Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/02/2014, n. 14825
CASS
Sentenza 26 febbraio 2014

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In tema di peculato, il possesso qualificato dalla ragione di ufficio o di servizio non è solo quello che rientra nella competenza funzionale specifica del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio, ma anche quello che si basa su un rapporto che consenta al soggetto di inserirsi di fatto nel maneggio o nella disponibilità della cosa o del denaro altrui, rinvenendo nella pubblica funzione o nel servizio la sola occasione per tale comportamento, come accade quando la disponibilità sia conseguita mediante un esercizio arbitrario delle funzioni. (Fattispecie relativa all'appropriazione del denaro rinvenuto in possesso di due cittadini extracomunitari, da parte di alcuni carabinieri che avevano proceduto, con modalità arbitrarie, alla perquisizione dei predetti, nel contesto di un servizio finalizzato alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti).

In tema di delitti contro la P.A., la circostanza attenuante speciale prevista per i fatti di particolare tenuità ricorre quando il reato, valutato nella sua globalità, presenti una gravità contenuta, dovendosi a tal fine considerare non soltanto l'entità del danno economico o del lucro conseguito, ma ogni caratteristica della condotta, dell'atteggiamento soggettivo dell'agente e dell'evento da questi determinato. (In applicazione del principio, la Corte ha confermato l'esclusione dell'attenuante in relazione al comportamento di alcuni carabinieri che si erano appropriati di modeste somme di denaro, dopo aver sottoposto alcuni cittadini extra-comunitari a perquisizioni arbitrarie, connotate da "brutale violenza" e dall'approfittamento della loro superiorità numerica).

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  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Bologna riformava parzialmente la pronuncia di primo grado - assolvendo, tra l'altro, Giorgio D. e Andrea P. da alcuni specifici episodi di peculato; riconoscendo a Luca B. l'attenuante di cui all'art. 62, primo comma, n. 4, c.p.; rideterminando la pena per quest'ultimo e riducendo la pena accessoria per tutti gli imputati e la confisca per due di loro - e confermava nel resto la medesima pronuncia del 10 dicembre 2019 con la quale il Tribunale di Bologna aveva condannato: - Luigi Giuseppe V. in relazione al reato di cui agli artt. 81, secondo comma, e 314 c.p., per essersi, nella sua qualità di capogruppo …

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  • 2Art. 323-bis - Circostanze attenuanti (1) (2)
    https://www.filodiritto.com/

    1. Se i fatti previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-quater, 320, 322, 322-bis e 323 sono di particolare tenuità, le pene sono diminuite. 2. Per i delitti previsti dagli articoli 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322 e 322-bis, per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite, la pena è diminuita da un terzo a due terzi (3). (1) Rubrica così sostituita dall'art. 1, comma 1, lett. i), n. 2), L. 69/2015. (2) Articolo aggiunto dall'art. 14, L. …

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  • 3Art. 323 c.p. Abuso di ufficio
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  • 4Se il vigile non fa la multa è omissione d’atti d’ufficio?
    Mariano Acquaviva · https://www.laleggepertutti.it/ · 30 settembre 2023

    Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 14 maggio – 24 luglio 2015, n. 32594 Presidente Ippolito – Relatore De Amicis Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 1 aprile 2014 la Corte d'appello di Bologna, in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Modena in data 15 dicembre 2008, ha assolto N.V. , Carabiniere in servizio presso la Tenenza di X, dal reato ex art. 326 c.p. di cui al capo sub D) perché il fatto non sussiste, e, riqualificati i fatti di concussione di cui ai capi sub A) ed F) ai sensi dell'art. 319-quater c.p., ha ridotto la pena inflitta dal primo Giudice ad anni tre e mesi cinque di reclusione, dichiarando l'interdizione dai pubblici uffici per anni …

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  • 5Abuso psicologico del potere: perché non è corruzione ma induzione indebita (Cass. Pen. n. 50065/2015)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 30 agosto 2023

    Indice: Introduzione I fatti La questione giuridica La decisione della Corte Il principio di diritto La massima La sentenza integrale 1. Introduzione La sentenza in commento affronta una delle questioni più delicate nel sistema dei delitti contro la Pubblica Amministrazione: quando la dazione di denaro configuri un accordo corruttivo e quando, invece, un'induzione indebita ex art. 319-quater c.p.. Si tratta di un discrimine tutt'altro che teorico: dalla qualificazione del fatto dipende la punibilità del privato (che nell'induzione indebita è a sua volta punito) e il diverso trattamento sanzionatorio riservato ai pubblici ufficiali. La Cassazione, con la decisione n. 50065/2015, ribadisce …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/02/2014, n. 14825
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 14825
Data del deposito : 26 febbraio 2014

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