Corte d'Appello Milano, sentenza 09/01/2025, n. 1019
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Sentenza 9 gennaio 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte d'Appello di LA, Sezione Lavoro, emessa il 13 novembre 2024, presieduta dal Dott. Giovanni Casella. L'appellante, una donna affetta da malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide, ha chiesto la riforma della sentenza di primo grado che aveva rigettato la sua domanda di indennizzo ai sensi della Legge n. 244/2007. Le sue pretese si fondavano sulla dimostrazione del nesso causale tra la malformazione e l'assunzione di talidomide da parte della madre durante la gravidanza. L'appellato, rappresentato dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, ha chiesto il rigetto dell'appello, sostenendo l'assenza di prove sufficienti.

La Corte ha respinto l'appello, confermando la sentenza di primo grado. Ha ritenuto che, nonostante l'assunzione di talidomide fosse stata dichiarata dalla madre, non vi fossero prove cliniche sufficienti per stabilire un nesso causale tra la malformazione e l'assunzione del farmaco. I consulenti tecnici hanno evidenziato che le caratteristiche della malformazione non erano compatibili con quelle tipiche dell'embriopatia da talidomide. La Corte ha quindi confermato l'assenza di elementi clinici per accogliere la domanda di indennizzo, compensando le spese di lite tra le parti.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Milano, sentenza 09/01/2025, n. 1019
    Giurisdizione : Corte d'Appello Milano
    Numero : 1019
    Data del deposito : 9 gennaio 2025

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