Sentenza 20 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Lecce, sentenza 20/01/2025, n. 35 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Lecce |
| Numero : | 35 |
| Data del deposito : | 20 gennaio 2025 |
Testo completo
Appello sentenza Tribunale Lecce n. 1904 del 12.06.2024 Oggetto: rideterminazione delle spese processuali
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DI APPELLO DI LECCE
Sezione Lavoro
Riunita in Camera di Consiglio e composta dai Magistrati:
Dott. Gennaro Lombardi Presidente
Dott.ssa Maria Grazia Corbascio Consigliere
Dott.ssa Luisa Santo Consigliere relatore ha pronunciato la presente
S E N T E N Z A nella causa civile in materia previdenziale, in grado di appello, tra
, rappresentato e difeso dall'avv. Giulio Insalata Parte_1
Appellante
e
, rappresentato e difeso dall'avv. Maurizio Tafuro CP_1
Appellato
FATTO
Con ricorso depositato il 17.06.2024, ha proposto appello avverso la sentenza Parte_1
indicata in epigrafe, con cui il Tribunale di Lecce -adito per ottenere il riconoscimento della malattia professionale da cui era affetto, con postumi invalidanti indennizzabili- ha dichiarato cessata la materia del contendere, essendo sopravvenuto il riconoscimento del diritto in corso di causa (con percentuale di danno biologico del 6%) e, secondo il principio della soccombenza virtuale, ha condannato l' al pagamento delle spese, liquidate in € 426,00, oltre accessori. CP_1
L'appellante censura la sentenza nella parte in cui il Tribunale ha commisurato le spese di giudizio in misura inferiore ai parametri di legge, senza tener conto dello scaglione di riferimento di cui al DM
55/2014 (compreso tra € 1.100,01 e € 5.200,00). Chiede pertanto, in parziale riforma della sentenza
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L' si è costituito in giudizio evidenziando l'esiguità dell'attività processuale svolta nel giudizio CP_1
di primo grado. Ha chiesto il rigetto dell'appello.
All'udienza del 15.01.2025 la causa è stata decisa come da dispositivo.
RAGIONI DELLA DECISIONE
L'appello è fondato e deve essere accolto.
Deve darsi atto che il Tribunale ha regolato le spese processuali, ponendole in capo all' , CP_1 secondo il principio della soccombenza, e liquidandole in misura di € 426,00, senza addurre l'esistenza di specifici motivi che abbiano eventualmente concorso alla quantificazione dell'importo nella misura suddetta, inferiore ai parametri di legge, considerato che -come documentato in atti- il valore della causa è pari a € 4.759,47 (cfr. provvedimento di liquidazione dell'equo indennizzo).
La decisione sulle spese adottata dal giudice di prime cure non appare conforme ai criteri di cui al DM
55/2014, ai sensi del quale, in assenza di diversa convenzione tra le parti, ove la liquidazione dei compensi professionali e delle spese di lite avvenga in base ai parametri di cui al D.M. n. 55/2014, non è dato al giudice scendere al di sotto dei valori minimi, in quanto aventi carattere inderogabile
(cfr. art 4, comma 1, D.M. cit. per come interpretato da Cass. n. 9815/2023).
In considerazione di tanto, le spese del primo grado di giudizio vanno quantificate -avuto riguardo al terzo scaglione di valore di cui al D.M. n. 55/2014 (da € 1.100,01 e € 5.200,00)- nella misura minima di cui in dispositivo (corrispondente alla domanda subordinata formulata nell'atto di appello), tenuto conto dei criteri previsti dalla normativa, tra cui quello della semplicità delle questioni e dell'attività processuale svolta dalla difesa del ricorrente e, dunque, esclusa la fase istruttoria.
Anche le spese di questo grado devono essere regolate secondo il principio della soccombenza, e vanno quantificate come da dispositivo, tenuto conto che quando un giudizio prosegue nel successivo grado soltanto per la determinazione delle spese di lite a carico della parte soccombente, il differenziale tra la somma attribuita dalla decisione impugnata e quella ritenuta corretta dall'impugnante costituisce il "disputatum" della controversia e sulla base di tale criterio, integrato da quello del "decisum", vanno determinate le ulteriori spese di lite riferite al detto grado (cfr. Cass. n.
6345/2020, n. 19014/2007).
P.Q.M.
La Corte d'Appello di Lecce- Sezione lavoro
2 visto l'art. 437 c.p.c., definitivamente pronunziando sull'appello proposto con ricorso del 17.06.2024 da nei confronti di avverso la sentenza del 12.06.2024 n. 1904 del Parte_1 CP_1
Tribunale di Lecce, così provvede:
Accoglie l'appello e, per l'effetto, ridetermina l'importo delle spese del giudizio di primo grado liquidate in € 886,00, oltre accessori e rimborso spese forfettarie del 15% come per legge, con distrazione per l'avv. Giulio Insalata, detratto quanto eventualmente percepito.
Condanna parte appellata al pagamento, in favore di parte appellante, delle spese di questo grado, liquidate in € 247,00, oltre accessori e rimborso spese forfettarie del 15% come per legge, con distrazione per l'avv. Giulio Insalata.
Riserva il deposito della motivazione entro 60 giorni.
Così deciso in Lecce il 15.01.2025
Il Consigliere estensore Il Presidente
Dott.ssa Luisa Santo Dott. Gennaro Lombardi
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