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Sentenza 1 agosto 2025
Sentenza 1 agosto 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brescia, sentenza 01/08/2025, n. 3419 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brescia |
| Numero : | 3419 |
| Data del deposito : | 1 agosto 2025 |
Testo completo
N. R.G. 15637/2023
REPUBBLICA ITALIANA
TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA
Sezione Specializzata in materia di Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera Circolazione dei Cittadini dell'UE
I N N O M E D E L P O P O L O I T A L I A N O
* * *
Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice Luciano Ambrosoli, nel procedimento iscritto al n.r.g. 15637/2023, promosso da:
1) , nato a [...]/SC, il 18/06/1993; Parte_1
2) nato a [...]/SC, il 16/01/2003; Controparte_1
3) , nata a [...]/SC, il 21/01/1992; Controparte_2 Pt_2
4) nata a [...]/PR, il 04/03/1992; Controparte_3
5) nata a [...]/PR, il 24/08/1966; Controparte_4
6) , nata a [...]/PR, l'11/01/2002; Controparte_5
7) , nata a [...]/PR, il 09/11/1967; Controparte_6
8) , nato ad [...]/SC, il 01/06/2000; Controparte_7
9) nato a [...]/SC, il 22/09/1955; CP_8
10) nata a [...]/PR, il 10/11/1962; Parte_3
11) , nata a [...]/SC, l'11/04/1986; Parte_4
12) , nato a [...]/SC, il 21/08/2016, minorenne, Persona_1 rappresentato ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
13) , nata a [...]/SC, il 19/09/2019, Parte_5 minorenne, rappresentata ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
14) , nato a [...]/SC, il 14/10/1994; Controparte_9
15) nata a [...]/PR, il 28/08/1997; Parte_6
16) nata a [...]/SC, il 27/06/1970; Parte_7
17) nata a [...]/SC, il 06/08/2003; Parte_8
18) , nato a [...]/PR, il 04/07/1995; Controparte_10
19) , nata a [...]/PR, il 19/08/1990; Controparte_11
tutti rappresentati e difesi dall'avv. Ludovica Amenta del foro di Catania RICORRENTI contro
Controparte_12
1
[...] con il patrocinio dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Brescia RESISTENTE
PUBBLICO MINISTERO in sede INTERVENUTO
In esito all'udienza del 3 luglio 2025, tenutasi nelle forme previste dall'art. 127-ter c.p.c., ha pronunciato la seguente
SENTENZA (ai sensi dell'art. 281-terdecies c.p.c.)
* * *
RILEVATO IN FATTO
1. Con atto depositato il 19/12/2023, i ricorrenti hanno chiesto l'accertamento della loro cittadinanza italiana iure sanguinis.
Si procede ai sensi dell'art. 3 co. 2 del D.lgs. n. 13/17 («Le sezioni specializzate sono altresì competenti per le controversie in materia di accertamento dello stato di apolidia e dello stato di cittadinanza italiana»); dell'art. 4 co. 5 II periodo del medesimo D.lgs., introdotto dalla Legge n. 206/22 a decorrere dal 22.6.22 («Quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani») e dell'art. 19-bis del D.lgs. n. 150/11 («Le controversie in materia di accertamento dello stato di apolidia e di cittadinanza italiana sono regolate dal rito semplificato di cognizione»).
2. A sostegno della domanda, i ricorrenti deducono di essere discendenti del cittadino italiano nato a [...] il [...], ed espongono che: Persona_2
- ovvero è cittadino italiano nato a [...] Persona_2 Persona_2
Bergamo (Italia) il 14.04.1856, figlio di e Persona_3 Persona_4
e mai è stato naturalizzato cittadino brasiliano, così conservando la cittadinanza italiana, trasmessa ai suoi discendenti senza interruzioni, come risulta dal certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dal Ministero di Giustizia e Pubblica Sicurezza brasiliano, con apostilla n. 2375310 del 13.11.2023;
- in data 26.06.1910 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_2 [...]
dalla loro unione nascevano a NG (SC-Brasile) tre figli: CP_13
o in data 01.04.1899 Persona_5
o in data 16.08.1903 Persona_6
o in data 17.12.1909 Persona_7
- in data 09.08.1924 contraeva matrimonio in Brasile con e Persona_5 Persona_8 dalla loro unione nascevano a Bom RO (SC-Brasile) due figli:
o in data 15.10.1936 Persona_9
o in data 13.01.1938 Persona_10
- in data 07.08.1965 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_9 Persona_11 passando lei a chiamarsi e dalla loro unione nascevano a CA Persona_12
(PR-Brasile) due figlie:
2 o in data 16.03.1968 quest'ultima in data 27.06.1987 contraeva Persona_13 matrimonio in Brasile con passando lei a chiamarsi Persona_14 [...]
e dalla loro unione nasceva a NO AU (PR-Brasile) in Persona_15 data 04.03.1992 odierna ricorrente;
quest'ultima in data Controparte_3
05.02.2016 contraeva matrimonio in Brasile con , per poi Persona_16 divorziare nel 2019;
o in data 31.08.1969 quest'ultima in data 12.05.1995 Persona_17 contraeva matrimonio in Brasile con , passando lei a chiamarsi Persona_18
, e dalla loro unione nasceva a CA (PR- Persona_19
Brasile) in data 11.01.2002 , odierna ricorrente;
Controparte_5
- in data 25.02.1958 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_10 Persona_20
dalla loro unione sono nascevano quattro figli:
[...]
o a VE (PR-Brasile) in data 25.05.1961 quest'ultimo in Persona_21 data 22.02.1997 contraeva matrimonio in Brasile con , per poi separarsi Persona_22 nel 2008, e dalla loro unione nasceva a EA (PR-Brasile) in data 28.08.1997
[...]
odierna ricorrente;
Parte_6
o a NO AU (PR-Brasile) in data 10.11.1962 Parte_3 odierna ricorrente;
o a CA (PR-Brasile) in data 24.08.1966 odierna ricorrente;
Controparte_4
o a CA (PR-Brasile) in data 09.11.1967 quest'ultima in Controparte_6 data 26.05.1990 contraeva matrimonio in Brasile con , Persona_23 passando lei a chiamarsi (odierna ricorrente), e Controparte_6 dalla loro unione nascevano a EA (PR-Brasile) due figli, odierni ricorrenti:
▪ in data 19.08.1990 ; Controparte_11
▪ in data 04.07.1995 ; Controparte_10
- in data 18.05.1927 contraeva matrimonio in Brasile con e Persona_6 Persona_24 dalla loro unione nasceva a IN do SU (SC-Brasile) in data 08.10.1934 Persona_25
[...]
- in data 27.09.1958 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_25 Per_26
e dalla loro unione nascevano a Rio do Campo (SC-Brasile) tre figli:
[...]
o in data 22.09.1955 odierno ricorrente, quest'ultimo in data 13.06.1987 CP_8 contraeva matrimonio in Brasile con , per poi divorziare nel Persona_27
2013;
o in data 18.12.1956 quest'ultima in data 15.12.1984 contraeva Parte_9 matrimonio religioso in Brasile con , passando lei a Persona_28 chiamarsi , e dalla loro unione nascevano a IL (SC- Parte_10
Brasile) tre figli, odierni ricorrenti:
▪ in data 11.04.1986 ; dalla relazione di Parte_4 quest'ultima con nascevano a IL (SC-Brasile) due Persona_29 figli, odierni ricorrenti:
❖ in data 21.08.2016 ; Per_1 Persona_1
❖ in data 19.09.2019 ; Parte_5
▪ in data 21.01.1992 ; Parte_11
▪ in data 14.10.1994 ; CP_9 Pt_2
3 o in data 14.08.1958 quest'ultima in data 23.09.1978 contraeva Persona_30 matrimonio religioso in Brasile con , passando lei a chiamarsi Persona_31
, e dalla loro unione nasceva a IL (SC-Brasile) in data Persona_32
18.06.1993 , odierno ricorrente;
Parte_1
- in data 25.04.1933 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_7 [...]
e dalla loro unione nasceva a IN do SU (SC-Brasile) in data CP_14
08.06.1934 Persona_33
- in data 30.04.1970 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_33 [...]
dalla loro unione nascevano a GA (SC-Brasile) due figlie: Persona_34
o in data 10.12.1963 quest'ultima in data 02.06.2001 contraeva Persona_35 matrimonio religioso in Brasile con passando lei Persona_36
a chiamarsi e dalla loro unione nasceva a Controparte_15
GA (SC-Brasile) in data 06.08.2003 Persona_37 odierna ricorrente;
o in data 27.06.1970 quest'ultima in data 13.02.1994 contraeva Parte_7 matrimonio religioso in Brasile con passando lei a Persona_38 chiamarsi (odierna ricorrente), e dalla loro Parte_7 unione nascevano a GA (SC-Brasile) due figli, odierni ricorrenti:
▪ in data 01.06.2000 ; Controparte_7
▪ in data 16.01.2003 Controparte_1
3. Il , tramite l'Avvocatura Distrettuale dello Stato, si è costituito in giudizio Controparte_12 il 15 gennaio 2025, chiedendo di valutare nel merito la domanda previo accertamento di eventuali cause estintive del diritto.
4. Il Pubblico Ministero, cui il ricorso è stato comunicato in data 22 luglio 2024, si è limitato a prenderne visione.
5. Il Giudice ha fissato udienza – anche per la precisazione delle conclusioni e la discussione della causa ai sensi degli artt. 281-terdecies e 281-sexies c.p.c. – in data 3 luglio 2025, sostituendola ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c. con il deposito di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni. In data 30 giugno 2025 parte ricorrente ha tempestivamente depositato nota scritta, con cui si è riportata al contenuto del ricorso, insistendo per il suo accoglimento. La causa è stata, pertanto, trattenuta in decisione.
* * *
RITENUTO IN DIRITTO
1. Va innanzitutto premesso che né la previa proposizione della domanda in via amministrativa né il superamento del termine previsto per la conclusione del relativo procedimento (settecentotrenta giorni ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 362/94) costituiscono condizione di procedibilità: in quanto sanzione processuale limitativa del diritto di azione, essa avrebbe dovuto essere prevista espressamente e non può essere oggetto di interpretazione estensiva. D'altronde, il ben noto ritardo delle Autorità Consolari, dovuto all'elevatissima mole di istanze pervenute, si traduce nell'impossibilità di fatto di vedere riconosciuto un diritto fondamentale e originario come la cittadinanza, con conseguente ammissibilità del rimedio giurisdizionale (cfr., ex plurimis, Tribunale di Roma, ord. 19 novembre 2021, n. 21806).
2.1. Il quadro storico-normativo può essere così ricostruito:
4 - lo Statuto Albertino, promulgato dal Re di Sardegna il 4.3.1848, non recava una Parte_12 definizione di chi dovesse intendersi come “regnicolo”;
- con la proclamazione del Regno d'Italia il 17.3.1861, per volontà di Vittorio Emanuele II lo Statuto Albertino divenne Legge Fondamentale del nuovo Stato;
- continuavano tuttavia ad applicarsi i vecchi codici civili degli Stati preunitari;
quello piemontese del 1837, per esempio, prevedeva che la cittadinanza derivasse dal padre (cfr. art. 19);
- il Codice Civile italiano del 1865 stabiliva all'art. 4 che «è cittadino il figlio di padre cittadino»; all'art. 14 che «la donna cittadina che si marita a uno straniero diviene straniera, sempreché col fatto del matrimonio acquisti la cittadinanza del marito»;
- il 19.10.1866 anche il Veneto venne annesso al Regno d'Italia; il 20.9.1870 fu la volta del Lazio;
il 16.7.1920 del Trentino e del Friuli;
- i cittadini degli Stati preunitari morti dopo quelle date erano dunque diventati e unanimemente considerati cittadini del Regno d'Italia;
- la Legge n. 555/1912 disciplinò per la prima volta in modo organico la cittadinanza italiana, abrogando le relative disposizioni del Codice Civile del 1865 (art. 17), ma comunque ribadendo che «è cittadino per nascita il figlio di padre cittadino» (art. 1) e che «la donna cittadina che si marita a uno straniero perde la cittadinanza italiana, sempreché il marito possieda una cittadinanza che pel fatto del matrimonio a lei si comunichi» (art. 10 co. 3);
- con la Costituzione entrata in vigore l'1.1.1948, l'Italia è diventata una Repubblica;
- anni dopo, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità delle due norme da ultimo richiamate: (i) la prima, con sent. n. 30/1987, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
(ii) la seconda, con sent. n. 87/1975, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna;
deve ritenersi che le stesse conclusioni valgano anche per gli identici artt. 4 e 14 del Codice Civile del 1865, sopra riportati;
- per dirimere alcuni contrasti insorti nella giurisprudenza di legittimità, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito che: «Le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1 gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso o la preminenza del marito nei rapporti familiari, sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale. Di certo non può costituire criterio ermeneutico in senso opposto degli effetti delle sentenze d'incostituzionalità delle leggi, la diffidenza della prassi amministrativa verso una eccessiva espansione della retroattività, che potrebbe dar luogo ad una moltiplicazione di richieste di cittadinanza dai discendenti dei cittadini italiani emigrati in altri Stati» (sent. n. 4466/09);
- da ultimo, la vigente Legge n. 91/92 stabilisce tra l'altro che «è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini» (art. 1).
2.2. Con particolare riferimento ai ricorrenti del Brasile, si era posto il problema della c.d. Grande Naturalizzazione, introdotta con decreto del governo sudamericano n. 58 A del 15.12.1889, a norma del quale gli italiani presenti in Brasile al 15.11.1889 avrebbero ottenuto la naturalizzazione automatica brasiliana, a meno che avessero manifestato entro sei mesi, dinanzi ai propri consolati, la volontà di conservare la cittadinanza italiana.
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite – richiamati gli artt. 3, 4, 16 ss. e 22 Cost., l'art. 15 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 10.12.1948 e il Trattato di Lisbona del 13.12.2007 – ha nondimeno solennemente affermato che: «Ogni persona ha un diritto soggettivo permanente e imprescrittibile
5 allo stato di cittadino, che congloba distinti ed egualmente fondamentali diritti;
ciò rileva anche in relazione all'esegesi delle norme dello Stato precostituzionale, ove ancora applicabili;
il diritto si può perdere per rinuncia, ma purché volontaria ed esplicita, in ossequio alla libertà individuale, e quindi mai per rinunzia tacita, a sua volta desumibile da una qualche forma di accettazione tacita di quella straniera impartita per provvedimento generalizzato di naturalizzazione». Ancor più nello specifico: «L'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla legge n. 555 del 1912, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva l'art. 11, n. 2, cod. civ. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia “ottenuto la cittadinanza in paese estero”, sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera - per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge del luogo -, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento» (sent. n. 25318/22).
Ne consegue che la cittadinanza italiana non sia stata persa nemmeno dagli italiani che, nel richiamato termine, non avessero espressamente dichiarato di volerla conservare.
3. La pronuncia delle Sezioni Unite n. 25318/22 ha definito inoltre il riparto dell'onere probatorio nei procedimenti per l'accertamento della cittadinanza iure sanguinis: «Secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale legge n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva».
I ricorrenti – mediante i documenti prodotti, debitamente tradotti e apostillati – hanno provato la linea di discendenza dall'avo e, con il certificato negativo di naturalizzazione, ch'egli non aveva perduto la cittadinanza italiana.
Di contro, il si è limitato a evocare l'accertamento di eventuali fattispecie Controparte_12 estintive del diritto, senza nemmeno allegarle (né aver provato una richiesta di informazioni all'Autorità Consolare, anche eventualmente per il tramite dell'Ufficiale dello stato civile del Comune competente).
Ai sensi dell'art. 2697 c.c., come noto, l'incertezza in ordine a una circostanza ricade sulla parte che aveva l'onere di provarne l'esistenza. Inoltre, nella materia de qua, eventuali poteri istruttori d'ufficio potrebbero essere attivati per corroborare la domanda (cfr. Cass., sez. I, 27 dicembre 2021, n. 41686; Cass., sez. I, 3 agosto 2017, n. 19428; Cass., sez. I, 5 novembre 2015, n. 22608) e non certo in modo totalmente esplorativo, al fine di rigettarla (nella materia che qui occupa, del resto, ciò si pone in linea con la qualificazione come fondamentale del diritto alla cittadinanza e con il favor espresso dalla normativa in materia per le interpretazioni tese a garantire la conservazione di tale diritto da parte degli emigrati e a circoscrivere le ipotesi di perdita dello stesso).
Pertanto, il ricorso merita accoglimento.
4. A margine, con particolare riguardo ai ricorrenti minorenni, merita sottolineare come non sia necessaria la previa autorizzazione del giudice tutelare, poiché l'art. 320 c.c. la impone soltanto per promuovere azioni relative ad atti eccedenti l'ordinaria amministrazione: tale non può essere
6 considerata la presente, avente ad oggetto la pronuncia dichiarativa di uno status già esistente e peraltro evidentemente vantaggiosa per il minore.
5. Tenuto conto della peculiarità della materia, della difficile esegesi del dettato normativo e della sostanziale non opposizione del resistente, sussistono giustificati motivi (cfr. Corte Cost., sent. n. 77/18) per compensare integralmente le spese di lite. Va, del resto, preso atto che il ritardo dell'amministrazione discende dall'oggettiva impossibilità di far fronte in tempi adeguati a un esorbitante numero di richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana.
P.Q.M.
Il Tribunale di Brescia in composizione monocratica, definitivamente pronunciando, in accoglimento della domanda,
- dichiara che:
1) , nato a [...]/SC, il 18/06/1993; Parte_1
2) nato a [...]/SC, il 16/01/2003; Controparte_1
3) , nata a [...]/SC, il 21/01/1992; Controparte_2 Pt_2
4) nata a [...]/PR, il 04/03/1992; Controparte_3
5) nata a [...]/PR, il 24/08/1966; Controparte_4
6) , nata a [...]/PR, l'11/01/2002; Controparte_5
7) , nata a [...]/PR, il 09/11/1967; Controparte_6
8) , nato ad [...]/SC, il 01/06/2000; Controparte_7
9) nato a [...]/SC, il 22/09/1955; CP_8
10) nata a [...]/PR, il 10/11/1962; Parte_3
11) , nata a [...]/SC, l'11/04/1986; Parte_4
12) , nato a [...]/SC, il 21/08/2016, minorenne, Persona_1 rappresentato ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
13) , nata a [...]/SC, il 19/09/2019, Parte_5 minorenne, rappresentata ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
14) , nato a [...]/SC, il 14/10/1994; Controparte_9
15) nata a [...]/PR, il 28/08/1997; Parte_6
16) nata a [...]/SC, il 27/06/1970; Parte_7
17) nata a [...]/SC, il 06/08/2003; Parte_8
18) , nato a [...]/PR, il 04/07/1995; Controparte_10
19) , nata a [...]/PR, il 19/08/1990; Controparte_11
meglio generalizzati nel ricorso, sono cittadini italiani;
- ordina al e, per esso, al competente Ufficiale dello Stato Civile di procedere Controparte_12 agli adempimenti previsti dalla legge, inclusa l'eventuale comunicazione all'Autorità Consolare;
- compensa per intero le spese di lite. Si comunichi. Così deciso in Brescia, il 31/7/2025 Il giudice Luciano Ambrosoli
7
REPUBBLICA ITALIANA
TRIBUNALE ORDINARIO di BRESCIA
Sezione Specializzata in materia di Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera Circolazione dei Cittadini dell'UE
I N N O M E D E L P O P O L O I T A L I A N O
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Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del giudice Luciano Ambrosoli, nel procedimento iscritto al n.r.g. 15637/2023, promosso da:
1) , nato a [...]/SC, il 18/06/1993; Parte_1
2) nato a [...]/SC, il 16/01/2003; Controparte_1
3) , nata a [...]/SC, il 21/01/1992; Controparte_2 Pt_2
4) nata a [...]/PR, il 04/03/1992; Controparte_3
5) nata a [...]/PR, il 24/08/1966; Controparte_4
6) , nata a [...]/PR, l'11/01/2002; Controparte_5
7) , nata a [...]/PR, il 09/11/1967; Controparte_6
8) , nato ad [...]/SC, il 01/06/2000; Controparte_7
9) nato a [...]/SC, il 22/09/1955; CP_8
10) nata a [...]/PR, il 10/11/1962; Parte_3
11) , nata a [...]/SC, l'11/04/1986; Parte_4
12) , nato a [...]/SC, il 21/08/2016, minorenne, Persona_1 rappresentato ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
13) , nata a [...]/SC, il 19/09/2019, Parte_5 minorenne, rappresentata ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
14) , nato a [...]/SC, il 14/10/1994; Controparte_9
15) nata a [...]/PR, il 28/08/1997; Parte_6
16) nata a [...]/SC, il 27/06/1970; Parte_7
17) nata a [...]/SC, il 06/08/2003; Parte_8
18) , nato a [...]/PR, il 04/07/1995; Controparte_10
19) , nata a [...]/PR, il 19/08/1990; Controparte_11
tutti rappresentati e difesi dall'avv. Ludovica Amenta del foro di Catania RICORRENTI contro
Controparte_12
1
[...] con il patrocinio dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Brescia RESISTENTE
PUBBLICO MINISTERO in sede INTERVENUTO
In esito all'udienza del 3 luglio 2025, tenutasi nelle forme previste dall'art. 127-ter c.p.c., ha pronunciato la seguente
SENTENZA (ai sensi dell'art. 281-terdecies c.p.c.)
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RILEVATO IN FATTO
1. Con atto depositato il 19/12/2023, i ricorrenti hanno chiesto l'accertamento della loro cittadinanza italiana iure sanguinis.
Si procede ai sensi dell'art. 3 co. 2 del D.lgs. n. 13/17 («Le sezioni specializzate sono altresì competenti per le controversie in materia di accertamento dello stato di apolidia e dello stato di cittadinanza italiana»); dell'art. 4 co. 5 II periodo del medesimo D.lgs., introdotto dalla Legge n. 206/22 a decorrere dal 22.6.22 («Quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani») e dell'art. 19-bis del D.lgs. n. 150/11 («Le controversie in materia di accertamento dello stato di apolidia e di cittadinanza italiana sono regolate dal rito semplificato di cognizione»).
2. A sostegno della domanda, i ricorrenti deducono di essere discendenti del cittadino italiano nato a [...] il [...], ed espongono che: Persona_2
- ovvero è cittadino italiano nato a [...] Persona_2 Persona_2
Bergamo (Italia) il 14.04.1856, figlio di e Persona_3 Persona_4
e mai è stato naturalizzato cittadino brasiliano, così conservando la cittadinanza italiana, trasmessa ai suoi discendenti senza interruzioni, come risulta dal certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dal Ministero di Giustizia e Pubblica Sicurezza brasiliano, con apostilla n. 2375310 del 13.11.2023;
- in data 26.06.1910 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_2 [...]
dalla loro unione nascevano a NG (SC-Brasile) tre figli: CP_13
o in data 01.04.1899 Persona_5
o in data 16.08.1903 Persona_6
o in data 17.12.1909 Persona_7
- in data 09.08.1924 contraeva matrimonio in Brasile con e Persona_5 Persona_8 dalla loro unione nascevano a Bom RO (SC-Brasile) due figli:
o in data 15.10.1936 Persona_9
o in data 13.01.1938 Persona_10
- in data 07.08.1965 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_9 Persona_11 passando lei a chiamarsi e dalla loro unione nascevano a CA Persona_12
(PR-Brasile) due figlie:
2 o in data 16.03.1968 quest'ultima in data 27.06.1987 contraeva Persona_13 matrimonio in Brasile con passando lei a chiamarsi Persona_14 [...]
e dalla loro unione nasceva a NO AU (PR-Brasile) in Persona_15 data 04.03.1992 odierna ricorrente;
quest'ultima in data Controparte_3
05.02.2016 contraeva matrimonio in Brasile con , per poi Persona_16 divorziare nel 2019;
o in data 31.08.1969 quest'ultima in data 12.05.1995 Persona_17 contraeva matrimonio in Brasile con , passando lei a chiamarsi Persona_18
, e dalla loro unione nasceva a CA (PR- Persona_19
Brasile) in data 11.01.2002 , odierna ricorrente;
Controparte_5
- in data 25.02.1958 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_10 Persona_20
dalla loro unione sono nascevano quattro figli:
[...]
o a VE (PR-Brasile) in data 25.05.1961 quest'ultimo in Persona_21 data 22.02.1997 contraeva matrimonio in Brasile con , per poi separarsi Persona_22 nel 2008, e dalla loro unione nasceva a EA (PR-Brasile) in data 28.08.1997
[...]
odierna ricorrente;
Parte_6
o a NO AU (PR-Brasile) in data 10.11.1962 Parte_3 odierna ricorrente;
o a CA (PR-Brasile) in data 24.08.1966 odierna ricorrente;
Controparte_4
o a CA (PR-Brasile) in data 09.11.1967 quest'ultima in Controparte_6 data 26.05.1990 contraeva matrimonio in Brasile con , Persona_23 passando lei a chiamarsi (odierna ricorrente), e Controparte_6 dalla loro unione nascevano a EA (PR-Brasile) due figli, odierni ricorrenti:
▪ in data 19.08.1990 ; Controparte_11
▪ in data 04.07.1995 ; Controparte_10
- in data 18.05.1927 contraeva matrimonio in Brasile con e Persona_6 Persona_24 dalla loro unione nasceva a IN do SU (SC-Brasile) in data 08.10.1934 Persona_25
[...]
- in data 27.09.1958 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_25 Per_26
e dalla loro unione nascevano a Rio do Campo (SC-Brasile) tre figli:
[...]
o in data 22.09.1955 odierno ricorrente, quest'ultimo in data 13.06.1987 CP_8 contraeva matrimonio in Brasile con , per poi divorziare nel Persona_27
2013;
o in data 18.12.1956 quest'ultima in data 15.12.1984 contraeva Parte_9 matrimonio religioso in Brasile con , passando lei a Persona_28 chiamarsi , e dalla loro unione nascevano a IL (SC- Parte_10
Brasile) tre figli, odierni ricorrenti:
▪ in data 11.04.1986 ; dalla relazione di Parte_4 quest'ultima con nascevano a IL (SC-Brasile) due Persona_29 figli, odierni ricorrenti:
❖ in data 21.08.2016 ; Per_1 Persona_1
❖ in data 19.09.2019 ; Parte_5
▪ in data 21.01.1992 ; Parte_11
▪ in data 14.10.1994 ; CP_9 Pt_2
3 o in data 14.08.1958 quest'ultima in data 23.09.1978 contraeva Persona_30 matrimonio religioso in Brasile con , passando lei a chiamarsi Persona_31
, e dalla loro unione nasceva a IL (SC-Brasile) in data Persona_32
18.06.1993 , odierno ricorrente;
Parte_1
- in data 25.04.1933 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_7 [...]
e dalla loro unione nasceva a IN do SU (SC-Brasile) in data CP_14
08.06.1934 Persona_33
- in data 30.04.1970 contraeva matrimonio in Brasile con Persona_33 [...]
dalla loro unione nascevano a GA (SC-Brasile) due figlie: Persona_34
o in data 10.12.1963 quest'ultima in data 02.06.2001 contraeva Persona_35 matrimonio religioso in Brasile con passando lei Persona_36
a chiamarsi e dalla loro unione nasceva a Controparte_15
GA (SC-Brasile) in data 06.08.2003 Persona_37 odierna ricorrente;
o in data 27.06.1970 quest'ultima in data 13.02.1994 contraeva Parte_7 matrimonio religioso in Brasile con passando lei a Persona_38 chiamarsi (odierna ricorrente), e dalla loro Parte_7 unione nascevano a GA (SC-Brasile) due figli, odierni ricorrenti:
▪ in data 01.06.2000 ; Controparte_7
▪ in data 16.01.2003 Controparte_1
3. Il , tramite l'Avvocatura Distrettuale dello Stato, si è costituito in giudizio Controparte_12 il 15 gennaio 2025, chiedendo di valutare nel merito la domanda previo accertamento di eventuali cause estintive del diritto.
4. Il Pubblico Ministero, cui il ricorso è stato comunicato in data 22 luglio 2024, si è limitato a prenderne visione.
5. Il Giudice ha fissato udienza – anche per la precisazione delle conclusioni e la discussione della causa ai sensi degli artt. 281-terdecies e 281-sexies c.p.c. – in data 3 luglio 2025, sostituendola ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c. con il deposito di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni. In data 30 giugno 2025 parte ricorrente ha tempestivamente depositato nota scritta, con cui si è riportata al contenuto del ricorso, insistendo per il suo accoglimento. La causa è stata, pertanto, trattenuta in decisione.
* * *
RITENUTO IN DIRITTO
1. Va innanzitutto premesso che né la previa proposizione della domanda in via amministrativa né il superamento del termine previsto per la conclusione del relativo procedimento (settecentotrenta giorni ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 362/94) costituiscono condizione di procedibilità: in quanto sanzione processuale limitativa del diritto di azione, essa avrebbe dovuto essere prevista espressamente e non può essere oggetto di interpretazione estensiva. D'altronde, il ben noto ritardo delle Autorità Consolari, dovuto all'elevatissima mole di istanze pervenute, si traduce nell'impossibilità di fatto di vedere riconosciuto un diritto fondamentale e originario come la cittadinanza, con conseguente ammissibilità del rimedio giurisdizionale (cfr., ex plurimis, Tribunale di Roma, ord. 19 novembre 2021, n. 21806).
2.1. Il quadro storico-normativo può essere così ricostruito:
4 - lo Statuto Albertino, promulgato dal Re di Sardegna il 4.3.1848, non recava una Parte_12 definizione di chi dovesse intendersi come “regnicolo”;
- con la proclamazione del Regno d'Italia il 17.3.1861, per volontà di Vittorio Emanuele II lo Statuto Albertino divenne Legge Fondamentale del nuovo Stato;
- continuavano tuttavia ad applicarsi i vecchi codici civili degli Stati preunitari;
quello piemontese del 1837, per esempio, prevedeva che la cittadinanza derivasse dal padre (cfr. art. 19);
- il Codice Civile italiano del 1865 stabiliva all'art. 4 che «è cittadino il figlio di padre cittadino»; all'art. 14 che «la donna cittadina che si marita a uno straniero diviene straniera, sempreché col fatto del matrimonio acquisti la cittadinanza del marito»;
- il 19.10.1866 anche il Veneto venne annesso al Regno d'Italia; il 20.9.1870 fu la volta del Lazio;
il 16.7.1920 del Trentino e del Friuli;
- i cittadini degli Stati preunitari morti dopo quelle date erano dunque diventati e unanimemente considerati cittadini del Regno d'Italia;
- la Legge n. 555/1912 disciplinò per la prima volta in modo organico la cittadinanza italiana, abrogando le relative disposizioni del Codice Civile del 1865 (art. 17), ma comunque ribadendo che «è cittadino per nascita il figlio di padre cittadino» (art. 1) e che «la donna cittadina che si marita a uno straniero perde la cittadinanza italiana, sempreché il marito possieda una cittadinanza che pel fatto del matrimonio a lei si comunichi» (art. 10 co. 3);
- con la Costituzione entrata in vigore l'1.1.1948, l'Italia è diventata una Repubblica;
- anni dopo, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità delle due norme da ultimo richiamate: (i) la prima, con sent. n. 30/1987, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
(ii) la seconda, con sent. n. 87/1975, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna;
deve ritenersi che le stesse conclusioni valgano anche per gli identici artt. 4 e 14 del Codice Civile del 1865, sopra riportati;
- per dirimere alcuni contrasti insorti nella giurisprudenza di legittimità, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito che: «Le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1 gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso o la preminenza del marito nei rapporti familiari, sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale. Di certo non può costituire criterio ermeneutico in senso opposto degli effetti delle sentenze d'incostituzionalità delle leggi, la diffidenza della prassi amministrativa verso una eccessiva espansione della retroattività, che potrebbe dar luogo ad una moltiplicazione di richieste di cittadinanza dai discendenti dei cittadini italiani emigrati in altri Stati» (sent. n. 4466/09);
- da ultimo, la vigente Legge n. 91/92 stabilisce tra l'altro che «è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini» (art. 1).
2.2. Con particolare riferimento ai ricorrenti del Brasile, si era posto il problema della c.d. Grande Naturalizzazione, introdotta con decreto del governo sudamericano n. 58 A del 15.12.1889, a norma del quale gli italiani presenti in Brasile al 15.11.1889 avrebbero ottenuto la naturalizzazione automatica brasiliana, a meno che avessero manifestato entro sei mesi, dinanzi ai propri consolati, la volontà di conservare la cittadinanza italiana.
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite – richiamati gli artt. 3, 4, 16 ss. e 22 Cost., l'art. 15 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 10.12.1948 e il Trattato di Lisbona del 13.12.2007 – ha nondimeno solennemente affermato che: «Ogni persona ha un diritto soggettivo permanente e imprescrittibile
5 allo stato di cittadino, che congloba distinti ed egualmente fondamentali diritti;
ciò rileva anche in relazione all'esegesi delle norme dello Stato precostituzionale, ove ancora applicabili;
il diritto si può perdere per rinuncia, ma purché volontaria ed esplicita, in ossequio alla libertà individuale, e quindi mai per rinunzia tacita, a sua volta desumibile da una qualche forma di accettazione tacita di quella straniera impartita per provvedimento generalizzato di naturalizzazione». Ancor più nello specifico: «L'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla legge n. 555 del 1912, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva l'art. 11, n. 2, cod. civ. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia “ottenuto la cittadinanza in paese estero”, sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera - per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge del luogo -, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento» (sent. n. 25318/22).
Ne consegue che la cittadinanza italiana non sia stata persa nemmeno dagli italiani che, nel richiamato termine, non avessero espressamente dichiarato di volerla conservare.
3. La pronuncia delle Sezioni Unite n. 25318/22 ha definito inoltre il riparto dell'onere probatorio nei procedimenti per l'accertamento della cittadinanza iure sanguinis: «Secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale legge n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva».
I ricorrenti – mediante i documenti prodotti, debitamente tradotti e apostillati – hanno provato la linea di discendenza dall'avo e, con il certificato negativo di naturalizzazione, ch'egli non aveva perduto la cittadinanza italiana.
Di contro, il si è limitato a evocare l'accertamento di eventuali fattispecie Controparte_12 estintive del diritto, senza nemmeno allegarle (né aver provato una richiesta di informazioni all'Autorità Consolare, anche eventualmente per il tramite dell'Ufficiale dello stato civile del Comune competente).
Ai sensi dell'art. 2697 c.c., come noto, l'incertezza in ordine a una circostanza ricade sulla parte che aveva l'onere di provarne l'esistenza. Inoltre, nella materia de qua, eventuali poteri istruttori d'ufficio potrebbero essere attivati per corroborare la domanda (cfr. Cass., sez. I, 27 dicembre 2021, n. 41686; Cass., sez. I, 3 agosto 2017, n. 19428; Cass., sez. I, 5 novembre 2015, n. 22608) e non certo in modo totalmente esplorativo, al fine di rigettarla (nella materia che qui occupa, del resto, ciò si pone in linea con la qualificazione come fondamentale del diritto alla cittadinanza e con il favor espresso dalla normativa in materia per le interpretazioni tese a garantire la conservazione di tale diritto da parte degli emigrati e a circoscrivere le ipotesi di perdita dello stesso).
Pertanto, il ricorso merita accoglimento.
4. A margine, con particolare riguardo ai ricorrenti minorenni, merita sottolineare come non sia necessaria la previa autorizzazione del giudice tutelare, poiché l'art. 320 c.c. la impone soltanto per promuovere azioni relative ad atti eccedenti l'ordinaria amministrazione: tale non può essere
6 considerata la presente, avente ad oggetto la pronuncia dichiarativa di uno status già esistente e peraltro evidentemente vantaggiosa per il minore.
5. Tenuto conto della peculiarità della materia, della difficile esegesi del dettato normativo e della sostanziale non opposizione del resistente, sussistono giustificati motivi (cfr. Corte Cost., sent. n. 77/18) per compensare integralmente le spese di lite. Va, del resto, preso atto che il ritardo dell'amministrazione discende dall'oggettiva impossibilità di far fronte in tempi adeguati a un esorbitante numero di richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana.
P.Q.M.
Il Tribunale di Brescia in composizione monocratica, definitivamente pronunciando, in accoglimento della domanda,
- dichiara che:
1) , nato a [...]/SC, il 18/06/1993; Parte_1
2) nato a [...]/SC, il 16/01/2003; Controparte_1
3) , nata a [...]/SC, il 21/01/1992; Controparte_2 Pt_2
4) nata a [...]/PR, il 04/03/1992; Controparte_3
5) nata a [...]/PR, il 24/08/1966; Controparte_4
6) , nata a [...]/PR, l'11/01/2002; Controparte_5
7) , nata a [...]/PR, il 09/11/1967; Controparte_6
8) , nato ad [...]/SC, il 01/06/2000; Controparte_7
9) nato a [...]/SC, il 22/09/1955; CP_8
10) nata a [...]/PR, il 10/11/1962; Parte_3
11) , nata a [...]/SC, l'11/04/1986; Parte_4
12) , nato a [...]/SC, il 21/08/2016, minorenne, Persona_1 rappresentato ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
13) , nata a [...]/SC, il 19/09/2019, Parte_5 minorenne, rappresentata ai fini del presente procedimento dalla madre esercente la responsabilità genitoriale;
Parte_4
14) , nato a [...]/SC, il 14/10/1994; Controparte_9
15) nata a [...]/PR, il 28/08/1997; Parte_6
16) nata a [...]/SC, il 27/06/1970; Parte_7
17) nata a [...]/SC, il 06/08/2003; Parte_8
18) , nato a [...]/PR, il 04/07/1995; Controparte_10
19) , nata a [...]/PR, il 19/08/1990; Controparte_11
meglio generalizzati nel ricorso, sono cittadini italiani;
- ordina al e, per esso, al competente Ufficiale dello Stato Civile di procedere Controparte_12 agli adempimenti previsti dalla legge, inclusa l'eventuale comunicazione all'Autorità Consolare;
- compensa per intero le spese di lite. Si comunichi. Così deciso in Brescia, il 31/7/2025 Il giudice Luciano Ambrosoli
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