Cass. civ., sez. III, sentenza 15/05/2023, n. 13203
CASS
Sentenza 15 maggio 2023

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Terza Sezione Civile, emessa il 10 marzo 2023 e pubblicata il 15 maggio 2023. Le parti in causa erano un soggetto in proprio e nella qualità di liquidatore di una società, contro i locatori di un immobile. Il ricorrente ha contestato la decisione della Corte d'Appello di Genova, che aveva rigettato la sua domanda di ingiustificato arricchimento, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente applicato il principio di sussidiarietà dell'azione di arricchimento, ritenendo preclusa la riproposizione della domanda a causa di un precedente giudicato.

Il giudice di legittimità ha accolto il ricorso, affermando che la sentenza di rito non produce effetti di giudicato sostanziale e non impedisce la riproposizione della domanda in un nuovo processo. La Corte ha sottolineato che, nel caso specifico, l'azione contrattuale era stata rigettata per inesistenza del titolo, il che non precludeva l'esercizio dell'azione di arricchimento. La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata, rinviando la causa alla Corte d'Appello di Genova per un esame nel merito della domanda di ingiustificato arricchimento, evidenziando l'importanza di garantire al ricorrente un adeguato rimedio per il pregiudizio subito.

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Massime1

In tema di azione di indebito arricchimento, la sentenza che dichiara l'inesistenza del contratto esclude (in negativo) che l'avente diritto possa nuovamente esercitare l'azione contrattuale e accerta (in positivo) la sussistenza dell'indefettibile presupposto della sussidiarietà (e, cioè, l'indisponibilità di un rimedio alternativo a quello contrattuale), atteso che - a differenza di quanto accade in caso di rigetto della domanda per nullità del titolo contrattuale, preclusivo dell'azione ex art. 2041 c.c. - la domanda di indebito arricchimento non si configura come uno strumento volto ad aggirare l'operatività di norme imperative, bensì come l'unico mezzo idoneo a far valere il diritto all'indennizzo per il pregiudizio subito.

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    La Suprema Corte di Cassazione, con Sentenza n. 33954 del 05/12/2023, ha statuito che ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo. La S.C., con Sentenza n. 33954 del 05/12/2023, è tornata sulla fattispecie dell'arricchimento senza causa. Ai sensi dell'art. 2041 c.c. “Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona, è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 15/05/2023, n. 13203
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 13203
Data del deposito : 15 maggio 2023

Testo completo