Il D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 68 ha disposto (con l'art. 4, comma 3) che "Le modifiche apportate al Titolo XVIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 , si applicano alle violazioni commesse dopo l'entrata in vigore delle disposizioni adottate dall'IVASS ai sensi dell'art. 331-bis del medesimo decreto legislativo. Alle violazioni commesse prima della data di entrata in vigore delle disposizioni adottate dall'IVASS continuano ad applicarsi le norme del Titolo XVIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 , vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto".
1 gennaio 2006
16 settembre 2010
30 giugno 2015
1 ottobre 2018
Il D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 68 ha disposto (con l'art. 4, comma 3) che "Le modifiche apportate al Titolo XVIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 , si applicano alle violazioni commesse dopo l'entrata in vigore delle disposizioni adottate dall'IVASS ai sensi dell'art. 331-bis del medesimo decreto legislativo. Alle violazioni commesse prima della data di entrata in vigore delle disposizioni adottate dall'IVASS continuano ad applicarsi le norme del Titolo XVIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 , vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto".
Commentari • 8
- 1. Norme di coordinamento e abrogazionihttps://www.brocardi.it/
- 2. RIFIUTI: Tariffa provvisoria per la gestione dei rifiuti e giurisdizione in materia di crediti sui costi eccedenti.Di Fulvio Graziotto · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/
Massima Giurisprudenziale: Nei rapporti di concessione di pubblico servizio, le controversie su indennità, canoni e altri corrispettivi non hanno natura tributaria e spettano alla cognizione del giudice ordinario. Decisione: Sentenza n. 5303/2017 Cassazione Civile a Sezioni Unite; Classificazione: Amministrativo, Ambientale, Tributario Massima: Il rapporto tra l'ente locale e il gestore del servizio per lo smaltimento dei rifiuti non è un rapporto tributario. Anche nei rapporti qualificabili come concessione di pubblico servizio, le controversie concernenti indennità, canoni e altri corrispettivi spettano alla cognizione del giudice ordinario. Osservazioni. Il caso affrontato riguardava …
Leggi di più… - 3. RIFIUTI: Tariffa provvisoria per la gestione dei rifiuti e giurisdizione in materia di crediti sui costi eccedenti.Di Fulvio Graziotto · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/
Massima Giurisprudenziale: Nei rapporti di concessione di pubblico servizio, le controversie su indennità, canoni e altri corrispettivi non hanno natura tributaria e spettano alla cognizione del giudice ordinario. Decisione: Sentenza n. 5303/2017 Cassazione Civile a Sezioni Unite; Classificazione: Amministrativo, Ambientale, Tributario Massima: Il rapporto tra l'ente locale e il gestore del servizio per lo smaltimento dei rifiuti non è un rapporto tributario. Anche nei rapporti qualificabili come concessione di pubblico servizio, le controversie concernenti indennità, canoni e altri corrispettivi spettano alla cognizione del giudice ordinario. Osservazioni. Il caso affrontato riguardava …
Leggi di più… - 4. Concessioni pubbliche: Giurisdizione su controversie per violazione degli obblighi.Di Fulvio Graziotto · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/
Giurisdizione su controversie per violazione degli obblighi nascenti dal rapporto di concessione pubblica Commento a Decisione Giurisprudenziale In tema di concessioni pubbliche, la competenza del tribunale amministrativo regionale sussiste anche in assenza di impugnativa di un atto o provvedimento dell'autorità pubblica, purché la controversia, promossa per il rifiuto dell'autorità stessa di riconoscere il diritto preteso dal concessionario, coinvolga il contenuto dell'atto concessorio e cioè i diritti e gli obblighi dell'Amministrazione e del concessionario ponendo in discussione il rapporto stesso nel suo aspetto genetico e funzionale Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del …
Leggi di più… - 5. D.lgs. 81/2008: una normativa pluridecennale ma ancora problematicaRaffaele Chianese · https://www.diritto.it/ · 16 luglio 2020
SOMMARIO: Gli obblighi del datore di lavoro dell'impresa affidataria dei lavori in materia di salute e sicurezza sul lavoro – Gli organi di vigilanza e le prescrizioni impartite in caso di contravvenzione – La redazione del verbale e la comunicazione al trasgressore – Il complesso iter da seguire per l'impugnazione del verbale comunicato dagli organi di vigilanza, trattandosi di atto non definitivo – I possibili motivi di ricorso – L'ordinanza ingiunzione e l'ordinanza archiviazione – Il successivo ricorso giurisdizionale. a cura del p. Avv. Gianluigi Capaccio e dell'Avv. Raffaele Chianese* Premessa. Il presente studio è finalizzato a fornire le risposte alle domande che, …
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Giurisprudenza • 178
- 1. TAR Roma, sez. I, sentenza 02/08/2010, n. 29503Provvedimento: […] comma 3, della legge sul risparmio, che ha trasferito all'IS il potere di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, con il conseguente venir meno della Commissione consultiva prevista dall'art. 326 cod. ass.), non possa essere ritenuta ex se contrastante con il principio di separazione. […]Leggi di più...
- regolamento ISVAP·
- separazione tra funzioni istruttorie e decisorie·
- principio del contraddittorio·
- trasparenza e correttezza dei comportamenti nel settore assicurativo·
- sanzione amministrativa pecuniaria·
- accesso agli atti amministrativi·
- reclami e gestione dei sinistri·
- tutela degli assicurati·
- funzione istruttoria e decisoria·
- obbligo di collaborazione con le autorità di vigilanza·
- procedimento sanzionatorio·
- diritto di difesa·
- vigilanza sul settore assicurativo
- 2. TAR Roma, sez. I, sentenza 22/07/2010, n. 27763Provvedimento: […] Il Collegio reputa altresì che la scelta di attribuire la potestà decisoria ad un organo monocratico (in attuazione dell'art. 26, comma 3, della legge sul risparmio, che ha trasferito all'AP il potere di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, con il conseguente venir meno della Commissione consultiva prevista dall'art. 326 cod. ass.), non possa essere ritenuta ex se contrastante con il principio di separazione. […] Non è, infine, seriamente criticabile l'Istituto resistente, laddove ha, in concreto, graduato la sanzione in ragione dell'entità dei ritardi, e, pertanto, della gravità della violazione, con ciò operando in piena adesione ai parametri di cui all'art. 11 della l. n. 689 del 1981, specificamente richiamato dall'art. 326, comma 5, cod. ass..Leggi di più...
- art. 126 d.lgs. 209/2005·
- contraddittorio procedurale·
- art. 326 d.lgs. 209/2005·
- art. 9 d.lgs. 209/2005·
- art. 27 l. 689/1981·
- art. 190 d.lgs. 209/2005·
- regolamento ISVAP n. 1/2006·
- principio di irretroattività delle leggi·
- sanzione amministrativa pecuniaria·
- regolamenti ISVAP·
- principio di tassatività delle sanzioni·
- principio di buona amministrazione·
- art. 24 legge 262/2005·
- regolamento ISVAP n. 24/2008·
- accesso agli atti amministrativi
- 3. TAR Roma, sez. I, sentenza 22/07/2010, n. 27772Provvedimento: […] Il Collegio reputa altresì che la scelta di attribuire la potestà decisoria ad un organo monocratico (in attuazione dell'art. 26, comma 3, della legge sul risparmio, che ha trasferito all'AP il potere di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, con il conseguente venir meno della Commissione consultiva prevista dall'art. 326 cod. ass.), non possa essere ritenuta ex se contrastante con il principio di separazione. […] Non è, infine, seriamente criticabile l'Istituto resistente, laddove ha, in concreto, graduato la sanzione in ragione dell'entità dei ritardi, e, pertanto, della gravità della violazione, con ciò operando in piena adesione ai parametri di cui all'art. 11 della l. n. 689 del 1981, specificamente richiamato dall'art. 326, comma 5, cod. ass..Leggi di più...
- diritto amministrativo·
- regolamento ISVAP·
- responsabilità degli enti vigilati·
- separazione tra funzione istruttoria e decisoria·
- vigilanza sulle assicurazioni·
- sanzione amministrativa pecuniaria·
- principio di contraddittorio·
- accesso agli atti amministrativi·
- procedimento sanzionatorio·
- diritto di difesa
- 4. TAR Roma, sez. I, sentenza 22/07/2010, n. 27766Provvedimento: […] Il Collegio reputa altresì che la scelta di attribuire la potestà decisoria ad un organo monocratico (in attuazione dell'art. 26, comma 3, della legge sul risparmio, che ha trasferito all'VA il potere di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, con il conseguente venir meno della Commissione consultiva prevista dall'art. 326 cod. ass.), non possa essere ritenuta ex se contrastante con il principio di separazione. […] Non è, infine, seriamente criticabile l'Istituto resistente, laddove ha, in concreto, graduato la sanzione in ragione dell'entità dei ritardi, e, pertanto, della gravità della violazione, con ciò operando in piena adesione ai parametri di cui all'art. 11 della l. n. 689 del 1981, specificamente richiamato dall'art. 326, comma 5, cod. ass..Leggi di più...
- sanzioni amministrative·
- art. 326 cod. ass.·
- art. 7 d.lgs. 209/2005·
- art. 6 regolamento reclami ISVAP·
- violazione del giusto procedimento·
- separazione tra funzione istruttoria e decisoria·
- art. 190 cod. ass.·
- principio del contraddittorio·
- art. 24 legge sul risparmio·
- difetto di legittimazione passiva·
- regolamento sanzioni ISVAP·
- principio di irretroattività delle leggi·
- art. 4 e 5 regolamento sanzioni ISVAP·
- principio di tassatività delle sanzioni·
- art. 9 cod. ass.
- 5. TAR Roma, sez. I, sentenza 22/07/2010, n. 27770Provvedimento: […] Il Collegio reputa altresì che la scelta di attribuire la potestà decisoria ad un organo monocratico (in attuazione dell'art. 26, comma 3, della legge sul risparmio, che ha trasferito all'IS il potere di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, con il conseguente venir meno della Commissione consultiva prevista dall'art. 326 cod. ass.), non possa essere ritenuta ex se contrastante con il principio di separazione. […] Non è, infine, seriamente criticabile l'Istituto resistente, laddove ha, in concreto, graduato la sanzione in ragione dell'entità dei ritardi, e, pertanto, della gravità della violazione, con ciò operando in piena adesione ai parametri di cui all'art. 11 della l. n. 689 del 1981, specificamente richiamato dall'art. 326, comma 5, cod. ass..Leggi di più...
- sanzioni amministrative pecuniarie·
- regolamento ISVAP·
- violazione delle norme sul procedimento amministrativo·
- separazione tra funzione istruttoria e decisoria·
- ordinanze ingiunzioni·
- art. 24 legge sul risparmio·
- principio di tassatività delle sanzioni·
- tutela dei danneggiati da incidenti con veicoli stranieri·
- art. 310 cod. ass.·
- principio di contraddittorio·
- tutela dei reclami·
- art. 9, comma 3, cod. ass.·
- eccesso di potere·
- procedimento amministrativo·
- carenza di motivazione