Corte d'Appello Catanzaro, sentenza 01/06/2025, n. 683
CA
Sentenza 1 giugno 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro, Sezione Lavoro, presieduta dal dott. Emilio Sirianni. Le parti in causa sono un lavoratore detenuto, che ha richiesto l'indennità di disoccupazione NASPI, e l'Amministrazione penitenziaria, che ha contestato tale richiesta. Il lavoratore sosteneva di avere diritto all'indennità in quanto aveva svolto attività lavorativa all'interno dell'istituto penitenziario, mentre l'Amministrazione sosteneva che il lavoro carcerario non fosse equiparabile a quello svolto al di fuori, escludendo quindi il diritto alla NASPI.

La Corte ha rigettato l'appello dell'Amministrazione, affermando che il lavoro penitenziario deve essere tutelato alla luce dei principi costituzionali e delle normative vigenti. Ha richiamato l'art. 20 della legge 354/1975, modificato dal D.lgs. 124/2018, che garantisce ai detenuti la tutela previdenziale e assicurativa. La Corte ha argomentato che la perdita del lavoro del detenuto, avvenuta al termine del contratto a tempo determinato, è da considerarsi involontaria e quindi legittima per l'accesso alla NASPI. Inoltre, ha evidenziato che l'Amministrazione penitenziaria versa i contributi per la disoccupazione, confermando la compatibilità del lavoro carcerario con il riconoscimento della prestazione richiesta. Infine, ha compensato le spese di lite per il contrasto giurisprudenziale esistente in materia.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Catanzaro, sentenza 01/06/2025, n. 683
    Giurisdizione : Corte d'Appello Catanzaro
    Numero : 683
    Data del deposito : 1 giugno 2025

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