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Decreto 5 giugno 2025
Decreto 5 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Varese, decreto 05/06/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Varese |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 5 giugno 2025 |
Testo completo
N. 1141/2025 R.G.
TRIBUNALE ORDINARIO DI VARESE
SEZIONE PRIMA CIVILE
In composizione monocratica, nella persona del giudice dott.ssa Arianna Carimati, ha pronunciato il seguente
D E C R E T O nel procedimento civile iscritto al numero di ruolo sopra indicato avente ad oggetto: ordini di protezione contro gli abusi familiari ex artt. 473 bis. 69 ss c.p.c., promosso
Da:
Avv. (C.F.: ), in qualità di amministratore di sostegno Parte_1 C.F._1
della signora (C.F. , nata a [...], il Controparte_1 C.F._2
17.12.1947 e residente in [...], giusta autorizzazione del giudice tutelare del 22.5.2025 (n. 4255/2024 RG VG, g.t. dott. Fabio Rivellini), con studio professionale sito in Varese, in Via G. Rossini n. 2,
PARTE RICORRENTE
Nei confronti di:
(C.F. ), nato a [...] il [...], Controparte_2 C.F._3
PARTE RESISTENTE
Fatto e diritto
1. Con ricorso ex art. 473 bis . 69 ss c.p.c. iscritto a ruolo in data 3.5.2025, l'avv. , Parte_1
in qualità di amministratore di sostegno della signora , giusta autorizzazione del Controparte_1
giudice tutelare, ha chiesto anche inadudita altera parte di ordinare a figlio Controparte_2 convivente di , l'immediata cessazione delle condotte pregiudizievoli dallo stesso Controparte_1 tenute nei confronti della madre, di disporre l'allontanamento del signor dalla casa CP_2
familiare, sita in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37, prescrivendogli altresì di non avvicinarsi alla signora;
con emanazione dei provvedimenti più opportuni per Controparte_1
l'attuazione, ivi compreso l'ausilio della forza pubblica e dell'ufficiale sanitario.
La ricorrente ha allegato che: - la signora risiede nell'immobile alla stessa locato sito in CP_1
1 LO EP (VA), in Via IV Novembre n.37, unitamente a suo figlio - Controparte_2 già nel ricorso per l'apertura dell'amministrazione di sostegno in favore della signora CP_1
promosso dai Servizi sociali del Comune di LO EP in data 10.10.2024, era evidenziata una situazione di urgenza e di preoccupazione in relazione al rapporto della signora con il figlio convivente, in particolare: “per quanto riportato dagli operatori del servizio SAD il figlio R_
, che ora vive presso la madre, mette in atto comportamenti aggressivi verbalmente e
[...] fisicamente verso l'anziana e verso il mobilio presente in casa. Durante l'ultimo ricovero dell'anziana in Ospedale, la stessa ha dichiarato che il figlio la maltratta, spesso torna a casa sotto effetto di alcol, non amministra adeguatamente il denaro né mantiene rapporti fruttuosi con gli specialisti che si occupano della madre” (Cfr. doc. 6); - nella relazione del 26.9.2024 allegata al citato ricorso è riferito che il nucleo è da tempo noto ai servizi sociali a causa di un rapporto molto litigioso tra madre e figlio che in passato ha portato la madre a sporgere denuncia contro il figlio per maltrattamenti, diverse segnalazioni da parte dei vicini di casa, da parte del servizio Dimissioni
Protette dell'Ospedale di Gallarate dove la signora è stata ricoverata nel luglio 2024 per presunte percosse, “dai racconti della madre, dei vicini di casa e degli agenti che sono subentrati in diverse occasioni per le liti domestiche emerge che il Sig. faccia un uso eccessivo di alcol che lo CP_2 rende aggressivo e violento verso persone e oggetti” (cfr. relazione allegata al doc. 6); - nella relazione integrativa dei Servizi sociali del dicembre 2024 era evidenziato che “la Signora verte in uno stato umorale depressivo, si racconta nel pianto e sostiene che il figlio la insulti tutti i giorni e non si prenda adeguatamente cura di cura” (doc. 8); - nell'aprile 2025 la signora giungeva CP_1 al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Tradate a seguito di “lite molto forte con il figlio” (Cfr. segnalazione Servizi sociali LO EP del 7.4.2025 sub doc. 9); - in data 21.5.2025 la signora contattava l'amministratore di sostegno riferendo di avere nuovamente litigato con il figlio per questioni economiche e il giorno seguente, presso il suo domicilio, la signora riferiva all'assistente sociale dott.ssa e all'Agente di Polizia Locale Sindona di essere stata “picchiata” dal figlio CP_3 mostrando lo zigomo sinistro tumefatto, “mi ha messo le mani al collo”; poi proseguiva e sottolineava ancora “non abbiamo litigato, dal nulla si è avvicinato, mi ha tirato una sberla e messo le mani al collo” e scoppiava a piangere” (Cfr doc. 10 a firma dell'assistente sociale e doc. 11 relazione di Servizio Polizia locale), in seguito rifiutava di presentare denuncia nei confronti del figlio;
2. Con decreto in data 24.5.2025, eseguito in pari data dalla Stazione dei Carabinieri di Tradate
(Cfr. annotazione acquisita agli atti in data 26.5.2025), ritenuta la sussistenza dei presupposti per l'emissione di provvedimento inaudita altera parte, era accolta la domanda di emissione di ordine
2 protezione, con ordine a di cessare immediatamente ogni condotta Controparte_2
pregiudizievole nei confronti della madre , di allontanarsi dalla casa familiare sita Controparte_1
in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37 e di non avvicinarsi alla casa e ai luoghi altrimenti frequentati da . Controparte_1
3. Integrato il contraddittorio, all'udienza del 4.6.2025 sono comparsi per parte ricorrente l'avv.
, amministratore di sostegno della signora , nonché Parte_1 Controparte_1 CP_2
, personalmente senza l'assistenza di un difensore.
[...]
La parte ricorrente ha chiesto la conferma dell'ordine di protezione emesso inaudita altera parte, con aumento della sua durata nella misura massima prevista per legge. Si è riportata al ricorso e alla nota di deposito in data 4.6.2024 nella quale ha evidenziato che “il signor non ha ottemperato CP_2
a quanto disposto dal Giudice nel decreto datato 24 maggio 2025, presentandosi più e più volte al cancello di ingresso della corte dell'abitazione della signora ed accedendo anche CP_1 all'interno dell'abitazione con la presenza della signora (Cfr. docc. 14 e 16 allegati). CP_1
informato dal giudice sul diritto di farsi assistere da un difensore nonché della Controparte_2
possibilità di accedere al patrocinio a spese dello Stato ricorrendone i presupposti di legge, ha dichiarato: “Qui ci sono scritte una marea di nefandezze. E' vero che ho scavalcato, ma l'ho fatto per aprire il cancello alla signora che presta assistenza a mia madre e poi sono uscito. Perché mia mamma non è qui? Mia mamma ha avuto dei lividi per le cadute che ha fatto e non per colpa mia.
Ieri sera sono andati i Carabinieri a controllare e non ha nessun segno. Mia mamma avrebbe dovuto essere qui davanti al giudice per onestà, non per trafugare la verità. Mia madre percepisce quasi
2.061 euro al mese, dove sono andati a finire? Io vivo con mia mamma da cinquantaquattro anni,
l'appartamento in cui vivo l'ho trovato io, io sono quindici giorni che non mi lavo e non mangio. Sto dormendo nelle scatole dell'ospedale ma metà della casa è mia, non c'è una prova tangibile di quello che sta dicendo l'avvocato. Se fosse qui mia mamma le direbbe in faccia la verità. Ci vogliono le prove tangibili, io non l'ho picchiata. L'amministratore di sostegno in sei mesi mi ha sbattuto fuori di casa mia e mi ha stravolto la vita. Io dove vado? Non voglio nominare un avvocato perché ho già fatto diversi processi e sono tutti azzeccagarbugli. Non ho nient'altro da aggiungere.”.
4. Nel merito, il Tribunale ritiene che debba essere confermato l'ordine di protezione emesso inaudita altera parte con decreto del 24.5.2025.
Occorre premettere che lo strumento dell'ordine di protezione di cui agli artt. 473 bis . 69 ss. c.p.c., avendo una connotazione eminentemente cautelare, è volto a scongiurare il pericolo concreto di
3 pregiudizio grave alla integrità fisica o morale della persona ovvero alla sua libertà, che potrebbe verificarsi nell'immediato futuro, in termini di probabilità concreta, a causa della condotta del familiare convivente. Fermo restando che la misura di protezione va emessa allo scopo anzidetto di evitare comportamenti forieri di grave pregiudizio nel contesto familiare, a prescindere da ogni indagine sulle cause di tali comportamenti e sulle rispettive colpe nella determinazione della situazione venutasi a creare, appare alla scrivente che il contesto in cui si sono sviluppate le vicende descritte in atti sia tuttora fortemente a rischio di sfociare in episodi connotati da gravità.
Le copiose risultanze documentali in atti, ed in particolare gli univoci contenuti delle numerose relazioni dei Servizi Sociali del Comune di LO EP (Cfr. relazioni del 26.7.2024, del
26.9.2024, ricorso urgente per l'apertura di amministrazione di sostegno del 10.10.2024, segnalazione
14.11.2024, del 16.12.2024 e del 7.4.2025) le ulteriori segnalazioni (Cfr. segnalazione nucleo dimissioni protette p.o. di Gallarate del 18.7.2024, allegata al doc. 6), nonché, in relazione al recente periodo, le segnalazioni dell'assistente sociale e la relazione di servizio della Polizia Locale CP_3
del 23.5.2025, i cui contenuti sono fedelmente richiamati nel ricorso, attestano univocamente una situazione di grave instabilità e tensione familiare, invero di non recente emersione ma fortemente aggravatasi nel recente periodo che, in ragione dei descritti agiti violenti posti in essere da CP_2
ai danni della madre, anche per ragioni economiche, nonché in considerazione della
[...]
attestata condizione di fragilità, fisica e psicologica, della stessa, contribuiscono a connotare in senso di gravità e delicatezza la situazione attuale.
I comportamenti del sig. come descritti nel ricorso e risultanti dalla copiosa CP_2
documentazione allegata, ed anche il comportamento tenuto dopo l'emissione del provvedimento del
24.5.2025 (l'amministratore di sostegno ricorrente e gli operatori del servizio di assistenza domiciliare della signora hanno riferito che, più volte, il sig. si sarebbe recato presso il CP_2
domicilio violando le prescrizioni dell'ordine di protezione), in considerazione della loro obiettiva gravità e della condizione di fragilità della anziana madre, inducono a temere che dette condotte possano essere ulteriormente reiterate con il rischio di ulteriore grave pregiudizio all'integrità fisica e morale della signora.
Sussistono dunque i presupposti per l'integrale conferma del provvedimento emesso inaudita altera parte, con accoglimento della domanda di emissione di ordine di protezione.
5. Le risultanze in atti e il comportamento tenuto da dopo l'emissione del Controparte_2
provvedimento del 24.5.2025 giustificano la rideterminazione della durata del pronunciato ordine di protezione in mesi dodici dalla sua esecuzione, come richiesto dalla parte ricorrente.
4 6. Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano a carico della parte resistente tenuto conto della natura del presente procedimento, dell'attività difensiva concretamente espletata e degli ulteriori criteri di cui al D.m. 55/2014.
P.Q.M.
Visti gli artt. 473 bis .69 ss c.p.c.,
Conferma l'ordine di protezione emesso con decreto in data 24.5.2025, eseguito in pari data, e per l'effetto:
- Ordina a (C.F. ), nato a [...] il Controparte_2 C.F._3
26.07.1970, di cessare ogni condotta pregiudizievole nei confronti della madre
[...]
, (C.F. , nata a [...], il [...]; CP_1 C.F._2
- Prescrive a di allontanarsi immediatamente dalla casa familiare Controparte_2
sita in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37 e di non avvicinarsi alla casa familiare sita in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37 e ai luoghi altrimenti frequentati da
[...]
; CP_1
- Ridetermina in mesi 12 (dodici) la durata dei pronunciati ordini di protezione a decorrere dalla data della loro esecuzione;
- Dispone l'intervento dei Servizi sociali del Comune di LO EP, già a conoscenza della situazione del nucleo familiare, affinché intervengano per prestare supporto alla signora Pt_2
- Condanna a rifondere in favore della parte ricorrente le spese di Controparte_2
lite del presente procedimento che si liquidano in euro 2.600,00 per compensi, oltre a Iva e Cpa come per legge;
- Dispone la trasmissione del presente provvedimento a cura della Cancelleria alle parti costituite, al
Pubblico Ministero in Sede per le determinazioni di sua competenza, alla Stazione dei Carabinieri competente per territorio e ai Servizi sociali del Comune di LO EP.
Varese, 05/06/2025
Il Giudice dott.ssa Arianna Carimati
5
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TRIBUNALE ORDINARIO DI VARESE
SEZIONE PRIMA CIVILE
In composizione monocratica, nella persona del giudice dott.ssa Arianna Carimati, ha pronunciato il seguente
D E C R E T O nel procedimento civile iscritto al numero di ruolo sopra indicato avente ad oggetto: ordini di protezione contro gli abusi familiari ex artt. 473 bis. 69 ss c.p.c., promosso
Da:
Avv. (C.F.: ), in qualità di amministratore di sostegno Parte_1 C.F._1
della signora (C.F. , nata a [...], il Controparte_1 C.F._2
17.12.1947 e residente in [...], giusta autorizzazione del giudice tutelare del 22.5.2025 (n. 4255/2024 RG VG, g.t. dott. Fabio Rivellini), con studio professionale sito in Varese, in Via G. Rossini n. 2,
PARTE RICORRENTE
Nei confronti di:
(C.F. ), nato a [...] il [...], Controparte_2 C.F._3
PARTE RESISTENTE
Fatto e diritto
1. Con ricorso ex art. 473 bis . 69 ss c.p.c. iscritto a ruolo in data 3.5.2025, l'avv. , Parte_1
in qualità di amministratore di sostegno della signora , giusta autorizzazione del Controparte_1
giudice tutelare, ha chiesto anche inadudita altera parte di ordinare a figlio Controparte_2 convivente di , l'immediata cessazione delle condotte pregiudizievoli dallo stesso Controparte_1 tenute nei confronti della madre, di disporre l'allontanamento del signor dalla casa CP_2
familiare, sita in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37, prescrivendogli altresì di non avvicinarsi alla signora;
con emanazione dei provvedimenti più opportuni per Controparte_1
l'attuazione, ivi compreso l'ausilio della forza pubblica e dell'ufficiale sanitario.
La ricorrente ha allegato che: - la signora risiede nell'immobile alla stessa locato sito in CP_1
1 LO EP (VA), in Via IV Novembre n.37, unitamente a suo figlio - Controparte_2 già nel ricorso per l'apertura dell'amministrazione di sostegno in favore della signora CP_1
promosso dai Servizi sociali del Comune di LO EP in data 10.10.2024, era evidenziata una situazione di urgenza e di preoccupazione in relazione al rapporto della signora con il figlio convivente, in particolare: “per quanto riportato dagli operatori del servizio SAD il figlio R_
, che ora vive presso la madre, mette in atto comportamenti aggressivi verbalmente e
[...] fisicamente verso l'anziana e verso il mobilio presente in casa. Durante l'ultimo ricovero dell'anziana in Ospedale, la stessa ha dichiarato che il figlio la maltratta, spesso torna a casa sotto effetto di alcol, non amministra adeguatamente il denaro né mantiene rapporti fruttuosi con gli specialisti che si occupano della madre” (Cfr. doc. 6); - nella relazione del 26.9.2024 allegata al citato ricorso è riferito che il nucleo è da tempo noto ai servizi sociali a causa di un rapporto molto litigioso tra madre e figlio che in passato ha portato la madre a sporgere denuncia contro il figlio per maltrattamenti, diverse segnalazioni da parte dei vicini di casa, da parte del servizio Dimissioni
Protette dell'Ospedale di Gallarate dove la signora è stata ricoverata nel luglio 2024 per presunte percosse, “dai racconti della madre, dei vicini di casa e degli agenti che sono subentrati in diverse occasioni per le liti domestiche emerge che il Sig. faccia un uso eccessivo di alcol che lo CP_2 rende aggressivo e violento verso persone e oggetti” (cfr. relazione allegata al doc. 6); - nella relazione integrativa dei Servizi sociali del dicembre 2024 era evidenziato che “la Signora verte in uno stato umorale depressivo, si racconta nel pianto e sostiene che il figlio la insulti tutti i giorni e non si prenda adeguatamente cura di cura” (doc. 8); - nell'aprile 2025 la signora giungeva CP_1 al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Tradate a seguito di “lite molto forte con il figlio” (Cfr. segnalazione Servizi sociali LO EP del 7.4.2025 sub doc. 9); - in data 21.5.2025 la signora contattava l'amministratore di sostegno riferendo di avere nuovamente litigato con il figlio per questioni economiche e il giorno seguente, presso il suo domicilio, la signora riferiva all'assistente sociale dott.ssa e all'Agente di Polizia Locale Sindona di essere stata “picchiata” dal figlio CP_3 mostrando lo zigomo sinistro tumefatto, “mi ha messo le mani al collo”; poi proseguiva e sottolineava ancora “non abbiamo litigato, dal nulla si è avvicinato, mi ha tirato una sberla e messo le mani al collo” e scoppiava a piangere” (Cfr doc. 10 a firma dell'assistente sociale e doc. 11 relazione di Servizio Polizia locale), in seguito rifiutava di presentare denuncia nei confronti del figlio;
2. Con decreto in data 24.5.2025, eseguito in pari data dalla Stazione dei Carabinieri di Tradate
(Cfr. annotazione acquisita agli atti in data 26.5.2025), ritenuta la sussistenza dei presupposti per l'emissione di provvedimento inaudita altera parte, era accolta la domanda di emissione di ordine
2 protezione, con ordine a di cessare immediatamente ogni condotta Controparte_2
pregiudizievole nei confronti della madre , di allontanarsi dalla casa familiare sita Controparte_1
in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37 e di non avvicinarsi alla casa e ai luoghi altrimenti frequentati da . Controparte_1
3. Integrato il contraddittorio, all'udienza del 4.6.2025 sono comparsi per parte ricorrente l'avv.
, amministratore di sostegno della signora , nonché Parte_1 Controparte_1 CP_2
, personalmente senza l'assistenza di un difensore.
[...]
La parte ricorrente ha chiesto la conferma dell'ordine di protezione emesso inaudita altera parte, con aumento della sua durata nella misura massima prevista per legge. Si è riportata al ricorso e alla nota di deposito in data 4.6.2024 nella quale ha evidenziato che “il signor non ha ottemperato CP_2
a quanto disposto dal Giudice nel decreto datato 24 maggio 2025, presentandosi più e più volte al cancello di ingresso della corte dell'abitazione della signora ed accedendo anche CP_1 all'interno dell'abitazione con la presenza della signora (Cfr. docc. 14 e 16 allegati). CP_1
informato dal giudice sul diritto di farsi assistere da un difensore nonché della Controparte_2
possibilità di accedere al patrocinio a spese dello Stato ricorrendone i presupposti di legge, ha dichiarato: “Qui ci sono scritte una marea di nefandezze. E' vero che ho scavalcato, ma l'ho fatto per aprire il cancello alla signora che presta assistenza a mia madre e poi sono uscito. Perché mia mamma non è qui? Mia mamma ha avuto dei lividi per le cadute che ha fatto e non per colpa mia.
Ieri sera sono andati i Carabinieri a controllare e non ha nessun segno. Mia mamma avrebbe dovuto essere qui davanti al giudice per onestà, non per trafugare la verità. Mia madre percepisce quasi
2.061 euro al mese, dove sono andati a finire? Io vivo con mia mamma da cinquantaquattro anni,
l'appartamento in cui vivo l'ho trovato io, io sono quindici giorni che non mi lavo e non mangio. Sto dormendo nelle scatole dell'ospedale ma metà della casa è mia, non c'è una prova tangibile di quello che sta dicendo l'avvocato. Se fosse qui mia mamma le direbbe in faccia la verità. Ci vogliono le prove tangibili, io non l'ho picchiata. L'amministratore di sostegno in sei mesi mi ha sbattuto fuori di casa mia e mi ha stravolto la vita. Io dove vado? Non voglio nominare un avvocato perché ho già fatto diversi processi e sono tutti azzeccagarbugli. Non ho nient'altro da aggiungere.”.
4. Nel merito, il Tribunale ritiene che debba essere confermato l'ordine di protezione emesso inaudita altera parte con decreto del 24.5.2025.
Occorre premettere che lo strumento dell'ordine di protezione di cui agli artt. 473 bis . 69 ss. c.p.c., avendo una connotazione eminentemente cautelare, è volto a scongiurare il pericolo concreto di
3 pregiudizio grave alla integrità fisica o morale della persona ovvero alla sua libertà, che potrebbe verificarsi nell'immediato futuro, in termini di probabilità concreta, a causa della condotta del familiare convivente. Fermo restando che la misura di protezione va emessa allo scopo anzidetto di evitare comportamenti forieri di grave pregiudizio nel contesto familiare, a prescindere da ogni indagine sulle cause di tali comportamenti e sulle rispettive colpe nella determinazione della situazione venutasi a creare, appare alla scrivente che il contesto in cui si sono sviluppate le vicende descritte in atti sia tuttora fortemente a rischio di sfociare in episodi connotati da gravità.
Le copiose risultanze documentali in atti, ed in particolare gli univoci contenuti delle numerose relazioni dei Servizi Sociali del Comune di LO EP (Cfr. relazioni del 26.7.2024, del
26.9.2024, ricorso urgente per l'apertura di amministrazione di sostegno del 10.10.2024, segnalazione
14.11.2024, del 16.12.2024 e del 7.4.2025) le ulteriori segnalazioni (Cfr. segnalazione nucleo dimissioni protette p.o. di Gallarate del 18.7.2024, allegata al doc. 6), nonché, in relazione al recente periodo, le segnalazioni dell'assistente sociale e la relazione di servizio della Polizia Locale CP_3
del 23.5.2025, i cui contenuti sono fedelmente richiamati nel ricorso, attestano univocamente una situazione di grave instabilità e tensione familiare, invero di non recente emersione ma fortemente aggravatasi nel recente periodo che, in ragione dei descritti agiti violenti posti in essere da CP_2
ai danni della madre, anche per ragioni economiche, nonché in considerazione della
[...]
attestata condizione di fragilità, fisica e psicologica, della stessa, contribuiscono a connotare in senso di gravità e delicatezza la situazione attuale.
I comportamenti del sig. come descritti nel ricorso e risultanti dalla copiosa CP_2
documentazione allegata, ed anche il comportamento tenuto dopo l'emissione del provvedimento del
24.5.2025 (l'amministratore di sostegno ricorrente e gli operatori del servizio di assistenza domiciliare della signora hanno riferito che, più volte, il sig. si sarebbe recato presso il CP_2
domicilio violando le prescrizioni dell'ordine di protezione), in considerazione della loro obiettiva gravità e della condizione di fragilità della anziana madre, inducono a temere che dette condotte possano essere ulteriormente reiterate con il rischio di ulteriore grave pregiudizio all'integrità fisica e morale della signora.
Sussistono dunque i presupposti per l'integrale conferma del provvedimento emesso inaudita altera parte, con accoglimento della domanda di emissione di ordine di protezione.
5. Le risultanze in atti e il comportamento tenuto da dopo l'emissione del Controparte_2
provvedimento del 24.5.2025 giustificano la rideterminazione della durata del pronunciato ordine di protezione in mesi dodici dalla sua esecuzione, come richiesto dalla parte ricorrente.
4 6. Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano a carico della parte resistente tenuto conto della natura del presente procedimento, dell'attività difensiva concretamente espletata e degli ulteriori criteri di cui al D.m. 55/2014.
P.Q.M.
Visti gli artt. 473 bis .69 ss c.p.c.,
Conferma l'ordine di protezione emesso con decreto in data 24.5.2025, eseguito in pari data, e per l'effetto:
- Ordina a (C.F. ), nato a [...] il Controparte_2 C.F._3
26.07.1970, di cessare ogni condotta pregiudizievole nei confronti della madre
[...]
, (C.F. , nata a [...], il [...]; CP_1 C.F._2
- Prescrive a di allontanarsi immediatamente dalla casa familiare Controparte_2
sita in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37 e di non avvicinarsi alla casa familiare sita in LO EP (VA), in Via IV Novembre n. 37 e ai luoghi altrimenti frequentati da
[...]
; CP_1
- Ridetermina in mesi 12 (dodici) la durata dei pronunciati ordini di protezione a decorrere dalla data della loro esecuzione;
- Dispone l'intervento dei Servizi sociali del Comune di LO EP, già a conoscenza della situazione del nucleo familiare, affinché intervengano per prestare supporto alla signora Pt_2
- Condanna a rifondere in favore della parte ricorrente le spese di Controparte_2
lite del presente procedimento che si liquidano in euro 2.600,00 per compensi, oltre a Iva e Cpa come per legge;
- Dispone la trasmissione del presente provvedimento a cura della Cancelleria alle parti costituite, al
Pubblico Ministero in Sede per le determinazioni di sua competenza, alla Stazione dei Carabinieri competente per territorio e ai Servizi sociali del Comune di LO EP.
Varese, 05/06/2025
Il Giudice dott.ssa Arianna Carimati
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