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Sentenza 13 giugno 2025
Sentenza 13 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Mantova, sentenza 13/06/2025, n. 201 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Mantova |
| Numero : | 201 |
| Data del deposito : | 13 giugno 2025 |
Testo completo
UDIENZA DEL 13.6.2025 N. 625/2024 R.G.L.
REPUBBLICA ITALIANA
In nome del Popolo italiano
TRIBUNALE DI MANTOVA
SEZIONE LAVORO
***** in composizione monocratica e in funzione di Giudice del Lavoro, in persona del dott.
Emanuele CROCI, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
ex art. 53 Legge 133/2008
Nella causa civile n. R.G. lav. 535/2023 promossa da
(C.F. , con gli Avv.ti Maurizio Parte_1 C.F._1
Riommi, Daniele Verduchi e Silvia Rossi
PEC Email_1
- Email_2 Email_3
-Ricorrente -
contro
(C.F. ) RT P.IVA_1
-Resistente contumace-
Oggetto: carta docente All'udienza di discussione i procuratori delle parti concludevano come in atti.
*****
1. Le conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 7.8.2024 ha convenuto in giudizio avanti al Parte_1
Tribunale di Mantova – Sezione Lavoro – il RT
per sentir accogliere le seguenti conclusioni:
[...] Piaccia all'Ill.mo Giudice del Lavoro adito, contrariis reiectis, previa disapplicazione di tutti gli atti necessari:
- accertare e dichiarare l'illegittimità del mancato riconoscimento alla parte ricorrente della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione professionale del docente, per tutte le ragioni esposte o per quelle che l'Ill.mo Giudice adito vorrà indicare e per l'effetto
- accertare e dichiarare il diritto dell'odierna parte ricorrente a vedersi riconosciuta la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione professionale del docente per i periodi di insegnamento prestato con contratti a tempo determinato gli anni scolasti 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 o per il diverso periodo di giustizia
- condannare il all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento RT e la formazione del docente per la complessiva somma di €1.500,00 o per la diversa somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia, oltre alla rivalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
Con vittoria delle spese e del compenso professionale del presente giudizio, maggiorato del 30% ai sensi dell'art. 4 comma 1 bis del D.M. n. 55/2014 come introdotto dall'art. 1 comma 1 lett. b del D.M. n. 37 del 2018 stante la redazione del presente atto con la presenza di collegamenti ipertestuali, con gli accessori di legge oltre al rimborso del contributo unificato versato
*****
2. Fatto e svolgimento del processo
2.1. Parte ricorrente afferma di essere dipendente del RT con il profilo di docente.
2. In precedenza, la stessa ha sottoscritto con il medesimo RT
, sempre in qualità di docente, contratti a tempo determinato ed in particolare:
[...]
- dal 16.10.2020 al 31.08.2021;
- dal 20.09.2021 al 31.08.2022);
- dal 09.09.2022 al 31.08.2023 (docc. 2, 3, 4 - ricorso).
2.2. Attualmente è in servizio a tempo determinato presso l'
[...]
, come da contratto in atti. Controparte_2
2.3. Ciò svolgendo attività, sotto ogni profilo, omogenee rispetto a quelle dei colleghi a tempo indeterminato.
2.4. Con il ricorso, lamenta di non aver potuto usufruire, diversamente dai docenti di ruolo, della carta elettronica dell'importo di € 500,00 annuo prevista dall'art. 1, comma 121 legge n. 107/2015 e pedissequo DPCM 23.9.2015, per l'acquisto di beni e servizi formativi per lo sviluppo delle competenze professionali. Beneficio che è stato illegittimamente negato da
Pag. 2 di 9 parte dell'amministrazione, e ciò in violazione del principio di non discriminazione, come riconosciuto dalla giurisprudenza sul punto.
2.5. Radicato il contraddittorio, all'esito dell'udienza di comparizione delle parti, preso atto della mancata costituzione del convenuto, pur regolarmente citato, il Giudice ne CP_1 dichiarava la contumacia, ritenendo la causa matura per la decisione, fissava quindi udienza di discussione.
2.7. All'udienza di discussione, la difesa della ricorrente documentava la permanenza in servizio della stessa, come da documentazione allegata.
*****
Il ricorso è fondato e, pertanto, deve essere accolto.
*****
3. Ragioni della decisione
Al fine di dare conto delle ragioni dell'accoglimento del ricorso - nonché di illustrare le eccezioni preliminari sollevate dalla resistente - è utile ricostruire sinteticamente il quadro normativo e giurisprudenziale in materia.
*** * ***
3.1. Inquadramento normativo della controversia
3.1.1 Ai sensi dell'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a corsi di laurea, di laurea Controparte_3 magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché' per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. I successivi D.P.C.M. 23 settembre 2015 e 28 novembre 2016 hanno
Pag. 3 di 9 confermato l'esclusione dal beneficio in parola dei docenti assunti a tempo determinato, riservandola ai soli docenti di ruolo a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale.
*****
3.1.2. Sulla questione oggetto di causa, si è pronunziata la Corte di Giustizia Europea, nella causa C-450/21, con ordinanza resa in data 18 maggio 2022, a mezzo della quale ha affermato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale docente a tempo determinato di tale RT
il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di CP_1 sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
3.1.3. Nella suddetta decisione, il Giudice Europeo ha evidenziato come, “ai sensi dell'articolo
282 del decreto legislativo del 16 aprile 1994, n. 297 – Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (supplemento ordinario alla GURI n. 115, del 19 maggio 1994), l'aggiornamento delle conoscenze [sia] un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente. Esso è inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per le singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari, come approfondimento della preparazione didattica e come partecipazione alla ricerca e all'innovazione didattico-pedagogica”, e come “l'articolo 63 del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola, del 27 novembre
2007, preved[a], al comma 1, che l'amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizi”.
Pag. 4 di 9 3.1.4. Come ha già correttamente osservato il Tribunale di Milano, “considerato che i docenti a tempo determinato sono comparabili a quelli a tempo indeterminato dal punto di vista della natura del lavoro e delle competenze professionali richieste, non essendovi inoltre ragioni oggettive che giustifichino la differenza di trattamento rispetto al riconoscimento della carta docente (identiche essendo mansioni e funzioni), se ne deve concludere che la mera valorizzazione della natura temporanea del rapporto di lavoro
(al fine di escludere i docenti precari dall'accesso al beneficio) comporti per l'effetto una violazione della clausola 4 dell'accordo quadro” (Trib. Milano, Sez. Lav., 14 dicembre 2022, n. 3006). E nella stessa direzione si è pronunciato anche questo tribunale (sentenza tribunale di Mantova n.
161/2023 del 6.7.2023).
3.1.5. In questo senso, d'altronde, si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 16 marzo
2022, n. 1842, a mezzo della quale ha affermato che “spetta all'amministrazione pubblica l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza distinzione tra docenti a tempo indeterminato e determinato, strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”, osservando: “è evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale è tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti” (parte motiva).
3.1.6. Il Giudice Amministrativo, peraltro, ha evidenziato come “…il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grav[i] su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso: dunque, non è corretto ritenere – come fa la sentenza appellata – che l'erogazione della Carta vada a compensare la maggiore gravosità dello sforzo richiesto ai docenti di ruolo in chiave di aggiornamento e formazione, poiché un analogo sforzo non può che essere richiesto anche ai docenti non di ruolo, a pena, in caso contrario, di creare un sistema “a doppio binario”, non in grado di assicurare la complessiva qualità dell'insegnamento” (parte motiva).
3.1.7. Sulla base della richiamata motivazione, sono stati annullati il D.P.C.M. 25 settembre
2015, la nota applicativa del 15 ottobre 2015, n. 15219, e il D.P.C.M. 28 novembre 2016, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della carta docente.
Pag. 5 di 9 *****
3.2. Nel merito: fondatezza delle domande azionate dalla parte ricorrente
3.2.1. I principi richiamati nei paragrafi precedenti debbono trovare applicazione anche nel caso di specie, posto che non si ravvisa nessuna ragione obiettiva tale da giustificare un differente trattamento dell'odierna parte ricorrente rispetto ai docenti di ruolo.
3.2.2. Il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento attiene al livello qualitativo che deve essere, necessariamente, garantito dai docenti nello svolgimento delle attività di insegnamento loro demandate: un livello qualitativo che deve essere analogamente elevato, indipendentemente dal fatto che la prestazione sia resa a tempo indeterminato, a tempo determinato per l'intera durata di un anno scolastico, ovvero a tempo determinato per supplenze brevi che coprano – in ogni caso – un arco temporale significativo e rilevante, tenuto conto della funzione propria dell'emolumento di cui si discute.
3.2.3. Diversamente argomentando, si giungerebbe a escludere per una parte degli studenti degli istituti scolastici statali – quelli interessati da supplenze di breve periodo – il diritto al medesimo livello qualitativo di insegnamento assicurato agli altri. Conseguenza, evidentemente, inaccettabile.
*****
3.2.4. Si osservi, d'altra parte, che in questa specifica prospettiva si è recentemente pronunziato il Supremo Collegio, in sede di rinvio pregiudiziale ex art. 363bis c.p.c.
3.2.5. Con sentenza del 27 ottobre 2023, n. 29961, infatti, la Corte di Cassazione ha sottolineato come la ratio sottesa all'istituto sia quella di sostegno alla formazione e aggiornamento dei docenti (per i quali, si è visto, la formazione è – al contempo – diritto e dovere), ed ha ravvisato la necessità di rimuovere la discriminazione per disparità di trattamento subita dagli assunti a tempo determinato (per le assunzioni sussumibili nel concetto di didattica annua ovvero per supplenze per vacanza su organico di diritto e di fatto) rispetto ai docenti di ruolo, con conseguente diritto al riconoscimento della carta docente alla stregua di questi ultimi.
3.2.6. Il Giudice di legittimità ha escluso la natura retributiva dell'istituto e, nell'ambito dell'azione di adempimento tipica di questa tipologia di contenzioso, ha affermato che permane l'inserimento nel sistema scolastico – e, dunque, il diritto alla carta ove maturato
Pag. 6 di 9 per una certa annualità – sino a quando il docente precario resti iscritto nelle graduatorie per le supplenze e riceva eventualmente incarichi di supplenza. Per contro, in caso di cessazione dal servizio e/o esclusione dalle graduatorie, la carta non può più ritenersi fruibile e l'unico diritto eventualmente esercitabile è quello al risarcimento del danno.
3.2.7. A dispetto di quanto sostenuto dall'Amministrazione convenuta nelle difese svolte in questa tipologia di contenzioso, peraltro, il Supremo Collegio ha escluso che possa assumere rilevanza la mancata presentazione della domanda da parte del docente precario, così come che possa trovare applicazione il regime di decadenza previsto per il caso di mancata utilizzazione nel biennio.
*****
3.2.8. Ciò posto, da ultimo, si osserva quanto segue.
3.2.9. Con l'art. 15 D.L. 69/2023, rubricato “Disposizioni in materia di Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente - Caso ARES (2021) 5623843”, il Legislatore ha disposto che “
1. La Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 123 della legge 13 luglio 2015, n. 107 è incrementata di 10,9 milioni di euro nell'anno 2023. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede ai sensi dell'articolo 26”.
3.2.10. La suddetta previsione non ha rilievo alcuno ai fini della presente decisione, non solo in quanto destinata a esplicare efficacia solo per il futuro e non rispetto agli Anni
Scolastici passati, ma altresì in quanto – regolamentando le sole supplenze annuali su posto vacante e disponibile (ossia, le supplenze con decorrenza sino al 31 agosto di ciascun anno scolastico) – lascia comunque prive di disciplina, con ogni conseguente criticità, le altre tipologie di supplenze.
4. Conclusioni
4.1. Alla luce di quanto sin qui considerato, deve dunque ritenersi accertato il diritto della parte ricorrente di ottenere rispettivamente la carta docente per gli anni scolastici indicati nel ricorso introduttivo per l'importo di € 500,00 per ciascun anno scolastico, non dando
Pag. 7 di 9 applicazione, per i motivi anzidetti, alle citate norme interne confliggenti con il dettato comunitario sopra ricostruito.
*****
4.2.
Considerato che
parte ricorrente è attualmente inserita nel sistema scolastico, come dimostrato dalla stessa, l'Amministrazione convenuta deve essere condannata a mettere a disposizione della stessa la suddetta carta docente, o altro equipollente, così che egli ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge.
4.3. In proposito si osserva, da un lato, che non può darsi luogo a una condanna di mero pagamento dell'importo corrispondente poiché, in questo modo, la parte fruirebbe delle relative somme senza il vincolo funzionale di destinazione imposto dal Legislatore proprio all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015; dall'altro, che l'importo di cui si discute non può essere maggiorato di interessi, in quanto – ex art. 2 D.P.C.M. 28 novembre 2016 – lo stesso è chiaramente indicato al valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni, nemmeno ove venga utilizzato nell'anno successivo a quello di erogazione.
*****
4.4. La regolazione delle spese di lite segue la soccombenza e, pertanto, l'Amministrazione convenuta deve essere condannata alla rifusione delle stesse nella misura di cui al dispositivo che tiene conto della natura seriale della controversia.
La sentenza è provvisoriamente esecutiva ex art. 431 c.p.c.
P.Q.M.
il Giudice, definitivamente pronunciando,
in accoglimento del ricorso,
ogni diversa istanza o eccezione disattesa o assorbita,
accerta e dichiara il diritto della parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di €
500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per gli anni 2020/2021,
2021/2022 e 2022/2023,
Conseguentemente, condanna la parte convenuta resistente a mettere a disposizione della ricorrente, quale contributo alla formazione professionale della parte ricorrente, detta carta
Pag. 8 di 9 docente, o altro equipollente, per l'importo complessivo di € 1.500,00, così che la stessa parte ricorrente ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge.
Condanna parte convenuta alla rifusione delle spese di lite, che liquida a favore di parte ricorrente in complessivi € 980,00, oltre spese generali e accessori come per legge.
Sentenza provvisoriamente esecutiva.
Mantova, 13.6.2025
IL GIUDICE
dott. Emanuele CROCI
Pag. 9 di 9
REPUBBLICA ITALIANA
In nome del Popolo italiano
TRIBUNALE DI MANTOVA
SEZIONE LAVORO
***** in composizione monocratica e in funzione di Giudice del Lavoro, in persona del dott.
Emanuele CROCI, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
ex art. 53 Legge 133/2008
Nella causa civile n. R.G. lav. 535/2023 promossa da
(C.F. , con gli Avv.ti Maurizio Parte_1 C.F._1
Riommi, Daniele Verduchi e Silvia Rossi
PEC Email_1
- Email_2 Email_3
-Ricorrente -
contro
(C.F. ) RT P.IVA_1
-Resistente contumace-
Oggetto: carta docente All'udienza di discussione i procuratori delle parti concludevano come in atti.
*****
1. Le conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 7.8.2024 ha convenuto in giudizio avanti al Parte_1
Tribunale di Mantova – Sezione Lavoro – il RT
per sentir accogliere le seguenti conclusioni:
[...] Piaccia all'Ill.mo Giudice del Lavoro adito, contrariis reiectis, previa disapplicazione di tutti gli atti necessari:
- accertare e dichiarare l'illegittimità del mancato riconoscimento alla parte ricorrente della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione professionale del docente, per tutte le ragioni esposte o per quelle che l'Ill.mo Giudice adito vorrà indicare e per l'effetto
- accertare e dichiarare il diritto dell'odierna parte ricorrente a vedersi riconosciuta la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione professionale del docente per i periodi di insegnamento prestato con contratti a tempo determinato gli anni scolasti 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 o per il diverso periodo di giustizia
- condannare il all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento RT e la formazione del docente per la complessiva somma di €1.500,00 o per la diversa somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia, oltre alla rivalutazione monetaria, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
Con vittoria delle spese e del compenso professionale del presente giudizio, maggiorato del 30% ai sensi dell'art. 4 comma 1 bis del D.M. n. 55/2014 come introdotto dall'art. 1 comma 1 lett. b del D.M. n. 37 del 2018 stante la redazione del presente atto con la presenza di collegamenti ipertestuali, con gli accessori di legge oltre al rimborso del contributo unificato versato
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2. Fatto e svolgimento del processo
2.1. Parte ricorrente afferma di essere dipendente del RT con il profilo di docente.
2. In precedenza, la stessa ha sottoscritto con il medesimo RT
, sempre in qualità di docente, contratti a tempo determinato ed in particolare:
[...]
- dal 16.10.2020 al 31.08.2021;
- dal 20.09.2021 al 31.08.2022);
- dal 09.09.2022 al 31.08.2023 (docc. 2, 3, 4 - ricorso).
2.2. Attualmente è in servizio a tempo determinato presso l'
[...]
, come da contratto in atti. Controparte_2
2.3. Ciò svolgendo attività, sotto ogni profilo, omogenee rispetto a quelle dei colleghi a tempo indeterminato.
2.4. Con il ricorso, lamenta di non aver potuto usufruire, diversamente dai docenti di ruolo, della carta elettronica dell'importo di € 500,00 annuo prevista dall'art. 1, comma 121 legge n. 107/2015 e pedissequo DPCM 23.9.2015, per l'acquisto di beni e servizi formativi per lo sviluppo delle competenze professionali. Beneficio che è stato illegittimamente negato da
Pag. 2 di 9 parte dell'amministrazione, e ciò in violazione del principio di non discriminazione, come riconosciuto dalla giurisprudenza sul punto.
2.5. Radicato il contraddittorio, all'esito dell'udienza di comparizione delle parti, preso atto della mancata costituzione del convenuto, pur regolarmente citato, il Giudice ne CP_1 dichiarava la contumacia, ritenendo la causa matura per la decisione, fissava quindi udienza di discussione.
2.7. All'udienza di discussione, la difesa della ricorrente documentava la permanenza in servizio della stessa, come da documentazione allegata.
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Il ricorso è fondato e, pertanto, deve essere accolto.
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3. Ragioni della decisione
Al fine di dare conto delle ragioni dell'accoglimento del ricorso - nonché di illustrare le eccezioni preliminari sollevate dalla resistente - è utile ricostruire sinteticamente il quadro normativo e giurisprudenziale in materia.
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3.1. Inquadramento normativo della controversia
3.1.1 Ai sensi dell'art. 1, co. 121, Legge 107/2015, “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a corsi di laurea, di laurea Controparte_3 magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché' per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”. I successivi D.P.C.M. 23 settembre 2015 e 28 novembre 2016 hanno
Pag. 3 di 9 confermato l'esclusione dal beneficio in parola dei docenti assunti a tempo determinato, riservandola ai soli docenti di ruolo a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale.
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3.1.2. Sulla questione oggetto di causa, si è pronunziata la Corte di Giustizia Europea, nella causa C-450/21, con ordinanza resa in data 18 maggio 2022, a mezzo della quale ha affermato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale docente a tempo determinato di tale RT
il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di CP_1 sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
3.1.3. Nella suddetta decisione, il Giudice Europeo ha evidenziato come, “ai sensi dell'articolo
282 del decreto legislativo del 16 aprile 1994, n. 297 – Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (supplemento ordinario alla GURI n. 115, del 19 maggio 1994), l'aggiornamento delle conoscenze [sia] un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente. Esso è inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per le singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari, come approfondimento della preparazione didattica e come partecipazione alla ricerca e all'innovazione didattico-pedagogica”, e come “l'articolo 63 del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola, del 27 novembre
2007, preved[a], al comma 1, che l'amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizi”.
Pag. 4 di 9 3.1.4. Come ha già correttamente osservato il Tribunale di Milano, “considerato che i docenti a tempo determinato sono comparabili a quelli a tempo indeterminato dal punto di vista della natura del lavoro e delle competenze professionali richieste, non essendovi inoltre ragioni oggettive che giustifichino la differenza di trattamento rispetto al riconoscimento della carta docente (identiche essendo mansioni e funzioni), se ne deve concludere che la mera valorizzazione della natura temporanea del rapporto di lavoro
(al fine di escludere i docenti precari dall'accesso al beneficio) comporti per l'effetto una violazione della clausola 4 dell'accordo quadro” (Trib. Milano, Sez. Lav., 14 dicembre 2022, n. 3006). E nella stessa direzione si è pronunciato anche questo tribunale (sentenza tribunale di Mantova n.
161/2023 del 6.7.2023).
3.1.5. In questo senso, d'altronde, si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 16 marzo
2022, n. 1842, a mezzo della quale ha affermato che “spetta all'amministrazione pubblica l'obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza distinzione tra docenti a tempo indeterminato e determinato, strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”, osservando: “è evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale è tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti” (parte motiva).
3.1.6. Il Giudice Amministrativo, peraltro, ha evidenziato come “…il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grav[i] su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso: dunque, non è corretto ritenere – come fa la sentenza appellata – che l'erogazione della Carta vada a compensare la maggiore gravosità dello sforzo richiesto ai docenti di ruolo in chiave di aggiornamento e formazione, poiché un analogo sforzo non può che essere richiesto anche ai docenti non di ruolo, a pena, in caso contrario, di creare un sistema “a doppio binario”, non in grado di assicurare la complessiva qualità dell'insegnamento” (parte motiva).
3.1.7. Sulla base della richiamata motivazione, sono stati annullati il D.P.C.M. 25 settembre
2015, la nota applicativa del 15 ottobre 2015, n. 15219, e il D.P.C.M. 28 novembre 2016, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della carta docente.
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3.2. Nel merito: fondatezza delle domande azionate dalla parte ricorrente
3.2.1. I principi richiamati nei paragrafi precedenti debbono trovare applicazione anche nel caso di specie, posto che non si ravvisa nessuna ragione obiettiva tale da giustificare un differente trattamento dell'odierna parte ricorrente rispetto ai docenti di ruolo.
3.2.2. Il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento attiene al livello qualitativo che deve essere, necessariamente, garantito dai docenti nello svolgimento delle attività di insegnamento loro demandate: un livello qualitativo che deve essere analogamente elevato, indipendentemente dal fatto che la prestazione sia resa a tempo indeterminato, a tempo determinato per l'intera durata di un anno scolastico, ovvero a tempo determinato per supplenze brevi che coprano – in ogni caso – un arco temporale significativo e rilevante, tenuto conto della funzione propria dell'emolumento di cui si discute.
3.2.3. Diversamente argomentando, si giungerebbe a escludere per una parte degli studenti degli istituti scolastici statali – quelli interessati da supplenze di breve periodo – il diritto al medesimo livello qualitativo di insegnamento assicurato agli altri. Conseguenza, evidentemente, inaccettabile.
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3.2.4. Si osservi, d'altra parte, che in questa specifica prospettiva si è recentemente pronunziato il Supremo Collegio, in sede di rinvio pregiudiziale ex art. 363bis c.p.c.
3.2.5. Con sentenza del 27 ottobre 2023, n. 29961, infatti, la Corte di Cassazione ha sottolineato come la ratio sottesa all'istituto sia quella di sostegno alla formazione e aggiornamento dei docenti (per i quali, si è visto, la formazione è – al contempo – diritto e dovere), ed ha ravvisato la necessità di rimuovere la discriminazione per disparità di trattamento subita dagli assunti a tempo determinato (per le assunzioni sussumibili nel concetto di didattica annua ovvero per supplenze per vacanza su organico di diritto e di fatto) rispetto ai docenti di ruolo, con conseguente diritto al riconoscimento della carta docente alla stregua di questi ultimi.
3.2.6. Il Giudice di legittimità ha escluso la natura retributiva dell'istituto e, nell'ambito dell'azione di adempimento tipica di questa tipologia di contenzioso, ha affermato che permane l'inserimento nel sistema scolastico – e, dunque, il diritto alla carta ove maturato
Pag. 6 di 9 per una certa annualità – sino a quando il docente precario resti iscritto nelle graduatorie per le supplenze e riceva eventualmente incarichi di supplenza. Per contro, in caso di cessazione dal servizio e/o esclusione dalle graduatorie, la carta non può più ritenersi fruibile e l'unico diritto eventualmente esercitabile è quello al risarcimento del danno.
3.2.7. A dispetto di quanto sostenuto dall'Amministrazione convenuta nelle difese svolte in questa tipologia di contenzioso, peraltro, il Supremo Collegio ha escluso che possa assumere rilevanza la mancata presentazione della domanda da parte del docente precario, così come che possa trovare applicazione il regime di decadenza previsto per il caso di mancata utilizzazione nel biennio.
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3.2.8. Ciò posto, da ultimo, si osserva quanto segue.
3.2.9. Con l'art. 15 D.L. 69/2023, rubricato “Disposizioni in materia di Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente - Caso ARES (2021) 5623843”, il Legislatore ha disposto che “
1. La Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 123 della legge 13 luglio 2015, n. 107 è incrementata di 10,9 milioni di euro nell'anno 2023. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede ai sensi dell'articolo 26”.
3.2.10. La suddetta previsione non ha rilievo alcuno ai fini della presente decisione, non solo in quanto destinata a esplicare efficacia solo per il futuro e non rispetto agli Anni
Scolastici passati, ma altresì in quanto – regolamentando le sole supplenze annuali su posto vacante e disponibile (ossia, le supplenze con decorrenza sino al 31 agosto di ciascun anno scolastico) – lascia comunque prive di disciplina, con ogni conseguente criticità, le altre tipologie di supplenze.
4. Conclusioni
4.1. Alla luce di quanto sin qui considerato, deve dunque ritenersi accertato il diritto della parte ricorrente di ottenere rispettivamente la carta docente per gli anni scolastici indicati nel ricorso introduttivo per l'importo di € 500,00 per ciascun anno scolastico, non dando
Pag. 7 di 9 applicazione, per i motivi anzidetti, alle citate norme interne confliggenti con il dettato comunitario sopra ricostruito.
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4.2.
Considerato che
parte ricorrente è attualmente inserita nel sistema scolastico, come dimostrato dalla stessa, l'Amministrazione convenuta deve essere condannata a mettere a disposizione della stessa la suddetta carta docente, o altro equipollente, così che egli ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge.
4.3. In proposito si osserva, da un lato, che non può darsi luogo a una condanna di mero pagamento dell'importo corrispondente poiché, in questo modo, la parte fruirebbe delle relative somme senza il vincolo funzionale di destinazione imposto dal Legislatore proprio all'art. 1, co. 121, Legge 107/2015; dall'altro, che l'importo di cui si discute non può essere maggiorato di interessi, in quanto – ex art. 2 D.P.C.M. 28 novembre 2016 – lo stesso è chiaramente indicato al valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni, nemmeno ove venga utilizzato nell'anno successivo a quello di erogazione.
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4.4. La regolazione delle spese di lite segue la soccombenza e, pertanto, l'Amministrazione convenuta deve essere condannata alla rifusione delle stesse nella misura di cui al dispositivo che tiene conto della natura seriale della controversia.
La sentenza è provvisoriamente esecutiva ex art. 431 c.p.c.
P.Q.M.
il Giudice, definitivamente pronunciando,
in accoglimento del ricorso,
ogni diversa istanza o eccezione disattesa o assorbita,
accerta e dichiara il diritto della parte ricorrente ad usufruire del beneficio economico di €
500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per gli anni 2020/2021,
2021/2022 e 2022/2023,
Conseguentemente, condanna la parte convenuta resistente a mettere a disposizione della ricorrente, quale contributo alla formazione professionale della parte ricorrente, detta carta
Pag. 8 di 9 docente, o altro equipollente, per l'importo complessivo di € 1.500,00, così che la stessa parte ricorrente ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge.
Condanna parte convenuta alla rifusione delle spese di lite, che liquida a favore di parte ricorrente in complessivi € 980,00, oltre spese generali e accessori come per legge.
Sentenza provvisoriamente esecutiva.
Mantova, 13.6.2025
IL GIUDICE
dott. Emanuele CROCI
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