Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/11/2013, n. 2296
CASS
Sentenza 13 novembre 2013

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Una sentenza di condanna che si basi unicamente o in misura determinante su una testimonianza resa in fase di indagini da un soggetto che l'imputato non sia stato in grado di interrogare o far interrogare nel corso del dibattimento, integra una violazione dell'art. 6 CEDU - così come interpretato, da ultimo, dalla sentenza della Corte EDU, del 15 dicembre 2011, Al Khawaja e Tahery c/ Regno Unito - solo se il pregiudizio così arrecato ai diritti di difesa non sia stato controbilanciato da elementi sufficienti ovvero da solide garanzie procedurali in grado di assicurare l'equità del processo nel suo insieme. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto non configurabile la violazione dell'art. 6 CEDU in un caso in cui le dichiarazioni rese in sede di indagini, acquisite in dibattimento ex art. 512 bis cod. proc. pen., non erano, però, da considerarsi indispensabili per sostenere la fondatezza dell'accusa, essendo quest'ultima risultata provata alla luce di ulteriori emergenze processuali).

L'incompetenza per territorio va rilevata o eccepita, a pena di decadenza, prima della conclusione dell'udienza preliminare anche nell'ipotesi in cui quest'ultima si sia tenuta dinanzi al GUP distrettuale, ai sensi dell'art. 328, comma primo bis, cod. proc. pen.

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  • 1Ennesima condanna dell’Italia per violazione del diritto al
    Francesco Zacchè · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/11/2013, n. 2296
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2296
Data del deposito : 13 novembre 2013

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