Sentenza 26 aprile 1995
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- 1. Nuovi profili normativi e giurisprudenziali sul reato di maltrattamenti in famiglia: il requisito dell’abitualitàFrancesco Martin · https://www.iusinitinere.it/
1. Evoluzione e inquadramento normativo. La tematica dei maltrattamenti in famiglia ha, negli ultimi anni, sempre di più interessato la casistica dei Tribunali e conseguentemente della giurisprudenza di legittimità. I casi portati all'attenzione dell'organo giudicante rappresentano solamente una parte di quelli che accadono nella quotidianità e che generano un sommerso di difficile individuazione. A questo si aggiunga che, durante il periodo di restrizioni e lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19 le richieste di assistenza delle vittime di violenza o maltrattamenti è aumentata in maniera esponenziale[1]. Consapevole di tale fenomeno anche il legislatore italiano ha posto in essere – …
Leggi di più… - 2. Stalking: le condotte persecutorie diverse e ulteriori rispetto a quelle descritte nell'imputazione devono formare oggetto di specifica contestazionehttps://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli
- 3. Maltrattamenti richiedono abitualità (Cass. 8333/22)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 12 marzo 2022
Il reato di maltrattamenti in famiglia. richiede, ai fini della configurabilità, l"elemento dell'abitualità: i fatti commissivì ed omissivi rilevano penalmente solo attraverso la loro reiterazione nel tempo, allorché vi sia un numero minimo di condotte collegate tra di loro per mezzo di un nesso di abitualità. Per ritenere configurato i creato di maltrattamenti, occorre che le condotte non siano meramente sporadiche, ma che siano la manifestazione di una persistente attività vessatoria, tale da generare un regime di vita persecutorio ed umiliante. Anche in presenza di assenza di convivenza dei genitori, il reato si integra nel caso di filiazione non occasionale, bensì frutto di una …
Leggi di più… - 4. Stalking: reato abituale ma non permanente (Cass. 15651/20)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 25 maggio 2020
Al delitto di atti persecutori di cui all'art. 612 bis c.p., che ha natura di reato abituale, si applica il principio secondo il quale, nell'ipotesi di contestazione aperta, il giudizio di penale responsabilità dell'imputato può estendersi, senza necessità di modifica dell'imputazione originaria, agli sviluppi della fattispecie emersi dall'istruttoria dibattimentale. Le condotte ulteriori rispetto a quelle descritte nell'imputazione non devono formare oggetto di specifica contestazione, perché si inseriscono nella sequenza criminosa integrativa dell'abitualità del reato contestato, fermo restando il principio secondo il quale il termine di prescrizione decorre dal compimento dell'ultimo …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. I, sentenza 26/04/1995, n. 4636 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 4636 |
| Data del deposito : | 26 aprile 1995 |
Testo completo
Non Massimata.