TAR Palermo, sez. V, sentenza 04/02/2026, n. 358
TAR
Sentenza 4 febbraio 2026

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  • Rigettato
    Lottizzazione abusiva

    Il Tribunale ha ritenuto che l'ordinanza di sospensione dei lavori di lottizzazione del 1993, mai revocata, ha comportato l'acquisizione automatica delle aree al patrimonio comunale, rendendo il diniego del condono un atto dovuto. L'urbanizzazione successiva o la modesta entità dell'abuso non sono rilevanti in questo contesto.

  • Rigettato
    Silenzio dell'amministrazione sull'istanza di revoca e adozione di Piano di Recupero

    Non sussiste un obbligo per l'amministrazione di revocare un provvedimento i cui effetti si sono consolidati. Inoltre, l'adozione di strumenti urbanistici di recupero è una valutazione discrezionale dell'amministrazione e non un diritto soggettivo del privato.

  • Rigettato
    Mancata adozione di variante urbanistica o Piano di Recupero

    Non sussiste un obbligo per l'amministrazione di adottare varianti urbanistiche per sanare abusi. Inoltre, le norme invocate si riferiscono a nuclei abusivi esistenti alla data del 1° ottobre 1983, non applicabili alla lottizzazione in questione sorta successivamente.

  • Rigettato
    Possibilità di sanare i manufatti insistenti sull'area lottizzata

    Le opere realizzate nell'ambito di una lottizzazione abusiva possono essere sanate solo attraverso una valutazione complessiva dell'intervento secondo il meccanismo speciale previsto dagli artt. 29 e 35, comma 13, della L. n. 47/1985, mediante l'adozione di una variante allo strumento urbanistico generale. Non è possibile considerare le singole porzioni di suolo isolatamente.

  • Rigettato
    Mancanza di diffida preliminare all'ordine di demolizione

    La mancanza della diffida non comporta l'illegittimità dell'ordine demolitorio, in quanto la finalità di consentire l'adempimento spontaneo è assicurata dall'ingiunzione stessa che assegna un termine per la demolizione.

  • Rigettato
    Mancata comunicazione dell'avvio del procedimento

    I provvedimenti aventi natura di 'atto vincolato', come l'ordinanza di demolizione, non richiedono la comunicazione di avvio del procedimento, poiché non è prevista la possibilità di valutazioni di interesse pubblico relative alla conservazione del bene.

  • Rigettato
    Consistenza dell'abuso e natura del terreno

    La realizzazione di un intervento su suoli del demanio o del patrimonio pubblico comporta necessariamente la rimozione dei manufatti, a prescindere dal regime edilizio. L'area è stata acquisita al patrimonio comunale, rendendo non contestabile la legittimità dell'ordine di demolizione. Inoltre, le opere sono valutate nel contesto della lottizzazione abusiva.

  • Rigettato
    Illegittimità derivata

    L'ordinanza di acquisizione è ritenuta fondata sui presupposti giuridici corretti.

  • Rigettato
    Mancanza di comunicazione dell'avvio del procedimento e violazione del contraddittorio

    La natura automatica e vincolata dell'acquisizione delle aree lottizzate rende irrilevante la mancanza della comunicazione dell'avvio del procedimento, poiché nessun utile apporto partecipativo avrebbe potuto essere dato dal ricorrente.

  • Rigettato
    Illegittimità costituzionale dell'art. 30, comma 8, DPR 380/2001 per violazione dei principi di proporzionalità e uguaglianza

    Le misure previste dall'art. 30 del DPR 380/2001 hanno natura ripristinatoria dell'assetto urbanistico violato e non perseguono scopi afflittivi o punitivi. Pertanto, non trovano applicazione le garanzie proprie della materia penale, né il principio di proporzionalità delle pene. L'ingerenza sul diritto di proprietà è conforme all'interesse generale alla tutela dell'assetto urbanistico.

  • Accolto
    Illegittimità dell'ordinanza di sanzione pecuniaria

    La sanzione pecuniaria di cui all'art. 31, comma 4-bis, opera solo in caso di inottemperanza all'ordine di demolizione e non è estendibile analogicamente all'ipotesi di cui all'art. 35 del T.U.E., data la sua natura sanzionatoria. L'ordinanza di demolizione era stata adottata ai sensi dell'art. 35, non dell'art. 31.

  • Rigettato
    Illegittimità dell'ordinanza di sgombero

    Una volta acquisita al patrimonio comunale l'area abusivamente lottizzata, il Comune è obbligato a procedere alla demolizione delle opere e, di conseguenza, deve ordinare lo sgombero dei locali al fine di acquisirne la disponibilità liberi da cose e persone per poterli demolire. L'ordine di rilascio è un potere implicito che rinviene il suo fondamento nella norma che statuisce l'obbligo di demolire.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    TAR Palermo, sez. V, sentenza 04/02/2026, n. 358
    Giurisdizione : Tribunale amministrativo regionale - Palermo
    Numero : 358
    Data del deposito : 4 febbraio 2026
    Fonte ufficiale :

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