Cass. pen., sez. III, sentenza 05/11/2015, n. 3098
CASS
Sentenza 5 novembre 2015

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Nel reato di omesso versamento di IVA, previsto dall'art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000, il superamento della soglia di punibilità - fissata, in 250.000 euro, in seguito alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 158 del 2015, in 250.000 euro - non configura una condizione oggettiva di punibilità, bensì un elemento costitutivo del reato, con la conseguenza che la sua mancata integrazione comporta l'assoluzione con la formula "il fatto non sussiste". (In motivazione, la Corte ha precisato che l'integrazione della soglia non dipende, infatti, da un evento futuro ed incerto ma dallo stesso comportamento dell'agente che, con una condotta omissiva, contribuisce alla realizzazione del fatto tipico).

L'elemento soggettivo del reato di omesso versamento di IVA, previsto dall'art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000, è il dolo generico, da estendersi anche alla consapevolezza del superamento della soglia di punibilità, individuata, a seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 158 del 2015, in 250.000 euro dalla disposizione incriminatrice.

In tema di omesso versamento IVA, l'assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste" nell'ipotesi di mancata integrazione dell'elemento costitutivo della soglia di punibilità, non pregiudica il potere dell'amministrazione finanziaria di procedere all'accertamento della violazione e all'irrogazione delle relative sanzioni, in relazione all'imposta sotto-soglia dovuta e non versata.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 05/11/2015, n. 3098
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3098
Data del deposito : 5 novembre 2015

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