Cass. civ., SS.UU., sentenza 29/05/2023, n. 14933
CASS
Sentenza 29 maggio 2023

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con numero di registro generale 28867/2022, pubblicata il 29 maggio 2023. Il ricorrente, un avvocato, contestava una decisione del Consiglio Nazionale Forense che aveva confermato una sanzione disciplinare per aver assistito la moglie di un suo ex-cliente in un procedimento penale, violando l'art. 68 del Codice Deontologico Forense, che impone un intervallo di due anni prima di assumere incarichi contro ex-clienti. Le richieste del ricorrente includevano la contestazione della violazione delle norme deontologiche e la richiesta di sospensione della sentenza impugnata, sostenendo che il rapporto professionale fosse da considerarsi legato all'impresa e non alla persona fisica.

La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'art. 68 si applica a qualsiasi "parte" assistita, senza distinzione tra persona fisica e affare, e ha sottolineato che la ditta individuale non è un soggetto distinto dal titolare. Inoltre, ha ritenuto infondato il motivo relativo alla prescrizione dell'illecito, chiarendo che il termine non era decorso. La decisione si basa su una rigorosa interpretazione delle norme deontologiche, evidenziando l'importanza della tutela dell'immagine della professione forense e la necessità di evitare conflitti di interesse.

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Massime1

In tema di illeciti disciplinari degli avvocati, il divieto biennale di assumere incarichi professionali contro la parte già assistita, previsto dall'art. 68 del codice deontologico forense, si riferisce al soggetto difeso in quanto tale e non alle posizioni giuridiche coinvolte nell'affare affidato al difensore, poiché, ai fini dell'illecito, rileva il nocumento d'immagine cagionato alla professione forense dall'aver assunto la difesa di un soggetto e quella del suo avversario, senza che sia trascorso un adeguato intervallo di tempo. (Nella specie, la S.C. ha confermato il provvedimento impugnato, che aveva irrogato la sanzione disciplinare, ritenendo che vi fosse identità della "parte assistita" tra il soggetto persona fisica e la ditta individuale dallo stesso esercitata).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 29/05/2023, n. 14933
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 14933
Data del deposito : 29 maggio 2023

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