Corte d'Appello Reggio Calabria, sentenza 20/11/2024, n. 647
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Sentenza 20 novembre 2024

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La Corte di Appello di Reggio Calabria, presieduta dal Dott. Massimo Gullino, ha emesso una sentenza in merito a un appello presentato da due lavoratori contro l'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. I ricorrenti sostenevano di aver subito un demansionamento, essendo stati costretti a svolgere mansioni inferiori rispetto a quelle proprie della loro qualifica di infermieri professionisti. Richiedevano, pertanto, un risarcimento per il danno subito, quantificato nel 6% della retribuzione globale di fatto dal 2007. L'Azienda Sanitaria, invece, contestava la sussistenza del danno, sostenendo che le mansioni inferiori fossero state svolte in modo occasionale e non prevalente.

Il giudice ha accolto parzialmente l'appello, riconoscendo il demansionamento e ordinando all'Azienda di adibire i lavoratori alle mansioni professionali per cui erano stati assunti. Tuttavia, ha negato il risarcimento per il danno, ritenendo che i ricorrenti non avessero fornito prove sufficienti a dimostrare la lesione della loro dignità professionale. La Corte ha argomentato che, sebbene fosse evidente la costante adibizione a mansioni inferiori, la prova del danno doveva essere specificamente allegata e dimostrata, richiamando la giurisprudenza della Cassazione in merito alla necessità di presunzioni gravi e concordanti per la liquidazione del danno.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Reggio Calabria, sentenza 20/11/2024, n. 647
    Giurisdizione : Corte d'Appello Reggio Calabria
    Numero : 647
    Data del deposito : 20 novembre 2024

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