Cass. pen., sez. I, sentenza 24/06/2005, n. 25520
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Sentenza 24 giugno 2005

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Le operazioni di evidenziazione e fissazione dell'impronta papillare, rinvenuta su un oggetto presumibilmente utilizzato dagli autori del reato, rientrano nell'ambito delle attività di assicurazione delle fonti di prova, e in particolare tra quelle volte alla ricerca e alla conservazione delle tracce pertinenti al reato (art. 348, comma secondo, lett. a) cod. proc. pen.), che la polizia giudiziaria deve continuare a compiere di propria iniziativa anche dopo la comunicazione della notizia di reato al P.M. e anche dopo l'intervento di quest'ultimo.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 24/06/2005, n. 25520
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 25520
    Data del deposito : 24 giugno 2005

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