o
, Controparte_1
contumace
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
I) Il ricorrente, docente a tempo indeterminato, allega di aver svolto attività di docenza in forza di contratti a tempo determinato, di aver svolto le medesime mansioni dei docenti a tempo indeterminato e di non aver avuta attribuita, ciò nonostante, la Carta elettronica del docente, del valore spendibile di 500,00 euro annui, prevista, per i docenti di ruolo, dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/15.
Lamenta disparità di trattamento, dunque discriminazione, rispetto ai docenti di ruolo e conclude per l'attribuzione della carta del docente per l'ammontare di
500,00 euro per ogni anno di precariato.
Il non si è costituito in giudizio. Controparte_1
Considerata la regolarità della notificazione, deve essere dichiarato contumace.
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In base al D.Lgs. n. 297/94, art. 282, comma 1, «l'aggiornamento è un diritto- dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente (…) inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari;
come approfondimento della preparazione didattica;
come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-pedagogica».
Nello stesso solco si pone l'art. 63 del CCNL di comparto, secondo cui «la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica di sviluppo delle risorse umane», con l'ulteriore previsione che «l'Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio», formazione che si realizza «anche attraverso strumenti che consentono l'accesso a percorsi universitari, per favorire l'arricchimento e la mobilità professionale».
Inoltre, l'art. 64 del medesimo CCNL prevede che «la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità».
Tale diritto-dovere, secondo recente sentenza del Consiglio di Stato (sez. VII,
16.3.2022, n. 1842), riguarda, sia il personale di ruolo, sia i precari, non essendovi nessuna distinzione in tal senso nella normativa citata ed in quanto è necessaria, per l'erogazione del servizio, la formazione dell'intero corpo docente, di ruolo e non di ruolo.
Della formazione del personale docente si è anche occupata la legge n. 107/15 che, all'art. 1, comma 124, prevede che «nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale».
2 All'interno di tale sistema di principi la stessa legge n. 107/15 introduce l'istituto della Carta elettronica del docente, prevedendo, all'art. 1, comma 121, che «al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a Controparte_2
corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124» ed aggiungendo che «la somma di cui alla
Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile».
Il primo dato significativo che emerge dal testo di legge è quello secondo cui la
Carta del docente è riservata esclusivamente agli insegnanti di ruolo, in sintonia con l'esigenza di creare, attraverso formazione ed aggiornamento, un corpo docente a tempo indeterminato all'altezza delle esigenze proprie del servizio scolastico offerto.
In sintonia con la limitazione al personale docente a tempo indeterminato, si colloca il fatto che l'importo nominale della Carta del docente è tarata in misura annua e per anno scolastico.
3 Circa la possibilità di estendere il riconoscimento della Carta del docente ai docenti precari è di recente intervenuta la Corte di cassazione che, con sentenza n. 29961/23, ha espresso i seguenti principi di diritto, condivisibili, dai quali non vi è ragione per doversi discostare: «1) La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al . 2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. CP_1
1, comma 121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione. 3) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio. 4) L'azione di
4 adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n. 124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico».
III) Sono stati prodotti i contratti a tempo determinato riportati nell'atto introduttivo, per cui deve considerarsi dato pacificamente acquisito in causa la conclusione dei menzionati contratti e lo svolgimento delle relative mansioni.
La domanda, tenuto conto che il ricorrente è docente a tempo determinato attualmente in servizio, è stata correttamente formulata in termini di attivazione, per gli anni pregressi, della carta del docente, secondo il valore nominale di
500,00 euro per anno scolastico.
Esaminati i documenti prodotti, si osserva che il ricorrente ha prestato servizio precario in forza di contratti a tempo determinato rientranti nel comma 1 o nel comma 2 dell'art. 4 della legge n. 124/99, in quanto si tratta di contratti tutti aventi scadenza o al 31 agosto o al 30 giugno dell'anno successivo a quello di inizio.
Conseguentemente, il ricorrente ha diritto di ottenere dal l'attivazione CP_1 della Carta docente per l'importo di € 2.000,00.
IV) La soccombenza regola le spese, liquidate, come da dispositivo, in misura prossima ai minimi, esclusa la fase istruttoria, stante la serialità della causa in oggetto.
P. Q. M.
5 il Tribunale in composizione monocratica, in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, così dispone: dichiara la contumacia del;
Controparte_1
accerta e dichiara che ha diritto Parte_1 all'attivazione della Carta docenti;
per l'effetto, dichiara tenuto e condanna il Controparte_1
ad attivare la Carta docenti nella misura di € 2.000,00;
[...] condanna il a rimborsare al ricorrente le Controparte_1
spese processuali che liquida in 1.200,00 euro per onorario di avvocato, oltre spese generali, CPA ed IVA.
Motivazione in trenta giorni.
Alessandria, 27 marzo 2025.
Il giudice del lavoro
Stefano Moltrasio
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