Cass. pen., sez. VI, sentenza 03/03/2016, n. 18177
CASS
Sentenza 3 marzo 2016

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Massime1

Integra il reato di peculato e non quello di truffa aggravata la condotta dell'ufficiale giudiziario che si fa consegnare dalla cassa dell'ufficio UNEP somme maggiori rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento delle attività d'ufficio, successivamente alterando la documentazione volta a dimostrarne l'impiego in sede di rendiconto mensile, al fine di occultare l'appropriazione del denaro. (In motivazione, la Corte ha precisato che sussiste il delitto di peculato quando l'agente fa proprio il bene altrui del quale abbia già il possesso per ragione del suo ufficio, ricorrendo all'artificio o al raggiro esclusivamente per occultare la commissione dell'illecito).

Commentario1

  • 1Abuso d'ufficio: se la distrazione non comporta la perdita del bene non sussiste il peculato
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 28 agosto 2023

    La massima Integra il reato di peculato la condotta distrattiva del denaro o di altri beni che realizzi la sottrazione degli stessi alla destinazione pubblica e l'utilizzo per il soddisfacimento di interessi privatistici dell'agente, mentre è configurabile l'abuso d'ufficio quando si sia in presenza di una distrazione a profitto proprio che, tuttavia, si concretizzi in un uso indebito del bene che non ne comporti la perdita e la conseguente lesione patrimoniale a danno dell'ente cui appartiene. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente il reato di peculato a fronte della condotta del direttore generale di una società incaricata dello svolgimento di un pubblico servizio, che …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 03/03/2016, n. 18177
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 18177
Data del deposito : 3 marzo 2016

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