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31 dicembre 2019
31 dicembre 2019
Art. 390. Disciplina transitoria 1. I ricorsi per dichiarazione di fallimento e le proposte di concordato fallimentare, i ricorsi per l'omologazione degli accordi di ristrutturazione, per l'apertura del concordato preventivo, per l'accertamento dello stato di insolvenza delle imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa e le domande di accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento depositati prima dell'entrata in vigore del presente decreto sono definiti secondo le disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonche' della legge 27 gennaio 2012, n. 3 .
2. Le procedure di fallimento e le altre procedure di cui al comma 1, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche' le procedure aperte a seguito della definizione dei ricorsi e delle domande di cui al medesimo comma sono definite secondo le disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonche' della legge 27 gennaio 2012, n. 3.
3. Quando, in relazione alle procedure di cui ai commi 1 e 2, sono commessi i fatti puniti dalle disposizioni penali del titolo sesto del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonche' della sezione terza del capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3 , ai medesimi fatti si applicano le predette disposizioni.
Note all'art. 390:
- Il titolo VI del citato regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , reca: "Titolo VI - DISPOSIZIONI PENALI".
- La sezione terza della legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonche' di composizione delle crisi da sovraindebitamento) reca: "Sezione terza - Disposizioni comuni.".
2. Le procedure di fallimento e le altre procedure di cui al comma 1, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche' le procedure aperte a seguito della definizione dei ricorsi e delle domande di cui al medesimo comma sono definite secondo le disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonche' della legge 27 gennaio 2012, n. 3.
3. Quando, in relazione alle procedure di cui ai commi 1 e 2, sono commessi i fatti puniti dalle disposizioni penali del titolo sesto del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , nonche' della sezione terza del capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3 , ai medesimi fatti si applicano le predette disposizioni.
Note all'art. 390:
- Il titolo VI del citato regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , reca: "Titolo VI - DISPOSIZIONI PENALI".
- La sezione terza della legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonche' di composizione delle crisi da sovraindebitamento) reca: "Sezione terza - Disposizioni comuni.".
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- 1. Antonio NicotraAccesso limitatohttps://www.eutekne.info/ · 1
Giurisprudenza • 281
- 1. Trib. Velletri, sentenza 22/09/2022, n. 66Provvedimento: […] Registro delle Imprese) pagina 1 di 3 ritenuto il superamento della soglia prevista dall'ultimo comma dell'art. 15 lf,, risultando documentati in atti debiti scaduti e non pagati di ammontare superiore ad euro 30.000,00 considerato che la società intinata è stata cancellata dal Registro delle Imprese in data 15/10/2021, sicchè è assoggettabile al fallimento ai sensi art 10 L Fall non essendo decorso l'anno dalla cancellazione. P. Q. M. IL TRIBUNALE visti gli artt.1, 5, 6, 9, 16 e 22 del R.D. 16.3.1942 n. 267 visto l'art. 390 D Lgs 14/2019 (Codice della Crisi d'impresa e dell'insolvenza) DICHIARA il fallimento di Controparte_1 in persona del l.r. pro tempore con sede inLeggi di più...
- cancellazione dal Registro delle Imprese·
- art. 10 L Fall·
- requisiti di fallibilità·
- stato di insolvenza·
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- adunanza dei creditori·
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