Sentenza 8 novembre 2012
Massime • 1
In tema di ricorso per cassazione, è inammissibile il motivo in cui si deduca la violazione dell'art. 192 cod. proc. pen., anche se in relazione agli artt. 125 e 546, comma primo, lett. e), cod. proc. pen., per censurare l'omessa o erronea valutazione di ogni elemento di prova acquisito o acquisibile, in una prospettiva atomistica ed indipendentemente da un raffronto con il complessivo quadro istruttorio, in quanto i limiti all'ammissibilità delle doglianze connesse alla motivazione, fissati specificamente dall'art. 606, comma primo, lett. e), cod. proc. pen., non possono essere superati ricorrendo al motivo di cui all'art. 606, comma primo, lett. c), cod. proc. pen., nella parte in cui consente di dolersi dell'inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità.
Commentari • 11
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Massima In tema di stupefacenti, quando l'imputato è condannato esclusivamente per detenzione ai fini di cessione ex art. 73 d.P.R. 309/1990 e non per vendita di sostanze stupefacenti, il denaro rinvenuto nella sua disponibilità non può essere confiscato ai sensi dell'art. 240 c.p. come profitto del reato, mancando il necessario rapporto di diretta derivazione causale tra la somma e il fatto oggetto di condanna; tale denaro può eventualmente essere oggetto di ablazione solo nell'ambito delle misure di confisca allargata o sproporzionata, ove ne ricorrano i presupposti. 1. Il punto centrale: il profitto deve derivare dal reato per cui si procede La sentenza in argomento affronta un tema …
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Massima In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, quando le condotte contestate consistono in una sequenza di trasferimenti di beni connotati da possibile simulazione o apparenza negoziale, il giudice di merito ha l'obbligo di qualificare in modo univoco i fatti come distrazione ovvero come dissimulazione, poiché dalla qualificazione dipendono la struttura del fatto tipico, il momento consumativo e la valutazione del concorso di terzi; la mancata chiara qualificazione integra vizio di motivazione e impone l'annullamento con rinvio. Massima a cura dell'Osservatorio Reati Fallimentari e Tributari Vuoi approfondire l'argomento? Il nostro Studio monitora ogni giorno le più rilevanti …
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1. La Corte di Appello di Bologna, pronunciando sul gravame nel merito proposto dagli odierni ricorrenti St.Ni., Nw.Ud. e Ts.Va., con la sentenza in epigrafe ha riformato la sentenza di primo grado riconoscendo a tutti gli imputati il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale ex art. 175 cod. pen. e ha confermato per il resto la sentenza con cui il Tribunale di Ferrara, in composizione monocratica, il 30/01/2024, all'esito di giudizio ordinario, ne aveva affermato la penale responsabilità in quanto riconosciutili colpevoli (così in imputazione) del: "Reato previsto e punito dall'art. 41-113-589 c.p. (ora 590-sexies c.p.) perché, in cooperazione colposa tra …
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Ai fini della configurabilità del delitto di accesso abusivo a sistema informatico nel caso di soggetto dotato delle credenziali per accedere ad una banca dati riservata, è necessario accertare se la condotta di copiatura/duplicazione dei files addebitata all'imputato rientri o meno nel perimetro dei suoi poteri, in relazione alle funzioni svolte all'interno della struttura cui fa capo il sistema informatico, vale a dire se la copia e la duplicazione esulino o meno dalle competenze dell'operatore, ponendosi in contrasto con le prescrizioni relative all'accesso e al trattenimento nel sistema informatico, contenute in disposizioni organizzative impartite dal titolare dello stesso. I dati …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 08/11/2012, n. 45249 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 45249 |
| Data del deposito : | 8 novembre 2012 |
Testo completo
La CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE ITALGIUREWEB sentenza richiesta è in fase di valutazione per oscuramento