Cass. pen., sez. I, sentenza 03/07/2014, n. 34146
CASS
Sentenza 3 luglio 2014

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In materia di reato continuato, al giudice dell'esecuzione, che procede alla verifica dei presupposti temporali per l'applicazione dell'indulto, spetta, in assenza di indicazione da parte del giudice della cognizione, il potere-dovere di interpretare il giudicato, esplicitandone il contenuto e i limiti, anche non chiaramente espressi al fine di individuare il reato più grave, e di accertarne l'epoca di consumazione. (Fattispecie in cui la Suprema Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza della Corte di appello che in presenza di più violazioni della medesima disposizione normativa, aveva individuato il reato più grave in quello più risalente, all'esito di una valutazione orientata esclusivamente dall'applicazione del principio del "favor rei").

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 03/07/2014, n. 34146
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 34146
    Data del deposito : 3 luglio 2014

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