Cass. civ., sez. II, sentenza 23/02/2024, n. 4816
CASS
Sentenza 23 febbraio 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è stato emesso dalla Corte Suprema di Cassazione, Seconda Sezione Civile, con la relazione della Dott.ssa Milena Falaschi. Le parti in causa hanno sollevato questioni relative alla violazione delle distanze legali, in particolare l'art. 907 c.c., a seguito dell'installazione di una scala metallica da parte dei convenuti, che l'attrice sosteneva fosse in violazione del diritto di veduta sulle proprie finestre. La ricorrente ha chiesto la demolizione della scala e il ripristino delle distanze legali, mentre i convenuti hanno contestato l'esistenza del diritto di veduta, sostenendo che non fosse stato provato.

Il giudice ha accolto i primi due motivi del ricorso principale, ritenendo che la Corte di appello avesse erroneamente applicato l'art. 907 c.c. senza accertare adeguatamente la situazione di fatto riguardante il diritto di veduta. La Corte ha sottolineato che l'apertura di vedute su un cortile di proprietà esclusiva non può essere considerata legittima senza una base contrattuale o un diritto di servitù. Pertanto, ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di appello di Genova per un nuovo esame, evidenziando la necessità di considerare gli elementi di giudizio in modo più approfondito.

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Massime1

L'apertura di una veduta da una parete di proprietà individuale verso il cortile di proprietà esclusiva di un edificio limitrofo (appartenente ad un diverso proprietario) è soggetta alle prescrizioni contenute nell'art. 905 c.c., finendo altrimenti per imporre una servitù di fatto a carico dell'immobile altrui, dato che il diritto di veduta comporta una permanente minorazione della utilizzabilità del bene che ne è gravato da parte di chiunque ne sia o ne divenga proprietario, con attribuzione alla proprietà vicina di un corrispondente vantaggio che a questa finisce per inerire come "qualitas", ossia con le caratteristiche di realità tali da inquadrarsi nello schema delle servitù.

Commentari3

  • 1commentato e spiegato semplicemente
    Virginia Sacco · https://www.lexplain.it/diritto/ · 25 settembre 2024

  • 2Apertura di luci e vedute su un cortile di proprietà esclusiva di un edificio: comportano una minorazione del bene che ne è gravato (Cass. 4816/24)
    Studio Legale Calvello · https://www.studiolegalecalvello.it/articoli/ · 3 marzo 2024

    LA VICENDA Tizia citava i proprietari di immobile confinante con quello attoreo attraverso un cortiletto, assumendo che l'affaccio sulla parete ovest della propria abitazione presentava tre ampie finestre che davano luce e aria, consentendo l'affaccio sul detto cortiletto/distacco gravato da servitù di vista. IL PRINCIPIO ENUNCIATO DALLA CORTE Il riconoscimento di un diritto di veduta comporta una permanente minorazione della utilizzabilità del bene che ne è gravato da parte di chiunque ne sia o ne divenga proprietario, con attribuzione all'edificio limitrofo di un corrispondente vantaggio che a questo finisce per inerire come qualitas, ossia con le caratteristiche di realità tali da …

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  • 3Diritto di veduta e panorama: rientra nello schema delle servitù
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 1 marzo 2024

    La Corte di Cassazione civile, sez. II, 23/02/2024, n.4816 ha affermato "il riconoscimento di un diritto di veduta comporta una permanente minorazione della utilizzabilità del bene che ne è gravato da parte di chiunque ne sia o ne divenga proprietario, con attribuzione all'edificio limitrofo di un corrispondente vantaggio che a questo finisce per inerire come qualitas, ossia con le caratteristiche di realità tali da inquadrarsi nello schema delle servitù. La sentenza integrale SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione notificato in data 12 giugno 2009 Gr.El., quale proprietaria, con atto notaio Casanova del 23.12.1969, dell'appartamento sito in Genova - Conigliano, via (Omissis) n. …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. II, sentenza 23/02/2024, n. 4816
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4816
Data del deposito : 23 febbraio 2024

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