Cass. pen., sez. V, sentenza 05/12/2016, n. 11994
CASS
Sentenza 5 dicembre 2016

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime3

Integra il delitto previsto dall'art. 615-ter cod. pen., la condotta del collaboratore di uno studio legale - cui sia affidata esclusivamente la gestione di un numero circoscritto di clienti - che acceda all'archivio informatico dello studio provvedendo a copiare e a duplicare, trasferendoli su altri supporti informatici, i files riguardanti l'intera clientela dello studio professionale e, pertanto, esulanti dalla competenza che gli era stata attribuita.

Non sussiste alcun rapporto riconducibile all'ambito di operatività dell'art. 15 cod. pen.tra il reato di cui all'art. 615 ter cod. pen., che sanziona l'accesso abusivo ad un sistema informatico, e quello di cui all'art. 167 D.Lgs. n. 167 del 2003, concernente l'illecito trattamento di dati personalisi, in quanto costituiscono fattispecie differenti per condotte finalistiche e attività materiali che escludono la sussistenza di una relazione di omogeneità idonea a ricondurle "ad unum" nella figura del reato speciale, ex art. 15 cod. pen.

Ai fini della configurabilità del reato di illecito trattamento di dati personali (art. 167 D.Lgs. n. 196 del 2003), costituiscono dati personali, ex art. 4, comma primo, lett. b) D.Lgs. n. 196 del 2003 - in quanto tali oggetto di trattamento solo con il consenso espresso dell'interessato, ex art. 23, comma primo, D.Lgs. n. 196 del 2003 - i nominativi dei clienti di uno studio legale e i documenti delle pratiche che li riguardano.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 05/12/2016, n. 11994
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11994
Data del deposito : 5 dicembre 2016

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