Cass. pen., sez. V, sentenza 10/12/2013, n. 4663
CASS
Sentenza 10 dicembre 2013

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Massime2

Gli indizi devono corrispondere a dati di fatto certi - e, pertanto, non consistenti in mere ipotesi, congetture o giudizi di verosimiglianza - e devono, ex art. 192, comma secondo, cod. proc. pen. essere gravi - cioè in grado di esprimere elevata probabilità di derivazione dal fatto noto di quello ignoto - precisi - cioè non equivoci - e concordanti, cioè convergenti verso l'identico risultato. Requisiti tutti che devono rivestire il carattere della concorrenza, nel senso che in mancanza anche di uno solo di essi gli indizi non possono assurgere al rango di prova idonea a fondare la responsabilità penale. Inoltre, il procedimento della loro valutazione si articola in due distinti momenti: il primo diretto ad accertare il maggiore o minore livello di gravità e di precisione di ciascuno di essi, isolatamente considerato, il secondo costituito dall'esame globale e unitario tendente a dissolverne la relativa ambiguità. Il giudice di legittimità deve verificare l'esatta applicazione dei criteri legali dettati dall'art. 192, comma secondo, cod. proc. pen. e la corretta applicazione delle regole della logica nell'interpretazione dei risultati probatori.

In tema di prove, l'alibi non verificato o "fallito" è irrilevante sul piano probatorio, con la conseguenza che è manifestamente illogica l'inclusione nel compendio indiziario del fallimento dell'alibi dell'imputato.

Commentari5

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 10/12/2013, n. 4663
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4663
Data del deposito : 10 dicembre 2013

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