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Sentenza 4 dicembre 2024
Sentenza 4 dicembre 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 04/12/2024, n. 6127 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 6127 |
| Data del deposito : | 4 dicembre 2024 |
Testo completo
N. R.G. 13993/2023
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
Nona Sezione Civile
Il Collegio, nella seguente composizione:
Roberta Dotta Presidente
Silvia Carosio Giudice
Sara Perlo Giudice ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
AI SENSI DELL'ART. 281-TERDECIES C.P.C.
nella causa n. 13993/2023 promossa da:
(C.F. ), nato in [...] in data [...], rappresentato e difeso Parte_1 C.F._1 dall'Avv. Cosimo Alvaro, presso il quale ha eletto domicilio in Roma, Via Alberico II, 4.
-ricorrente-
CONTRO
Controparte_1
-resistente non costituito-
CONCLUSIONI DELLA PARTE
ha così concluso: Parte_1
“nel merito:
- in accoglimento del ricorso: concedere al ricorrente il permesso di soggiorno protezione speciale per l'effetto ordinare alla Pubblica Amministrazione convenuta con ogni opportuna
pagina 1 di 14 pronuncia – in conseguenza dei suddetti accertamenti – l'obbligo, ognuno per quanto di propria competenza, di concedere all'attore un permesso di soggiorno in Italia per protezione speciale.
Con ogni statuizione di legge, anche in ordine al rimborso delle spese processuali.”
MOTIVI IN FATTO
1. Con ricorso depositato presso la Cancelleria del Tribunale di Torino in data 26.07.2023, il sig. Pt_1
cittadino maliano, ha impugnato il provvedimento del Questore di Torino emesso in data
[...]
17.05.2023 prot. n. 438/2023, notificato in data 27.2023 che, richiamato il parere negativo della
Commissione territoriale di del 07.07.2022, ha rigettato la sua istanza di rilascio del permesso di CP_1
soggiorno per protezione speciale, formalizzata in data 15.11.2021.
Il non si è costituito. CP_1
Il Tribunale ha sospeso l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato in data 27.07.2023 e ha fissato udienza davanti al Giudice relatore al 10.10.2024.
Il difensore ha chiesto che la causa venisse trattenuta in decisione, previa rinuncia alla discussione orale e al termine per le memorie ex art. 275-bis c.p.c. Il Giudice istruttore ha, pertanto, rimesso la causa al
Collegio e fissato udienza a trattazione scritta al 20.11.2024 per la precisazione delle conclusioni, al cui esito la causa è stata trattenuta in decisone.
MOTIVI IN DIRITTO
2. cittadino maliano, affermava di essere presente in Italia da circa dieci anni, e, appena Parte_1
giunto nel paese, di aver frequentato un corso di italiano per stranieri, avendo, inoltre, sempre svolto regolare attività lavorativa. Dunque, si rivolgeva all'Ufficio Immigrazione della Questura di , CP_1
ritenendo, infatti, di trovarsi nelle condizioni oggettive e soggettive necessarie al fine di poter ottenere il permesso di soggiorno per protezione speciale ai sensi dell'art. 19 TUI.
Previo parere negativo della Commissione territoriale di , il Questore di Torino rigettava CP_1
l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno con decreto di rigetto n. 438/2023, non ravvisando i presupposti per il permesso per protezione speciale.
Nel ricorso si afferma che il ricorrente ha lasciato da molti anni il Paese di origine, e che, una volta rimpatriato, si troverebbe totalmente decontestualizzato ed inserito in un tessuto sociale a lui estraneo se non ostile, in ragione del fatto che nessun legame familiare, sociale o culturale si può ritenere più sussistente tra il ricorrente e il suo luogo di provenienza.
pagina 2 di 14 3. In questa sede, dunque, si censura il provvedimento impugnato per non aver tenuto in debita considerazione la situazione socio-politica del Mali ai sensi dell'art. 19 commi 1 e 1.1 TUI per il rilascio del permesso per protezione speciale.
In punto di diritto si osserva che è applicabile la disciplina di cui al d.l. 21 ottobre 2020, n. 130
(convertito dalla legge 173/2020) che aveva modificato la disciplina delle protezioni “minori” e, per quanto qui interessa:
- alla lett. a) ha così modificato l'art. 5 comma 6 d.lgs. 286/98, aggiungendo nuovamente una parte che il D.L.- 113/18 aveva eliminato (in grassetto le parti aggiunte dal D.L. 130/20):
“Il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno possono essere altresì adottati sulla base di convenzioni o accordi internazionali, resi esecutivi in Italia, quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli Stati contraenti, fatto salvo il rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano”.
- alla lett. e), d.l. 21 ottobre 2020, n. 130 ha così modificato l'art. 19, comma 1.1, d. lgs. n. 286/1998
(in grassetto le parti aggiunte dal D.L. 130/20):
“1.1. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.».
Il D.L. 130/20 ha inoltre ampliato i contenuti del permesso di soggiorno per protezione speciale, equiparandolo a quello del previgente (anteriormente al D.l. 113/18) permesso di soggiorno per motivi umanitari (in sintesi: durata biennale, rinnovabilità, convertibilità alla scadenza in permesso di soggiorno per lavoro).
pagina 3 di 14 La domanda infatti è stata proposta in data 15.11.2021 e, dunque, prima della entrata in vigore del d.l.
20/2023.
4. Orbene nel caso in esame sussistono i presupposti previsti dall'art. 19 commi 1 e 1.1 del T.U.I., poiché il richiedente risulta a rischio di espulsione o respingimento verso una Stato in cui poteva essere oggetto di persecuzione o, verso uno Stato ove possa essere sottoposto a trattamenti inumani, degradanti o a rischio di tortura, essendo integrata l'ipotesi di non-refoulement del richiedente.
Invero, in relazione alla specifica situazione del Mali, si riporta quanto segue.
Dalle numerose fonti consultate, risulta, infatti, che il Mali sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità.
Riguardo agli eventi storico-politici del Mali, si rileva che in seguito all'indipendenza del 1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime ribellioni da parte ERona_1 dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono soppresse dal regime, che Per_2 indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento ( CP_2 Controparte_3
) guidato da nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di
[...] ERona_3
gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato, organizzò elezioni democratiche e nel 2002 divenne Parte_2
Pe presidente. (GITPA, Le conflit touareg au Mali et 2002, Per_5
https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500-
4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; Roger, B., Mali: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa- traore-dix-dates/; , Cahiers Un atlas du Sahara- Controparte_4 Controparte_5
Sahel, 19 december 2014, p. 184; Mali, Accord sur la cessation des hostilités: le Gouvernement de la
République du Mali d'une part et le Mouvement Populaire de l'Azaouad et le Front Islamique Arabe
d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; Roger, B., Mali: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/;
Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557)
Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
[...]
(in alleanza con il gruppo jihadista delle Controparte_6 Per_6 Per_7
postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo e dichiarando pagina 4 di 14 l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Maghreb islamico) e Per_2 Per_7 Per_8
(Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) rompevano l'alleanza stipulata Per_9 CP_4
Per_1 ER inizialmente con il e giungevano ad ottenere il controllo dei territori di Timbuctù, e Per_6
Per fermare la loro avanzata, si dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, l' Per_12 CP_7
e le Nazioni Unite, fino alla firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del Mali. In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una giunta militare ha guidato ERona_13
due colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in Africa
(CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in Mali si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016,
2016, pp. 554-557; Le Monde, Mali : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier
2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali-attaque-contre-un-camp-militaire-dans- le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_8 Controparte_9
29 maggio 2021, https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-le-colonel-assimi-
[...]
go%C3%AFta-officiellement-nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du- mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter; Controparte_10
L'insurrection islamiste aux portes de Bamako, 30 agosto 2022, https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/).
Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in Mali si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre quello del 2020 è ERona_14
stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' che ha imposto sanzioni sul CP_7
Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in Mali minano la credibilità dello , mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose CP_11
insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of West African
States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera, ERona_13
Mali's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021, https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as-malis-
pagina 5 di 14 president;
BBC News, Mali coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, Mali, a Coup within a Coup, 27 maggio
CP_1 2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; e CP_13 CP_14 [...]
17 dicembre 2021, Controparte_15
https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_16
https://www.un.org/en/pdfs/EN-ML_150620_Accord-pour-la-
[...]
paix-et-la-reconciliation-au-Mali_Issu-du-Processus-d'Alger.pdf).
Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel Paese, CP_7
fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges Mali's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un-urges-mali-s- transitional-government-to-present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto CP_7
pesanti sanzioni ( Mali parliament approves five-year democratic transition plan, 21 Per_15
febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament-approves-five-year- democratic-transition-plan; France 24, Mali' leader 'open to dialogue' with after it CP_17 CP_7
imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s- military-leader-open-to-dialogue-with-ecowas-after-sanctions).
Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di ha dichiarato che, sebbene circa 8 Testimone_1 Per_15
milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Bamako, ha Per_16 Tes_1
Per_1 dichiarato che nella città settentrionale di non si ha votato e che a Timbuctù i gruppi armati hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle
Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da (Aljazeera, “Mali votes in constitutional CP_18 referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional-referendum-vote);
Aljazeera, “Malian approves amendments to constitution in referendum” pubblicato il 23 giugno 2023;
United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812).
pagina 6 di 14 La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal 2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle
Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights Watch, World
Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country-chapters/mali; OHCHR,
17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangID=E).
Secondo ACLED CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in Mali, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_3 Parte_4
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del Mali, gruppi armati non identificati,
[...]
, (Missione delle Nazioni Controparte_19 Controparte_20 CP_21 CP_22
Unite per la stabilizzazione del Mali). Si osserva che nel giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% erano violenze contro i civili. Il è stato coinvolto in 5 Pt_3 CP_23
eventi durante il mese, 2 dei quali erano violenze contro i civili. (Acled Data, Giugno 2023: ACLED
CAST Monthly Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione,
a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi. Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e
"non jihadisti" sono spesso poco chiari. Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione, qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. ( European Council of
Foreign Relations, Andrew Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ )
Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di ACLED, il coinvolgimento di CP_23
aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare le forze armate pagina 7 di 14 maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o riferirsi al gruppo Per_17
visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza dello stesso nel Paese. Oltre CP_23
ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto tattiche CP_23
non utilizzate in precedenza dalle forze governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio
2022, ACLED ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato trappole Per_17 CP_23
esplosive nella regione centrale di Mopti (ACLED, Wagner Group Operations in Africa Civilian
Targeting Trends in the Central African Republic and Mali, 30 agosto 2022)
Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations Multidimensional CP_22
Integrated Stabilization Mission in Mali) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal Mali entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del Mali che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre.
(United Nations News, 30 Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di
Sicurezza “Chiede alla di iniziare immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle CP_22
sue operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il 31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del Mali e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf )
United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza desolante. CP_24
Nell'ultimo decennio, il Mali e la regione del hanno visto un'impennata di scontri e attacchi da CP_4
parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . CP_22
Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al Mali. Il governo del Mali aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee (italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con il Per_18
rafforzamento della presenza di consiglieri militari e contractors russi della compagnia militare privata
(PMC) Wagner. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/).
pagina 8 di 14 Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in Mali, il ministro degli Esteri russo Sergey
Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana. Mosca ha dichiarato che assisterà il Mali nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In seguito al CP_4
ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo ha dichiarato che Mosca continuerà a Testimone_2
fornire supporto, anche su base bilaterale. (LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian-foreign-minister-visits-mali-in-
Analisidifesa, 06/07/23: Email_2
https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/; for Minds, CP_25
02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost-military-cooperation-with-mali/a-64639926).
Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie delle comunità locali,
Per come nelle regioni di Bandiagara, e , e le principali vie di accesso strategico dove Per_20 Per_21
gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United
Nations Security Council, Situation in Mali Report of the Secretary-General, S/2021/1117, 4 gennaio
2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement).
Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in Mali è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra RK SO, Mali e In quest'area, numerosi Per_5
gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global Update 07.03.2023:
Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo
Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di Human RIghts Council
,Delivered by Volker Turk)
Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto Commissariato rispetto ai rimpatri in Mali, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America
(USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di , Per_20
e compiendo diversi attacchi terroristici. Nel Conflict Watchlist 2023 di ACLED Per_22 Per_23
(Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie, diffusi in modo quasi indiscriminato, con particolare gravità nelle zone
ER di e Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si evidenziano anche nell'area meridionale, Per_24 nell'area di , in particolare da a sud, fino al confine nord Nourani, in cui sono Per_20 Per_25
presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva pagina 9 di 14 la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di Guidimaka, a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns
To Mali – Update III, gennaio 2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ;
USDOS, 2020 Country Reports on Human Rights Practices: Mali, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp-content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf;
ACLED, Conflict Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)).
In generale, come si osserva da ACLED CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle intesità
Per_1 dei conflitti in Mali nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e non Per_22
presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e hanno registrato tra 1 e 10 eventi;
Per_23 Per_24
mentre e riportano tra gli 11 e i 20 eventi;
Gao tra i 21 e i 30 eventi e infine Mopti Parte_5 Per_26
e registrano più di 31 eventi di conflitto armato nel mese di giugno 2023. (ACLED CAST, Per_27
Conflict Early Warning Report, July 2023: ACLED CAST Monthly Report )). Email_3
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti ERona_28
umani in Mali, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti, violenza senza
Per_ precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di , e , e che al contempo sembrasse esservi un miglioramento nella zona di Per_20 Per_23 Per_26
Kidal. Nonostante le zone di Bamako e risultino ad oggi meno toccate dal conflitto in corso, Per_23 rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN Human Rights Council, Situation of human rights in Mali;
Report of the Independent
Expert on the situation of human rights in Mali, A/HRC/43/76, 15 Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, Mali: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=E; OECD,
The Geography of Conflict in North and West , 14 Febbraio 2020, p. 113, https://read.oecd- CP_4
; Email_4
Commissariat général aux réfugiés et aux apatrides (CGRA), sécuritaire au Controparte_26
sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15,
pagina 10 di 14 https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_Mali__Situation_s%C3%A9curitai re_au_sud_du_pays.pdf).
Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si riporta che
ER sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato Islamico nel Grande
Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel Mali centrale, i gruppi affiliati a Per_29 [...]
hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, come ERona_30
dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche nel sud e nell'ovest del Mali sono Per_31
continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali. Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023: S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org))
Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del Mali ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle
Nazioni Unite sono morti in Mali. (OCHA Services, reliefweb, 14.06.2023: Security Council Report
,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org)
Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la ha Per_29 Per_30 ERona_30
compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli attacchi hanno ucciso 10 civili, e CP_22
hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze
Armate maliane hanno continuato a condurre operazioni antiterrorismo in varie località, come a Per_3 e (regione di , e a Bandiagara e (regione di Bandiagara) per liberare Per_32 Per_32 Per_34
pagina 11 di 14 le aree dalla presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di per aver collaborato con le Pt_6
Forze armate del Mali e aver permesso alle pattuglie della di entrare nell'area, il capo CP_22
villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 aprile. (Security Council Report, trimestrale,
United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org); ALJAZEERA,
22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in-central-mali-attack ).
Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023, 78.484 sfollati interni registrati vivevano in
23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di N'Tillit, nel Mali settentrionale, gli attacchi hanno costretto ER oltre 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in direzione di la città più vicina, distante
120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso CP_22
due pattugliamenti di giorno e due di notte nella città di Ménaka, compresi i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal
Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal- displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un Refugee Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e-minacce-a-opera-di-gruppi-armati- continuano-a-costringere-alla-fuga-civili-e-rifugiati/ Security Council Report trimestrale, United
Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023:
S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)).
Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del Mali, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021.
(European Commission, Mali Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000%20are%2
0displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di pagina 12 di 14 Popolazione, di marzo 2023, in Mali sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in Mali (51%),
contro
RK SO (25%) e IA (9%). ( Rapporto sul
Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, Marzo 2023, (1).pdf ). CodiceFiscale_2
Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in Mali vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione
Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero.
Pertanto, in relazione all'ipotesi contemplata dall'art 19 TUI si ritiene che, nel caso di specie, sulla base delle COI aggiornate, il Paese d'origine del richiedente sia caratterizzato da una situazione di “violenza indiscriminata” generata da “conflitto armato” nel significato più sopra precisato, tale da mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica di qualunque civile per la sola presenza fisica sul territorio nazionale. Ne consegue che sotto questo profilo la domanda può essere accolta.
5. In conclusione, alla stregua del predetto quadro normativo e per tutte le ragioni sin qui svolte, deve essere valutata la sussistenza circa i presupposti per il riconoscimento della protezione speciale.
6. Si ritiene che sussistano giusti motivi per compensare le spese di causa tenuto conto che la situazione del Mali presa in considerazione dalla Questura è in evoluzione.
P.Q.M.
Il Tribunale Ordinario di Torino, nona Sezione Civile, in composizione collegiale, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza, deduzione ed eccezione:
Accoglie il ricorso e accerta la sussistenza, in capo al ricorrente, dei presupposti di cui agli artt. 19 co.
1.1 TUI, con conseguente obbligo in capo alla Questura competente di rilasciare il relativo permesso di soggiorno per protezione speciale di durata biennale convertibile in permesso di lavoro in favore di
Parte_1
Compensa le spese.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione alle parti e per gli adempimenti di rito.
Così deciso nella Camera di Consiglio del Tribunale di Torino in data 25.11.2024.
pagina 13 di 14 Il Presidente est.
Dotta Roberta
pagina 14 di 14
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di TORINO
Nona Sezione Civile
Il Collegio, nella seguente composizione:
Roberta Dotta Presidente
Silvia Carosio Giudice
Sara Perlo Giudice ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
AI SENSI DELL'ART. 281-TERDECIES C.P.C.
nella causa n. 13993/2023 promossa da:
(C.F. ), nato in [...] in data [...], rappresentato e difeso Parte_1 C.F._1 dall'Avv. Cosimo Alvaro, presso il quale ha eletto domicilio in Roma, Via Alberico II, 4.
-ricorrente-
CONTRO
Controparte_1
-resistente non costituito-
CONCLUSIONI DELLA PARTE
ha così concluso: Parte_1
“nel merito:
- in accoglimento del ricorso: concedere al ricorrente il permesso di soggiorno protezione speciale per l'effetto ordinare alla Pubblica Amministrazione convenuta con ogni opportuna
pagina 1 di 14 pronuncia – in conseguenza dei suddetti accertamenti – l'obbligo, ognuno per quanto di propria competenza, di concedere all'attore un permesso di soggiorno in Italia per protezione speciale.
Con ogni statuizione di legge, anche in ordine al rimborso delle spese processuali.”
MOTIVI IN FATTO
1. Con ricorso depositato presso la Cancelleria del Tribunale di Torino in data 26.07.2023, il sig. Pt_1
cittadino maliano, ha impugnato il provvedimento del Questore di Torino emesso in data
[...]
17.05.2023 prot. n. 438/2023, notificato in data 27.2023 che, richiamato il parere negativo della
Commissione territoriale di del 07.07.2022, ha rigettato la sua istanza di rilascio del permesso di CP_1
soggiorno per protezione speciale, formalizzata in data 15.11.2021.
Il non si è costituito. CP_1
Il Tribunale ha sospeso l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato in data 27.07.2023 e ha fissato udienza davanti al Giudice relatore al 10.10.2024.
Il difensore ha chiesto che la causa venisse trattenuta in decisione, previa rinuncia alla discussione orale e al termine per le memorie ex art. 275-bis c.p.c. Il Giudice istruttore ha, pertanto, rimesso la causa al
Collegio e fissato udienza a trattazione scritta al 20.11.2024 per la precisazione delle conclusioni, al cui esito la causa è stata trattenuta in decisone.
MOTIVI IN DIRITTO
2. cittadino maliano, affermava di essere presente in Italia da circa dieci anni, e, appena Parte_1
giunto nel paese, di aver frequentato un corso di italiano per stranieri, avendo, inoltre, sempre svolto regolare attività lavorativa. Dunque, si rivolgeva all'Ufficio Immigrazione della Questura di , CP_1
ritenendo, infatti, di trovarsi nelle condizioni oggettive e soggettive necessarie al fine di poter ottenere il permesso di soggiorno per protezione speciale ai sensi dell'art. 19 TUI.
Previo parere negativo della Commissione territoriale di , il Questore di Torino rigettava CP_1
l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno con decreto di rigetto n. 438/2023, non ravvisando i presupposti per il permesso per protezione speciale.
Nel ricorso si afferma che il ricorrente ha lasciato da molti anni il Paese di origine, e che, una volta rimpatriato, si troverebbe totalmente decontestualizzato ed inserito in un tessuto sociale a lui estraneo se non ostile, in ragione del fatto che nessun legame familiare, sociale o culturale si può ritenere più sussistente tra il ricorrente e il suo luogo di provenienza.
pagina 2 di 14 3. In questa sede, dunque, si censura il provvedimento impugnato per non aver tenuto in debita considerazione la situazione socio-politica del Mali ai sensi dell'art. 19 commi 1 e 1.1 TUI per il rilascio del permesso per protezione speciale.
In punto di diritto si osserva che è applicabile la disciplina di cui al d.l. 21 ottobre 2020, n. 130
(convertito dalla legge 173/2020) che aveva modificato la disciplina delle protezioni “minori” e, per quanto qui interessa:
- alla lett. a) ha così modificato l'art. 5 comma 6 d.lgs. 286/98, aggiungendo nuovamente una parte che il D.L.- 113/18 aveva eliminato (in grassetto le parti aggiunte dal D.L. 130/20):
“Il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno possono essere altresì adottati sulla base di convenzioni o accordi internazionali, resi esecutivi in Italia, quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli Stati contraenti, fatto salvo il rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano”.
- alla lett. e), d.l. 21 ottobre 2020, n. 130 ha così modificato l'art. 19, comma 1.1, d. lgs. n. 286/1998
(in grassetto le parti aggiunte dal D.L. 130/20):
“1.1. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.».
Il D.L. 130/20 ha inoltre ampliato i contenuti del permesso di soggiorno per protezione speciale, equiparandolo a quello del previgente (anteriormente al D.l. 113/18) permesso di soggiorno per motivi umanitari (in sintesi: durata biennale, rinnovabilità, convertibilità alla scadenza in permesso di soggiorno per lavoro).
pagina 3 di 14 La domanda infatti è stata proposta in data 15.11.2021 e, dunque, prima della entrata in vigore del d.l.
20/2023.
4. Orbene nel caso in esame sussistono i presupposti previsti dall'art. 19 commi 1 e 1.1 del T.U.I., poiché il richiedente risulta a rischio di espulsione o respingimento verso una Stato in cui poteva essere oggetto di persecuzione o, verso uno Stato ove possa essere sottoposto a trattamenti inumani, degradanti o a rischio di tortura, essendo integrata l'ipotesi di non-refoulement del richiedente.
Invero, in relazione alla specifica situazione del Mali, si riporta quanto segue.
Dalle numerose fonti consultate, risulta, infatti, che il Mali sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità.
Riguardo agli eventi storico-politici del Mali, si rileva che in seguito all'indipendenza del 1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime ribellioni da parte ERona_1 dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono soppresse dal regime, che Per_2 indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento ( CP_2 Controparte_3
) guidato da nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di
[...] ERona_3
gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato, organizzò elezioni democratiche e nel 2002 divenne Parte_2
Pe presidente. (GITPA, Le conflit touareg au Mali et 2002, Per_5
https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500-
4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; Roger, B., Mali: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa- traore-dix-dates/; , Cahiers Un atlas du Sahara- Controparte_4 Controparte_5
Sahel, 19 december 2014, p. 184; Mali, Accord sur la cessation des hostilités: le Gouvernement de la
République du Mali d'une part et le Mouvement Populaire de l'Azaouad et le Front Islamique Arabe
d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; Roger, B., Mali: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/;
Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557)
Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
[...]
(in alleanza con il gruppo jihadista delle Controparte_6 Per_6 Per_7
postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo e dichiarando pagina 4 di 14 l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Maghreb islamico) e Per_2 Per_7 Per_8
(Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) rompevano l'alleanza stipulata Per_9 CP_4
Per_1 ER inizialmente con il e giungevano ad ottenere il controllo dei territori di Timbuctù, e Per_6
Per fermare la loro avanzata, si dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, l' Per_12 CP_7
e le Nazioni Unite, fino alla firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del Mali. In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una giunta militare ha guidato ERona_13
due colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in Africa
(CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in Mali si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016,
2016, pp. 554-557; Le Monde, Mali : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier
2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali-attaque-contre-un-camp-militaire-dans- le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_8 Controparte_9
29 maggio 2021, https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-le-colonel-assimi-
[...]
go%C3%AFta-officiellement-nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du- mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter; Controparte_10
L'insurrection islamiste aux portes de Bamako, 30 agosto 2022, https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/).
Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in Mali si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre quello del 2020 è ERona_14
stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' che ha imposto sanzioni sul CP_7
Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in Mali minano la credibilità dello , mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose CP_11
insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of West African
States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera, ERona_13
Mali's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021, https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as-malis-
pagina 5 di 14 president;
BBC News, Mali coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, Mali, a Coup within a Coup, 27 maggio
CP_1 2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; e CP_13 CP_14 [...]
17 dicembre 2021, Controparte_15
https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_16
https://www.un.org/en/pdfs/EN-ML_150620_Accord-pour-la-
[...]
paix-et-la-reconciliation-au-Mali_Issu-du-Processus-d'Alger.pdf).
Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel Paese, CP_7
fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges Mali's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un-urges-mali-s- transitional-government-to-present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto CP_7
pesanti sanzioni ( Mali parliament approves five-year democratic transition plan, 21 Per_15
febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament-approves-five-year- democratic-transition-plan; France 24, Mali' leader 'open to dialogue' with after it CP_17 CP_7
imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s- military-leader-open-to-dialogue-with-ecowas-after-sanctions).
Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di ha dichiarato che, sebbene circa 8 Testimone_1 Per_15
milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Bamako, ha Per_16 Tes_1
Per_1 dichiarato che nella città settentrionale di non si ha votato e che a Timbuctù i gruppi armati hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle
Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da (Aljazeera, “Mali votes in constitutional CP_18 referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional-referendum-vote);
Aljazeera, “Malian approves amendments to constitution in referendum” pubblicato il 23 giugno 2023;
United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812).
pagina 6 di 14 La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal 2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle
Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights Watch, World
Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country-chapters/mali; OHCHR,
17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangID=E).
Secondo ACLED CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in Mali, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_3 Parte_4
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del Mali, gruppi armati non identificati,
[...]
, (Missione delle Nazioni Controparte_19 Controparte_20 CP_21 CP_22
Unite per la stabilizzazione del Mali). Si osserva che nel giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% erano violenze contro i civili. Il è stato coinvolto in 5 Pt_3 CP_23
eventi durante il mese, 2 dei quali erano violenze contro i civili. (Acled Data, Giugno 2023: ACLED
CAST Monthly Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione,
a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi. Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e
"non jihadisti" sono spesso poco chiari. Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione, qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. ( European Council of
Foreign Relations, Andrew Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ )
Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di ACLED, il coinvolgimento di CP_23
aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare le forze armate pagina 7 di 14 maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o riferirsi al gruppo Per_17
visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza dello stesso nel Paese. Oltre CP_23
ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto tattiche CP_23
non utilizzate in precedenza dalle forze governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio
2022, ACLED ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato trappole Per_17 CP_23
esplosive nella regione centrale di Mopti (ACLED, Wagner Group Operations in Africa Civilian
Targeting Trends in the Central African Republic and Mali, 30 agosto 2022)
Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations Multidimensional CP_22
Integrated Stabilization Mission in Mali) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal Mali entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del Mali che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre.
(United Nations News, 30 Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di
Sicurezza “Chiede alla di iniziare immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle CP_22
sue operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il 31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del Mali e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf )
United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza desolante. CP_24
Nell'ultimo decennio, il Mali e la regione del hanno visto un'impennata di scontri e attacchi da CP_4
parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . CP_22
Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al Mali. Il governo del Mali aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee (italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con il Per_18
rafforzamento della presenza di consiglieri militari e contractors russi della compagnia militare privata
(PMC) Wagner. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/).
pagina 8 di 14 Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in Mali, il ministro degli Esteri russo Sergey
Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana. Mosca ha dichiarato che assisterà il Mali nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In seguito al CP_4
ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo ha dichiarato che Mosca continuerà a Testimone_2
fornire supporto, anche su base bilaterale. (LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian-foreign-minister-visits-mali-in-
Analisidifesa, 06/07/23: Email_2
https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/; for Minds, CP_25
02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost-military-cooperation-with-mali/a-64639926).
Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie delle comunità locali,
Per come nelle regioni di Bandiagara, e , e le principali vie di accesso strategico dove Per_20 Per_21
gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United
Nations Security Council, Situation in Mali Report of the Secretary-General, S/2021/1117, 4 gennaio
2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement).
Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in Mali è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra RK SO, Mali e In quest'area, numerosi Per_5
gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global Update 07.03.2023:
Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo
Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di Human RIghts Council
,Delivered by Volker Turk)
Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto Commissariato rispetto ai rimpatri in Mali, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America
(USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di , Per_20
e compiendo diversi attacchi terroristici. Nel Conflict Watchlist 2023 di ACLED Per_22 Per_23
(Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie, diffusi in modo quasi indiscriminato, con particolare gravità nelle zone
ER di e Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si evidenziano anche nell'area meridionale, Per_24 nell'area di , in particolare da a sud, fino al confine nord Nourani, in cui sono Per_20 Per_25
presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva pagina 9 di 14 la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di Guidimaka, a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns
To Mali – Update III, gennaio 2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ;
USDOS, 2020 Country Reports on Human Rights Practices: Mali, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp-content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf;
ACLED, Conflict Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)).
In generale, come si osserva da ACLED CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle intesità
Per_1 dei conflitti in Mali nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e non Per_22
presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e hanno registrato tra 1 e 10 eventi;
Per_23 Per_24
mentre e riportano tra gli 11 e i 20 eventi;
Gao tra i 21 e i 30 eventi e infine Mopti Parte_5 Per_26
e registrano più di 31 eventi di conflitto armato nel mese di giugno 2023. (ACLED CAST, Per_27
Conflict Early Warning Report, July 2023: ACLED CAST Monthly Report )). Email_3
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti ERona_28
umani in Mali, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti, violenza senza
Per_ precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di , e , e che al contempo sembrasse esservi un miglioramento nella zona di Per_20 Per_23 Per_26
Kidal. Nonostante le zone di Bamako e risultino ad oggi meno toccate dal conflitto in corso, Per_23 rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN Human Rights Council, Situation of human rights in Mali;
Report of the Independent
Expert on the situation of human rights in Mali, A/HRC/43/76, 15 Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, Mali: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=E; OECD,
The Geography of Conflict in North and West , 14 Febbraio 2020, p. 113, https://read.oecd- CP_4
; Email_4
Commissariat général aux réfugiés et aux apatrides (CGRA), sécuritaire au Controparte_26
sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15,
pagina 10 di 14 https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_Mali__Situation_s%C3%A9curitai re_au_sud_du_pays.pdf).
Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si riporta che
ER sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato Islamico nel Grande
Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel Mali centrale, i gruppi affiliati a Per_29 [...]
hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, come ERona_30
dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche nel sud e nell'ovest del Mali sono Per_31
continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali. Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023: S_2023_402.pdf
(securitycouncilreport.org))
Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del Mali ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle
Nazioni Unite sono morti in Mali. (OCHA Services, reliefweb, 14.06.2023: Security Council Report
,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org)
Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la ha Per_29 Per_30 ERona_30
compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli attacchi hanno ucciso 10 civili, e CP_22
hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze
Armate maliane hanno continuato a condurre operazioni antiterrorismo in varie località, come a Per_3 e (regione di , e a Bandiagara e (regione di Bandiagara) per liberare Per_32 Per_32 Per_34
pagina 11 di 14 le aree dalla presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di per aver collaborato con le Pt_6
Forze armate del Mali e aver permesso alle pattuglie della di entrare nell'area, il capo CP_22
villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 aprile. (Security Council Report, trimestrale,
United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org); ALJAZEERA,
22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in-central-mali-attack ).
Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023, 78.484 sfollati interni registrati vivevano in
23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di N'Tillit, nel Mali settentrionale, gli attacchi hanno costretto ER oltre 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in direzione di la città più vicina, distante
120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso CP_22
due pattugliamenti di giorno e due di notte nella città di Ménaka, compresi i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal
Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal- displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un Refugee Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e-minacce-a-opera-di-gruppi-armati- continuano-a-costringere-alla-fuga-civili-e-rifugiati/ Security Council Report trimestrale, United
Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023:
S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)).
Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del Mali, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021.
(European Commission, Mali Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000%20are%2
0displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di pagina 12 di 14 Popolazione, di marzo 2023, in Mali sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in Mali (51%),
contro
RK SO (25%) e IA (9%). ( Rapporto sul
Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, Marzo 2023, (1).pdf ). CodiceFiscale_2
Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in Mali vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione
Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero.
Pertanto, in relazione all'ipotesi contemplata dall'art 19 TUI si ritiene che, nel caso di specie, sulla base delle COI aggiornate, il Paese d'origine del richiedente sia caratterizzato da una situazione di “violenza indiscriminata” generata da “conflitto armato” nel significato più sopra precisato, tale da mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica di qualunque civile per la sola presenza fisica sul territorio nazionale. Ne consegue che sotto questo profilo la domanda può essere accolta.
5. In conclusione, alla stregua del predetto quadro normativo e per tutte le ragioni sin qui svolte, deve essere valutata la sussistenza circa i presupposti per il riconoscimento della protezione speciale.
6. Si ritiene che sussistano giusti motivi per compensare le spese di causa tenuto conto che la situazione del Mali presa in considerazione dalla Questura è in evoluzione.
P.Q.M.
Il Tribunale Ordinario di Torino, nona Sezione Civile, in composizione collegiale, definitivamente pronunciando, respinta ogni diversa istanza, deduzione ed eccezione:
Accoglie il ricorso e accerta la sussistenza, in capo al ricorrente, dei presupposti di cui agli artt. 19 co.
1.1 TUI, con conseguente obbligo in capo alla Questura competente di rilasciare il relativo permesso di soggiorno per protezione speciale di durata biennale convertibile in permesso di lavoro in favore di
Parte_1
Compensa le spese.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione alle parti e per gli adempimenti di rito.
Così deciso nella Camera di Consiglio del Tribunale di Torino in data 25.11.2024.
pagina 13 di 14 Il Presidente est.
Dotta Roberta
pagina 14 di 14