Cass. pen., sez. III, sentenza 25/03/2015, n. 16792
CASS
Sentenza 25 marzo 2015

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In tema di stupefacenti, qualora gli elementi a carico di un soggetto consistano in mere dichiarazioni captate nel corso di operazioni di intercettazione ma prive di riscontri oggettivi, la loro valutazione deve essere compiuta dal giudice con particolare attenzione e rigore, in considerazione del limitato compendio probatorio. (Fattispecie relativa ad annullamento di condanna per detenzione e cessione di hashish, eroina e cocaina, nella quale la Corte ha ritenuto la insufficienza probatoria di intercettazioni pur indizianti, a fronte di un solo elemento di riscontro oggettivo costituito da un sequestro di hashish nella disponibilità della madre dell'imputato, effettuato peraltro in contesto temporale successivo al periodo delle captazioni).

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  • 1Intercettazioni: droga “parlata”, armi “parlate”, mazzette “parlate”: ma per condannare davvero basta la parola?
    Redazione Gbsapri · https://www.penaledp.it/category/articoli/ · 17 marzo 2023

    Cass., Sez. II, sentenza 24.3.2022 (dep. 6.5.2022), n. 18245, Balsamo e altri. In tema di stupefacenti, qualora gli indizi a carico di un soggetto consistano in mere dichiarazioni captate nel corso di operazioni di intercettazione, senza che sia operato il sequestro della sostanza stupefacente (la c.d. droga “parlata”), la loro valutazione ai sensi dell'art.192, comma 2, c.p.p., deve essere compiuta dal giudice con particolare attenzione e rigore. In tema di intercettazione di comunicazioni o conversazioni, è invalsa una giurisprudenza, ormai consolidata, secondo la quale, ai fini della condanna, non è necessario il sequestro della sostanza stupefacente o delle armi o del prezzo della …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 25/03/2015, n. 16792
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 16792
Data del deposito : 25 marzo 2015

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