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Decreto 16 aprile 2025
Decreto 16 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Torino, decreto 16/04/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Torino |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 16 aprile 2025 |
Testo completo
R.G.C. n. 286 / 2024 V.G.
LA CORTE D'APPELLO DI TORINO Sezione Famiglia e Minorenni
riunita in camera di consiglio nelle persone dei Signori Magistrati:
Dott.ssa Carmela Mascarello Presidente
Dott.ssa Eleonora Montserrat Pappalettere Consigliere relatore
Dott.ssa Roberta Collidà Consigliere
Dott.ssa Susanna Emma Torre Consigliere on. Dott. Massimo Zedda Consigliere on.
Letto il reclamo proposto da:
nata in [...] il [...], madre dei minori (figlio Parte_1 Persona_1 di e di , nato in [...] il [...]), (o figlio ER Pt_1 Parte_2 Pt_3 di e di , nato in [...] il [...]) e (di ER Pt_1 Parte_4
Gheorghita e di nato a [...] il [...]), elettivamente Parte_1 domiciliata in Torino, Corso Duca degli Abruzzi n. 18, presso lo studio dell'Avv. Elisa Monticone del Foro di Torino che la rappresenta e difende per procura in atti, ammessa al Patrocinio a spese dello Stato con verbale del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino del 06/09/2024,
avverso
il decreto del Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta reso in data 18/06/2024 nel procedimento iscritto al n. 19/2022 R.G. V.G.;
vista la memoria costitutiva dell'Avv. con studio in Torino, Via Controparte_1
Susa n. 32, Curatrice speciale dei minori predetti, giusta nomina del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d'Aosta dell'11/01/2022, ammessa in tale veste al patrocinio a spese dello Stato con verbale del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino del 25/09/2024;
dato atto della mancata costituzione di (padre dei minori e Parte_2 Pt_1 di (padre del minore ); Persona_3 Parte_4
visto il parere del Procuratore Generale presso la Corte d'Appello, in persona del Sostituto Dott.ssa Marta Lombardi, contrario all'accoglimento del reclamo;
pronuncia il seguente
1
DECRETO
Nel gennaio 2022, la ORa e i suoi quattro figli, (nato nel 2007), Parte_1 Per_4 Per_
(nato nel 2009), (o nato nel 2012), e (nato nel 2020), furono ER Pt_3 Parte_4 collocati in una comunità mamma-bambino del Gruppo Abele a San Mauro Torinese in seguito ad una situazione di violenza domestica da parte del compagno della donna nonché padre di , OR , presumibilmente correlata Parte_4 Persona_3 alla sua dipendenza da alcol. Gli operatori della comunità constatarono gravi e persistenti difficoltà della ORa nel gestire i quattro figli insieme, tanto che, pochi mesi dopo, il 6 maggio 2022, Pt_1 Per_ con decreto del Tribunale per i Minorenni, i tre figli più grandi, , e , Per_4 ER furono inseriti in tre diverse comunità educative. La madre rimase nella comunità di San Mauro Torinese con il piccolo , all'epoca Parte_4 di appena due anni. All'inizio del suo percorso nella comunità mamma-bambino con , la ORa Parte_4 era descritta come refrattaria ai consigli degli operatori. Gradualmente, però, Pt_1 costruì con loro un rapporto di fiducia e mostrò progressi nell'assunzione di piccole responsabilità relative a , come l'iscrizione alla scuola materna e alcune brevi Parte_4 uscite, dimostrandosi attenta ai bisogni primari del bambino, che risultava ben vestito e lavato. Il legame tra madre e figlio era considerato saldo e profondo. mostrava Parte_4 progressi nel linguaggio e aveva raggiunto il controllo sfinterico. L'équipe della comunità riteneva che il percorso comunitario fosse un valido supporto per la crescita personale e per l'acquisizione di maggiori competenze da parte della ORa che appariva Pt_1 anche più capace di comprendere i bisogni emotivi di . Parte_4
Nel 2023, la ORa fu sottoposta a una valutazione cognitiva che evidenziò Pt_1 una disabilità intellettiva di grado moderato (QI di 46). Questa condizione incideva sulla sua capacità di assimilare gli insegnamenti degli operatori e di mantenere nel tempo le buone prassi educative apprese in comunità. Persisteva una difficoltà nel farsi carico della crescita educativa di e nel porre limiti al bambino. Parte_4
Nel febbraio 2024, la ORa ebbe un malore in presenza di , a Pt_1 Parte_4 seguito di un aborto spontaneo dovuto a una relazione occasionale. Aveva tenuto nascosto lo stato di gravidanza agli operatori per paura che ciò potesse portare all'allontanamento di da lei. dovette assistere al malore della madre e spiegare Parte_4 Parte_4
l'accaduto agli operatori. Questo episodio fu considerato particolarmente grave e indicativo di una scarsa considerazione per l'interesse del minore. Inoltre, la madre aveva consentito contatti telefonici e videochiamate tra e il Parte_4 padre, il OR , nonostante le disposizioni contrarie del Tribunale per i Parte_4
Minorenni e le indicazioni ricevute. Il OR era spesso alterato, Parte_4 probabilmente a causa del consumo di alcol. La ORa sembrava Pt_1 inconsapevole della problematicità e della gravità delle ripercussioni di tali comportamenti sul benessere del bambino. Le relazioni degli operatori del evidenziavano, fino al dicembre Parte_5
2024, che, nonostante l'affetto per e i progressi compiuti, permanevano Parte_4 significative difficoltà nel percepire i bisogni reali del bambino, soprattutto a livello emotivo e psicologico. La ORa faticava a mantenere nel tempo i rimandi educativi e a
2 porre al centro i bisogni di e necessitava di un costante sostegno educativo. Al Parte_4 di fuori di contesti strutturati, la ORa mostrava grande fragilità.
Il 18 giugno 2024, con il decreto impugnato, il Tribunale per i minorenni disponeva, tra l'altro, la decadenza dei genitori dalla responsabilità genitoriale nei confronti di tutti i figli Per_ ( , , e ), la sospensione degli incontri e dei contatti tra i padri ed Per_4 ER Parte_4
i minori, il collocamento provvisorio di in una famiglia affidataria, la Parte_4 Per_ permanenza in comunità di e in attesa del reperimento di famiglie affidatarie Pt_3 anche per loro. Il T.M., inoltre, autorizzava gli incontri tra i minori e la madre e tra i minori stessi alla presenza di personale educativo, secondo modalità e tempi definiti dai Servizi in base alle esigenze di ciascun minore. Disponeva la continuazione della presa in carico dei minori e della madre da parte dei Servizi Sociali, del SERD e dei servizi di NPI e psicologia. Disponeva, infine, che i Servizi elaborassero un progetto di maggior tutela per
, relazionando sulla concreta recuperabilità delle funzioni genitoriali materne in Parte_4 tempi compatibili con le esigenze del bambino e sull'andamento degli incontri. Il Tribunale motivava tale decisione, tra l'altro, con l'assenza del padre dei minori la discontinuità del padre di nel percorso presso il SERD e i suoi Pt_1 Parte_4 agiti violenti, la diagnosticata disabilità intellettiva della madre e la sua incapacità, nonostante i sostegni, di costituire una risorsa per i figli, tanto da proporre il collocamento di in affido per evitare ritardi evolutivi. Il Tribunale rilevava come la madre Parte_4 avesse continuato ad avere contatti telefonici e incontri con il padre di in Parte_4 violazione dei provvedimenti, e come avesse tenuto nascosta la gravidanza conclusasi con un aborto spontaneo a cui aveva assistito. Il Tribunale concludeva che la Parte_4 valutazione delle competenze genitoriali materne non poteva che essere negativa, con conseguente necessità di dichiarare la decadenza dalla responsabilità genitoriale per il pregiudizio arrecato ai figli, e di disporre il collocamento etero-familiare dei figli in attesa di valutare la recuperabilità delle funzioni genitoriali della madre.
La ORa ha presentato reclamo chiedendo in via principale la revoca della Pt_1 decadenza dalla responsabilità genitoriale e, per , incontri più frequenti e una Parte_4 progressiva liberalizzazione degli stessi in vista di un possibile rientro a casa. La reclamante ritiene non sussistenti i presupposti per dichiararla decaduta dalla responsabilità genitoriale, evidenziando la propria disponibilità a collaborare con i servizi e sottolineando i progressi compiuti nel proprio percorso genitoriale.
La Curatrice Speciale dei minori si è costituita in giudizio opponendosi all'accoglimento del reclamo e chiedendo la conferma del decreto. La stessa ha sottolineato come le condotte passate della ORa fossero pregiudizievoli per i minori e come Pt_1 persistesse una sua incapacità di costituire una risorsa adeguata per i figli.
Anche il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello ha espresso parere contrario all'accoglimento del reclamo.
Il 4 dicembre 2024, la Corte ha richiesto ai Servizi Sociali una relazione di aggiornamento sulla situazione dei minori e della madre, relazione che è stata depositata il 25 marzo 2025. Tale relazione include anche le osservazioni relative agli incontri tra la madre e
. Parte_4
3 Come emerge dagli aggiornamenti acquisiti, la ORa che inizialmente aveva Pt_1 accettato di essere accolta in una struttura, in seguito è tornata a vivere con il OR
, padre di . La stessa manifesta difficoltà nel confrontarsi Persona_5 Parte_4 con i Servizi Sociali, negando o minimizzando le problematiche passate ed esprimendo il desiderio di riavere i figli con sé. Le è stata proposta una consulenza genitoriale, che ha rifiutato. I Servizi hanno continuato a riscontrare una difficoltà della ORa nel percepire i bisogni emotivi di . Gli incontri madre - sono proseguiti, Parte_4 Parte_4 inizialmente con cadenza quindicinale e poi mensile, alla presenza di personale educativo. Le educatrici hanno osservato che, durante gli incontri, appariva attento allo Parte_4 stato emotivo della madre mentre quest'ultima faticava nella gestione educativa del bambino e nel contenere la propria sofferenza davanti a lui.
è diventato maggiorenne nelle more del reclamo, sicché per lui non vi è Persona_6 luogo a provvedere.
ha da poco compiuto sedici anni. È attualmente domiciliato a Persona_7
Cuneo in affidamento familiare residenziale dal 01/02/2025. Si è inserito bene nella nuova realtà familiare, costruendo legami positivi e trovando uno spazio per esprimersi liberamente. Il ragazzo è entusiasta di avere una famiglia affidataria. È in contatto telefonico regolare con il fratello maggiorenne , la madre e il padre. Riceve spesso Per_4 chiamate del padre su WhatsApp ma risponde solo ogni tanto. Alla fine di febbraio 2025 ha iniziato a raccontare spontaneamente agli affidatari della sua infanzia e di esperienze traumatiche vissute in AV, come il ritrovamento della nonna morta in un pozzo ed episodi di raccapricciante violenza del padre sugli animali (dopo l'arrivo di tre gattini, il padre li aveva presi e, uno ad uno, li aveva lanciati facendoli sbranare dal cane davanti agli occhi dei figli). Ha anche rivelato di aver subito violenza a Villafalletto dal compagno Per_ della madre, il OR , padre di . Le telefonate settimanali tra e Per_3 Parte_4 la madre, che avvengono alla presenza degli educatori della comunità, sono incentrate sul quotidiano e sull'andamento scolastico. Nessun particolare trasporto del figlio verso la Per_ madre viene segnalato. Anzi, gli operatori evidenziano che il contatto di con la sua famiglia d'origine lo pone in una posizione ambivalente e in una situazione di conflitto di lealtà. Egli, d'altro canto, sembra avere ritrovato la serenità solo dopo il suo recente inserimento in una famiglia affidataria.
Quanto a , che ha da poco compiuto quattordici anni, le relazioni di Parte_2 aggiornamento riferiscono che egli è attualmente domiciliato presso la Comunità Terapeutica "Il piccolo" a Moncalieri dal 02/12/2024 in seguito a crisi aggressive e Pt_6 ad un breve ricovero ospedaliero. Sta ritrovando una certa serenità e compiendo, anche se con fatica, un percorso psicologico. Al momento l'aggressività pare sotto controllo, anche perché il ragazzo assume una terapia farmacologica e ha costruito un buon legame con gli operatori. Partecipa a tutte le attività, inclusi i gruppi terapeutici dove fatica ad aprirsi. Da metà gennaio 2025 ha ripreso la scuola in presenza con orario ridotto. Ha minacciato più volte di fuggire dalla comunità, ma non lo ha mai fatto, probabilmente perché è bene inserito. Gli operatori rilevano in lui la paura che qualcuno gli faccia del male, ma anche la paura di far male a terzi, è spaventato dalla sua rabbia e ha paura di esprimere le sue emozioni. La comunità sta lavorando su queste fragilità. La scelta di attivare contatti
4 telefonici con la madre è stata lasciata a , e ad oggi questi contatti sono pressoché ER assenti. Dopo una videochiamata con la madre nel dicembre 2024, aveva ER manifestato atteggiamenti oppositivi. La madre ha avuto un incontro di persona con presso la comunità all'inizio di gennaio 2025. Gli operatori hanno notato l'assoluta ER difficoltà nella diade madre-figlio ad incontrarsi a livello emotivo, apparendo distanti. Inoltre, la madre non supporta nell'assunzione della terapia. ER
ha oggi quattro anni e mezzo ed è in affidamento familiare dal 19 luglio 2024. Parte_4
Per lui è stata aperta una procedura di adottabilità. È ben inserito nella famiglia affidataria che riconosce come "la sua famiglia" e chiama i due coniugi "mamma - papà". Al momento l'affido non ha evidenziato criticità e è un bambino sereno e felice. Parte_4
Ha bisogno di figure adulte che lo contengano e lo aiutino a gestire le proprie emozioni. Gli attuali affidatari sono molto attenti al bambino, lo hanno iscritto a basket e a nuoto. La psicologa lo ha osservato all'interno della scuola materna, rilevando che non presenta particolari problemi. Successivamente agli incontri con la madre, appare più agitato e a volte triste, e la maestra ha riferito la frase "mamma piange sempre". La madre è stata invitata a non coinvolgerlo nella sua sofferenza. Gli incontri protetti con la madre sono attualmente mensili, della durata di un'ora e mezza. Durante gli incontri, il bambino continua a chiedere se poi verrà riportato a "casa sua" (la casa degli affidatari). Gli incontri hanno una forte componente ludica, ma fatica a mantenere Parte_4
l'attenzione. Cerca sempre meno il contatto fisico con la madre. È comunque attento allo stato emotivo della madre e chiede spiegazioni agli operatori se la vede triste. Il piccolo ha obiettato che "si piange quando si è tristi" quando gli è stato detto che la madre aveva lacrime di gioia nel vederlo. La madre appare in grande difficoltà emotiva durante gli incontri e fatica a gestire la sua sofferenza nei distacchi.
Per_ Il OR , padre di e (junior), è descritto dal Tribunale come Parte_2 ER una figura assente da anni dalla vita dei figli. Non ha mai contattato il servizio sociale. Sono stati riportati episodi di violenza da parte sua quando viveva con la moglie e con i Per_ figli in AV (vedasi sopra, nel paragrafo dedicato alle dichiarazioni di ).
Il padre di , OR , è indicato come responsabile degli Parte_4 Persona_3 agiti violenti all'origine dell'allontanamento della compagna e dei quattro figli nel 2022. Ha avuto un percorso discontinuo presso il SERD per un problema di abuso alcolico e non ha consolidato un percorso di cura o di revisione critica dei suoi comportamenti. Attualmente il OR risulta avere ripreso la convivenza con la ORa Parte_4 Pt_1
Quanto alla madre, le relazioni dei Servizi indicano che, nonostante anni di sostegni, la stessa non è ancora in grado di costituire una risorsa per i suoi figli.
Preliminarmente, verificata la corretta notifica del reclamo ai rispettivi padri dei minori, ORi (padre) e dato atto che gli stessi non si Parte_2 Persona_3 sono costituiti, ne dichiara la contumacia.
Nel merito, il reclamo è infondato e va respinto.
5 La ORa ha beneficiato, nel corso degli anni, di molti interventi a sostegno Pt_1 della sua genitorialità. Si ricordano, in proposito:
• l'inserimento in comunità mamma-bambino: a partire da gennaio 2022 e fino al 18 luglio 2024, la ORa è stata inserita in una comunità mamma- Pt_1 bambino del Gruppo Abele a San Mauro Torinese. Inizialmente, la donna aveva con sé tutti e quattro i figli (anche , oggi maggiorenne). Successivamente, in data Per_8 6 maggio 2022, i tre figli più grandi, per i quali la convivenza con la madre era divenuta intollerabile, furono inseriti in tre comunità educative diverse, mentre la madre rimase a San Mauro con . Questo ha fornito un ambiente Parte_4 strutturato e un supporto continuativo per la madre e il bambino;
• il supporto educativo e psicosociale: durante i due anni e mezzo in comunità, la ORa ha ricevuto sostegno e guida dagli operatori per sviluppare le Pt_1 sue competenze genitoriali. Gli educatori le hanno costantemente fornito suggerimenti e indicazioni su come costruire una relazione significativa con e come contenerne gli atteggiamenti oppositivi;
Parte_4
• il sostegno pratico nella quotidianità: gli operatori della comunità hanno fornito alla ORa supporto nelle operazioni del quotidiano e nell'organizzazione Pt_1 degli spazi, aiutandola ad assumere piccole responsabilità relative a , Parte_4 come l'iscrizione alla scuola materna, alcune brevi uscite o la cura dell'igiene dentale del bambino;
• il sostegno per l'autonomia personale: parallelamente al sostegno genitoriale, la ORa è stata incoraggiata a intraprendere un percorso di autonomia. Pt_1 La stessa ha ricevuto informazioni sui Servizi al Lavoro (SAL), sulla possibilità di richiedere l'invalidità civile e sul Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL);
• gli incontri protetti madre-figlio: dopo il collocamento di in affido, sono Parte_4 stati organizzati incontri protetti tra madre e figlio alla presenza di personale educativo con lo scopo di mantenere il legame e, potenzialmente, preparare un futuro rientro di presso la madre;
Parte_4
• la presa in carico multidisciplinare della madre da parte dei Servizi Sociali (SS), del SERD (Servizi per le Dipendenze), e dei servizi di NPI/psicologia;
• il progetto di maggior tutela per : i Servizi Sociali sono stati incaricati di Parte_4 elaborare un progetto di maggior tutela per , con l'obiettivo di valutare la Parte_4 concreta recuperabilità delle funzioni genitoriali materne in tempi compatibili con le esigenze del bambino;
• la consulenza e il supporto psicologico: è stata proposta alla ORa Pt_1 una consulenza genitoriale, inizialmente rifiutata. Successivamente, la reclamante ha intrapreso un percorso presso la Comunità di Mambre con una psicologa. Le è stato anche offerto il supporto del Servizio di Salute Mentale per la gestione dell'ansia e del mal di testa.
Questi interventi testimoniano dello sforzo dei Servizi nel sostenere la ORa Pt_1 nel suo ruolo genitoriale, tenendo conto delle sue difficoltà ma anche dei progressi da lei compiuti nel tempo.
Mentre i rapporti della madre con i figli adolescenti sono ormai inconsistenti, se non del Per_ tutto compromessi (i rapporti con essendo mantenuti principalmente con telefonate settimanali dai contenuti superficiali e quelli con essendo di fatto inesistenti, anche ER se per scelta di ), le relazioni degli operatori non hanno mancato di sottolineare ER come il legame tra la ORa e sia "saldo e profondo". Questo affetto Pt_1 Parte_4
6 è sempre stato evidente e riconosciuto come un punto di forza nella loro relazione. La madre ha dimostrato di impegnarsi per comprendere i suggerimenti degli educatori e per diventare una madre presente e migliore, soprattutto per . Su sollecitazione Parte_4 degli operatori, la ORa è riuscita a prendersi "maggiori piccole responsabilità in relazione a , riuscendo in autonomia portare avanti piccoli impegni (iscrizione a Parte_4 scuola materna, qualche breve uscita sul territorio, igiene dentale)". La madre si è occupata con grande cura dei bisogni primari di , come nutrirlo, vestirlo e Parte_4 prepararlo per la scuola.
Tuttavia, le osservazioni degli operatori hanno anche evidenziato delle limitazioni e delle sfide persistenti: nonostante i progressi, permangono un'importante difficoltà della donna a farsi carico della crescita, anche educativa, di e una difficoltà a mantenere
Parte_4 nel tempo le competenze apprese. Nel suo percorso di genitorialità, la donna ha violato ripetutamente i provvedimenti del Tribunale consentendo contatti tra il figlio e il padre, anche quando costui era
Parte_4 in stato di alterazione, ha omesso di informare gli operatori della sua gravidanza (per paura che la rivelazione potesse portare all'allontanamento di da lei) e, fatto
Parte_4 ancor più grave, non ha fatto nulla per tenere al riparo il piccolo , all'epoca di
Parte_4 appena tre anni, dalla cruenta scena del proprio aborto spontaneo. Anzi, visto che la madre aveva perso conoscenza dopo la copiosa emorragia, si è trovato nella
Parte_4 posizione, a dir poco inadeguata per un bimbo della sua età, di spiegare l'accaduto agli operatori della comunità intervenuti in soccorso. Durante gli incontri protetti, la ORa ha manifestato difficoltà a gestire la Pt_1 sua sofferenza nei distacchi da . Gli operatori hanno rilevato che la donna, pur
Parte_4 affettuosa, ha difficoltà a "percepire i bisogni reali del piccolo riguardanti
Parte_4
l'accudimento ma anche e soprattutto per quanto attiene alla sfera emotiva e psicologica". Anche quando verbalizza divieti o richieste, la ORa necessita del supporto Pt_1 dell'operatore presente per far aderire alle regole. Parte_4
Forse anche a causa dei suoi accertati deficit intellettivi, la ORa non riesce Pt_1 ad introiettare stabilmente gli insegnamenti degli operatori, funzionali ad un più adeguato esercizio della genitorialità. La stessa, inoltre, non appare in grado di rendersi conto della gravità di alcune sue passate condotte, costantemente minimizzate e autogiustificate. L'episodio dell'aborto spontaneo, ad esempio, sembra essere valutato dalla reclamante come un mero “incidente di percorso”: detto episodio, invece, è sintomatico, unitamente ad altri comportamenti persistenti ed attuali, di una irreversibile carenza genitoriale. Sotto questo profilo, deve sottolinearsi come la ORa non appaia, ancor oggi, Pt_1 assolutamente in grado di proteggere i figli, in particolare dai propri compagni violenti, i quali, purtroppo, li hanno profondamente segnati (“la Signora è una persona buona, Pt_1 vuole bene ai figli ma pare non avere consapevolezza dei rischi, dei pericoli, delle reali necessità dei figli (e forse neanche delle sue)”). A questo proposito, ciò che in concreto più desta allarme è la recentissima ripresa della convivenza della reclamante con il OR
, nonostante le violenze subìte dallo stesso che l'avevano indotta a Controparte_2 Per_ fuggire di casa con i quattro figli e nonostante le recenti, gravissime affermazioni di sulle violenze da lui direttamente subìte proprio dal . Parte_4
Non solo la ORa non riesce a proteggere i figli dalle violenze o dai pericoli di Pt_1 agiti violenti altrui (innanzitutto, dei propri problematici compagni, padri dei suoi figli) ma nemmeno riesce a tenere lontani i figli dai propri personali e intimi drammi: l'episodio
7 dell'aborto spontaneo davanti al piccolo è emblematico di questa deleteria Parte_4 inclinazione. Si tratta, purtroppo, di un modo di essere della ORa che si esprime anche in frangenti meno eclatanti: gli operatori hanno, ad esempio, notato che la ORa fatica a gestire la sua sofferenza nei distacchi dal figlio , facendogli Pt_1 Parte_4 percepire il proprio stato emotivo e provocando nel bambino stati protratti di agitazione e tristezza. Insomma, la ORa sembra più orientata – pur senza colpa – a Pt_1 cercare l'appoggio e il conforto dei figli che a strutturarsi per costituire lei stessa un punto di riferimento per loro. In definitiva, l'odierna reclamante ha dimostrato gravi carenze genitoriali, tali da comportare una prognosi di irreversibilità delle stesse, soprattutto se la genitorialità venisse esercitata al di fuori di contesti strutturati e tutelanti.
L'affetto sincero della ORa per i suoi figli e gli sforzi da lei compiuti per Pt_1 cercare di essere una madre migliore sono elementi comunque importanti, che possono e debbono essere tenuti in considerazione in tutti gli interventi dell'Autorità nell'interesse dei minori.
Il provvedimento reclamato appare, in conclusione, correttamente motivato e confortato dalle più recenti risultanze istruttorie nonché adeguato a perseguire l'obiettivo di protezione e cura dei minori nel loro miglior interesse, avendo il Tribunale comunque valorizzato l'importanza del mantenimento dei contatti dei figli con la madre, pur con diverse modalità.
Alla luce delle considerazioni sopra svolte, il reclamo va rigettato e il decreto del T.M. del 18 giugno 2024 confermato in tutte le sue statuizioni, ad eccezione di quelle riguardanti
, diventato maggiorenne nelle more del procedimento. Per_4
L'innegabile e sincero amore della madre per i figli, di cui il presente reclamo è espressione, costituisce giusto motivo per dichiarare le spese di lite integralmente compensate fra le parti.
P.Q.M.
Visto l'art. 739 c.p.c.
1) Dichiara la contumacia di e di Controparte_3 Persona_3
2) Rigetta il reclamo, dichiarando il non luogo a provvedere in relazione al maggiorenne e confermando, nel resto, il decreto del Tribunale Persona_6 per i minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta reso in data 18 giugno 2024 nel procedimento iscritto al n. 19/2022 R.G. V.G.
3) Dichiara compensate fra le parti le spese di reclamo.
Così deciso in Torino, nella camera di consiglio della Sezione Famiglia e Minorenni della Corte d'Appello, in data 9 aprile 2025
Il Presidente Dott.ssa Carmela Mascarello Il Consigliere Estensore Dott.ssa Eleonora Montserrat Pappalettere
8
LA CORTE D'APPELLO DI TORINO Sezione Famiglia e Minorenni
riunita in camera di consiglio nelle persone dei Signori Magistrati:
Dott.ssa Carmela Mascarello Presidente
Dott.ssa Eleonora Montserrat Pappalettere Consigliere relatore
Dott.ssa Roberta Collidà Consigliere
Dott.ssa Susanna Emma Torre Consigliere on. Dott. Massimo Zedda Consigliere on.
Letto il reclamo proposto da:
nata in [...] il [...], madre dei minori (figlio Parte_1 Persona_1 di e di , nato in [...] il [...]), (o figlio ER Pt_1 Parte_2 Pt_3 di e di , nato in [...] il [...]) e (di ER Pt_1 Parte_4
Gheorghita e di nato a [...] il [...]), elettivamente Parte_1 domiciliata in Torino, Corso Duca degli Abruzzi n. 18, presso lo studio dell'Avv. Elisa Monticone del Foro di Torino che la rappresenta e difende per procura in atti, ammessa al Patrocinio a spese dello Stato con verbale del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino del 06/09/2024,
avverso
il decreto del Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta reso in data 18/06/2024 nel procedimento iscritto al n. 19/2022 R.G. V.G.;
vista la memoria costitutiva dell'Avv. con studio in Torino, Via Controparte_1
Susa n. 32, Curatrice speciale dei minori predetti, giusta nomina del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d'Aosta dell'11/01/2022, ammessa in tale veste al patrocinio a spese dello Stato con verbale del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino del 25/09/2024;
dato atto della mancata costituzione di (padre dei minori e Parte_2 Pt_1 di (padre del minore ); Persona_3 Parte_4
visto il parere del Procuratore Generale presso la Corte d'Appello, in persona del Sostituto Dott.ssa Marta Lombardi, contrario all'accoglimento del reclamo;
pronuncia il seguente
1
DECRETO
Nel gennaio 2022, la ORa e i suoi quattro figli, (nato nel 2007), Parte_1 Per_4 Per_
(nato nel 2009), (o nato nel 2012), e (nato nel 2020), furono ER Pt_3 Parte_4 collocati in una comunità mamma-bambino del Gruppo Abele a San Mauro Torinese in seguito ad una situazione di violenza domestica da parte del compagno della donna nonché padre di , OR , presumibilmente correlata Parte_4 Persona_3 alla sua dipendenza da alcol. Gli operatori della comunità constatarono gravi e persistenti difficoltà della ORa nel gestire i quattro figli insieme, tanto che, pochi mesi dopo, il 6 maggio 2022, Pt_1 Per_ con decreto del Tribunale per i Minorenni, i tre figli più grandi, , e , Per_4 ER furono inseriti in tre diverse comunità educative. La madre rimase nella comunità di San Mauro Torinese con il piccolo , all'epoca Parte_4 di appena due anni. All'inizio del suo percorso nella comunità mamma-bambino con , la ORa Parte_4 era descritta come refrattaria ai consigli degli operatori. Gradualmente, però, Pt_1 costruì con loro un rapporto di fiducia e mostrò progressi nell'assunzione di piccole responsabilità relative a , come l'iscrizione alla scuola materna e alcune brevi Parte_4 uscite, dimostrandosi attenta ai bisogni primari del bambino, che risultava ben vestito e lavato. Il legame tra madre e figlio era considerato saldo e profondo. mostrava Parte_4 progressi nel linguaggio e aveva raggiunto il controllo sfinterico. L'équipe della comunità riteneva che il percorso comunitario fosse un valido supporto per la crescita personale e per l'acquisizione di maggiori competenze da parte della ORa che appariva Pt_1 anche più capace di comprendere i bisogni emotivi di . Parte_4
Nel 2023, la ORa fu sottoposta a una valutazione cognitiva che evidenziò Pt_1 una disabilità intellettiva di grado moderato (QI di 46). Questa condizione incideva sulla sua capacità di assimilare gli insegnamenti degli operatori e di mantenere nel tempo le buone prassi educative apprese in comunità. Persisteva una difficoltà nel farsi carico della crescita educativa di e nel porre limiti al bambino. Parte_4
Nel febbraio 2024, la ORa ebbe un malore in presenza di , a Pt_1 Parte_4 seguito di un aborto spontaneo dovuto a una relazione occasionale. Aveva tenuto nascosto lo stato di gravidanza agli operatori per paura che ciò potesse portare all'allontanamento di da lei. dovette assistere al malore della madre e spiegare Parte_4 Parte_4
l'accaduto agli operatori. Questo episodio fu considerato particolarmente grave e indicativo di una scarsa considerazione per l'interesse del minore. Inoltre, la madre aveva consentito contatti telefonici e videochiamate tra e il Parte_4 padre, il OR , nonostante le disposizioni contrarie del Tribunale per i Parte_4
Minorenni e le indicazioni ricevute. Il OR era spesso alterato, Parte_4 probabilmente a causa del consumo di alcol. La ORa sembrava Pt_1 inconsapevole della problematicità e della gravità delle ripercussioni di tali comportamenti sul benessere del bambino. Le relazioni degli operatori del evidenziavano, fino al dicembre Parte_5
2024, che, nonostante l'affetto per e i progressi compiuti, permanevano Parte_4 significative difficoltà nel percepire i bisogni reali del bambino, soprattutto a livello emotivo e psicologico. La ORa faticava a mantenere nel tempo i rimandi educativi e a
2 porre al centro i bisogni di e necessitava di un costante sostegno educativo. Al Parte_4 di fuori di contesti strutturati, la ORa mostrava grande fragilità.
Il 18 giugno 2024, con il decreto impugnato, il Tribunale per i minorenni disponeva, tra l'altro, la decadenza dei genitori dalla responsabilità genitoriale nei confronti di tutti i figli Per_ ( , , e ), la sospensione degli incontri e dei contatti tra i padri ed Per_4 ER Parte_4
i minori, il collocamento provvisorio di in una famiglia affidataria, la Parte_4 Per_ permanenza in comunità di e in attesa del reperimento di famiglie affidatarie Pt_3 anche per loro. Il T.M., inoltre, autorizzava gli incontri tra i minori e la madre e tra i minori stessi alla presenza di personale educativo, secondo modalità e tempi definiti dai Servizi in base alle esigenze di ciascun minore. Disponeva la continuazione della presa in carico dei minori e della madre da parte dei Servizi Sociali, del SERD e dei servizi di NPI e psicologia. Disponeva, infine, che i Servizi elaborassero un progetto di maggior tutela per
, relazionando sulla concreta recuperabilità delle funzioni genitoriali materne in Parte_4 tempi compatibili con le esigenze del bambino e sull'andamento degli incontri. Il Tribunale motivava tale decisione, tra l'altro, con l'assenza del padre dei minori la discontinuità del padre di nel percorso presso il SERD e i suoi Pt_1 Parte_4 agiti violenti, la diagnosticata disabilità intellettiva della madre e la sua incapacità, nonostante i sostegni, di costituire una risorsa per i figli, tanto da proporre il collocamento di in affido per evitare ritardi evolutivi. Il Tribunale rilevava come la madre Parte_4 avesse continuato ad avere contatti telefonici e incontri con il padre di in Parte_4 violazione dei provvedimenti, e come avesse tenuto nascosta la gravidanza conclusasi con un aborto spontaneo a cui aveva assistito. Il Tribunale concludeva che la Parte_4 valutazione delle competenze genitoriali materne non poteva che essere negativa, con conseguente necessità di dichiarare la decadenza dalla responsabilità genitoriale per il pregiudizio arrecato ai figli, e di disporre il collocamento etero-familiare dei figli in attesa di valutare la recuperabilità delle funzioni genitoriali della madre.
La ORa ha presentato reclamo chiedendo in via principale la revoca della Pt_1 decadenza dalla responsabilità genitoriale e, per , incontri più frequenti e una Parte_4 progressiva liberalizzazione degli stessi in vista di un possibile rientro a casa. La reclamante ritiene non sussistenti i presupposti per dichiararla decaduta dalla responsabilità genitoriale, evidenziando la propria disponibilità a collaborare con i servizi e sottolineando i progressi compiuti nel proprio percorso genitoriale.
La Curatrice Speciale dei minori si è costituita in giudizio opponendosi all'accoglimento del reclamo e chiedendo la conferma del decreto. La stessa ha sottolineato come le condotte passate della ORa fossero pregiudizievoli per i minori e come Pt_1 persistesse una sua incapacità di costituire una risorsa adeguata per i figli.
Anche il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello ha espresso parere contrario all'accoglimento del reclamo.
Il 4 dicembre 2024, la Corte ha richiesto ai Servizi Sociali una relazione di aggiornamento sulla situazione dei minori e della madre, relazione che è stata depositata il 25 marzo 2025. Tale relazione include anche le osservazioni relative agli incontri tra la madre e
. Parte_4
3 Come emerge dagli aggiornamenti acquisiti, la ORa che inizialmente aveva Pt_1 accettato di essere accolta in una struttura, in seguito è tornata a vivere con il OR
, padre di . La stessa manifesta difficoltà nel confrontarsi Persona_5 Parte_4 con i Servizi Sociali, negando o minimizzando le problematiche passate ed esprimendo il desiderio di riavere i figli con sé. Le è stata proposta una consulenza genitoriale, che ha rifiutato. I Servizi hanno continuato a riscontrare una difficoltà della ORa nel percepire i bisogni emotivi di . Gli incontri madre - sono proseguiti, Parte_4 Parte_4 inizialmente con cadenza quindicinale e poi mensile, alla presenza di personale educativo. Le educatrici hanno osservato che, durante gli incontri, appariva attento allo Parte_4 stato emotivo della madre mentre quest'ultima faticava nella gestione educativa del bambino e nel contenere la propria sofferenza davanti a lui.
è diventato maggiorenne nelle more del reclamo, sicché per lui non vi è Persona_6 luogo a provvedere.
ha da poco compiuto sedici anni. È attualmente domiciliato a Persona_7
Cuneo in affidamento familiare residenziale dal 01/02/2025. Si è inserito bene nella nuova realtà familiare, costruendo legami positivi e trovando uno spazio per esprimersi liberamente. Il ragazzo è entusiasta di avere una famiglia affidataria. È in contatto telefonico regolare con il fratello maggiorenne , la madre e il padre. Riceve spesso Per_4 chiamate del padre su WhatsApp ma risponde solo ogni tanto. Alla fine di febbraio 2025 ha iniziato a raccontare spontaneamente agli affidatari della sua infanzia e di esperienze traumatiche vissute in AV, come il ritrovamento della nonna morta in un pozzo ed episodi di raccapricciante violenza del padre sugli animali (dopo l'arrivo di tre gattini, il padre li aveva presi e, uno ad uno, li aveva lanciati facendoli sbranare dal cane davanti agli occhi dei figli). Ha anche rivelato di aver subito violenza a Villafalletto dal compagno Per_ della madre, il OR , padre di . Le telefonate settimanali tra e Per_3 Parte_4 la madre, che avvengono alla presenza degli educatori della comunità, sono incentrate sul quotidiano e sull'andamento scolastico. Nessun particolare trasporto del figlio verso la Per_ madre viene segnalato. Anzi, gli operatori evidenziano che il contatto di con la sua famiglia d'origine lo pone in una posizione ambivalente e in una situazione di conflitto di lealtà. Egli, d'altro canto, sembra avere ritrovato la serenità solo dopo il suo recente inserimento in una famiglia affidataria.
Quanto a , che ha da poco compiuto quattordici anni, le relazioni di Parte_2 aggiornamento riferiscono che egli è attualmente domiciliato presso la Comunità Terapeutica "Il piccolo" a Moncalieri dal 02/12/2024 in seguito a crisi aggressive e Pt_6 ad un breve ricovero ospedaliero. Sta ritrovando una certa serenità e compiendo, anche se con fatica, un percorso psicologico. Al momento l'aggressività pare sotto controllo, anche perché il ragazzo assume una terapia farmacologica e ha costruito un buon legame con gli operatori. Partecipa a tutte le attività, inclusi i gruppi terapeutici dove fatica ad aprirsi. Da metà gennaio 2025 ha ripreso la scuola in presenza con orario ridotto. Ha minacciato più volte di fuggire dalla comunità, ma non lo ha mai fatto, probabilmente perché è bene inserito. Gli operatori rilevano in lui la paura che qualcuno gli faccia del male, ma anche la paura di far male a terzi, è spaventato dalla sua rabbia e ha paura di esprimere le sue emozioni. La comunità sta lavorando su queste fragilità. La scelta di attivare contatti
4 telefonici con la madre è stata lasciata a , e ad oggi questi contatti sono pressoché ER assenti. Dopo una videochiamata con la madre nel dicembre 2024, aveva ER manifestato atteggiamenti oppositivi. La madre ha avuto un incontro di persona con presso la comunità all'inizio di gennaio 2025. Gli operatori hanno notato l'assoluta ER difficoltà nella diade madre-figlio ad incontrarsi a livello emotivo, apparendo distanti. Inoltre, la madre non supporta nell'assunzione della terapia. ER
ha oggi quattro anni e mezzo ed è in affidamento familiare dal 19 luglio 2024. Parte_4
Per lui è stata aperta una procedura di adottabilità. È ben inserito nella famiglia affidataria che riconosce come "la sua famiglia" e chiama i due coniugi "mamma - papà". Al momento l'affido non ha evidenziato criticità e è un bambino sereno e felice. Parte_4
Ha bisogno di figure adulte che lo contengano e lo aiutino a gestire le proprie emozioni. Gli attuali affidatari sono molto attenti al bambino, lo hanno iscritto a basket e a nuoto. La psicologa lo ha osservato all'interno della scuola materna, rilevando che non presenta particolari problemi. Successivamente agli incontri con la madre, appare più agitato e a volte triste, e la maestra ha riferito la frase "mamma piange sempre". La madre è stata invitata a non coinvolgerlo nella sua sofferenza. Gli incontri protetti con la madre sono attualmente mensili, della durata di un'ora e mezza. Durante gli incontri, il bambino continua a chiedere se poi verrà riportato a "casa sua" (la casa degli affidatari). Gli incontri hanno una forte componente ludica, ma fatica a mantenere Parte_4
l'attenzione. Cerca sempre meno il contatto fisico con la madre. È comunque attento allo stato emotivo della madre e chiede spiegazioni agli operatori se la vede triste. Il piccolo ha obiettato che "si piange quando si è tristi" quando gli è stato detto che la madre aveva lacrime di gioia nel vederlo. La madre appare in grande difficoltà emotiva durante gli incontri e fatica a gestire la sua sofferenza nei distacchi.
Per_ Il OR , padre di e (junior), è descritto dal Tribunale come Parte_2 ER una figura assente da anni dalla vita dei figli. Non ha mai contattato il servizio sociale. Sono stati riportati episodi di violenza da parte sua quando viveva con la moglie e con i Per_ figli in AV (vedasi sopra, nel paragrafo dedicato alle dichiarazioni di ).
Il padre di , OR , è indicato come responsabile degli Parte_4 Persona_3 agiti violenti all'origine dell'allontanamento della compagna e dei quattro figli nel 2022. Ha avuto un percorso discontinuo presso il SERD per un problema di abuso alcolico e non ha consolidato un percorso di cura o di revisione critica dei suoi comportamenti. Attualmente il OR risulta avere ripreso la convivenza con la ORa Parte_4 Pt_1
Quanto alla madre, le relazioni dei Servizi indicano che, nonostante anni di sostegni, la stessa non è ancora in grado di costituire una risorsa per i suoi figli.
Preliminarmente, verificata la corretta notifica del reclamo ai rispettivi padri dei minori, ORi (padre) e dato atto che gli stessi non si Parte_2 Persona_3 sono costituiti, ne dichiara la contumacia.
Nel merito, il reclamo è infondato e va respinto.
5 La ORa ha beneficiato, nel corso degli anni, di molti interventi a sostegno Pt_1 della sua genitorialità. Si ricordano, in proposito:
• l'inserimento in comunità mamma-bambino: a partire da gennaio 2022 e fino al 18 luglio 2024, la ORa è stata inserita in una comunità mamma- Pt_1 bambino del Gruppo Abele a San Mauro Torinese. Inizialmente, la donna aveva con sé tutti e quattro i figli (anche , oggi maggiorenne). Successivamente, in data Per_8 6 maggio 2022, i tre figli più grandi, per i quali la convivenza con la madre era divenuta intollerabile, furono inseriti in tre comunità educative diverse, mentre la madre rimase a San Mauro con . Questo ha fornito un ambiente Parte_4 strutturato e un supporto continuativo per la madre e il bambino;
• il supporto educativo e psicosociale: durante i due anni e mezzo in comunità, la ORa ha ricevuto sostegno e guida dagli operatori per sviluppare le Pt_1 sue competenze genitoriali. Gli educatori le hanno costantemente fornito suggerimenti e indicazioni su come costruire una relazione significativa con e come contenerne gli atteggiamenti oppositivi;
Parte_4
• il sostegno pratico nella quotidianità: gli operatori della comunità hanno fornito alla ORa supporto nelle operazioni del quotidiano e nell'organizzazione Pt_1 degli spazi, aiutandola ad assumere piccole responsabilità relative a , Parte_4 come l'iscrizione alla scuola materna, alcune brevi uscite o la cura dell'igiene dentale del bambino;
• il sostegno per l'autonomia personale: parallelamente al sostegno genitoriale, la ORa è stata incoraggiata a intraprendere un percorso di autonomia. Pt_1 La stessa ha ricevuto informazioni sui Servizi al Lavoro (SAL), sulla possibilità di richiedere l'invalidità civile e sul Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL);
• gli incontri protetti madre-figlio: dopo il collocamento di in affido, sono Parte_4 stati organizzati incontri protetti tra madre e figlio alla presenza di personale educativo con lo scopo di mantenere il legame e, potenzialmente, preparare un futuro rientro di presso la madre;
Parte_4
• la presa in carico multidisciplinare della madre da parte dei Servizi Sociali (SS), del SERD (Servizi per le Dipendenze), e dei servizi di NPI/psicologia;
• il progetto di maggior tutela per : i Servizi Sociali sono stati incaricati di Parte_4 elaborare un progetto di maggior tutela per , con l'obiettivo di valutare la Parte_4 concreta recuperabilità delle funzioni genitoriali materne in tempi compatibili con le esigenze del bambino;
• la consulenza e il supporto psicologico: è stata proposta alla ORa Pt_1 una consulenza genitoriale, inizialmente rifiutata. Successivamente, la reclamante ha intrapreso un percorso presso la Comunità di Mambre con una psicologa. Le è stato anche offerto il supporto del Servizio di Salute Mentale per la gestione dell'ansia e del mal di testa.
Questi interventi testimoniano dello sforzo dei Servizi nel sostenere la ORa Pt_1 nel suo ruolo genitoriale, tenendo conto delle sue difficoltà ma anche dei progressi da lei compiuti nel tempo.
Mentre i rapporti della madre con i figli adolescenti sono ormai inconsistenti, se non del Per_ tutto compromessi (i rapporti con essendo mantenuti principalmente con telefonate settimanali dai contenuti superficiali e quelli con essendo di fatto inesistenti, anche ER se per scelta di ), le relazioni degli operatori non hanno mancato di sottolineare ER come il legame tra la ORa e sia "saldo e profondo". Questo affetto Pt_1 Parte_4
6 è sempre stato evidente e riconosciuto come un punto di forza nella loro relazione. La madre ha dimostrato di impegnarsi per comprendere i suggerimenti degli educatori e per diventare una madre presente e migliore, soprattutto per . Su sollecitazione Parte_4 degli operatori, la ORa è riuscita a prendersi "maggiori piccole responsabilità in relazione a , riuscendo in autonomia portare avanti piccoli impegni (iscrizione a Parte_4 scuola materna, qualche breve uscita sul territorio, igiene dentale)". La madre si è occupata con grande cura dei bisogni primari di , come nutrirlo, vestirlo e Parte_4 prepararlo per la scuola.
Tuttavia, le osservazioni degli operatori hanno anche evidenziato delle limitazioni e delle sfide persistenti: nonostante i progressi, permangono un'importante difficoltà della donna a farsi carico della crescita, anche educativa, di e una difficoltà a mantenere
Parte_4 nel tempo le competenze apprese. Nel suo percorso di genitorialità, la donna ha violato ripetutamente i provvedimenti del Tribunale consentendo contatti tra il figlio e il padre, anche quando costui era
Parte_4 in stato di alterazione, ha omesso di informare gli operatori della sua gravidanza (per paura che la rivelazione potesse portare all'allontanamento di da lei) e, fatto
Parte_4 ancor più grave, non ha fatto nulla per tenere al riparo il piccolo , all'epoca di
Parte_4 appena tre anni, dalla cruenta scena del proprio aborto spontaneo. Anzi, visto che la madre aveva perso conoscenza dopo la copiosa emorragia, si è trovato nella
Parte_4 posizione, a dir poco inadeguata per un bimbo della sua età, di spiegare l'accaduto agli operatori della comunità intervenuti in soccorso. Durante gli incontri protetti, la ORa ha manifestato difficoltà a gestire la Pt_1 sua sofferenza nei distacchi da . Gli operatori hanno rilevato che la donna, pur
Parte_4 affettuosa, ha difficoltà a "percepire i bisogni reali del piccolo riguardanti
Parte_4
l'accudimento ma anche e soprattutto per quanto attiene alla sfera emotiva e psicologica". Anche quando verbalizza divieti o richieste, la ORa necessita del supporto Pt_1 dell'operatore presente per far aderire alle regole. Parte_4
Forse anche a causa dei suoi accertati deficit intellettivi, la ORa non riesce Pt_1 ad introiettare stabilmente gli insegnamenti degli operatori, funzionali ad un più adeguato esercizio della genitorialità. La stessa, inoltre, non appare in grado di rendersi conto della gravità di alcune sue passate condotte, costantemente minimizzate e autogiustificate. L'episodio dell'aborto spontaneo, ad esempio, sembra essere valutato dalla reclamante come un mero “incidente di percorso”: detto episodio, invece, è sintomatico, unitamente ad altri comportamenti persistenti ed attuali, di una irreversibile carenza genitoriale. Sotto questo profilo, deve sottolinearsi come la ORa non appaia, ancor oggi, Pt_1 assolutamente in grado di proteggere i figli, in particolare dai propri compagni violenti, i quali, purtroppo, li hanno profondamente segnati (“la Signora è una persona buona, Pt_1 vuole bene ai figli ma pare non avere consapevolezza dei rischi, dei pericoli, delle reali necessità dei figli (e forse neanche delle sue)”). A questo proposito, ciò che in concreto più desta allarme è la recentissima ripresa della convivenza della reclamante con il OR
, nonostante le violenze subìte dallo stesso che l'avevano indotta a Controparte_2 Per_ fuggire di casa con i quattro figli e nonostante le recenti, gravissime affermazioni di sulle violenze da lui direttamente subìte proprio dal . Parte_4
Non solo la ORa non riesce a proteggere i figli dalle violenze o dai pericoli di Pt_1 agiti violenti altrui (innanzitutto, dei propri problematici compagni, padri dei suoi figli) ma nemmeno riesce a tenere lontani i figli dai propri personali e intimi drammi: l'episodio
7 dell'aborto spontaneo davanti al piccolo è emblematico di questa deleteria Parte_4 inclinazione. Si tratta, purtroppo, di un modo di essere della ORa che si esprime anche in frangenti meno eclatanti: gli operatori hanno, ad esempio, notato che la ORa fatica a gestire la sua sofferenza nei distacchi dal figlio , facendogli Pt_1 Parte_4 percepire il proprio stato emotivo e provocando nel bambino stati protratti di agitazione e tristezza. Insomma, la ORa sembra più orientata – pur senza colpa – a Pt_1 cercare l'appoggio e il conforto dei figli che a strutturarsi per costituire lei stessa un punto di riferimento per loro. In definitiva, l'odierna reclamante ha dimostrato gravi carenze genitoriali, tali da comportare una prognosi di irreversibilità delle stesse, soprattutto se la genitorialità venisse esercitata al di fuori di contesti strutturati e tutelanti.
L'affetto sincero della ORa per i suoi figli e gli sforzi da lei compiuti per Pt_1 cercare di essere una madre migliore sono elementi comunque importanti, che possono e debbono essere tenuti in considerazione in tutti gli interventi dell'Autorità nell'interesse dei minori.
Il provvedimento reclamato appare, in conclusione, correttamente motivato e confortato dalle più recenti risultanze istruttorie nonché adeguato a perseguire l'obiettivo di protezione e cura dei minori nel loro miglior interesse, avendo il Tribunale comunque valorizzato l'importanza del mantenimento dei contatti dei figli con la madre, pur con diverse modalità.
Alla luce delle considerazioni sopra svolte, il reclamo va rigettato e il decreto del T.M. del 18 giugno 2024 confermato in tutte le sue statuizioni, ad eccezione di quelle riguardanti
, diventato maggiorenne nelle more del procedimento. Per_4
L'innegabile e sincero amore della madre per i figli, di cui il presente reclamo è espressione, costituisce giusto motivo per dichiarare le spese di lite integralmente compensate fra le parti.
P.Q.M.
Visto l'art. 739 c.p.c.
1) Dichiara la contumacia di e di Controparte_3 Persona_3
2) Rigetta il reclamo, dichiarando il non luogo a provvedere in relazione al maggiorenne e confermando, nel resto, il decreto del Tribunale Persona_6 per i minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta reso in data 18 giugno 2024 nel procedimento iscritto al n. 19/2022 R.G. V.G.
3) Dichiara compensate fra le parti le spese di reclamo.
Così deciso in Torino, nella camera di consiglio della Sezione Famiglia e Minorenni della Corte d'Appello, in data 9 aprile 2025
Il Presidente Dott.ssa Carmela Mascarello Il Consigliere Estensore Dott.ssa Eleonora Montserrat Pappalettere
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