Sentenza 26 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Taranto, sentenza 26/03/2025, n. 906 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Taranto |
| Numero : | 906 |
| Data del deposito : | 26 marzo 2025 |
Testo completo
RG 6161/2024
Tribunale di Taranto REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Taranto, in composizione monocratica, in persona della dott.ssa
RI AN, in funzione di giudice del lavoro, ha pronunciato la seguente
S E N T E N Z A CONTESTUALE nelle cause riunite decise all'udienza del 26.03.2025, promosse rispettivamente da:
E rappresentate e difese dall'Avv. Michele Parte_1 Parte_2
Brunetti
Ricorrenti
C O N T R O
, in persona del Ministro in carica Controparte_1
p.t., Convenuto contumace
Oggetto: Carta elettronica ex art. 1, co. 121-123, l. n° 107/2015
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con separati ricorsi depositati in data 14.06.2024 (RG 6161/24 ricorrente Pt_1
e RG 6163/24 ricorrente ); in data 6.12.24 (RG 11956/24 ricorrente Pt_2
) le parti ricorrenti dichiaravano di aver lavorato alle dipendenze del Pt_2
come docenti in forza dei seguenti contratti a tempo Controparte_1 determinato:
- quanto a nell'a.s. 2022/2023 dal 29.09.2022 al 30.06.2023; Parte_1 nell'a.s. 2023/2024 dall'1.09.2023 al 30.06.2024;
- quanto a nell'a.s. 2023/2024 dall'1.09.2023 al 30.06.2024 Parte_2
(ricorso RG 6163/24); nell'a.s. 2024/2025 dal 10.09.2024 al 30.06.2025 (ricorso
RG 11956/24).
Deducevano, altresì che, per i suddetti periodi non era stata loro riconosciuta la
“Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, di importo pari ad € 500,00 annui, finalizzata all'acquisto di beni e servizi formativi per lo sviluppo delle competenze professionali. Ciò in quanto, in base alla disciplina vigente di cui
Ritenendo che tale disciplina fosse discriminatoria per contrasto con il diritto comunitario, con gli artt. 3 e 35 Cost. e con gli artt. 63 e 64 del CCNL di categoria, entrambe le ricorrenti proponevano separati ricorsi chiedendo di accertare e dichiarare il loro diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” nella misura di €
500,00 annui e per l'effetto, condannare il alla attribuzione del beneficio CP_1 della Carta docente o, in via subordinata, al pagamento della somma di € 500,00 per ciascun anno di servizio non di ruolo prestato e, segnatamente, € 1.000,00 la ricorrente (€ 500,00 x 2); € 500,00 la ricorrente per ciascun Pt_1 Pt_2 ricorso proposto (RG 6163/24 e RG 11956/24) per un totale di € 1.000,00 (500,00
x 2).
All'udienza del 26.03.2025 veniva disposta la riunione ex art 274 cpc dei giudizi Rg
6163/24 e RG 11956/24 al giudizio RG 6161/24 di precedente iscrizione, in considerazione del rapporto di connessione oggettiva e parzialmente soggettiva intercorrente tra i giudizi in esame.
Non si costituiva in giudizio il quale, verificata la regolarità della CP_1 notifica, veniva dichiarata la contumacia.
Ciò posto, previamente discussa, la causa è decisa con la presente sentenza con motivazione contestuale.
I ricorsi sono fondati e vanno accolti per i motivi che seguono.
La normativa di riferimento in materia di “Carta docenti” è rappresentata dall'art. 1, co. 121, L. 13 luglio 2015, n. 107 il quale prevede che: “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno può essere utilizzata per l'acquisto di (…) La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria ne' reddito imponibile”.
Come chiarito dal successivo DPCM 28.11.2016 all'art. 3 co. 1 “la carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni Scolastiche Statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute … i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
L'istituto della Carta Docente si inserisce, pertanto, nel contesto del sistema della formazione degli insegnanti scolastici.
L'art. 282 del d. lgs. n. 297/1994 stabilisce, al comma 1, che “l'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale ispettivo, direttivo e docente (…) inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo delle scienze per singole discipline
e nelle connessioni interdisciplinari;
come approfondimento della preparazione didattica;
come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-pedagogica”.
Sulla stessa scia, secondo l'art. 63 del CCNL di comparto, “la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica di sviluppo delle risorse umane»; la disposizione aggiunge altresì che “l'Amministrazione è tenuta
a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”
e che tale formazione si realizza “anche attraverso strumenti che consentono
l'accesso a percorsi universitari, per favorire l'arricchimento e la mobilità professionale”; precisandosi poi ancora, al comma 2, l'impegno a realizzare “una formazione dei docenti in servizio organica e collegata ad un impegno di prestazione professionale che contribuisca all'accrescimento delle competenze richieste dal ruolo”.
L'art. 64 del medesimo CCNL afferma poi che “la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.
È indubbio che il diritto-dovere formativo proclamato e ribadito dalle norme citate riguardi non solo il personale di ruolo, ma anche i precari, non essendovi nessuna distinzione in tal senso nella normativa citata (cfr. Consiglio di Stato, sez. VII, 16 marzo 2022, n. 1842).
Ebbene, alla luce delle disposizioni richiamate, la scelta compiuta dal legislatore nazionale di non attribuire il beneficio della “Carta Docenti” agli insegnanti non di ruolo è stata ritenuta dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, in contrasto con la normativa comunitaria in quanto “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente
a tempo indeterminato del , e non al personale docente a Controparte_1 tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio finanziario CP_1 dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali
a distanza” (cfr. CGUE, sezione VI, ord. 18 maggio 2022, c-450/21).
Questa conclusione appare in linea con i principi di diritto già da tempo sanciti dalla CGUE in relazione al divieto di disparità di trattamento tra docenti di ruolo e precari, ribaditi dalla Suprema Corte in diverse pronunce nella quali si è affermato che un trattamento differenziato tra docenti di ruolo e precari sarebbe giustificato solo ove fondato su ragioni o differenze oggettive tali da rendere necessaria l'applicazione di una disciplina differenziata (Cass. lav. 16 luglio 2020 n° 15231;
Cass. n. 31150/19).
Fermo quanto detto, con specifico riferimento alla Carta docente ed alle problematiche giuridiche ed interpretative ad essa connessa si è di recente pronunciata la Cassazione con sentenza n. 29961 del 27.10.2023.
Con tale approdo la Suprema Corte ha affermato i seguenti principi di diritto:
“1. La Carta del Docente di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31 agosto, ai sensi dell'art.
4, comma 1, l. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi dell'art. 4, comma 2, della l. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al . CP_1 2. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n.
107 del 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per
l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n.
107 de 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4. L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma
1 e 2, l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.”
Alla luce di quanto esposto le domande proposte dalle parti ricorrenti devono essere accolte per gli aa.ss. indicati nei rispettivi ricorsi, avendo le stesse svolto incarichi fino al termine delle attività didattiche (cfr. contratti allegati da ciascuna ricorrente), e, considerato che al momento della pronuncia le medesime parti ricorrenti risultano ancora interne al sistema scolastico, dovrà riconoscersi il loro diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, nella misura di € 500,00 annui per gli anni scolastici indicati nei rispettivi ricorsi, con condanna del CP_1 convenuto ad adottare ogni consequenziale adempimento per garantire l'effettiva fruizione del suddetto beneficio economico mediante accredito su “Carta docente”, con le stesse regole assegnate ai dipendenti a tempo indeterminato.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza e, liquidate come da dispositivo, sono poste a carico del convenuto in ragione del perdurante inadempimento CP_1 dello stesso anche a fronte del venir meno del contrasto giurisprudenziale (Cass.
N. 29961 del 27.10.2023) che giustificava la compensazione integrale delle spese.
Si precisa, altresì, che si è fatta applicazione ai fini della liquidazione delle spese di lite, dei criteri previsti per la riunione di cause dall'art 4 co 2 DM 10.03.2024 n. 55
e dall'art 151 co 2 disp att cpc.
P.Q.M.
il Tribunale in composizione monocratica, in persona della dott.ssa RI AN, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando sui ricorsi proposti da E nei confronti di Parte_1 Parte_2 [...]
, così provvede: Controparte_1
1. Accoglie i ricorsi e dichiara il diritto delle ricorrenti al riconoscimento del beneficio economico di cui alla c.d. “Carta docente” per gli anni scolastici indicati nei rispettivi ricorsi e, segnatamente:
- aa.ss. 2022/2023 e 2023/2024 in favore di Parte_1
- aa.ss. 2023/2024 e 2024/2025 in favore di Parte_2
e, per l'effetto, condanna il convenuto a garantire la fruizione del suddetto CP_1 beneficio mediante accredito su “carta docente”, con le stesse regole assegnate ai dipendenti a tempo indeterminato;
2. Condanna il convenuto al pagamento delle spese di giudizio che liquida CP_1 in € 1.600,00 oltre spese generali 15%, IVA e CAP come per legge in favore del procuratore delle parti ricorrenti dichiaratosi antistatario.
Taranto, 26.03.2025
Il Giudice dott.ssa RI AN