Versione
24 aprile 1979
24 aprile 1979
Art. 18.
L'avvocato distrettuale dello Stato:
vigila e soprintende, nell'ambito dell'avvocatura distrettuale, all'espletamento delle funzioni di istituto ed alla organizzazione e funzionamento degli uffici e dei servizi;
assegna agli avvocati e procuratori in servizio presso l'avvocatura distrettuale gli affari contenziosi e consultivi, in base ai criteri stabiliti dal comitato consultivo;
assicura il coordinamento e l'unita' di indirizzo dell'attivita' contenziosa e consultiva dell'avvocatura distrettuale, promuovendo l'esame e la decisione collegiale delle questioni giuridiche di maggiore rilievo, nonche' l'informazione e collaborazione reciproca tra gli avvocati e procuratori;
determina le direttive inerenti alla trattazione degli affari contenziosi;
riferisce all'avvocato generale dello Stato sull'attivita' svolta dall'avvocatura distrettuale, segnalando le controversie piu' importanti nonche' le eventuali carenze legislative ed i problemi interpretativi che emergono nel corso dell'attivita' di istituto;
riferisce al presidente della giunta regionale per gli affari trattati nell'interesse della regione, anche presentando apposite relazioni e segnalando le controversie piu' importanti nonche' le eventuali carenze legislative.
L'incarico di avvocato distrettuale dello Stato e' conferito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dell'avvocato generale dello Stato, sentito il consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato, ad avvocati dello Stato che abbiano almeno conseguito la terza classe di stipendio e maturato in essa cinque anni di servizio.
Con le stesse modalita' e' disposta la cessazione dall'incarico.
L'avvocato distrettuale che cessa dall'incarico puo' chiedere di essere associato all'Avvocatura generale dello Stato.
L'avvocato distrettuale dello Stato:
vigila e soprintende, nell'ambito dell'avvocatura distrettuale, all'espletamento delle funzioni di istituto ed alla organizzazione e funzionamento degli uffici e dei servizi;
assegna agli avvocati e procuratori in servizio presso l'avvocatura distrettuale gli affari contenziosi e consultivi, in base ai criteri stabiliti dal comitato consultivo;
assicura il coordinamento e l'unita' di indirizzo dell'attivita' contenziosa e consultiva dell'avvocatura distrettuale, promuovendo l'esame e la decisione collegiale delle questioni giuridiche di maggiore rilievo, nonche' l'informazione e collaborazione reciproca tra gli avvocati e procuratori;
determina le direttive inerenti alla trattazione degli affari contenziosi;
riferisce all'avvocato generale dello Stato sull'attivita' svolta dall'avvocatura distrettuale, segnalando le controversie piu' importanti nonche' le eventuali carenze legislative ed i problemi interpretativi che emergono nel corso dell'attivita' di istituto;
riferisce al presidente della giunta regionale per gli affari trattati nell'interesse della regione, anche presentando apposite relazioni e segnalando le controversie piu' importanti nonche' le eventuali carenze legislative.
L'incarico di avvocato distrettuale dello Stato e' conferito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dell'avvocato generale dello Stato, sentito il consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato, ad avvocati dello Stato che abbiano almeno conseguito la terza classe di stipendio e maturato in essa cinque anni di servizio.
Con le stesse modalita' e' disposta la cessazione dall'incarico.
L'avvocato distrettuale che cessa dall'incarico puo' chiedere di essere associato all'Avvocatura generale dello Stato.
Commentari • 2
- 1. Consiglio di Statohttps://www.eius.it/articoli/ · 1
FATTO 1. La Presidenza del Consiglio dei ministri e l'Avvocatura dello Stato hanno interposto appello avverso la sentenza 20 febbraio 2018, n. 1945 del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sez. I, che ha accolto il ricorso dell'avvocato dello Stato Giuseppe A. avverso il d.P.R. 16 aprile 2016, n. 1133, di nomina al posto di ruolo di Avvocato generale aggiunto (da qui in poi AGA) dell'avvocato dello Stato Carlo S. ed avverso gli atti presupposti, tra cui la delibera del Consiglio dei ministri dell'8 aprile 2016 e la conseguente proposta del Presidente del Consiglio dei ministri al Presidente della Repubblica, nonché la proposta dell'Avvocato Generale dello Stato del 10 marzo …
Leggi di più…
Giurisprudenza • 10
- 1. Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 31/10/2018, n. 6184Provvedimento: […] L'Amministrazione appellante lamenta come dunque erroneamente la sentenza definitiva del Tribunale amministrativo, I, 20 febbraio 2018, n. 1945 abbia capovolto o disatteso le conclusioni cui era pervenuta quella non definitiva in relazione al quarto motivo di ricorso, basando l'accoglimento su vizi asseritamente inficianti il parere del CAPS ai fini della formulazione della proposta di nomina dell'Avvocato Generale, laddove l'art. 15 r.d. n. 1611 del 1933, come pure gli artt. 16, 17 e 18 della legge n. 103 del 1979 attribuiscono in via esclusiva all'Avvocato Generale il potere di formulare le proposte di nomina, senza che abbia carattere vincolante il parere del CAPS, né che vi sia necessità di esprimere un giudizio di prevalenza tra i candidati partecipanti alla selezione.Leggi di più...
- risarcimento del danno alla salute e alla vita di relazione·
- parere del Consiglio degli Avvocati e Procuratori dello Stato (CAPS)·
- valutazione della professionalità·
- art. 15 r.d. n. 1611 del 1933·
- criteri di conferimento degli incarichi direttivi·
- competenza dell'Avvocato Generale dello Stato·
- art. 16-bis legge n. 103 del 1979·
- art. 36 Cod. proc. amm.·
- annullamento degli atti amministrativi·
- anzianità di servizio·
- rapporto tra CAPS e Avvocato Generale·
- risarcimento danni·
- immodificabilità delle sentenze non definitive·
- nomina ad Avvocato Generale Aggiunto·
- sentenza non definitiva e definitiva