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Sentenza 9 gennaio 2025
Sentenza 9 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Roma, sentenza 09/01/2025, n. 392 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Roma |
| Numero : | 392 |
| Data del deposito : | 9 gennaio 2025 |
Testo completo
N. R.G. 22856/2023
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
SEZIONE DIRITTI DELLA PERSONA E IMMIGRAZIONE CIVILE
Il Tribunale, in composizione collegiale, in persona di dott.ssa Antonella Di Tullio Presidente relatore dott. Corrado Bile Giudice dott. Giuseppe Ciccarelli Giudice
Nella causa civile iscritta al n. r.g. 22856/23 promossa da:
(CF , con il patrocinio dell'avv. Francesca Russo;
Parte_1 C.F._1
contro
, in persona del ministro pro tempore, la , in Controparte_1 Controparte_2
persona del Questore pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall'Avvocatura Generale dello
Stato;
SENTENZA
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
Il ricorrente ha impugnato tempestivamente il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per cure mediche emesso dalla Questura di in data 7/03/23 e notificato 28/03/23. Si legge nel CP_2
provvedimento che la documentazione presentata dall'istante “non risulta idonea a sostegno di quanto previsto dall'art. 19 comma 2 lett. d bis del D.lgs. 286/98”.
Nell'atto introduttivo il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 32 comma 3 del d.lgs. 25/2008, non avendo la Questura richiesto il parere della Commissione Territoriale, nonché' la violazione dell'art. 5 commi 5-6 del d.lgs. 286/98.
Parte resistente- ritualmente notificato dopo la concessione di un nuovo termine- non si è costituito in giudizio.
Il Tribunale sospendeva l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato in ragione della pagina 1 di 4 documentazione medica depositata.
Il ricorso deve essere accolto.
L'articolo 19 d.lgs. 286/98, prevede le condizioni di inespellibilità dello straniero dal territorio italiano e fonda il principio c.d. di non refoulement, ossia di non respingimento;
con la previsione al comma 2 della lettera d-bis del divieto di espulsione nei confronti degli stranieri che versano in gravi condizioni psicofisiche o derivanti da gravi patologie, accertate mediante idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi, in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. Il permesso di soggiorno per cure mediche – della durata non superiore ad un anno- è rinnovabile finché persistono le condizioni certificate. Ai sensi dell'art. 32 comma 3.1 del d.lgs. 25 del
2008, la Commissione Territoriale, nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, qualora sussistano i presupposti di cui all'art. 19 co.2 lett. d bis del d.lgs. 286/98, trasmette gli atti al
Questore per il rilascio del permesso per cure mediche.
Come emerge dalla documentazione medica depositata in atti è affetto da diabete del Parte_1
secondo tipo e segue un percorso terapeutico salvavita sul territorio, che non può interrompersi trattandosi di una malattia cronica.
Le fonti consultate relative al Paese di origine testimoniano che in Senegal l'accesso alle cure e ai farmaci per patologie quali il diabete non è sempre agevole e facilmente raggiungibile per tutte le persone affette:
Questa rapida progressione del diabete è una delle principali sfide del centro nazionale per il diabete, la cui capacità è stata ampiamente superata. Ciò ha un impatto sulla qualità dell'assistenza ai pazienti: invece di effettuare controlli ogni due o tre mesi come raccomandato, possiamo fornire solo due o anche una consulenza all'anno. A livello nazionale, nonostante i maggiori sforzi per decentralizzare l'assistenza e formare gli operatori sanitari, le risorse umane sono ancora insufficienti e mancano ancora infrastrutture e attrezzature per la cura adeguata del diabete e delle sue complicanze. Il Senegal non ha ancora un programma nazionale sul diabete, ma piuttosto una divisione per le malattie non trasmissibili all'interno del Ministero della Salute. Sono stati sviluppati standard e protocolli per migliorare la gestione di questa malattia e dei suoi fattori di rischio. Vengono svolte diverse attività, ma i progetti sono finanziati dai donatori e affrontano sfide ricorrenti di sostenibilità poiché non esistono finanziamenti nazionali per l'attuazione delle strategie. (“On the frontlines of diabetes fight in
Senegal”- 15/11/21 https://www.afro.who.int/news/frontlines-diabetes-fight- senegal#:~:text=Currently%2C%20nearly%2060%20000%20diabetes, CodiceFiscale_2
https://www.afro.who.int/news/frontlines-diabetes-fight-senegal)
[...] pagina 2 di 4 Il regime di welfare in Senegal è rudimentale e si rivolge principalmente ai dipendenti del settore formale. La copertura è limitata e frammentata, lasciando la maggior parte dei senegalesi senza accesso all'assistenza sanitaria o ai benefici pensionistici. Sebbene siano in atto iniziative, come le cure mediche gratuite per i cittadini di età inferiore ai cinque anni e superiore ai 60 anni, queste forniscono una copertura incompleta a causa di vincoli finanziari. Secondo l'Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS), nel 2019 il Senegal ha destinato il 4,1% del PIL alla spesa sanitaria corrente. La spesa sanitaria pro capite è aumentata da 99,3 dollari nel 2009 a 144,8 dollari nel 2019. (…) Nel 2013, il governo ha introdotto la protezione sanitaria di base universale (Couverture Maladie Universelle), che si basa sulla rete informale esistente di mutuelles. Il programma si basa sull'adesione volontaria alle mutue locali, in particolare sui diritti di proprietà 6 Impresa privata 7 Ammortizzatori sociali 4 ITV
2024 | Il Senegal 19 nelle zone rurali e apporta fondi per sostenere la rete esistente. Il governo senegalese si è posto l'obiettivo ambizioso di raggiungere una copertura del 75% entro il 2017, ma non sembra aver raggiunto tale obiettivo. Secondo i dati del governo, la copertura sanitaria è aumentata dal
20% al 49,6% nei primi cinque anni del programma. ( : BTI 2024 Country Report Controparte_3
Senegal, 19 March 2024 https://www.ecoi.net/en/file/local/2105891/country_report_2024_SEN.pdf
[accessed 16 December 2024])
I lavoratori informali hanno avuto difficoltà ad accedere alla protezione sociale e all'assistenza sanitaria pubblica. La legge consente ai lavoratori autonomi di contribuire all'assistenza sanitaria autofinanziata, all'invalidità e alla pensione di vecchiaia, ma i lavoratori dell'economia informale hanno avuto difficoltà ad accedere ai sistemi di contribuzione e ai programmi di assistenza sociale come gli aiuti alimentari. Sebbene il governo abbia istituito una copertura sanitaria universale che garantisce assistenza sanitaria gratuita ai bambini piccoli e una copertura sanitaria di base per gli adulti attraverso programmi di mutua assicurazione, la maggior parte dei lavoratori informali è rimasta non assicurata. Il governo ha incluso i sindacati che rappresentano i lavoratori informali nella commissione istituita per monitorare il Fondo di risposta COVID-19.
(USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20
March 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2089141.html)
Nel caso che qui ci occupa, la documentazione in atti (in particolare il certificato della Casa della
Salute di Ladispoli del 24.02.2023) evidenzia che il ricorrente è affetto da diabete di tipo 2 dal
07.01.2022 ed è “attualmente in terapia con ipoglicemizzanti orali. Visto il quadro clinico sono necessarie visite di controllo per l'ottimizzazione della terapia e di controllo dell'andamento glicemico, e visite specialistiche per il controllo delle complicanze diabetiche”.
Da quanto premesso consegue che il ricorrente se rimpatriato in Senegal potrebbe riscontrare delle pagina 3 di 4 difficoltà a sottoporsi ai controlli medici periodici né potrebbe con certezza avere accesso alla terapia farmacologica. Al contempo, con un eventuale rimpatrio egli dovrebbe ingiustificatamente interrompere le cure e i controlli medici svolti in Italia dal 2022.
Per tali ragioni deve essere riconosciuto al ricorrente il permesso di soggiorno per cure mediche ex art. 19 co.2 lett. d-bis d.lgs. 286/98, come da questi richiesto.
Spese compensate in ragione dell'ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
Riconosce alla ricorrente il permesso di soggiorno per cure mediche ex art. 19 co.2 lett. d-bis d.lgs.
286/98 e dispone trasmettersi gli atti al Questore per i provvedimenti di competenza;
spese compensate.
Roma, 08/01/2025
Il Presidente
Dott.ssa Antonella Di Tullio
pagina 4 di 4
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
SEZIONE DIRITTI DELLA PERSONA E IMMIGRAZIONE CIVILE
Il Tribunale, in composizione collegiale, in persona di dott.ssa Antonella Di Tullio Presidente relatore dott. Corrado Bile Giudice dott. Giuseppe Ciccarelli Giudice
Nella causa civile iscritta al n. r.g. 22856/23 promossa da:
(CF , con il patrocinio dell'avv. Francesca Russo;
Parte_1 C.F._1
contro
, in persona del ministro pro tempore, la , in Controparte_1 Controparte_2
persona del Questore pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall'Avvocatura Generale dello
Stato;
SENTENZA
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
Il ricorrente ha impugnato tempestivamente il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per cure mediche emesso dalla Questura di in data 7/03/23 e notificato 28/03/23. Si legge nel CP_2
provvedimento che la documentazione presentata dall'istante “non risulta idonea a sostegno di quanto previsto dall'art. 19 comma 2 lett. d bis del D.lgs. 286/98”.
Nell'atto introduttivo il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 32 comma 3 del d.lgs. 25/2008, non avendo la Questura richiesto il parere della Commissione Territoriale, nonché' la violazione dell'art. 5 commi 5-6 del d.lgs. 286/98.
Parte resistente- ritualmente notificato dopo la concessione di un nuovo termine- non si è costituito in giudizio.
Il Tribunale sospendeva l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato in ragione della pagina 1 di 4 documentazione medica depositata.
Il ricorso deve essere accolto.
L'articolo 19 d.lgs. 286/98, prevede le condizioni di inespellibilità dello straniero dal territorio italiano e fonda il principio c.d. di non refoulement, ossia di non respingimento;
con la previsione al comma 2 della lettera d-bis del divieto di espulsione nei confronti degli stranieri che versano in gravi condizioni psicofisiche o derivanti da gravi patologie, accertate mediante idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi, in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. Il permesso di soggiorno per cure mediche – della durata non superiore ad un anno- è rinnovabile finché persistono le condizioni certificate. Ai sensi dell'art. 32 comma 3.1 del d.lgs. 25 del
2008, la Commissione Territoriale, nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, qualora sussistano i presupposti di cui all'art. 19 co.2 lett. d bis del d.lgs. 286/98, trasmette gli atti al
Questore per il rilascio del permesso per cure mediche.
Come emerge dalla documentazione medica depositata in atti è affetto da diabete del Parte_1
secondo tipo e segue un percorso terapeutico salvavita sul territorio, che non può interrompersi trattandosi di una malattia cronica.
Le fonti consultate relative al Paese di origine testimoniano che in Senegal l'accesso alle cure e ai farmaci per patologie quali il diabete non è sempre agevole e facilmente raggiungibile per tutte le persone affette:
Questa rapida progressione del diabete è una delle principali sfide del centro nazionale per il diabete, la cui capacità è stata ampiamente superata. Ciò ha un impatto sulla qualità dell'assistenza ai pazienti: invece di effettuare controlli ogni due o tre mesi come raccomandato, possiamo fornire solo due o anche una consulenza all'anno. A livello nazionale, nonostante i maggiori sforzi per decentralizzare l'assistenza e formare gli operatori sanitari, le risorse umane sono ancora insufficienti e mancano ancora infrastrutture e attrezzature per la cura adeguata del diabete e delle sue complicanze. Il Senegal non ha ancora un programma nazionale sul diabete, ma piuttosto una divisione per le malattie non trasmissibili all'interno del Ministero della Salute. Sono stati sviluppati standard e protocolli per migliorare la gestione di questa malattia e dei suoi fattori di rischio. Vengono svolte diverse attività, ma i progetti sono finanziati dai donatori e affrontano sfide ricorrenti di sostenibilità poiché non esistono finanziamenti nazionali per l'attuazione delle strategie. (“On the frontlines of diabetes fight in
Senegal”- 15/11/21 https://www.afro.who.int/news/frontlines-diabetes-fight- senegal#:~:text=Currently%2C%20nearly%2060%20000%20diabetes, CodiceFiscale_2
https://www.afro.who.int/news/frontlines-diabetes-fight-senegal)
[...] pagina 2 di 4 Il regime di welfare in Senegal è rudimentale e si rivolge principalmente ai dipendenti del settore formale. La copertura è limitata e frammentata, lasciando la maggior parte dei senegalesi senza accesso all'assistenza sanitaria o ai benefici pensionistici. Sebbene siano in atto iniziative, come le cure mediche gratuite per i cittadini di età inferiore ai cinque anni e superiore ai 60 anni, queste forniscono una copertura incompleta a causa di vincoli finanziari. Secondo l'Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS), nel 2019 il Senegal ha destinato il 4,1% del PIL alla spesa sanitaria corrente. La spesa sanitaria pro capite è aumentata da 99,3 dollari nel 2009 a 144,8 dollari nel 2019. (…) Nel 2013, il governo ha introdotto la protezione sanitaria di base universale (Couverture Maladie Universelle), che si basa sulla rete informale esistente di mutuelles. Il programma si basa sull'adesione volontaria alle mutue locali, in particolare sui diritti di proprietà 6 Impresa privata 7 Ammortizzatori sociali 4 ITV
2024 | Il Senegal 19 nelle zone rurali e apporta fondi per sostenere la rete esistente. Il governo senegalese si è posto l'obiettivo ambizioso di raggiungere una copertura del 75% entro il 2017, ma non sembra aver raggiunto tale obiettivo. Secondo i dati del governo, la copertura sanitaria è aumentata dal
20% al 49,6% nei primi cinque anni del programma. ( : BTI 2024 Country Report Controparte_3
Senegal, 19 March 2024 https://www.ecoi.net/en/file/local/2105891/country_report_2024_SEN.pdf
[accessed 16 December 2024])
I lavoratori informali hanno avuto difficoltà ad accedere alla protezione sociale e all'assistenza sanitaria pubblica. La legge consente ai lavoratori autonomi di contribuire all'assistenza sanitaria autofinanziata, all'invalidità e alla pensione di vecchiaia, ma i lavoratori dell'economia informale hanno avuto difficoltà ad accedere ai sistemi di contribuzione e ai programmi di assistenza sociale come gli aiuti alimentari. Sebbene il governo abbia istituito una copertura sanitaria universale che garantisce assistenza sanitaria gratuita ai bambini piccoli e una copertura sanitaria di base per gli adulti attraverso programmi di mutua assicurazione, la maggior parte dei lavoratori informali è rimasta non assicurata. Il governo ha incluso i sindacati che rappresentano i lavoratori informali nella commissione istituita per monitorare il Fondo di risposta COVID-19.
(USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20
March 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2089141.html)
Nel caso che qui ci occupa, la documentazione in atti (in particolare il certificato della Casa della
Salute di Ladispoli del 24.02.2023) evidenzia che il ricorrente è affetto da diabete di tipo 2 dal
07.01.2022 ed è “attualmente in terapia con ipoglicemizzanti orali. Visto il quadro clinico sono necessarie visite di controllo per l'ottimizzazione della terapia e di controllo dell'andamento glicemico, e visite specialistiche per il controllo delle complicanze diabetiche”.
Da quanto premesso consegue che il ricorrente se rimpatriato in Senegal potrebbe riscontrare delle pagina 3 di 4 difficoltà a sottoporsi ai controlli medici periodici né potrebbe con certezza avere accesso alla terapia farmacologica. Al contempo, con un eventuale rimpatrio egli dovrebbe ingiustificatamente interrompere le cure e i controlli medici svolti in Italia dal 2022.
Per tali ragioni deve essere riconosciuto al ricorrente il permesso di soggiorno per cure mediche ex art. 19 co.2 lett. d-bis d.lgs. 286/98, come da questi richiesto.
Spese compensate in ragione dell'ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
Riconosce alla ricorrente il permesso di soggiorno per cure mediche ex art. 19 co.2 lett. d-bis d.lgs.
286/98 e dispone trasmettersi gli atti al Questore per i provvedimenti di competenza;
spese compensate.
Roma, 08/01/2025
Il Presidente
Dott.ssa Antonella Di Tullio
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