Ordinanza 18 maggio 2018
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- 1. Agenzia Delle Entrate Accerta Finti Comodati D’Uso Tra Parenti: Come DifendersiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 15 settembre 2025
Hai ricevuto una contestazione dall'Agenzia delle Entrate perché il comodato d'uso stipulato tra parenti è stato considerato fittizio? In questi casi, l'Ufficio presume che l'accordo sia stato predisposto solo per ottenere vantaggi fiscali (es. IMU ridotta, agevolazioni sulla prima casa, esclusione di redditi da locazione), senza che vi sia un reale utilizzo gratuito dell'immobile. La conseguenza è il recupero delle imposte con sanzioni e interessi. Tuttavia, non sempre la contestazione è legittima: esistono difese concrete per dimostrare l'effettiva validità del comodato. Quando l'Agenzia delle Entrate contesta un comodato d'uso tra parenti – Se il contratto non è stato registrato nei …
Leggi di più… - 2. Contestazioni Su Comodato D’Uso Fittizio Di Immobili: Come DifendersiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 3 settembre 2025
Hai concesso un immobile in comodato d'uso gratuito e hai ricevuto una contestazione dall'Agenzia delle Entrate perché ritenuto fittizio? Il Fisco sospetta spesso che dietro i comodati simulati si nascondano in realtà locazioni non dichiarate o strumenti per sottrarre immobili a imposte e accertamenti. In questi casi le conseguenze possono essere pesanti, ma con la giusta difesa è possibile ribaltare le contestazioni. Cos'è il comodato d'uso e quando è legittimo Il comodato è il contratto con cui un soggetto (comodante) concede gratuitamente a un altro (comodatario) l'uso di un immobile, con l'obbligo di restituirlo. È legittimo quando: – Viene stipulato in forma scritta e registrato, se …
Leggi di più… - 3. Emissioni di NOx, truffa e Corte Suprema Federale della RFTArmin Kapeller · https://www.filodiritto.com/ · 13 giugno 2020
Abstract “Unrecht Gut, tut selten gut”. Di questo proverbio, pare, che i dirigenti e gli amministratori di una nota società produttrice di automobili, non si siano ricordati, quando sono stati installati, su migliaia di autovetture, congegni atti a “occultare” le emissioni effettive di NOx. Indice: 1. Introduzione 2. Motivazione della sentenza della Suprema Corte Federale 3. Precedenti pronunzie in materia di “arglistiger Täuschung” 4. Valeva la pena, truffare gli acquirenti delle autovetture? Il “conto” è comunque piuttosto salato 1. Introduzione Recentemente, la VI° Sezione (Civile) del “Bundesgerichtshof” (Corte Suprema Federale) ha emanato una sentenza di condanna nei confronti di un …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. VI, ordinanza 18/05/2018, n. 12345 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 12345 |
| Data del deposito : | 18 maggio 2018 |
Testo completo
ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 2199/2017 R.G. proposto da DI RE, in proprio ex art. 86 c.p.c., domiciliato presso la cancelleria della Corte;
- ricorrente -
contro
Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei Portoghesi n. 12 è domiciliata;
- con troricorrente - avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia n. 3933/19/16 depositata il 5 luglio 2016. Udita la relazione svolta dal Consigliere Enrico Carbone nell'adunanza ex art. 380-bis c.p.c. del 26 febbraio 2018. Lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Luisa De Renzis, che ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso quale istanza per regolamento di competenza.
ATTESO CHE
Circa avviso di accertamento notificatogli per recupero IRPEF, IRAP e IVA sull'anno d'imposta 2010, RE DI, avvocato, ricorre per cassazione avverso la sentenza che ha dichiarato inammissibile l'appello da lui proposto contro il rigetto dell'impugnazione di primo grado. Il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata. Il primo motivo di ricorso denuncia violazione dell'art. 53 d.lgs. 546/1992, per aver il giudice d'appello dichiarato inammissibile il gravame in quanto carente di specifici motivi;
il secondo motivo di ricorso denuncia omesso esame di fatto decisivo e violazione delle norme sulla competenza degli uffici finanziari, per non aver il giudice d'appello riconosciuto l'incompetenza territoriale dell'ufficio provinciale emittente l'avviso di accertamento. Vertendo sulla competenza territoriale degli uffici amministrativi e non su quella degli organi giudiziari, il ricorso non integra ovviamente un'istanza di regolamento di competenza. Nel dichiarare inammissibile l'appello del contribuente, l'impugnata sentenza asserisce che questi non abbia specificamente censurato la statuizione di primo grado circa il trasferimento del domicilio fiscale quale criterio determinativo della competenza territoriale dell'ufficio accertatore. Allegato al ricorso per cassazione, l'atto d'appello evidenzia viceversa una specifica contestazione della sentenza di prime cure riguardo la competenza della Direzione provinciale di Brescia per l'accertamento sull'anno 2010, da quella sentenza affermata per effetto del trasferimento di domicilio fiscale comunicato dal contribuente nell'anno 2011. Va accolto il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo motivo;
la sentenza è cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio per l'esame di merito dell'appello e il regolamento delle spese.
P. Q. M.
Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo;
cassa la sentenza in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Così deciso in Roma, il 26 febb