Corte d'Appello Roma, sentenza 13/03/2025, n. 1631
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Sentenza 13 marzo 2025

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Il provvedimento in esame è stato emesso dalla Seconda Sezione Civile della Corte d'Appello di Roma, presieduta dalla dottoressa Gianna Maria Zannella. L'appellante, una società agricola, ha richiesto l'accertamento della responsabilità dell'amministratore di una società debitrice per danni derivanti da un inadempimento contrattuale, invocando sia l'art. 2476, comma 6, c.c. che l'art. 2394 c.c. L'attrice sosteneva che l'amministratore avesse indotto la società a fornire beni pur sapendo della sua insolvenza, configurando così un comportamento fraudolento. Il Tribunale di Roma aveva rigettato le domande, ritenendo che non vi fosse prova di dolo o colpa grave da parte dell'amministratore.

In appello, la Corte ha accolto le censure dell'attrice, ritenendo che la condotta dell'amministratore violasse gli obblighi di conservazione del patrimonio sociale, giustificando l'applicazione dell'art. 2394 c.c. La Corte ha evidenziato che, nonostante la situazione patrimoniale inizialmente solida, l'amministratore aveva continuato a emettere assegni senza provvista, aggravando la crisi della società. Pertanto, ha condannato l'amministratore al risarcimento del danno subito dalla società appellante, stabilendo un importo complessivo di € 19.529,72, oltre alle spese legali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Roma, sentenza 13/03/2025, n. 1631
    Giurisdizione : Corte d'Appello Roma
    Numero : 1631
    Data del deposito : 13 marzo 2025

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