Sentenza 26 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Roma, sentenza 26/02/2025, n. 1262 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Roma |
| Numero : | 1262 |
| Data del deposito : | 26 febbraio 2025 |
Testo completo
1
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE D'APPELLO DI ROMA SEZIONE PERSONA, FAMIGLIA E MINORI
Composta dai magistrati: dott. Anna Maria Pagliari Presidente dott. Alberto Tilocca Consigliere relatore dott. Chiara Giammarco Consigliere riunita in camera di consiglio, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento di riassunzione ai sensi dell'art. 392 c.p.c. iscritto al N.R.G. 7188/2021, riservato alla udienza del 16-5-2024 tenutasi con modalità cartolari, con assegnazione del termine ex art. 190 c.p.c. di giorni 60 per memoria conclusionale, vertente
TRA
nato a [...], Nigeria, il 1-12-1996, alias 1-12-1990, c.f. Parte_1
, rappresentato e difeso dall'Avv. Daniela Bianchi, con indirizzo C.F._1
P.E.C.: , per procura allegata telematicamente al Email_1 ricorso in riassunzione – appellante in riassunzione ai sensi dell'art. 392 c.p.c.. E
Controparte_1
di Roma, in persona del Ministro p.t., elettivamente domiciliato
[...] presso l'Avvocatura Generale dello Stato – appellato in riassunzione, contumace. E Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Roma - intervenuto. Fatto
ha proposto ricorso in riassunzione a seguito della ordinanza della Corte di Parte_1
Cassazione n. 23916/21 depositata il 3-9-2021, con la quale, in accoglimento del suo ricorso di legittimità, è stata cassata, con rinvio anche sulle spese, la sentenza della Corte di Appello di Roma n. 6630/2019 del 4-11-2019 che aveva rigettato il suo appello avverso la ordinanza del Tribunale di Roma del 9-1-2018, comunicata il 19-1-2018, con cui era stata rigettata la sua domanda (proposta con ricorso depositato il 12-12-2016) di protezione internazionale e di forme complementari di protezione.
Il ricorrente in riassunzione ha chiesto accogliersi le conclusioni a suo tempo rassegnate
(nel merito, riconoscimento dello status di rifugiato, in subordine della protezione sussidiaria ovvero della protezione umanitaria); in via subordinata ancora ha chiesto di riconoscergli la forma di protezione attualmente prevista a seguito delle variazioni normative intervenute a far data dalla iscrizione della causa in primo grado.
Il ricorso in riassunzione è stato iscritto a ruolo in data 7-12-2021; tuttavia già il 3-12-2021 il ricorrente aveva provveduto al deposito, con esito “busta in attesa di accettazione”, ciò derivando dalla e.mail indirizzata in tale data al suo difensore dal Tribunale di Roma;
l'atto di riassunzione era pervenuto all'indirizzo di posta certificata del Tribunale di Roma, il ricorrente “incorrendo in errore formale e materiale” (così ha spiegato il difensore nelle note 10-5-2024). La Corte ha ritenuto tempestiva la riassunzione del giudizio: infatti, dopo l'assegnazione della causa a questa Sezione della Corte di Appello, con decreto collegiale del 7-3-2022 è stata fissata la comparizione delle parti per l'udienza del 17-11-2022, con termine del 30-9- 2022 per la notifica e termine del 31-10-2022 per la costituzione della parte resistente;
il ricorso in riassunzione è stato notificato a mezzo p.e.c. in data 30-9-2022, presso l'Avvocatura Generale dello Stato, alla Amministrazione convenuta, che non si è costituita in giudizio;
con ordinanza in data 16-11-2023 la Corte ha dichiarato la contumacia del
Controparte_1
R.G. 7188/2021
di Roma, in persona del p.t.. All'esito della trattazione del giudizio CP_1 CP_2 davanti a questa Corte, il P.G. con atto in data 30-4-2024 ha concluso con parere contrario all'accoglimento del ricorso (con il precedente parere del 3-2-2022 aveva espresso parere favorevole limitatamente alla domanda di protezione umanitaria). La causa è stata trattenuta in decisione alla udienza del 16-5-2024, trattata con modalità cartolari, mediante assegnazione del termine di giorni 60 per il deposito di conclusionale;
il ricorrente ha preventivamente depositato note scritte in data 10-5-2024, riportandosi alle conclusioni precedentemente rassegnate;
non ha depositato comparsa conclusionale.
Diritto Ha affermato la Suprema Corte con la ordinanza di rinvio del 3-9-2021 che <<….la valutazione di non credibilità compiuta dal primo giudice, oggetto dei motivi di appello, è stata ribadita con una motivazione per relationem priva di qualsivoglia riferimento alla vicenda narrata dal ricorrente, alle esposte ragioni di impugnazione e persino alle argomentazioni addotte dal tribunale, che la corte del merito si è limitata a dichiarare “non scalfite” dalle censure dell'appellante, mentre la statuizione di rigetto della domanda di protezione umanitaria è fondata su una motivazione palesemente illogica, con la quale la documentazione medica prodotta dal richiedente è stata ritenuta irrilevante in ragione della inattendibilità del suo racconto;
la sentenza impugnata va quindi cassata con rinvio, anche per la statuizione sulle spese del presente giudizio>>.
Devono quindi nuovamente esaminarsi le dichiarazioni rilasciate dal ricorrente il 7-11-2016 davanti alla di Controparte_1
Roma (verbale in atti). Egli ha dichiarato di essere nato a [...], nel Delta State – uno degli stati federati della Nigeria -, di avere poi vissuto a RI - altra città del Delta State - da quando aveva 13 anni rimanendovi per altri sette anni;
faceva il pescatore per vivere ma la sua vita era in pericolo, poiché nella comunità dove lavorava c'era un gruppo criminale armato, dedito al furto del petrolio, agli omicidi ed al sequestro di persone, chiamato , i cui Controparte_3 componenti lo volevano arruolare, ritenendo che egli avesse forza fisica e poiché era un gran lavoratore, ed in caso contrario lo avrebbero ucciso;
ha dichiarato che quelli del gruppo del sono armati, hanno potere, combattono contro il governo federale, Controparte_3
e la polizia non avrebbe potuto aiutarlo;
poiché si rifiutava di arruolarsi, lo avevano minacciato di morte, lo avevano catturato e tenuto prigioniero per tre giorni, picchiandolo;
egli aveva dovuto arruolarsi ma dopo una settimana che era rimasto con loro, prese la decisione di fuggire perché non voleva continuare;
lo avevano picchiato per tre giorni, rompendogli la testa e una gamba;
per poter fuggire dovette prima aderire al gruppo criminale, ed una volta, di notte, mentre gli altri dormivano, riuscì a scappare;
andò nella città di Lagos e poiché quelli erano ricercati dal governo, rimase nascosto, finché gli venne offerto un lavoro di aiuto autista nel trasporto pubblico;
questo lavoro era però pericoloso, perché avrebbe potuto incontrare qualche appartenente al gruppo criminale, potendo essere riconosciuto;
così dopo circa tre settimane andò a Kano - città del nord della Nigeria
- e poi in quindi in Libia. CP_3
Alla udienza di primo grado del 20-11-2017, in sede di libero interrogatorio, il ricorrente ha dichiarato di essere di etnia “igbo” (o “ibo”), di essere cattolico, di avere lasciato il suo Paese perché non voleva aderire al gruppo , e che dopo che era stato Controparte_3 forzatamente arruolato, guidava una barca con cui quelli del gruppo armato andavano nei villaggi ad arruolare altri ragazzi o per trasportare armi;
ha dichiarato che non può tornare in Nigeria perché rischierebbe la vita.
Queste dichiarazioni devono essere confrontate e verificate con i risultati degli accertamenti da compiersi sulle condizioni della Nigeria, con particolare riferimento all'area geografica del Delta State, zona di origine del ricorrente.
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Il Delta State si trova nel sud della Nigeria, in corrispondenza con l'area geografica del delta del fiume e confina ancora più a sud con l'oceano Atlantico [Wikipedia, Delta (stato), CP_3
19-6-2019, sito web]; la Nigeria è infatti uno Stato federale composto di 36 stati interni e il Delta State è situato nella parte meridionale della Nigeria;
l'intera area del delta del fiume Per_ Pers Pers include gli stati -[interni]- di , , Bayelsa, Cross River, Delta, CP_3 Per_2
e (Wikipedia, Delta del 23-12-2020, sito web). Per_5 Per_6 CP_3 Dal rapporto redatto dall'EASO (Informazioni sui paesi di origine: Nigeria - situazione della sicurezza, novembre 2018, sito web) deriva che l'area del delta del è caratterizzata CP_3 da ripetuti episodi di violenza. In particolare, dal predetto rapporto risulta che per contenere la violenza, nel 2003 il governo federale ha schierato una Joint Task Force (JTF, Task force congiunta) militare nella regione. La JTF, che è ancora operativa al momento della stesura della presente relazione, è guidata dall'esercito, ma comprende anche unità e beni della marina, della polizia mobile paramilitare (MOPOL) e delle forze di polizia regolari. Negli anni
2008-2009 ha condotto massicce operazioni militari contro gruppi militanti negli Stati di
, Bayelsa e Delta. Il 2009 ha rappresentato un punto di svolta nel conflitto, poiché il Per_6 governo federale ha avviato il programma di amnistia presidenziale (PAP), nell'ambito del quale ai militanti che deponevano le armi veniva concessa un'amnistia incondizionata, e successivamente un risarcimento finanziario o il reinserimento attraverso l'istruzione formale superiore e la formazione tecnica. Quasi 30.000 persone si sono iscritte al PAP come ex militanti e hanno consegnato circa 2.700 armi. Per il loro mantenimento, in attesa del reinserimento, gli ex militanti hanno ricevuto uno stipendio di 65.000 Naira, pari a circa 180 dollari al mese. Il programma era inizialmente previsto per cinque anni, tuttavia, nel marzo 2018 era ancora in vigore. Per anni il programma si è dimostrato piuttosto efficace nel contribuire a tranquillizzare la situazione nella regione, tuttavia la violenza è esplosa nuovamente all'inizio del 2016, quando sono emersi nuovi gruppi quali Controparte_3
(NDA), (JNDLF), Red Squad Parte_2 Controparte_4 CP_3
(NDRS), (ABA) e (NDGJM). Parte_3 CP_3 Parte_4 Controparte_5
Questi gruppi sono costituiti in parte da ex militanti che non erano più soddisfatti dei loro stipendi nell'ambito del programma di amnistia, nonché da altri che si erano convinti che
l'unico modo per attirare l'attenzione e le concessioni del governo fosse il ricorso alla violenza armata. In seguito a negoziati con il governo federale e l'annuncio della ripresa dei pagamenti dell'amnistia, il 20 agosto 2016 l'NDA ha annunciato un cessate il fuoco. Tuttavia, il gruppo ha compiuto alcuni attentati nei mesi di ottobre e novembre 2016. Dal novembre
2016, quando il governo ha accettato un elenco in 16 punti di richieste presentate dal
[...]
(PANDEF), i gruppi di militanti hanno ripetutamente minacciato di Parte_5 lanciare attacchi, tuttavia non ci sono stati attentati rilevanti da parte dell'NDA o di altri gruppi nel Delta del Si registrano continue segnalazioni di gruppi armati che rapiscono CP_3 espatriati, come i cinque lavoratori del settore petrolifero sequestrati nella comunità di Ajoki, nello Stato del Delta, il 17 gennaio 2018. Ancora riguardo all'area del delta del fiume risulta quanto segue. CP_3
Secondo quanto riportato dal Conflict Data Program della Uppsala University (Svezia), nel 2004 vi sono stati scontri tra la Niger Delta Peoples EE Force (NDPVF) e le truppe nigeriane per il controllo della regione del Delta del Lo stesso anno è stato siglato un CP_3 accordo per il cessate-il-fuoco e da allora il conflitto è rimasto inattivo…. Il NDPVF intende Pt_ rappresentare gli interessi della popolazione locale di etnia per l'autodeterminazione dell'area del Delta del Niger e per il controllo delle risorse del territorio, in particolare per Pt_ l'estrazione del petrolio. La popolazione rappresenta l'etnia maggioritaria nell'area del Delta del Niger, nonché la quarta etnia in assoluto dell'intera Nigeria…. La popolazione Ijaw nel sud-est della Nigeria è per il 97% di religione cristiana…. La scoperta di ricchissimi giacimenti di petrolio nel 1958 a Oloibiri (Ijawland) ha scatenato una vera e propria guerra di accaparramento da parte delle compagnie petrolifere internazionali, entrate subito in
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collusione con gli apparati militari e governativi nigeriani per lo sfruttamento delle risorse petrolifere del Delta del Niger…. Lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e del gas naturale ha causato un progressivo deterioramento delle condizioni ambientali del territorio, rendendo l'area del Delta del Niger tra le più inquinate del mondo e mettendo la regione in grave crisi dal punto di vista umanitario ed economico per i livelli di inquinamento delle acque…. I proventi dell'estrazione petrolifera nell'area del Delta del Niger sono stati rimessi a beneficio delle popolazioni delle regioni del nord e dell'ovest della Nigeria, impedendo così lo sviluppo delle popolazioni locali del Delta del Niger. Il mancato sviluppo locale, dovuto alla marginalizzazione da parte del Governo nazionale nei confronti della popolazione del
Delta del Niger, e il peggioramento delle condizioni ambientali hanno scatenato una guerra civile tra il 1967 e il 1970. La popolazione Ibo ha tentato infatti di secedere dalla Nigeria, proclamando la nascita della Repubblica del Biafra, comprendente le regioni del sud-est della Nigeria (in tal senso ci si riferisce a tale conflitto civile come alla “Guerra del Biafra”). Un altro tentativo di secessione era già occorso nel 1966, ad opera del Maggiore
[...]
, di etnia Ijaw, che aveva tentato la proclamazione della Repubblica del Niger Per_7 Delta. Il conflitto è ripreso nel 1999, nel Bayelsa State, allorquando l'esercito nigeriano ha risposto con la violenza all'uccisione di diversi poliziotti da parte di alcuni militanti di etnia Ijaw nella città di Odi. Il conflitto tra il NDPVF, guidato dall' e il Persona_8 governo nigeriano nel 2004, ha causato 70 morti e, nonostante l'annuncio di una escalation del conflitto a livello nazionale da parte del leader Ijaw, il 1° ottobre 2004 si è addivenuti a una tregua e da allora le ostilità sono cessate…. Il conflitto relativo allo sfruttamento delle risorse petrolifere è ripreso nel 2016, con la nascita di nuovi gruppi militanti, in particolare i Contr
. che secondo quanto riportato da , hanno rivendicato diversi Controparte_6 attacchi contro gli oleodotti della olandese Shell Company. Gli attentati contro le compagnie petrolifere sarebbero ripresi per la cessazione del programma di riabilitazione a favore degli ex militanti dei gruppi che avevano combattuto in passato nel Delta del Niger per ottenere l'indipendenza o per ottenere il controllo dei pozzi petroliferi. Le rivendicazioni dei
[...]
non sono state tuttavia confermate da fonti indipendenti…. Come riportato CP_3 dal quotidiano nigeriano online The Guardian, nel 2019 si è registrato un incremento del 77% degli atti di vandalismo contro gli oleodotti nel Delta del Niger…. Il Council of Foreign Relations ha segnalato un significativo incremento delle violenze nel Delta del Niger nel 2019: nonostante il cessate il fuoco del 2004 tra gruppi armati e governo nella questione relativa allo sfruttamento delle risorse petrolifere della regione, l'area del Delta del Niger è ancora interessata da lotte intestine per l'accaparramento di terre, di acqua potabile e da scontri di carattere etnico e religioso. Nel 2019 sono stati registrati 416 eventi violenti che hanno causato più di 1.000 morti. Le violenze sono state perpetrate da diversi attori, come membri del crimine organizzato, affiliati di diverse partigianerie politiche, membri di gruppi sociali o etnici a livello locale, membri dei cosiddetti “cult”, e membri di gruppi rivali per l'accaparramento di terreni. Spesso i membri dei cult, i membri dei gruppi criminali e i membri dei gruppi quasi-religiosi hanno connessioni di tipo politico e la violenza di matrice politica è aumentata a dispetto di quella di tipo “localistico”, incentrata sull'accaparramento di terre e di risorse naturali o sulle rivalità di carattere etnico o religioso. Gli Stati dell'area Pers del Delta del Niger maggiormente affetti dalla violenza nel 2019 sono stati il , l e Per_6 il . Il Report della Foundation for Partnership Initiatives in the , relativo al Per_9 CP_3 primo trimestre del 2021, ha messo in evidenza che nei primi tre mesi del 2021 vi è stato un incremento delle violenze rispetto all'ultimo trimestre del 2020. Le violenze ricomprendono gli atti compiuti dalla criminalità organizzata, attacchi mirati contro le autorità di sicurezza, le dispute per l'accaparramento di terreni, i conflitti locali, gli scontri tra cult e la violenza di stampo mafiosa. Rapimenti, pirateria, scontri armati tra gruppi armati e tra gruppi armati e forze di sicurezza hanno causato 60 tra morti e feriti. Attacchi contro la polizia e altre forze di sicurezza hanno causato 35 tra morti e feriti. Gli scontri localistici, che ricomprendono le
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dispute per i terreni e gli scontri tra allevatori e coltivatori, hanno causato 95 tra morti e feriti. Pers Il maggior numero di scontri di carattere localistico si è registrato nell' , ad Per_2 nel Delta e nel Cross River State. Gli scontri che hanno visto coinvolti membri dei cult hanno causato invece 10 tra morti e feriti. Gli scontri tra cult ricomprendono anche le lotte per la supremazia territoriale e altre azioni criminali. I delitti di mafia hanno causato invece 15 tra morti e feriti. Nel primo trimestre del 2021, la maggior parte delle violenze sono occorse nel
Delta State, seguito dallo . Le Local Government Areas (ovvero i ritagli Parte_7 amministrativi in cui sono suddivisi gli Stati federati nigeriani) maggiormente colpite dalle violenze sono state, in ordine: Aba NO (Abia), UA (Abia), OR (Imo), VI NO East
(Edo), BO (Akwa Ibom), HE NO (Delta), OB (Cross River), LI NO (Delta), EL (Delta), UD (Delta), RI AL (Imo), RI SO (Delta), AL AL (Cross River), WO (Ondo) e KO SO (Delta)…. Nel Delta State, nel primo trimestre del 2021, vi è stato un incremento delle violenze rispetto al trimestre precedente. Il Delta State ha anzi registrato il maggior tasso di letalità in tutto il Delta del Niger…. Secondo i dati estrapolati dai database di ACLED, nell'area del Delta del Niger si sono verificati i seguenti eventi violenti tra il 1° gennaio 2020 e il 28 maggio 2021….: - 23 novembre 2020: sospetti militanti del hanno attaccato e distrutto gli oleodotti della Shell a Ikarama e CP_3
Kalaba ( LGA, Bayelsa State). - 30 gennaio 2021: sospetti militanti del Per_10 CP_3 si sono scontrati con gli operativi del Nigeria Security and Civil Defence Corps a Amabulou
(Ekeremor LGA, Bayelsa State), rapendo un ufficiale e prendendo armi e munizioni. L'ufficiale è stato rilasciato più tardi. Non si registrano morti né feriti. - 24 marzo 2021: sospetti militanti del hanno attaccato e distrutto gli oleodotti della CP_3 CP_8
(NAOC) a Beninkurukuru (SOern Ijaw LGA, Bayelsa State). Non si
[...] registrano né morti né feriti ( , Commissione Nazionale per il Diritto di Controparte_1 Asilo, Area II - Affari Internazionali e Comunitari – COI Unit, Nigeria, Conflitto del Delta del Niger, compreso il Delta State, data della risposta 31-5-2021, . Email_2
Ancora più recentemente risulta quanto segue.
Nella travagliata regione del Delta dello Stato del Delta in Nigeria, una recente tragedia ha suscitato indignazione e sollevato interrogativi sulla sicurezza e la stabilità della comunità locale. In una recente intervista a Fatshimetrie, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale ha parlato dell'attacco mortale che è costato la vita a soldati del 181esimo Per_11 Battaglione Anfibio dell'Esercito nigeriano. Secondo il generale si ritiene che l'attacco Per_11 sia stato premeditato da gruppi criminali, cultisti e militanti della regione, motivati da attività illecite come il furto di petrolio greggio, che rappresenta per loro un'importante fonte di reddito. Egli ha sottolineato che i soldati sono stati schierati nella regione per sradicare ogni forma di vandalismo sugli oleodotti, il furto di petrolio greggio e le raffinerie illegali, che avrebbero potuto provocare ritorsioni. L'incidente è avvenuto nella comunità di Okuoma nell'area del governo locale di d è stato alimentato dalle tensioni a seguito dei CP_9 conflitti tra le comunità di Okuama e . I militari, intervenuti in seguito ad una Pt_8 chiamata di soccorso, si sono ritrovati circondati da giovani della comunità, cosa che ha portato ad un tragico scontro. Il generale ha anche sottolineato il coraggio e la Per_11 professionalità dei soldati, sottolineando che il comandante delle truppe avrebbe potuto reagire in modo molto più violento come rappresaglia per l'attacco. Ha smentito fermamente le accuse secondo cui i militari avrebbero agito in modo inappropriato, sottolineando che si trovavano legalmente nella zona per un'operazione anticrimine. Inoltre, il generale ha Per_11 espresso indignazione per l'atteggiamento dei leader tradizionali della regione, accusandoli di non fornire informazioni e di non agire con cognizione di causa. Ha sottolineato la necessità che tutti i nigeriani condannino tali atti di violenza e barbarie, invocando l'unità nazionale contro tali atrocità. Questa tragedia nella regione del Delta dello Stato del Delta solleva questioni cruciali sulla sicurezza, sulla governance locale e sulla necessità di una stretta cooperazione tra la popolazione civile, le autorità locali e le forze di sicurezza per
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garantire la pace e la stabilità nella regione. È fondamentale che vengano adottate misure per prevenire tali atti di violenza in futuro e promuovere la riconciliazione e il dialogo intercomunitario (Fatshimetrie.org, Tragedia e tensioni nel Delta dello Stato del Delta in
Nigeria: esposti i problemi di sicurezza e governance, 3-4-2024, sito web). La situazione della Nigeria risulta estremamente complessa, con riferimento all'area geografica del Delta State, zona di provenienza del ricorrente, a causa dell'azione di criminalità organizzata, con profili di nazionalismo più o meno accentuati, portata avanti da gruppi armati organizzati, tra cui, appunto, il , contro i quali si scontra Controparte_3
l'azione di contrasto del governo centrale, dando vita a veri e propri episodi di ripetuta guerriglia armata. Se pure l'assetto istituzionale della Nigeria non appare collassato o in via di dissolvimento, e la tenuta costituzionale del Paese appare solida, nondimeno le vicende legate alle azioni criminali portate avanti da tali gruppi armati operanti nella zona del delta del fiume CP_3 sono fonte di grave pericolo per gli abitanti e gli operatori economici del territorio, particolarmente per quelli legati alla estrazione e sfruttamento del petrolio. Deve dunque ritenersi che nelle regioni meridionali della Nigeria, ed in particolare nell'area del delta del fiume ricomprendente lo Stato interno del Delta, sussistono condizioni di vero e CP_3 proprio scontro armato tra bande armate e tra queste e le forze di sicurezza della Nigeria.
Trova così conferma quanto dichiarato dal ricorrente, il cui racconto deve ritenersi certamente attendibile quando riferisce delle minacce e percosse ricevute dal quel gruppo criminale affinché si arruolasse con loro per compiere azioni criminali sul territorio;
così come del pericolo in cui potrebbe incorrere se tornasse nel Delta State, potendo essere sottoposto a ritorsioni anche fisiche per essersi sottratto all'arruolamento, peraltro dopo avere accettato, sia pure forzatamente, di fare parte del gruppo criminale ed avere partecipato ad alcune azioni delittuose del gruppo;
e tutto ciò in un contesto, esistente in quella parte del territorio della Nigeria, di conflitto armato tra i gruppi organizzati militarmente, tra cui il , e le forze di sicurezza del governo centrale Controparte_3 della Nigeria.
Non si ravvisa tanto una condizione di persecuzione in danno del ricorrente, tale da giustificare il riconoscimento dello status di rifugiato;
sussiste piuttosto la condizione delineata dall'art. 14, lett. c), del d.lgs. 19-11-2007 n. 251, secondo cui “ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria, sono considerati danni gravi: … la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”. Si ravvisa quindi in danno dell'appellante in riassunzione, qualora dovesse tornare nel Delta State della Nigeria, la concreta minaccia ed il pericolo di un grave danno alla sua incolumità, derivante dalla violenza indiscriminata di un conflitto armato interno: si deve pertanto riconoscere in favore dell'appellante la protezione sussidiaria di cui all'art. 2, lett. g) e lett. h), ed all'art. 17 del d.lgs. 19-11-2007 n. 251, che comporta il rilascio in suo favore, da parte della competente autorità amministrativa, di un permesso di soggiorno con validità quinquennale (art. 23 d.lgs.
19-11-2007 n. 251). La domanda di riconoscimento dello status di rifugiato (protezione internazionale), che si ritiene avere maggiore ampiezza rispetto alla protezione sussidiaria, va quindi rigettata;
in accoglimento però della domanda di protezione sussidiaria, si deve riconoscere in favore dell'appellante lo status di protezione sussidiaria (rimane assorbita la domanda della più ridotta forma della protezione umanitaria o speciale). Stante che si è accertata in questo grado e fase del giudizio la protezione sussidiaria pur avendo l'appellante chiesto in via principale la maggiore forma di protezione internazionale, già rigettata dal Tribunale, si ravvisano giusti motivi per compensare le spese di ogni stato e grado del processo.
P.Q.M.
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La Corte, definitivamente pronunciando, giudicando in sede di giudizio di rinvio, in parziale accoglimento dell'appello, rigettato nel resto, ed in parziale riforma della ordinanza di primo grado, confermata nel resto, così provvede:
- riconosce in favore di , nato a [...], Nigeria, il 1-12-1996, alias 1-12- Parte_1
1990, lo status di protezione sussidiaria;
- compensa tra le parti le spese del giudizio di primo grado, del precedente giudizio di appello, del giudizio di legittimità e del presente giudizio di riassunzione.
Roma 30-1-2025
Il Consigliere estensore Il Presidente
Tilocca Alberto Anna Maria Pagliari
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