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Sentenza 20 settembre 2025
Sentenza 20 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Cagliari, sez. distaccata di Sassari, sentenza 20/09/2025, n. 128 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Cagliari |
| Numero : | 128 |
| Data del deposito : | 20 settembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI SEZIONE DISTACCATA DI SASSARI SEZIONE LAVORO Composta da Dott. Marcello Giacalone Presidente rel. Dott.ssa Cristina Fois Consigliere Dott.ssa Doriana Meloni Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile in grado di appello iscritta al n. 206 del Ruolo Generale Lavoro per l'anno 2023 fra:
, Parte_1 domiciliata elettivamente in Cagliari presso l'avv. Sabina Contu, dalla quale è rappresentata e difesa sia disgiuntamente che congiuntamente all'avv. Beatrice Goddi in forza di procura in atti APPELLANTE CONTRO
, CP_1 in persona del legale rappresentante, domiciliato elettivamente in Cagliari, via Sonnino 96, presso l'avv. Giuliana Murino, dalla quale è rappresentato e difeso in forza di procura in atti APPELLATO Oggetto: appello avverso la sentenza n. 405/2023 del Tribunale di Sassari – Sezione Lavoro in tema di rendita ai superstiti e assegno funerario da malattia professionale. All'udienza del 10.9.2025 la causa è stata definita sulle seguenti conclusioni NELL'INTERESSE DELL'APPELLANTE:
“A) accertare e dichiarare che il era un saldatore esposto al Controparte_2 rischio lavorativo da amianto e sostanze cancerogene;
B) accertare e dichiarare che la patologia da cui era affetto , “Carcinoma polmonare” ne Controparte_2 cagionava l'exitus mortale;
C) accertate e dichiarare che la malattia che ha determinato l'exitus mortale era di origine professionale;
D) accertare che la ricorrente, vedova ed erede legittima di è avente titolo ai sensi Controparte_2 del vigente Testo Unico a beneficiare dei diritti oggetto del presente giudizio, CP_1 alla rendita ai superstiti, all'assegno funerario, e a quanto altro previsto per legge;
per l'effetto Condannare l' Controparte_3 (C.F. ) - in persona del direttore generale pro-tempore,
[...] P.IVA_1 alla corresponsione in favore della ricorrente del diritto alla rendita per malattia professionale e danno biologico e ai ratei maturati e non riscossi dal momento della domanda amministrativa ovvero dal decesso del de cuius;
condannare l' (C.F Controparte_3
1 ) - in persona del direttore generale pro-tempore, alla P.IVA_1 corresponsione in favore della vedova alla rendita ai superstiti dal momento della domanda amministrativa, all'assegno funerario e a quanto altro previsto per legge;
computandosi gli interessi legali fino al saldo effettivo;
In ogni caso, condannare l' Controparte_4
– in persona del direttore generale pro-tempore, al pagamento delle P.IVA_1 spese, diritti ed onorari oltre rimborso delle spese nella misura del 15 % del doppio grado di giudizio, con distrazione delle spese a favore dei sottoscritti procuratori costituiti”; NELL'INTERESSE DELL'APPELLATO:
“respingere l'appello perché infondato, condannando l'appellante al pagamento delle competenze di questo grado”. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Nel convenire in giudizio l' , in qualità di coniuge CP_1 Parte_1 superstite di deduceva: che il de cuius, dal 1975 al 2000, aveva Controparte_2 lavorato alle dipendenze, nell'ordine, della della Controparte_5 [...]
della e della;
che costui aveva CP_6 Controparte_7 CP_8 prevalentemente espletato mansioni di saldatore presso lo stabilimento chimico- industriale di Ottana, per le quali era stato costantemente esposto all'amianto e ad altri agenti cancerogeni (quali arsenico, berillio, cadmio, cromo, radiazioni ionizzanti, composti del nichel, radon, idrocarburi policiclici aromatici, acrilonitrile, acetato di vinile, soda caustica, anidride solforosa e aperilio), in assenza di adeguati sistemi di aspirazione e dispositivi di protezione individuale;
che il aveva contratto un carcinoma polmonare di origine professionale, CP_2 causa del decesso avvenuto il 29.07.2015 a Rozzano (MI); di aver presentato domanda all' per il riconoscimento della rendita ai superstiti e dell'assegno CP_1 funerario, accusandone il rigetto per la ritenuta irriconducibilità della morte all'evento. Tanto premesso, vana l'opposizione in sede amministrativa, la ricorrente chiedeva al giudice del lavoro la condanna dell'istituto assicuratore, previo ogni necessario accertamento, alla corresponsione in proprio favore dei benefici di legge spettanti, oltre interessi e spese legali da distrarsi in favore degli avvocati dichiaratisi antistatari. Resisteva in giudizio l' , che contestava sia l'esposizione al rischio lavorativo CP_1 sia l'eziologia professionale della dedotta patologia, dovendo essa considerarsi di origine comune. La causa, istruita con prova documentale e testimoniale nonché consulenza tecnica d'ufficio, veniva definita con la sentenza oggetto dell'odierna impugnazione, che respingeva il ricorso e compensava integralmente le spese di lite. Segnatamente, il Tribunale recepiva le conclusioni dell'ausiliario, che escludeva la correlazione causale fra l'attività lavorativa svolta dal e la neoplasia CP_2 polmonare che lo aveva colpito, sulla base delle seguenti considerazioni: i) la malattia che ha portato il alla morte è il tumore miofibroblastico CP_2 infiammatorio, non già il carcinoma;
ii) non vi è evidenza documentale che costui abbia sviluppato alcuna patologia polmonare rientrante fra quelle riconosciute come causalmente correlate all'amianto, ossia asbestosi, patologia pleurica, carcinoma del polmone e mesotelioma maligno;
iii) nella letteratura scientifica internazionale concernente il tumore miofibroblastico infiammatorio non è stato
2 individuato alcun fattore di rischio specifico, professionale o non professionale, né si è mai ipotizzata una relazione causale con l'esposizione all'amianto, essendosi invece ipotizzata detta relazione rispetto ad un agente infettivo;
iv) di conseguenza, mancando evidenze scientifiche che pongano l'esposizione all'amianto o ad altro agente tossico in relazione causale con il tumore miofibroblastico infiammatorio, non è possibile affermare con dignità scientifica che detto tumore abbia avuto origine professionale. Avverso tale sentenza ha proposto appello cui ha resistito Parte_1 mediante memoria l' . CP_1 La causa, istruita con i fascicoli di parte e d'ufficio, è stata trattenuta in decisione sulle conclusioni formulate in epigrafe. MOTIVI DELLA DECISIONE L'appello è infondato e, pertanto, deve essere rigettato. Con il primo motivo di impugnazione la ricorrente ha censurato la decisione del Tribunale per aver acriticamente recepito la valutazione del ctu, la quale, benché apprezzabile sotto il profilo della “precisa e puntuale ricostruzione degli eventi” nonché della “criticità analitica della esposizione relativamente alla patologia neoplastica di cui risultava affetto il de cuius”, sarebbe invece criticabile nella misura in cui non riconosce “alcuna correlazione tra il tumore miofibroblastico infiammatorio e l'esposizione lavorativa”. E sulla scorta della letteratura riportata dal ctu, secondo cui è ipotizzabile una relazione causale fra siffatto tumore ed un agente infettivo, ha soggiunto sia che l'esposizione lavorativa del a fumi CP_2 di diversa natura avrebbe determinato in costui un quadro di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sia che detto quadro può aver costituito il substrato di continue e ripetute infezioni alla base dell'eziopatogenesi del tumore in parola, assurgendo quantomeno a concausa della neoplasia dall'esito infausto. Con il secondo motivo di gravame l'appellante ha criticato la sentenza impugnata per non aver fatto corretta applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza in tema di riparto dell'onere della prova in ipotesi di malattia tabellata, quale sarebbe quella oggetto della presente contesa. Così perimetrato il tema del giudizio d'appello mediante il ricorso depositato in data 21.12.2023, parte appellante, con successiva istanza depositata il 29 luglio 2025, ha sostenuto per la prima volta che la diagnosi di tumore miofibroblastico infiammatorio da parte del ctu fosse errata, poiché basata sull'esame preliminare del materiale biologico preoperatorio anziché sull'esame definitivo del pezzo operatorio;
ha dedotto che, nel 2024, aveva chiesto ed avuto accesso ai preparati istologici relativi al suddetto pezzo operatorio, conservati presso l'U.O. di Anatomia Patologica dell'IRCCS Humanitas di Rozzano;
ha esposto di aver sottoposto detti preparati all'esame di un collegio peritale composto da specialisti della medicina del lavoro e dell'anatomia patologica, giunti a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle del ctu in prime cure, propendendo per la diagnosi di mesotelioma pleurico (in luogo di quella di tumore miofibroblastico infiammatorio), neoplasia tabellata e scientificamente correlata all'esposizione all'amianto; ha chiesto, infine, l'ammissione della consulenza di parte in cui era stato trasfuso l'esame in parola, sia quale documento nuovo poiché formatosi successivamente al deposito del ricorso in appello, sia quale mezzo di prova
3 indispensabile ai fini della decisione poiché dotato di un grado di decisività e certezza tale da condurre, anche da solo, ad un esito necessario della controversia. Né le censure né l'istanza istruttoria di parte appellante appaiono condivisibili. Invero, valga, in primo luogo, considerare i principi di diritto enucleati dalla Suprema Corte in tema di riparto dell'onere probatorio in caso di malattia tabellata, non tabellata e ad eziologia multifattoriale. La Corte, “anzitutto, ha affermato che nel caso di malattia tabellata, la prova dell'eziologia professionale delle malattie contratte nell'esercizio delle lavorazioni morbigene (anch'esse tabellate) si raggiunge applicando un criterio di presunzione legale;
che, tuttavia, tale criterio non può esplicare la sua efficacia nell'ipotesi di malattia ad eziologia multifattoriale, in cui il nesso di causalità non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessita di concreta e specifica dimostrazione - quanto meno in via di probabilità
- in relazione alla concreta esposizione al rischio ambientale e alla sua idoneità causale alla determinazione dell'evento morboso (in tal senso cfr. Cass. n. 21360 del 2013); dall'inclusione nelle apposite tabelle, sia della lavorazione che della malattia deriva, quindi, l'applicabilità della presunzione di eziologia professionale della patologia sofferta dall'assicurato, con il conseguente onere di prova contraria a carico dell che si concretizza, in particolare, nell'offrire la prova della CP_1 dipendenza dell'infermità o da una causa extra lavorativa, oppure dall'accertamento che la lavorazione non si è rivelata sufficientemente idonea a cagionare la malattia;
ciò comporta di conseguenza che, per escludere la tutela assicurativa va accertato, rigorosamente ed inequivocabilmente, che vi sia stato l'intervento di un fattore patogeno diverso dalla causa professionale, che da solo o in misura prevalente, ha cagionato o concorso a cagionare la patologia;
dalla malattia tabellata si differenzia la patologia dichiarata ad eziologia multifattoriale: in tal caso, l'applicazione del criterio presuntivo, sì come desunto da ipotesi tecniche teoricamente possibili, subisce un'attenuazione, nel senso che la prova del nesso causale non può basarsi su presunzioni semplici, ma è data per raggiunta sol quando la parte interessata al riconoscimento della tutela, abbia concretamente e specificamente offerto la dimostrazione, quanto meno in via di probabilità, della idoneità della esposizione al rischio a causare l'evento morboso;
ancora diverso è il caso in cui la malattia ad eziologia multifattoriale include una patologia tumorale la quale, secondo la scienza medica, ha o può avere origine professionale;
in tal caso si determina una qual reviviscenza della presunzione legale quanto all'origine professionale della patologia, sicché, l'assenza del nesso causale della cui rilevanza probatoria è gravato l'ente assicuratore, resta ulteriormente circoscritto alla prova che il tumore, sviluppatosi con rapidità, non può essere ricollegato all'esposizione alla sostanza morbigena, perché questa è cessata da lungo tempo” (Cass. civ. n. 38898/2021 e n. 38659/2021). Merita, altresì, precisarsi che non viene in rilievo come ragione di presunzione legale di origine lavorativa l'inserimento della patologia denunciata fra le malattie per le quali vi è elevata probabilità di origine professionale secondo la tabella di cui all'art. 139 del d.P.R. n. 1124/1965. La Suprema Corte, “dopo alcune oscillazioni, ha infatti chiarito, con orientamento ormai consolidato, che la predetta tabella non va confusa con quella di cui all'art. 3 d.P.R. 1124/1965; 11. mentre quest'ultima,
4 formata indicando lavorazioni e malattie, ha l'effetto legale di invertire l'onere della prova del nesso causale, ponendolo, per i casi in essa indicati, a carico dell'ente previdenziale (C. 13024/2017), la tabella di cui all'art. 139 ha valore epidemiologico e può valere soltanto, nella formazione del convincimento giudiziale, come elemento indiziario” (Cass. civ. n. 29435/2022). Ebbene, soltanto il carcinoma polmonare ed il mesotelioma pleurico sono ricompresi nelle tabelle delle malattie professionali di cui all'art. 3 del D.P.R. n. 1124/1965 succedutesi nel tempo - le sole idonee, come evidenziato, ad invertire l'onere della prova del nesso causale al ricorrere di tutti i presupposti in esse tipizzati - , non anche il tumore miofibroblastico infiammatorio (cfr. lett. b) e f) alla voce 57 della tabella edita col D.M. 09.04.2008 e alla voce 53 di quella edita col D.M. 10.10.2023). Sennonché, deve convenirsi con il ctu – la cui valutazione si è contraddistinta per imparzialità, accuratezza, coerenza logica e aderenza alla documentazione medica in atti – circa il fatto che il abbia contratto e sia deceduto a causa di un CP_2 tumore miofibroblastico infiammatorio, malattia non tabellata con causa ignota;
non sia, di contro, provato che costui abbia sviluppato altra patologia polmonare fra quelle ipoteticamente correlate all'amianto, cioè asbestosi, patologia pleurica, carcinoma del polmone e mesotelioma maligno;
in assenza di evidenze scientifiche che pongano l'esposizione all'amianto, o ad altro agente tossico di cui comunque non è stata fornita dimostrazione in giudizio, in relazione causale con il tumore miofibroblastico infiammatorio, non possa affermarsi con ragionevole probabilità scientifica che detto tumore abbia avuto origine professionale. Nel dettaglio, l'ausiliario ha scritto: “23.07.2015 Ricovero U.O Chirurgia toracica e generale. Intervento di asportazione lobo Controparte_9 inferiore polmone sinistro. […] Anamnesi patologica prossima Paziente di 69 anni, nega allergie, in anamnesi ipertensione arteriosa, gotta, diverticolosi, pregressa appendicectomia. A maggio 2015 per febbre e diarrea viene ricoverata presso altra struttura dove esegue x torace e TC torace con evidenza di massa di 9x5 cm al lobo inferiore sinistro senza linfadenopatie. TC addome negativa oncologicamente Agobiopsia polmonare: tumore miofibroblastico infiammatorio (mesenchimale a basso grado) […] 23/07/2015 17:47 - Persona_1 intervento: lobectomia inferiore sx - due dt in aspirazione […] MATERIALE INVIATO A) Polmone sinistro, lobo inferiore, asportazione B) Linfonodo 11L di sinistra, asportazione C) Linfonodo ilo lobare inferiore di sinistra, asportazione D) Linfonodo stazione 8L di sinistra, asportazione REPERTO MACROSCOPICO A) Lodo polmonare di cm 17,5x13x10, sede di neoformazione nodulare di cm 11,5, di colorito biancastro, con aree mixoidi e focali aree di necrosi, distante cm 3 dal margine di resezione bronchiale, la neoformazione si estende sino a superficie pleurica senza ulcerarla. Dall'ilo si isolano linfonodi il maggiore di cm 0,5. Al: bb, 2: margine bronchiale, 3-6: neoformazione in rapporto a superficie pleurica, 7: linfonodi dell'ilo, 8: frammento di parenchima polmonare a distanza. B) Un linfonodo di cm 1,2. C) Un linfonodo cm 0,8. D) Un linfonodo cm 1. DIAGNOSI A) Localizzazione pleuro-polmonare di neoplasia maligna ad abitus sarcomatoso, a cellule fusate ed epitelioidi in stroma mixoide e con ricca vascolarizzazione, caratterizzata da aree di proliferazione in filiere e cordoni alternate ad aree di maggiore densità cellulare indifferenziata (grado 2-3 sec FNCLCC (D3M INI)).
5 Indice di proliferazione (Ki67): 30%. La neoplasia è caratterizzata da focale espressione di proteina S100 e da marcatori epiteliali in rare cellule. E' stata eseguita indagine di ibridazione in situ che ha documentato traslocazione del gene EWSR. Il quadro morfofenotipico ed il dato FISH orientano per Ematopoiesi in metaplasia ossea della cartilagine bronchiale. Si consideri in diagnosi differenziale anche l'ipotesi di un carcinoma sarcomatoide, sostenuta peraltro solo dalla minima immunoreattività per citocheratina. A conferma sono in corso ulteriori indagini di biologia molecolare. Seguirà referto aggiuntivo. Margine bronchiale, restante parenchima e 6 linfonodi indenni dalla neoplasia. Ematopoiesi in metaplasia ossea della cartilagine bronchiale. Immunofenotipo: muc4-, CD99-/+, S100+/-, CKpool-/+, CKMNF116-/+, CK34BetaB12+ rare cellule, CKCam5.2-, Actina ML, CD34-, EMA-, ALK-, p63-, TIFI-. B) Linfonodo indenne dalla neoplasia. C) Linfonodo indenne dalla neoplasia. D) Linfonodo indenne dalla neoplasia. […] Relazione di decesso Motivo del ricovero: Paziente di 69 anni, nega allergie, in anamnesi ipertensione arteriosa, gotta, diverticolosi, pregressa appendicectomia. A maggio 2015 per febbre e diarrea viene ricoverata presso altra struttura dove esegue x torace e TC torace con evidenza di massa di 9x5 cm al lobo inferiore sinistro senza linfadenopatie. TC addome negativa oncologica– mente. Agobiopsia polmonare: tumore miofibroblastico infiammatorio (mesenchimale a basso grado). Si ricovera per intervento chirurgico Valutazione e decorso clinico: II 23/07/15 il paziente veniva sottoposto a lobectomia polmonare inferiore sinistra. Il decorso clinico risultava nel complesso regolare. Procedure e terapie mediche e/o chirurgiche effettuate durante la degenza: Intervento chirurgico 23/7/2015: lobectomia polmonare inferiore sinistra Causa di decesso: II 29/07/15, giorno delle dimissioni programmate, alle ore 5 il paziente veniva trovato dagli infermieri in arresto cardiorespiratorio. Nonostante le manovre rianimatorie e l'intervento dei colleghi anestesisti/rianimatori e del chirurgo di guardia si constatava l'exitus. Arresto cardiocircolatorio non responsivo alle manovre rianimatorie”. Ebbene, alla luce della storia clinica del il ctu forniva le seguenti risposte CP_2 ai quesiti sottoposti al suo vaglio: “Malattia da cui era affetto ▶ Controparte_2
La risposta alla prima domanda posta, ovvero la malattia da cui era affetto
, per le finalità di questa valutazione trova pronta risposta negli Controparte_2 Atti. Il primo riscontro si trova nella radiografia del torace eseguita il 12.05.2015 quando nel corso degli accertamenti effettuati durante il ricovero nel reparto di Medicina dell'Ospedale di Nuoro viene rilevata per la prima volta la presenza di una: “....Voluminosa opacità a limiti netti si proietta in campo medio posteriore sn di non univoco significato (processo flogistico atelectasico?).....”. Questo primo elemento viene seguito da un approfondimento con l'esecuzione, tra gli altri, della TC del torace che esegue il 26.05.2015 e riporta: “...voluminosa neoformazione polilobata, di 9x5cm di diametri assiali ed estensione longitudinale di circa 7 cm. Tale formazione mostra disomogeneo enanchement dopo mdc per la presenza di setti interni e concamerazioni che delimitano aree ipodense simil-necrotiche. Si consiglia esame bioptico......” Il terzo passaggio obbligato che porta alla diagnosi definitiva è la biopsia polmonare che viene effettuata nel successivo ricovero, il 5.06.2015. Il referto istologico tipizza questa lesione nel seguente modo:
“neoplasia mesenchimale di basso grado, tipo tumore miofibroblastico
6 infiammatorio” del polmone [ndr. noto anche come granuloma plasmacellulare, pseudotumore infiammatorio, istiocitoma fibroso, fibroxantoma e xantogranuloma]. ▶ La diagnosi appena riportata: tumore miofibroblastico infiammatorio viene ripetutamente “confusa” e le Parti (ricorrente e resistente) utilizzano il termine di “carcinoma polmonare” (quindi tutt'altra diagnosi) che non può essere confuso con la reale diagnosi”. Ancora, “Accerti se [il tumore miofibroblastico infiammatorio] abbia avuto origine e derivazione professionale
[…] ▶ Si evince dalle informazioni testimoniali raccolte dal Giudice che l'agente tossico oggetto del ricorso l'amianto […] viene ripetutamente citato e riportato come abbiamo sottolineato. Senonché, nel ricorso al punto 4. questa esposizione all'amianto dettagliatamente rappresentata viene estesa a “..... il de cuius è stato esposto ad agenti cancerogeni, ed è venuto a contatto quotidianamente con essi e anche con l'amianto”. Senza alcuna evidenza documentale che precisi e supporti il periodo, la durata, la modalità di esposizione, il nesso causale a questi “agenti cancerogeni” […] Più avanti, al punto 7., viene riportato: “....dalla documentazione allegata è possibile stimare la sua esposizione professionale al rischio lavorativo agli agenti cancerogeni. Tra gli agenti occupazionali, presenti in grandi quantità ad Ottana e largamente impiegati nell'industria tessile, ritenuti responsabili delle neoplasie polmonari, i principali risultano essere l'Asbesto, l'EN, il BE, il DM, il Cromo, le radiazioni ionizzanti, i composti di EL, il Radon, gli idrocarburi policiclici aromatici, l'acrilonitrile, acetato di vinile, soda caustica e anidride solforosa, l'aperelio, il solvente.”. Una lunga lista di cancerogeni per il quali non abbiamo […] alcuna evidenza documentale circa la reale esposizione in termini di tempo, dose etc) come già sottolineato. Tuttavia queste iniziali annotazioni passano in secondo piano rispetto a quanto di seguito annotato per lo specifico tumore diagnosticato. […] Occorre a questo punto chiarire che il tumore miofibroblastico infiam– matorio (Inflammatory myofibroblastic tumor (IMT)) è un sarcoma. I sarcomi sono tumori maligni del tessuto connettivo scheletrico ed extrascheletrico che possono derivare dal tessuto mesenchimale in qualsiasi sede corporea. I sarcomi dei tessuti molli (STS) sono piuttosto rari. Negli Stati Uniti, i pazienti con STS rappresentano meno dell'1% di tutti i tumori maligni di nuova diagnosi1. I sottotipi non comuni di sarcoma sono particolarmente difficili da diagnosticare e trattare. Questi sottotipi includono il sarcoma epitelioide, il sarcoma a cellule chiare, il sarcoma della parte molle alveolare, il condrosarcoma mixoide extrascheletrico, l'emangioendotelioma epitelioide, il tumore miofibroblastico infiammatorio e il sarcoma embrionale indifferenziato. Insieme questi rappresentano meno del 5% di tutti i sarcomi2. La diagnosi di questi tumori dipende dall'esame istologico. […] Il tumore miofibroblastico infiammatorio (IMT) è una neoplasia mesenchimale molto rara che tende a manifestarsi nei bambini e nei giovani adulti, con un'età media di
Co 1 [Nota 3 nell'originale] , IL , WA NS, MA A. Cancer statistics, 2023. CP_10
[...] ; 73:17. Controparte_12 C S, , AY , et al. Ultra-rare sarcomas: A consensus paper Controparte_13 CP_14 from the Connective Tissue Oncology Society community of experts on the incidence threshold and the list of entities. Cancer 2021; 127:2934.
7 9-10 anni3. Tuttavia, i pazienti possono presentarsi a qualsiasi età, dai neonati fino ai 70 anni di età. La sua incidenza nei bambini è significativa, rappresentando il 20% di tutti i tumori polmonari primari in questa fascia di età. Un'ampia serie retrospettiva non ha riportato differenze di genere nell'incidenza di IMT, ma un altro studio ha riportato un rapporto maschi-femmine di 3:44. Non sono noti fattori di rischio per lo sviluppo del IMT5. Allo scopo di individuare un possibile lavoro sfuggito alla nostra ricerca ho alla National Library of Medicine di Bethesda chiedendo possibili pubblicazioni sull'ipotetico legame tra asbesto e il tumore miofibroblastico infiammatorio. Ho ricevuto una pronta risposta con alcuni link, che riporto più avanti in questa consulenza, nessuno dei quali utile a stabilire un nesso causale tra l'esposizione all'amianto o a qualsiasi carcinogeno e il tumore in specie. […] L'eziologia dell'IMT è sconosciuta;
le teorie proposte includono una reazione infiammatoria a un'infezione o a un sottostante tumore maligno di basso grado. La colorazione immunoistochimica dell'IMT rivela la presenza di plasmacellule policlonali con predominanza di IgG. Questa scoperta supporta la teoria secondo cui l'IMT è un processo infiammatorio reattivo. Coerente con l'ipotesi reattiva è l'osservazione che ben un terzo di queste lesioni si sono sviluppate dopo un'infezione respiratoria6. Diversi agenti infettivi sono stati collegati allo sviluppo del IMT del polmone in pazienti specifici, ma questi risultati non sono stati confermati universalmente. A titolo di esempio, la malattia multiorgano è stata osservata in associazione con l'infezione cronica persistente da EN RR e alcuni ricercatori hanno identificato l'espressione del DNA clonale del virus di ST BA nell'IMT extrapolmonare7. Allo stesso modo, anche l'infezione da herpes virus umano (HHV)-8, che è collegata al sarcoma di SI e alla malattia multicentrica di CA, è stata proposta come precipitante di IMT nel polmone, sulla base dell'identificazione del DNA di HHV-8 all'interno di queste lesioni. Tuttavia, un certo numero di casi è risultato negativo
8 per HHV-88. Il modo in cui un'infezione iniziale potrebbe portare a IMT non è ben compreso. Livelli sierici aumentati e aumento della produzione locale delle citochine interleuchina-1 e interleuchina-6 sono stati dimostrati in un paziente sintomatico, aumentando la possibilità che la malattia sia iniziata dalla disregolazione della produzione di citochine9. Un'altra ipotesi, basata su dettagliati studi istopatologici, è che alcuni granulomi plasmacellulari siano neoplasie mesenchimali di basso grado con una componente infiammatoria secondaria10 Un meccanismo molecolare per i tumori miofibroblastici infiammatori è stato suggerito da uno studio che riporta l'interruzione di un percorso di degradazione dell'RNA. In 13 dei 15 campioni di tessuto coinvolto da pazienti con questi tumori, sono state dimostrate mutazioni nel gene UPF1, che codifica per una RNA elicasi essenziale per il decadimento dell'RNA nonsense- mediated11.In sintesi non esiste un solo lavoro che citi come possibile agente eziologico di questo tumore l'asbesto (o altra elemento cancerogeno noto) sulla base delle nostre attuali conoscenze scientifiche e, inoltre, non sono noti fattori di rischio per il tumore miofibroblastico infiammatorio (IMT), come abbiamo riportato precedentemente. La ricerca nella base di dati PubMed12 allo scopo di individuare una relazione tra “Asbestos exposure and Inflammatory myofibroblastic tumor (IMT)” non ha prodotto alcun risultato. Questo significa che nella letteratura mondiale non un solo articolo ha individuato un rischio legato all'esposizione all'asbesto e il successivo sviluppo di questo sarcoma, a differenza di quanto dimostrato per il carcinoma polmonare (mentre questo è un sarcoma). Allo scopo di individuare un possibile lavoro sfuggito alla nostra ricerca ho contattato la National Library of Medicine di Bethesda (USA) chiedendo possibili pubblicazioni sull'ipotetico legame tra asbesto e il tumore miofibroblastico infiammatorio. Ho ricevuto una pronta risposta con alcuni link da consultare, che riporto di seguito, nessuno dei quali utile a stabilire un nesso causale tra l'esposizione all'amianto o a qualsiasi carcinogeno e il tumore in specie.
lun 10 lug alle ore 22:46
Dear Sergio,
9 We received a message you sent to the National Library of Medicine (NLM) about publications on asbestos exposure and Inflammatory myofibroblastic tumor.
PubMed searches:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Asbestos+AND+
%28myofibroblastic+OR+myofibroblast%29
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=%28%22Soft+Tissue+Neoplasms%22%5BMesh
%5D+OR+soft+tissue+tumor%5Btiab%5D+OR+soft+tissue+tumors%5Btiab%5D
%29+AND+asbestos
PubMed Central (PMC) search: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/? term=asbestos+AND+(%22Inflammatory+myofibroblastic+tumor%22+OR+IMT)
NCBI Bookshelf: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/?term=Asbestos+AND+ (myofibroblastic+OR+myofibroblast)
NCI: https://www.cancer.gov/pediatric-adult-rare-tumor/
More reference resources to search: https://www.nlm.nih.gov/services/databases_subject.html
A local library near you is a good place to start research because one near you may: provide one-on-one help;
tell you about other local or regional resources;
help you get materials;
or provide Internet access to health resources. A local library may be your public, community college, college/university, hospital, medical/health sciences, or another library.
We would love to hear about your recent interaction with the NLM Help Desk. Please fill out this short survey to give us your feedback.
Sincerely,
, Persona_20 [...]
[...]
, NIH Controparte_28 8600 Rockville Pike Bethesda, MD 20894 31655
A ciò si aggiunge il fatto che il non è risultato affetto da alcuna malattia CP_2 pleuropolmonare collegata all'esposizione all'amianto. Invero, come evidenziato dal ctu, “l'esposizione all'amianto non si traduce, sic et simpliciter, in una delle malattie pleuropolmonari causate dallo stesso che comprendono13: ●Asbestosi
10 ●Patologia pleurica (versamento benigno da amianto, placche pleuriche benigne focali e diffuse) ●Maligne (carcinoma del polmone non a piccole cellule e a piccole cellule nonché il mesotelioma maligno). […] L'asbestosi si riferisce specificamente alla pneumoconiosi causata dall'inalazione di fibre di amianto. La malattia è caratterizzata da fibrosi polmonare diffusa lentamente progressiva. Il de cuius aveva una malattia pleuropolmonare causata dall'asbesto? Il de cuius sulla base della documentazione sanitaria presente in atti, durante il periodo lavorativo, non è mai stato oggetto di interessamento sanitario nel senso che il medico competente non ha rilevato segni patologici all'obiettività polmonare, risulta essere stata fatta almeno una radiografia del torace della quale non viene annotato niente. Insomma nessuno ha mai posto diagnosi di asbestosi. Nel corso dei ricoveri effettuati in seguito al riscontro della lesione polmonare che è poi risultata essere un miofibroblastoma infiammatorio, nessun accertamento ha mai indotto a sospettare una asbestosi. Tra gli accertamenti effettuati, tra cui le prove di funzionalità respiratoria sono risultate nella norma, la TC del torace non ha mostrato il quadro tipico dell'asbestosi. Le cartelle cliniche relative ai due ricoveri effettuati presso l'U.O. di Medicina di Nuoro e, successivamente, presso la Chirurgia Toracica di Milano non citano una sola volta l'asbestosi. E' accertato che il de cuius non aveva un carcinoma polmonare o un mesotelioma pleurico come pure una patologia pleurica benigna, come sopra definita, non aveva neanche una asbestosi che, come detto si caratterizza da fibrosi polmonare diffusa lentamente progressiva. Questo risultato non deve meravigliare perchè tutte le condizione patologiche indotte dall'asbesto, non necessariamente interessano tutti i lavoratori esposti all'amianto”. Di contro, non persuadono le varie tesi di parte ricorrente, non soltanto perché parziali, ma anche e soprattutto perché viziate da un eccessivo grado di imprecisione e contraddittorietà. Parte ricorrente, invero: i) con il deposito del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, da un lato, deduceva lo sviluppo di un carcinoma polmonare, malattia tabellata di presumibile origine professionale in caso di esposizione all'amianto, dall'altro, e contraddittoriamente, allegava documentazione medica attestante la diagnosi di tumore miofibroblastico infiammatorio, patologia non tabellata a causa ignota;
ii) successivamente, con il deposito del ricorso in appello, accoglieva la diagnosi di tumore miofibroblastico infiammatorio, elogiando espressamente la precisione e l'analiticità del ctu in relazione alla ricostruzione degli eventi e all'esposizione della patologia neoplastica sviluppata dal lavoratore, ma criticava l'esclusione della correlazione causale tra detto tumore e l'esposizione lavorativa. Sotto tale profilo recepiva anche l'approdo della letteratura riportata dal ctu, secondo cui è ipotizzabile una relazione causale fra siffatto tumore ed un agente infettivo, e soggiungeva sia che l'esposizione lavorativa del a fumi di CP_2 diversa natura avrebbe determinato in costui un quadro di BPCO, sia che detto quadro potrebbe aver costituito il substrato di ripetute infezioni alla base dell'eziopatogenesi del tumore in parola;
iii) ciò nondimeno, non forniva alcuna dimostrazione né dello sviluppo della BPCO né delle conseguenti infezioni e concludeva comunque per l'accertamento del carcinoma polmonare (non già del tumore miofibroblastico infiammatorio) quale malattia professionale dall'esito infausto;
iv) infine, con successiva istanza depositata a ridosso dell'udienza di
11 discussione, sposava una terzi tesi, quella del mesotelioma pleurico, neoplasia anch'essa tabellata e scientificamente correlata (come il carcinoma polmonare) all'esposizione all'amianto. Ebbene, a sostegno di tale ulteriore diagnosi parte ricorrente ha allegato e chiesto l'ammissione di una consulenza di parte recentemente svoltasi sui preparati istologici relativi al pezzo operatorio asportato in occasione dell'intervento svoltosi sul nel lontano 2015 all' e conservati da allora CP_2 Controparte_9 presso la relativa U.O. di Anatomia Patologica. Detta consulenza, tuttavia, non può trovare ingresso nel presente giudizio. Non come documento nuovo, giacché la parte non ha dimostrato di non avervi potuto provvedere nella prospettiva del giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Né come mezzo di prova indispensabile ai fini della decisione, poiché inidonea ad eliminare ogni possibile incertezza, conducendo ad un esito necessario della controversia: da un lato, infatti, l'esito a cui la consulenza in parola vorrebbe condurre è soltanto il terzo fra quelli prospettati dallo stesso ricorrente, dall'altro, nella incertezza diagnostica pur generata da parte ricorrente orienta con ragionevole certezza la ctu in prime cure, a tutt'oggi insuperata - come sopra evidenziato - per accuratezza, rigore metodologico, coerenza logica e rispetto delle evidenze documentali in atti. La sentenza oggetto di gravame, pertanto, deve essere confermata, con esenzione dell'appellante dal pagamento delle spese processuali, avendo ella autocertificato sotto la propria responsabilità di trovarsi nelle condizioni di cui all'art. 152 disp. att. c.p.c..
PER QUESTI MOTIVI
LA CORTE Definitivamente pronunciando;
rigetta l'appello proposto da avverso la sentenza n. 405/2023 Parte_1 pronunciata dal Tribunale di Sassari – Sezione Lavoro in contraddittorio con l' , in persona del legale rappresentante;
CP_1 nulla per le spese ex art. 152 disp. att. c.p.c.. Ai sensi dell'art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, introdotto dall'art. 1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dell'appellante dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'appello, a norma del comma 1 - bis dello stesso art. 13, se dovuto (cfr. Cass. sez. un. 20.2.2020, n. 4315). Giorni 5 per la motivazione. Sassari, 10.9.2025
Il Presidente est.
Dott. Marcello Giacalone
12 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 3 [Rectius nota 5] , . Inflammatory myofibroblastic tumours: where are we Parte_2 Parte_3CP_1 now? Pathol 2008; 61:428. 4 [Rectius nota 6] CH SJ, SC AC, ZM PJ, et al. Inflammatory myofibroblastic tumors. J Surg Oncol 2006; 94:385. CO CM, AT J, Priest JR, Dehner LP. Extrapulmonary inflammatory myofibroblastic tumor (inflammatory pseudotumor). A clinicopathologic and immunohistochemical study of 84 cases. Am J Surg Pathol 1995; 19:859. , CP_16 CP_17 Modern Soft Tissue Pathology: Tumors and Non-Neoplastic Conditions, Cambridge University Press, Cambridge 2011. p.348-392. 5 [Rectius nota 7] : Uncommon sarcoma subtypes. UptoDate. Persona_2 Persona_3 Literature review current through: Jun 2023 6 [Nota 9 nell'originale] , , , . Inflammatory pseudotumors of Per_4 Per_5 Per_6 Per_7 the lung. Surg Gynecol Obstet 1983; 156:89. , , , CP_18 CP_19 CP_20 CP_21 Inflammatory pseudotumors of the lung: progression from organizing pneumonia to fibrous CP_ histiocytoma or to plasma cell granuloma in 32 cases. Hum Pathol 19:807. 7 [Rectius nota 10] , , , et al. Plasma cell granuloma--an Persona_8 Persona_9 Per_10 enigmatic lesion: description of an extensive intracranial case and review of the literature. Arch P Co Pathol Lab Med 2003; 127:e220. WI , FF , et al. Inflammatory Per_12 pseudotumor of the spleen associated with a clonal ST-BA virus genome. Case report and P review of the literature. Am J Clin Pathol 2003; 120:56. , Fang YC, Luo , et al. Per_13 Inflammatory pseudotumour associated with chronic persistent EN RR infection: a case report and brief review. 2003; 56:868. CP_23 8 [Rectius nota 11] Sánchez-Velasco P, JO G, et al. Human Persona_15 herpesvirus-8 genes are expressed in pulmonary inflammatory myofibroblastic tumor (inflammatory pseudotumor). Am J Surg Pathol 2001; 25:624. , Persona_15 CP_24 [...]
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80:1121. TA F, , , et al. Absence of human herpesvirus-8 in
[...] Per_17 Per_18 pulmonary inflammatory myofibroblastic tumor: immunohistochemical and molecular analysis of 20 cases. 2007; 20:995. CP_26 9 [Rectius nota 12] OH P, , CO SN, et al. Interleukin-6 and interleukin-1 beta Per_19 production in a pediatric plasma cell granuloma of the lung. Am J Surg Pathol 1995; 19:590. 10 [Rectius nota 13] Gal AA, Koss MN, MC WF, ZE L. Prognostic factors in pulmonary fibrohistiocytic lesions. Cancer 1994; 73:1817 11 [Nota 14 nell'originale] Lu J, PL TD, Su F, et al. The nonsense-mediated RNA decay pathway is disrupted in inflammatory myofibroblastic tumors. 2016; 126:3058. CP_27 12 [Rectius nota 15] PubMed, con a gennaio 2020 oltre 30 milioni di riferimenti bibliografici derivati da più di 5.300 periodici biomedici, consente l'accesso all'archivio bibliografico on-line del sistema MEDLARS, MEDLINE (Medical Literature Analysis and Retrieval System). 13 [Nota 16 nell'originale] , Schwarz DA. Asbestosis and asbestos-induced pleural disease. Per_21 In: Interstitial lung disease, 5th, Schwarz MI, King TE, Jr (Eds), People's Medical Publishing House, Shelton, CT 2011. p.543.
, Parte_1 domiciliata elettivamente in Cagliari presso l'avv. Sabina Contu, dalla quale è rappresentata e difesa sia disgiuntamente che congiuntamente all'avv. Beatrice Goddi in forza di procura in atti APPELLANTE CONTRO
, CP_1 in persona del legale rappresentante, domiciliato elettivamente in Cagliari, via Sonnino 96, presso l'avv. Giuliana Murino, dalla quale è rappresentato e difeso in forza di procura in atti APPELLATO Oggetto: appello avverso la sentenza n. 405/2023 del Tribunale di Sassari – Sezione Lavoro in tema di rendita ai superstiti e assegno funerario da malattia professionale. All'udienza del 10.9.2025 la causa è stata definita sulle seguenti conclusioni NELL'INTERESSE DELL'APPELLANTE:
“A) accertare e dichiarare che il era un saldatore esposto al Controparte_2 rischio lavorativo da amianto e sostanze cancerogene;
B) accertare e dichiarare che la patologia da cui era affetto , “Carcinoma polmonare” ne Controparte_2 cagionava l'exitus mortale;
C) accertate e dichiarare che la malattia che ha determinato l'exitus mortale era di origine professionale;
D) accertare che la ricorrente, vedova ed erede legittima di è avente titolo ai sensi Controparte_2 del vigente Testo Unico a beneficiare dei diritti oggetto del presente giudizio, CP_1 alla rendita ai superstiti, all'assegno funerario, e a quanto altro previsto per legge;
per l'effetto Condannare l' Controparte_3 (C.F. ) - in persona del direttore generale pro-tempore,
[...] P.IVA_1 alla corresponsione in favore della ricorrente del diritto alla rendita per malattia professionale e danno biologico e ai ratei maturati e non riscossi dal momento della domanda amministrativa ovvero dal decesso del de cuius;
condannare l' (C.F Controparte_3
1 ) - in persona del direttore generale pro-tempore, alla P.IVA_1 corresponsione in favore della vedova alla rendita ai superstiti dal momento della domanda amministrativa, all'assegno funerario e a quanto altro previsto per legge;
computandosi gli interessi legali fino al saldo effettivo;
In ogni caso, condannare l' Controparte_4
– in persona del direttore generale pro-tempore, al pagamento delle P.IVA_1 spese, diritti ed onorari oltre rimborso delle spese nella misura del 15 % del doppio grado di giudizio, con distrazione delle spese a favore dei sottoscritti procuratori costituiti”; NELL'INTERESSE DELL'APPELLATO:
“respingere l'appello perché infondato, condannando l'appellante al pagamento delle competenze di questo grado”. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Nel convenire in giudizio l' , in qualità di coniuge CP_1 Parte_1 superstite di deduceva: che il de cuius, dal 1975 al 2000, aveva Controparte_2 lavorato alle dipendenze, nell'ordine, della della Controparte_5 [...]
della e della;
che costui aveva CP_6 Controparte_7 CP_8 prevalentemente espletato mansioni di saldatore presso lo stabilimento chimico- industriale di Ottana, per le quali era stato costantemente esposto all'amianto e ad altri agenti cancerogeni (quali arsenico, berillio, cadmio, cromo, radiazioni ionizzanti, composti del nichel, radon, idrocarburi policiclici aromatici, acrilonitrile, acetato di vinile, soda caustica, anidride solforosa e aperilio), in assenza di adeguati sistemi di aspirazione e dispositivi di protezione individuale;
che il aveva contratto un carcinoma polmonare di origine professionale, CP_2 causa del decesso avvenuto il 29.07.2015 a Rozzano (MI); di aver presentato domanda all' per il riconoscimento della rendita ai superstiti e dell'assegno CP_1 funerario, accusandone il rigetto per la ritenuta irriconducibilità della morte all'evento. Tanto premesso, vana l'opposizione in sede amministrativa, la ricorrente chiedeva al giudice del lavoro la condanna dell'istituto assicuratore, previo ogni necessario accertamento, alla corresponsione in proprio favore dei benefici di legge spettanti, oltre interessi e spese legali da distrarsi in favore degli avvocati dichiaratisi antistatari. Resisteva in giudizio l' , che contestava sia l'esposizione al rischio lavorativo CP_1 sia l'eziologia professionale della dedotta patologia, dovendo essa considerarsi di origine comune. La causa, istruita con prova documentale e testimoniale nonché consulenza tecnica d'ufficio, veniva definita con la sentenza oggetto dell'odierna impugnazione, che respingeva il ricorso e compensava integralmente le spese di lite. Segnatamente, il Tribunale recepiva le conclusioni dell'ausiliario, che escludeva la correlazione causale fra l'attività lavorativa svolta dal e la neoplasia CP_2 polmonare che lo aveva colpito, sulla base delle seguenti considerazioni: i) la malattia che ha portato il alla morte è il tumore miofibroblastico CP_2 infiammatorio, non già il carcinoma;
ii) non vi è evidenza documentale che costui abbia sviluppato alcuna patologia polmonare rientrante fra quelle riconosciute come causalmente correlate all'amianto, ossia asbestosi, patologia pleurica, carcinoma del polmone e mesotelioma maligno;
iii) nella letteratura scientifica internazionale concernente il tumore miofibroblastico infiammatorio non è stato
2 individuato alcun fattore di rischio specifico, professionale o non professionale, né si è mai ipotizzata una relazione causale con l'esposizione all'amianto, essendosi invece ipotizzata detta relazione rispetto ad un agente infettivo;
iv) di conseguenza, mancando evidenze scientifiche che pongano l'esposizione all'amianto o ad altro agente tossico in relazione causale con il tumore miofibroblastico infiammatorio, non è possibile affermare con dignità scientifica che detto tumore abbia avuto origine professionale. Avverso tale sentenza ha proposto appello cui ha resistito Parte_1 mediante memoria l' . CP_1 La causa, istruita con i fascicoli di parte e d'ufficio, è stata trattenuta in decisione sulle conclusioni formulate in epigrafe. MOTIVI DELLA DECISIONE L'appello è infondato e, pertanto, deve essere rigettato. Con il primo motivo di impugnazione la ricorrente ha censurato la decisione del Tribunale per aver acriticamente recepito la valutazione del ctu, la quale, benché apprezzabile sotto il profilo della “precisa e puntuale ricostruzione degli eventi” nonché della “criticità analitica della esposizione relativamente alla patologia neoplastica di cui risultava affetto il de cuius”, sarebbe invece criticabile nella misura in cui non riconosce “alcuna correlazione tra il tumore miofibroblastico infiammatorio e l'esposizione lavorativa”. E sulla scorta della letteratura riportata dal ctu, secondo cui è ipotizzabile una relazione causale fra siffatto tumore ed un agente infettivo, ha soggiunto sia che l'esposizione lavorativa del a fumi CP_2 di diversa natura avrebbe determinato in costui un quadro di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sia che detto quadro può aver costituito il substrato di continue e ripetute infezioni alla base dell'eziopatogenesi del tumore in parola, assurgendo quantomeno a concausa della neoplasia dall'esito infausto. Con il secondo motivo di gravame l'appellante ha criticato la sentenza impugnata per non aver fatto corretta applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza in tema di riparto dell'onere della prova in ipotesi di malattia tabellata, quale sarebbe quella oggetto della presente contesa. Così perimetrato il tema del giudizio d'appello mediante il ricorso depositato in data 21.12.2023, parte appellante, con successiva istanza depositata il 29 luglio 2025, ha sostenuto per la prima volta che la diagnosi di tumore miofibroblastico infiammatorio da parte del ctu fosse errata, poiché basata sull'esame preliminare del materiale biologico preoperatorio anziché sull'esame definitivo del pezzo operatorio;
ha dedotto che, nel 2024, aveva chiesto ed avuto accesso ai preparati istologici relativi al suddetto pezzo operatorio, conservati presso l'U.O. di Anatomia Patologica dell'IRCCS Humanitas di Rozzano;
ha esposto di aver sottoposto detti preparati all'esame di un collegio peritale composto da specialisti della medicina del lavoro e dell'anatomia patologica, giunti a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle del ctu in prime cure, propendendo per la diagnosi di mesotelioma pleurico (in luogo di quella di tumore miofibroblastico infiammatorio), neoplasia tabellata e scientificamente correlata all'esposizione all'amianto; ha chiesto, infine, l'ammissione della consulenza di parte in cui era stato trasfuso l'esame in parola, sia quale documento nuovo poiché formatosi successivamente al deposito del ricorso in appello, sia quale mezzo di prova
3 indispensabile ai fini della decisione poiché dotato di un grado di decisività e certezza tale da condurre, anche da solo, ad un esito necessario della controversia. Né le censure né l'istanza istruttoria di parte appellante appaiono condivisibili. Invero, valga, in primo luogo, considerare i principi di diritto enucleati dalla Suprema Corte in tema di riparto dell'onere probatorio in caso di malattia tabellata, non tabellata e ad eziologia multifattoriale. La Corte, “anzitutto, ha affermato che nel caso di malattia tabellata, la prova dell'eziologia professionale delle malattie contratte nell'esercizio delle lavorazioni morbigene (anch'esse tabellate) si raggiunge applicando un criterio di presunzione legale;
che, tuttavia, tale criterio non può esplicare la sua efficacia nell'ipotesi di malattia ad eziologia multifattoriale, in cui il nesso di causalità non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessita di concreta e specifica dimostrazione - quanto meno in via di probabilità
- in relazione alla concreta esposizione al rischio ambientale e alla sua idoneità causale alla determinazione dell'evento morboso (in tal senso cfr. Cass. n. 21360 del 2013); dall'inclusione nelle apposite tabelle, sia della lavorazione che della malattia deriva, quindi, l'applicabilità della presunzione di eziologia professionale della patologia sofferta dall'assicurato, con il conseguente onere di prova contraria a carico dell che si concretizza, in particolare, nell'offrire la prova della CP_1 dipendenza dell'infermità o da una causa extra lavorativa, oppure dall'accertamento che la lavorazione non si è rivelata sufficientemente idonea a cagionare la malattia;
ciò comporta di conseguenza che, per escludere la tutela assicurativa va accertato, rigorosamente ed inequivocabilmente, che vi sia stato l'intervento di un fattore patogeno diverso dalla causa professionale, che da solo o in misura prevalente, ha cagionato o concorso a cagionare la patologia;
dalla malattia tabellata si differenzia la patologia dichiarata ad eziologia multifattoriale: in tal caso, l'applicazione del criterio presuntivo, sì come desunto da ipotesi tecniche teoricamente possibili, subisce un'attenuazione, nel senso che la prova del nesso causale non può basarsi su presunzioni semplici, ma è data per raggiunta sol quando la parte interessata al riconoscimento della tutela, abbia concretamente e specificamente offerto la dimostrazione, quanto meno in via di probabilità, della idoneità della esposizione al rischio a causare l'evento morboso;
ancora diverso è il caso in cui la malattia ad eziologia multifattoriale include una patologia tumorale la quale, secondo la scienza medica, ha o può avere origine professionale;
in tal caso si determina una qual reviviscenza della presunzione legale quanto all'origine professionale della patologia, sicché, l'assenza del nesso causale della cui rilevanza probatoria è gravato l'ente assicuratore, resta ulteriormente circoscritto alla prova che il tumore, sviluppatosi con rapidità, non può essere ricollegato all'esposizione alla sostanza morbigena, perché questa è cessata da lungo tempo” (Cass. civ. n. 38898/2021 e n. 38659/2021). Merita, altresì, precisarsi che non viene in rilievo come ragione di presunzione legale di origine lavorativa l'inserimento della patologia denunciata fra le malattie per le quali vi è elevata probabilità di origine professionale secondo la tabella di cui all'art. 139 del d.P.R. n. 1124/1965. La Suprema Corte, “dopo alcune oscillazioni, ha infatti chiarito, con orientamento ormai consolidato, che la predetta tabella non va confusa con quella di cui all'art. 3 d.P.R. 1124/1965; 11. mentre quest'ultima,
4 formata indicando lavorazioni e malattie, ha l'effetto legale di invertire l'onere della prova del nesso causale, ponendolo, per i casi in essa indicati, a carico dell'ente previdenziale (C. 13024/2017), la tabella di cui all'art. 139 ha valore epidemiologico e può valere soltanto, nella formazione del convincimento giudiziale, come elemento indiziario” (Cass. civ. n. 29435/2022). Ebbene, soltanto il carcinoma polmonare ed il mesotelioma pleurico sono ricompresi nelle tabelle delle malattie professionali di cui all'art. 3 del D.P.R. n. 1124/1965 succedutesi nel tempo - le sole idonee, come evidenziato, ad invertire l'onere della prova del nesso causale al ricorrere di tutti i presupposti in esse tipizzati - , non anche il tumore miofibroblastico infiammatorio (cfr. lett. b) e f) alla voce 57 della tabella edita col D.M. 09.04.2008 e alla voce 53 di quella edita col D.M. 10.10.2023). Sennonché, deve convenirsi con il ctu – la cui valutazione si è contraddistinta per imparzialità, accuratezza, coerenza logica e aderenza alla documentazione medica in atti – circa il fatto che il abbia contratto e sia deceduto a causa di un CP_2 tumore miofibroblastico infiammatorio, malattia non tabellata con causa ignota;
non sia, di contro, provato che costui abbia sviluppato altra patologia polmonare fra quelle ipoteticamente correlate all'amianto, cioè asbestosi, patologia pleurica, carcinoma del polmone e mesotelioma maligno;
in assenza di evidenze scientifiche che pongano l'esposizione all'amianto, o ad altro agente tossico di cui comunque non è stata fornita dimostrazione in giudizio, in relazione causale con il tumore miofibroblastico infiammatorio, non possa affermarsi con ragionevole probabilità scientifica che detto tumore abbia avuto origine professionale. Nel dettaglio, l'ausiliario ha scritto: “23.07.2015 Ricovero U.O Chirurgia toracica e generale. Intervento di asportazione lobo Controparte_9 inferiore polmone sinistro. […] Anamnesi patologica prossima Paziente di 69 anni, nega allergie, in anamnesi ipertensione arteriosa, gotta, diverticolosi, pregressa appendicectomia. A maggio 2015 per febbre e diarrea viene ricoverata presso altra struttura dove esegue x torace e TC torace con evidenza di massa di 9x5 cm al lobo inferiore sinistro senza linfadenopatie. TC addome negativa oncologicamente Agobiopsia polmonare: tumore miofibroblastico infiammatorio (mesenchimale a basso grado) […] 23/07/2015 17:47 - Persona_1 intervento: lobectomia inferiore sx - due dt in aspirazione […] MATERIALE INVIATO A) Polmone sinistro, lobo inferiore, asportazione B) Linfonodo 11L di sinistra, asportazione C) Linfonodo ilo lobare inferiore di sinistra, asportazione D) Linfonodo stazione 8L di sinistra, asportazione REPERTO MACROSCOPICO A) Lodo polmonare di cm 17,5x13x10, sede di neoformazione nodulare di cm 11,5, di colorito biancastro, con aree mixoidi e focali aree di necrosi, distante cm 3 dal margine di resezione bronchiale, la neoformazione si estende sino a superficie pleurica senza ulcerarla. Dall'ilo si isolano linfonodi il maggiore di cm 0,5. Al: bb, 2: margine bronchiale, 3-6: neoformazione in rapporto a superficie pleurica, 7: linfonodi dell'ilo, 8: frammento di parenchima polmonare a distanza. B) Un linfonodo di cm 1,2. C) Un linfonodo cm 0,8. D) Un linfonodo cm 1. DIAGNOSI A) Localizzazione pleuro-polmonare di neoplasia maligna ad abitus sarcomatoso, a cellule fusate ed epitelioidi in stroma mixoide e con ricca vascolarizzazione, caratterizzata da aree di proliferazione in filiere e cordoni alternate ad aree di maggiore densità cellulare indifferenziata (grado 2-3 sec FNCLCC (D3M INI)).
5 Indice di proliferazione (Ki67): 30%. La neoplasia è caratterizzata da focale espressione di proteina S100 e da marcatori epiteliali in rare cellule. E' stata eseguita indagine di ibridazione in situ che ha documentato traslocazione del gene EWSR. Il quadro morfofenotipico ed il dato FISH orientano per Ematopoiesi in metaplasia ossea della cartilagine bronchiale. Si consideri in diagnosi differenziale anche l'ipotesi di un carcinoma sarcomatoide, sostenuta peraltro solo dalla minima immunoreattività per citocheratina. A conferma sono in corso ulteriori indagini di biologia molecolare. Seguirà referto aggiuntivo. Margine bronchiale, restante parenchima e 6 linfonodi indenni dalla neoplasia. Ematopoiesi in metaplasia ossea della cartilagine bronchiale. Immunofenotipo: muc4-, CD99-/+, S100+/-, CKpool-/+, CKMNF116-/+, CK34BetaB12+ rare cellule, CKCam5.2-, Actina ML, CD34-, EMA-, ALK-, p63-, TIFI-. B) Linfonodo indenne dalla neoplasia. C) Linfonodo indenne dalla neoplasia. D) Linfonodo indenne dalla neoplasia. […] Relazione di decesso Motivo del ricovero: Paziente di 69 anni, nega allergie, in anamnesi ipertensione arteriosa, gotta, diverticolosi, pregressa appendicectomia. A maggio 2015 per febbre e diarrea viene ricoverata presso altra struttura dove esegue x torace e TC torace con evidenza di massa di 9x5 cm al lobo inferiore sinistro senza linfadenopatie. TC addome negativa oncologica– mente. Agobiopsia polmonare: tumore miofibroblastico infiammatorio (mesenchimale a basso grado). Si ricovera per intervento chirurgico Valutazione e decorso clinico: II 23/07/15 il paziente veniva sottoposto a lobectomia polmonare inferiore sinistra. Il decorso clinico risultava nel complesso regolare. Procedure e terapie mediche e/o chirurgiche effettuate durante la degenza: Intervento chirurgico 23/7/2015: lobectomia polmonare inferiore sinistra Causa di decesso: II 29/07/15, giorno delle dimissioni programmate, alle ore 5 il paziente veniva trovato dagli infermieri in arresto cardiorespiratorio. Nonostante le manovre rianimatorie e l'intervento dei colleghi anestesisti/rianimatori e del chirurgo di guardia si constatava l'exitus. Arresto cardiocircolatorio non responsivo alle manovre rianimatorie”. Ebbene, alla luce della storia clinica del il ctu forniva le seguenti risposte CP_2 ai quesiti sottoposti al suo vaglio: “Malattia da cui era affetto ▶ Controparte_2
La risposta alla prima domanda posta, ovvero la malattia da cui era affetto
, per le finalità di questa valutazione trova pronta risposta negli Controparte_2 Atti. Il primo riscontro si trova nella radiografia del torace eseguita il 12.05.2015 quando nel corso degli accertamenti effettuati durante il ricovero nel reparto di Medicina dell'Ospedale di Nuoro viene rilevata per la prima volta la presenza di una: “....Voluminosa opacità a limiti netti si proietta in campo medio posteriore sn di non univoco significato (processo flogistico atelectasico?).....”. Questo primo elemento viene seguito da un approfondimento con l'esecuzione, tra gli altri, della TC del torace che esegue il 26.05.2015 e riporta: “...voluminosa neoformazione polilobata, di 9x5cm di diametri assiali ed estensione longitudinale di circa 7 cm. Tale formazione mostra disomogeneo enanchement dopo mdc per la presenza di setti interni e concamerazioni che delimitano aree ipodense simil-necrotiche. Si consiglia esame bioptico......” Il terzo passaggio obbligato che porta alla diagnosi definitiva è la biopsia polmonare che viene effettuata nel successivo ricovero, il 5.06.2015. Il referto istologico tipizza questa lesione nel seguente modo:
“neoplasia mesenchimale di basso grado, tipo tumore miofibroblastico
6 infiammatorio” del polmone [ndr. noto anche come granuloma plasmacellulare, pseudotumore infiammatorio, istiocitoma fibroso, fibroxantoma e xantogranuloma]. ▶ La diagnosi appena riportata: tumore miofibroblastico infiammatorio viene ripetutamente “confusa” e le Parti (ricorrente e resistente) utilizzano il termine di “carcinoma polmonare” (quindi tutt'altra diagnosi) che non può essere confuso con la reale diagnosi”. Ancora, “Accerti se [il tumore miofibroblastico infiammatorio] abbia avuto origine e derivazione professionale
[…] ▶ Si evince dalle informazioni testimoniali raccolte dal Giudice che l'agente tossico oggetto del ricorso l'amianto […] viene ripetutamente citato e riportato come abbiamo sottolineato. Senonché, nel ricorso al punto 4. questa esposizione all'amianto dettagliatamente rappresentata viene estesa a “..... il de cuius è stato esposto ad agenti cancerogeni, ed è venuto a contatto quotidianamente con essi e anche con l'amianto”. Senza alcuna evidenza documentale che precisi e supporti il periodo, la durata, la modalità di esposizione, il nesso causale a questi “agenti cancerogeni” […] Più avanti, al punto 7., viene riportato: “....dalla documentazione allegata è possibile stimare la sua esposizione professionale al rischio lavorativo agli agenti cancerogeni. Tra gli agenti occupazionali, presenti in grandi quantità ad Ottana e largamente impiegati nell'industria tessile, ritenuti responsabili delle neoplasie polmonari, i principali risultano essere l'Asbesto, l'EN, il BE, il DM, il Cromo, le radiazioni ionizzanti, i composti di EL, il Radon, gli idrocarburi policiclici aromatici, l'acrilonitrile, acetato di vinile, soda caustica e anidride solforosa, l'aperelio, il solvente.”. Una lunga lista di cancerogeni per il quali non abbiamo […] alcuna evidenza documentale circa la reale esposizione in termini di tempo, dose etc) come già sottolineato. Tuttavia queste iniziali annotazioni passano in secondo piano rispetto a quanto di seguito annotato per lo specifico tumore diagnosticato. […] Occorre a questo punto chiarire che il tumore miofibroblastico infiam– matorio (Inflammatory myofibroblastic tumor (IMT)) è un sarcoma. I sarcomi sono tumori maligni del tessuto connettivo scheletrico ed extrascheletrico che possono derivare dal tessuto mesenchimale in qualsiasi sede corporea. I sarcomi dei tessuti molli (STS) sono piuttosto rari. Negli Stati Uniti, i pazienti con STS rappresentano meno dell'1% di tutti i tumori maligni di nuova diagnosi1. I sottotipi non comuni di sarcoma sono particolarmente difficili da diagnosticare e trattare. Questi sottotipi includono il sarcoma epitelioide, il sarcoma a cellule chiare, il sarcoma della parte molle alveolare, il condrosarcoma mixoide extrascheletrico, l'emangioendotelioma epitelioide, il tumore miofibroblastico infiammatorio e il sarcoma embrionale indifferenziato. Insieme questi rappresentano meno del 5% di tutti i sarcomi2. La diagnosi di questi tumori dipende dall'esame istologico. […] Il tumore miofibroblastico infiammatorio (IMT) è una neoplasia mesenchimale molto rara che tende a manifestarsi nei bambini e nei giovani adulti, con un'età media di
Co 1 [Nota 3 nell'originale] , IL , WA NS, MA A. Cancer statistics, 2023. CP_10
[...] ; 73:17. Controparte_12 C S, , AY , et al. Ultra-rare sarcomas: A consensus paper Controparte_13 CP_14 from the Connective Tissue Oncology Society community of experts on the incidence threshold and the list of entities. Cancer 2021; 127:2934.
7 9-10 anni3. Tuttavia, i pazienti possono presentarsi a qualsiasi età, dai neonati fino ai 70 anni di età. La sua incidenza nei bambini è significativa, rappresentando il 20% di tutti i tumori polmonari primari in questa fascia di età. Un'ampia serie retrospettiva non ha riportato differenze di genere nell'incidenza di IMT, ma un altro studio ha riportato un rapporto maschi-femmine di 3:44. Non sono noti fattori di rischio per lo sviluppo del IMT5. Allo scopo di individuare un possibile lavoro sfuggito alla nostra ricerca ho alla National Library of Medicine di Bethesda chiedendo possibili pubblicazioni sull'ipotetico legame tra asbesto e il tumore miofibroblastico infiammatorio. Ho ricevuto una pronta risposta con alcuni link, che riporto più avanti in questa consulenza, nessuno dei quali utile a stabilire un nesso causale tra l'esposizione all'amianto o a qualsiasi carcinogeno e il tumore in specie. […] L'eziologia dell'IMT è sconosciuta;
le teorie proposte includono una reazione infiammatoria a un'infezione o a un sottostante tumore maligno di basso grado. La colorazione immunoistochimica dell'IMT rivela la presenza di plasmacellule policlonali con predominanza di IgG. Questa scoperta supporta la teoria secondo cui l'IMT è un processo infiammatorio reattivo. Coerente con l'ipotesi reattiva è l'osservazione che ben un terzo di queste lesioni si sono sviluppate dopo un'infezione respiratoria6. Diversi agenti infettivi sono stati collegati allo sviluppo del IMT del polmone in pazienti specifici, ma questi risultati non sono stati confermati universalmente. A titolo di esempio, la malattia multiorgano è stata osservata in associazione con l'infezione cronica persistente da EN RR e alcuni ricercatori hanno identificato l'espressione del DNA clonale del virus di ST BA nell'IMT extrapolmonare7. Allo stesso modo, anche l'infezione da herpes virus umano (HHV)-8, che è collegata al sarcoma di SI e alla malattia multicentrica di CA, è stata proposta come precipitante di IMT nel polmone, sulla base dell'identificazione del DNA di HHV-8 all'interno di queste lesioni. Tuttavia, un certo numero di casi è risultato negativo
8 per HHV-88. Il modo in cui un'infezione iniziale potrebbe portare a IMT non è ben compreso. Livelli sierici aumentati e aumento della produzione locale delle citochine interleuchina-1 e interleuchina-6 sono stati dimostrati in un paziente sintomatico, aumentando la possibilità che la malattia sia iniziata dalla disregolazione della produzione di citochine9. Un'altra ipotesi, basata su dettagliati studi istopatologici, è che alcuni granulomi plasmacellulari siano neoplasie mesenchimali di basso grado con una componente infiammatoria secondaria10 Un meccanismo molecolare per i tumori miofibroblastici infiammatori è stato suggerito da uno studio che riporta l'interruzione di un percorso di degradazione dell'RNA. In 13 dei 15 campioni di tessuto coinvolto da pazienti con questi tumori, sono state dimostrate mutazioni nel gene UPF1, che codifica per una RNA elicasi essenziale per il decadimento dell'RNA nonsense- mediated11.In sintesi non esiste un solo lavoro che citi come possibile agente eziologico di questo tumore l'asbesto (o altra elemento cancerogeno noto) sulla base delle nostre attuali conoscenze scientifiche e, inoltre, non sono noti fattori di rischio per il tumore miofibroblastico infiammatorio (IMT), come abbiamo riportato precedentemente. La ricerca nella base di dati PubMed12 allo scopo di individuare una relazione tra “Asbestos exposure and Inflammatory myofibroblastic tumor (IMT)” non ha prodotto alcun risultato. Questo significa che nella letteratura mondiale non un solo articolo ha individuato un rischio legato all'esposizione all'asbesto e il successivo sviluppo di questo sarcoma, a differenza di quanto dimostrato per il carcinoma polmonare (mentre questo è un sarcoma). Allo scopo di individuare un possibile lavoro sfuggito alla nostra ricerca ho contattato la National Library of Medicine di Bethesda (USA) chiedendo possibili pubblicazioni sull'ipotetico legame tra asbesto e il tumore miofibroblastico infiammatorio. Ho ricevuto una pronta risposta con alcuni link da consultare, che riporto di seguito, nessuno dei quali utile a stabilire un nesso causale tra l'esposizione all'amianto o a qualsiasi carcinogeno e il tumore in specie.
lun 10 lug alle ore 22:46
Dear Sergio,
9 We received a message you sent to the National Library of Medicine (NLM) about publications on asbestos exposure and Inflammatory myofibroblastic tumor.
PubMed searches:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Asbestos+AND+
%28myofibroblastic+OR+myofibroblast%29
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=%28%22Soft+Tissue+Neoplasms%22%5BMesh
%5D+OR+soft+tissue+tumor%5Btiab%5D+OR+soft+tissue+tumors%5Btiab%5D
%29+AND+asbestos
PubMed Central (PMC) search: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/? term=asbestos+AND+(%22Inflammatory+myofibroblastic+tumor%22+OR+IMT)
NCBI Bookshelf: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/?term=Asbestos+AND+ (myofibroblastic+OR+myofibroblast)
NCI: https://www.cancer.gov/pediatric-adult-rare-tumor/
More reference resources to search: https://www.nlm.nih.gov/services/databases_subject.html
A local library near you is a good place to start research because one near you may: provide one-on-one help;
tell you about other local or regional resources;
help you get materials;
or provide Internet access to health resources. A local library may be your public, community college, college/university, hospital, medical/health sciences, or another library.
We would love to hear about your recent interaction with the NLM Help Desk. Please fill out this short survey to give us your feedback.
Sincerely,
, Persona_20 [...]
[...]
, NIH Controparte_28 8600 Rockville Pike Bethesda, MD 20894 31655
A ciò si aggiunge il fatto che il non è risultato affetto da alcuna malattia CP_2 pleuropolmonare collegata all'esposizione all'amianto. Invero, come evidenziato dal ctu, “l'esposizione all'amianto non si traduce, sic et simpliciter, in una delle malattie pleuropolmonari causate dallo stesso che comprendono13: ●Asbestosi
10 ●Patologia pleurica (versamento benigno da amianto, placche pleuriche benigne focali e diffuse) ●Maligne (carcinoma del polmone non a piccole cellule e a piccole cellule nonché il mesotelioma maligno). […] L'asbestosi si riferisce specificamente alla pneumoconiosi causata dall'inalazione di fibre di amianto. La malattia è caratterizzata da fibrosi polmonare diffusa lentamente progressiva. Il de cuius aveva una malattia pleuropolmonare causata dall'asbesto? Il de cuius sulla base della documentazione sanitaria presente in atti, durante il periodo lavorativo, non è mai stato oggetto di interessamento sanitario nel senso che il medico competente non ha rilevato segni patologici all'obiettività polmonare, risulta essere stata fatta almeno una radiografia del torace della quale non viene annotato niente. Insomma nessuno ha mai posto diagnosi di asbestosi. Nel corso dei ricoveri effettuati in seguito al riscontro della lesione polmonare che è poi risultata essere un miofibroblastoma infiammatorio, nessun accertamento ha mai indotto a sospettare una asbestosi. Tra gli accertamenti effettuati, tra cui le prove di funzionalità respiratoria sono risultate nella norma, la TC del torace non ha mostrato il quadro tipico dell'asbestosi. Le cartelle cliniche relative ai due ricoveri effettuati presso l'U.O. di Medicina di Nuoro e, successivamente, presso la Chirurgia Toracica di Milano non citano una sola volta l'asbestosi. E' accertato che il de cuius non aveva un carcinoma polmonare o un mesotelioma pleurico come pure una patologia pleurica benigna, come sopra definita, non aveva neanche una asbestosi che, come detto si caratterizza da fibrosi polmonare diffusa lentamente progressiva. Questo risultato non deve meravigliare perchè tutte le condizione patologiche indotte dall'asbesto, non necessariamente interessano tutti i lavoratori esposti all'amianto”. Di contro, non persuadono le varie tesi di parte ricorrente, non soltanto perché parziali, ma anche e soprattutto perché viziate da un eccessivo grado di imprecisione e contraddittorietà. Parte ricorrente, invero: i) con il deposito del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, da un lato, deduceva lo sviluppo di un carcinoma polmonare, malattia tabellata di presumibile origine professionale in caso di esposizione all'amianto, dall'altro, e contraddittoriamente, allegava documentazione medica attestante la diagnosi di tumore miofibroblastico infiammatorio, patologia non tabellata a causa ignota;
ii) successivamente, con il deposito del ricorso in appello, accoglieva la diagnosi di tumore miofibroblastico infiammatorio, elogiando espressamente la precisione e l'analiticità del ctu in relazione alla ricostruzione degli eventi e all'esposizione della patologia neoplastica sviluppata dal lavoratore, ma criticava l'esclusione della correlazione causale tra detto tumore e l'esposizione lavorativa. Sotto tale profilo recepiva anche l'approdo della letteratura riportata dal ctu, secondo cui è ipotizzabile una relazione causale fra siffatto tumore ed un agente infettivo, e soggiungeva sia che l'esposizione lavorativa del a fumi di CP_2 diversa natura avrebbe determinato in costui un quadro di BPCO, sia che detto quadro potrebbe aver costituito il substrato di ripetute infezioni alla base dell'eziopatogenesi del tumore in parola;
iii) ciò nondimeno, non forniva alcuna dimostrazione né dello sviluppo della BPCO né delle conseguenti infezioni e concludeva comunque per l'accertamento del carcinoma polmonare (non già del tumore miofibroblastico infiammatorio) quale malattia professionale dall'esito infausto;
iv) infine, con successiva istanza depositata a ridosso dell'udienza di
11 discussione, sposava una terzi tesi, quella del mesotelioma pleurico, neoplasia anch'essa tabellata e scientificamente correlata (come il carcinoma polmonare) all'esposizione all'amianto. Ebbene, a sostegno di tale ulteriore diagnosi parte ricorrente ha allegato e chiesto l'ammissione di una consulenza di parte recentemente svoltasi sui preparati istologici relativi al pezzo operatorio asportato in occasione dell'intervento svoltosi sul nel lontano 2015 all' e conservati da allora CP_2 Controparte_9 presso la relativa U.O. di Anatomia Patologica. Detta consulenza, tuttavia, non può trovare ingresso nel presente giudizio. Non come documento nuovo, giacché la parte non ha dimostrato di non avervi potuto provvedere nella prospettiva del giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Né come mezzo di prova indispensabile ai fini della decisione, poiché inidonea ad eliminare ogni possibile incertezza, conducendo ad un esito necessario della controversia: da un lato, infatti, l'esito a cui la consulenza in parola vorrebbe condurre è soltanto il terzo fra quelli prospettati dallo stesso ricorrente, dall'altro, nella incertezza diagnostica pur generata da parte ricorrente orienta con ragionevole certezza la ctu in prime cure, a tutt'oggi insuperata - come sopra evidenziato - per accuratezza, rigore metodologico, coerenza logica e rispetto delle evidenze documentali in atti. La sentenza oggetto di gravame, pertanto, deve essere confermata, con esenzione dell'appellante dal pagamento delle spese processuali, avendo ella autocertificato sotto la propria responsabilità di trovarsi nelle condizioni di cui all'art. 152 disp. att. c.p.c..
PER QUESTI MOTIVI
LA CORTE Definitivamente pronunciando;
rigetta l'appello proposto da avverso la sentenza n. 405/2023 Parte_1 pronunciata dal Tribunale di Sassari – Sezione Lavoro in contraddittorio con l' , in persona del legale rappresentante;
CP_1 nulla per le spese ex art. 152 disp. att. c.p.c.. Ai sensi dell'art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, introdotto dall'art. 1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dell'appellante dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'appello, a norma del comma 1 - bis dello stesso art. 13, se dovuto (cfr. Cass. sez. un. 20.2.2020, n. 4315). Giorni 5 per la motivazione. Sassari, 10.9.2025
Il Presidente est.
Dott. Marcello Giacalone
12 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 3 [Rectius nota 5] , . Inflammatory myofibroblastic tumours: where are we Parte_2 Parte_3CP_1 now? Pathol 2008; 61:428. 4 [Rectius nota 6] CH SJ, SC AC, ZM PJ, et al. Inflammatory myofibroblastic tumors. J Surg Oncol 2006; 94:385. CO CM, AT J, Priest JR, Dehner LP. Extrapulmonary inflammatory myofibroblastic tumor (inflammatory pseudotumor). A clinicopathologic and immunohistochemical study of 84 cases. Am J Surg Pathol 1995; 19:859. , CP_16 CP_17 Modern Soft Tissue Pathology: Tumors and Non-Neoplastic Conditions, Cambridge University Press, Cambridge 2011. p.348-392. 5 [Rectius nota 7] : Uncommon sarcoma subtypes. UptoDate. Persona_2 Persona_3 Literature review current through: Jun 2023 6 [Nota 9 nell'originale] , , , . Inflammatory pseudotumors of Per_4 Per_5 Per_6 Per_7 the lung. Surg Gynecol Obstet 1983; 156:89. , , , CP_18 CP_19 CP_20 CP_21 Inflammatory pseudotumors of the lung: progression from organizing pneumonia to fibrous CP_ histiocytoma or to plasma cell granuloma in 32 cases. Hum Pathol 19:807. 7 [Rectius nota 10] , , , et al. Plasma cell granuloma--an Persona_8 Persona_9 Per_10 enigmatic lesion: description of an extensive intracranial case and review of the literature. Arch P Co Pathol Lab Med 2003; 127:e220. WI , FF , et al. Inflammatory Per_12 pseudotumor of the spleen associated with a clonal ST-BA virus genome. Case report and P review of the literature. Am J Clin Pathol 2003; 120:56. , Fang YC, Luo , et al. Per_13 Inflammatory pseudotumour associated with chronic persistent EN RR infection: a case report and brief review. 2003; 56:868. CP_23 8 [Rectius nota 11] Sánchez-Velasco P, JO G, et al. Human Persona_15 herpesvirus-8 genes are expressed in pulmonary inflammatory myofibroblastic tumor (inflammatory pseudotumor). Am J Surg Pathol 2001; 25:624. , Persona_15 CP_24 [...]
, et al. Presence of human herpesvirus-8 DNA sequences and overexpression of human IL- Per_16 6 and cyclin D1 in inflammatory myofibroblastic tumor (inflammatory pseudotumor). CP_25
80:1121. TA F, , , et al. Absence of human herpesvirus-8 in
[...] Per_17 Per_18 pulmonary inflammatory myofibroblastic tumor: immunohistochemical and molecular analysis of 20 cases. 2007; 20:995. CP_26 9 [Rectius nota 12] OH P, , CO SN, et al. Interleukin-6 and interleukin-1 beta Per_19 production in a pediatric plasma cell granuloma of the lung. Am J Surg Pathol 1995; 19:590. 10 [Rectius nota 13] Gal AA, Koss MN, MC WF, ZE L. Prognostic factors in pulmonary fibrohistiocytic lesions. Cancer 1994; 73:1817 11 [Nota 14 nell'originale] Lu J, PL TD, Su F, et al. The nonsense-mediated RNA decay pathway is disrupted in inflammatory myofibroblastic tumors. 2016; 126:3058. CP_27 12 [Rectius nota 15] PubMed, con a gennaio 2020 oltre 30 milioni di riferimenti bibliografici derivati da più di 5.300 periodici biomedici, consente l'accesso all'archivio bibliografico on-line del sistema MEDLARS, MEDLINE (Medical Literature Analysis and Retrieval System). 13 [Nota 16 nell'originale] , Schwarz DA. Asbestosis and asbestos-induced pleural disease. Per_21 In: Interstitial lung disease, 5th, Schwarz MI, King TE, Jr (Eds), People's Medical Publishing House, Shelton, CT 2011. p.543.