Corte d'Appello Potenza, sentenza 26/05/2025, n. 166
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Sentenza 26 maggio 2025

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La sentenza n. 166/2024 della Corte di Appello di Potenza, presieduta dal Dr. Roberto Spagnuolo, affronta una controversia riguardante la legittimità di un provvedimento di modifica delle mansioni lavorative di una dipendente, contestato per presunti profili di illegittimità e pretestuosità. L'appellante, una lavoratrice, richiedeva la riforma della sentenza di primo grado che aveva rigettato la sua domanda, sostenendo che il cambiamento delle mansioni fosse illegittimo e persecutorio, e chiedeva il ripristino delle condizioni lavorative precedenti. Dall'altra parte, il datore di lavoro si opponeva, chiedendo la conferma della sentenza di primo grado.

La Corte ha rigettato l'appello, argomentando che l'azienda aveva rispettato i principi di buona fede e correttezza, dimostrando di aver cercato mansioni compatibili con le condizioni di salute della lavoratrice, come previsto dall'art. 42 del D.Lgs. n. 81/2008. La Corte ha evidenziato che la lavoratrice non ha fornito prove sufficienti per sostenere le sue accuse di pretestuosità e persecuzione, limitandosi a ripetere argomentazioni già presentate in primo grado. Pertanto, la decisione del datore di lavoro di modificare le mansioni è stata considerata legittima, portando al rigetto dell'appello e alla condanna della lavoratrice al pagamento delle spese processuali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Potenza, sentenza 26/05/2025, n. 166
    Giurisdizione : Corte d'Appello Potenza
    Numero : 166
    Data del deposito : 26 maggio 2025

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