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Sentenza 8 maggio 2025
Sentenza 8 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brescia, sentenza 08/05/2025, n. 1905 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brescia |
| Numero : | 1905 |
| Data del deposito : | 8 maggio 2025 |
Testo completo
R.G. 4097/2023
Tribunale Ordinario di Brescia
Settima Sezione Civile nel giudizio promosso da
Parte_1 Parte_2 Parte_3 Parte_4 Parte_5
, , ,
[...] Parte_6 Parte_7 Parte_8 Parte_9
e con l'avvocato Isabel De Lima
[...] Parte_10 Parte_11 ricorrenti nei confronti di
Controparte_1 resistente con l'intervento del Pubblico Ministero ha pronunciato la seguente sent enza
1. I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento della cittadinanza italiana in quanto discendenti di Per_1
nato a [...] il [...], e trasferitosi nel corso della vita in Brasile, e hanno
[...] rappresentato come segue la linea di discendenza: “1. I ricorrenti sono discendenti del cittadino Italiano IG.
nato in [...] nel Comune di San TO Po (Provincia di Mantova) il giorno Persona_1
17.03.1847, figlio del IG. e della IG.ra ;
2. In data 27.11.1870 Il Persona_2 Parte_12
IG. si sposò con la IG.ra , dal loro matrimonio nacque il Persona_1 Persona_3
IG.
3. In data 30.12.1917 il IG. si sposò con la IG.ra Persona_4 Persona_4
, dal loro matrimonio nacque la IG.ra Persona_5 Parte_9 Persona_6
il 09.04.1915; 4. In data 09.03.1938 la IG.ra si sposò con il IG.
[...] Persona_6 [...]
, in virtù del matrimonio la sposa passò a firmare col nome di Parte_13 Persona_6
, dal loro matrimonio nacque la IG.ra il 05.02.1944; 5. In
[...] Persona_7 data 16.12.1961 la IG.ra si sposò con il IG. Persona_7 Controparte_2
, in virtù del matrimonio la sposa passò a firmare col nome di
[...] Per_6 Parte_14
, dal loro matrimonio nacquero: la IG.ra il 02.10.1976, la IG.ra
[...] Parte_6 [...]
il 20.06.1964, 6. In data 15.04.1999 la IG.ra si sposò con Parte_9 Parte_6 il IG. , in virtù del matrimonio la sposa passò a firmare col nome di Controparte_3
, dal loro matrimonio nacquero: il il Parte_6 Parte_8
21.11.2004, e il IG. il 15.12.2006; 7. In data 27.02.1981 la IG.ra Parte_7 [...]
si sposò con il IG. in virtù del matrimonio la sposa passò Parte_9 Controparte_4
a firmare col nome di tuttavia in seguito al divorzio la sposa tornò ad usare il nome Parte_15 da nubile ovvero , dal loro matrimonio nacquero: la IG.ra Parte_9 Parte_10 il giorno 08.08.1986, il IG. l'11.08.1981, e la IG.ra
[...] Parte_4 Parte_1 il 03.11.1987; 8. Dall'unione more uxorio tra la IG.ra e il IG. Parte_10 Controparte_5
nacque il IG. il 04.07.2004, 9. In data 23.11.2011 la IG.ra
[...] Parte_11 [...]
passò in seconde nozze con il IG. in virtù del matrimonio Parte_9 Controparte_6 la sposa passò a firmare col nome di 10. In data 03.04.2009 Parte_9 il IG. si sposò con la IG.ra , in virtù del matrimonio la sposa Parte_4 Persona_8 passò a firmare col nome di dal loro matrimonio nacque Controparte_7 Parte_5 il 31.03.2011; 11. In data 29.08.2012 la IG.ra si sposò con il IG. Parte_1 CP_8 Per_9
, in virtù del matrimonio la sposa passò a firmare col nome di , dal loro
[...] Parte_1 matrimonio nacquero il 26.06.2013, e il 19.06.2018”. Parte_2 Parte_3
Il si è rimesso alla decisione del giudice. Controparte_1
Il Pubblico Ministero ha preso visione del ricorso.
Con la nota conclusiva parte ricorrente ha esposto quanto segue: “per mero errore di battitura nel ricorso al capo 4 è stato indicato il nome incompleto della signora (indicata solo Persona_6 come e al capo n. 9 è stata indicata una data di matrimonio in modo errato poiché la data Persona_6 corretta è 23.12.2011”.
2. In diritto, più in generale, si osserva che:
− lo Statuto TI non recava una definizione di “regnicolo”;
− l'art. 4 cod. civ. 1865 stabiliva che «è cittadino il figlio di padre cittadino» e il successivo art. 14 prevedeva che «la donna cittadina che si marita a uno straniero diviene straniera, sempreché per il fatto del matrimonio acquisti la cittadinanza del marito»;
− la l. 13 giugno 1912, n. 555 ha disciplinato in modo organico la materia della cittadinanza, abrogando le norme del codice civile (art. 17), e stabilendo, tra l'altro, che «è cittadino per nascita il figlio di padre cittadino» (art. 1) e che «la donna cittadina che si marita a uno straniero perde la cittadinanza italiana, sempreché il marito possieda una cittadinanza che per fatto del matrimonio a lei sì comunichi» (art. 10, co.
3);
− la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 1 l. n. 555/1912, nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina (sent. 28 gennaio 1983, n. 30) e dell'art. 10, co. 3, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna (sent. 9 aprile 1975, n. 87);
− la Corte di cassazione ha statuito a sezioni unite che «[l]e norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1 gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso o la preminenza del marito nei rapporti familiari, sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale. Di certo non può costituire criterio ermeneutico in senso opposto degli effetti delle sentenze d'incostituzionalità delle leggi, la diffidenza della prassi amministrativa verso una eccessiva espansione della retroattività, che potrebbe dar luogo ad una moltiplicazione di richieste di cittadinanza dai discendenti dei cittadini italiani emigrati in altri Stati» (sent. 25 febbraio 2009, n. 4466); − ai sensi dell'art. 1, co. 1, lett. a), l. 5 febbraio 1992, n. 91 «è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini».
In diritto, in particolare, con riguardo alle fattispecie connesse con l'ordinamento brasiliano, si osserva che:
− si era posto il problema della c.d. “grande naturalizzazione”, introdotta con decreto governativo n. 58 A del
15 dicembre 1889, a mente del quale gli italiani presenti in Brasile al 15 novembre 1889 avrebbero ottenuto la naturalizzazione automatica brasiliana, a meno che avessero manifestato entro sei mesi, dinanzi ai propri consolati, la volontà di conservare la cittadinanza italiana;
− la Corte di cassazione ha enunciato a sezioni unite i seguenti princìpi di diritto: «(i) secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale L. n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ognitempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva;
|| (ii) l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla L. n. 555 del 1912, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva l'art. 11, n. 2, c.c. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia “ottenuto la cittadinanza in paese estero”, sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera – per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge del luogo –, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento;
|| (iii) dagli artt.
3,4,16 Cost. e seg., e art. 22 Cost., dall'art. 15 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948 e dal Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007, si ricava che ogni persona ha un diritto soggettivo permanente e imprescrittibile allo stato di cittadino, che congloba distinti ed egualmente fondamentali diritti;
ciò rileva anche in relazione all'esegesi delle norme dello Stato precostituzionale, ove ancora applicabili;
il diritto si può perdere per rinuncia, ma purché volontaria ed esplicita, in ossequio alla libertà individuale, e quindi mai per rinunzia tacita, a sua volta desumibile da una qualche forma di accettazione tacita di quella straniera impartita per provvedimento generalizzato di naturalizzazione;
||
(iv) la fattispecie di perdita della cittadinanza italiana, correlata all'accettazione di un “impiego da un governo estero” senza permissione del governo italiano, deve essere intesa, sia nell'art. 11 c.c. abr., n. 3, sia nella L. n. 555 del 1912, art. 8, n. 3, come comprensiva dei soli impieghi governativi strettamente intesi, che abbiano avuto come conseguenza l'assunzione di pubbliche funzioni all'estero tali da imporre obblighi di gerarchia e fedeltà verso lo Stato straniero, di natura stabile e tendenzialmente definitiva, così da non poter essere integrata dalla mera circostanza dell'avvenuto svolgimento all'estero di una qualsivoglia attività di lavoro, pubblico o privato» (sent. 24 agosto 2022, n. 25318).
3. Nel caso di specie è provato che nato a [...] il [...] (doc. 1 Persona_1 fasc. ric.) non ha acquisito la cittadinanza brasiliana per naturalizzazione (doc. 25 fasc. ric.). La linea di discendenza dall'avo nei termini indicati nel ricorso è provata dai documenti prodotti dai ricorrenti, indicati sopra e non oggetto di critiche da parte dell'amministrazione resistente.
La domanda è fondata.
4. Parte ricorrente ha evidenziato che i tempi di attesa per la convocazione presso il consolato competente sono indeterminati, ragione per cui ha esperito l'odierna azione. Atteso che verosimilmente ciò dipende dal numero copioso di domande, non si può ritenere che l'amministrazione abbia dato causa all'affare.
Inoltre, il convenuto si è rimesso all'accertamento del giudice.
Le spese processuali sono compensate tra le parti per intero.
Per quest i m ot i vi
1. Dichiara che , Parte_1 Parte_2 Pt_3 Parte_1 Parte_4 [...]
, , , Parte_5 Parte_6 Parte_7 Parte_8 Parte_9
e sono cittadini italiani.
[...] Parte_10 Parte_11
2. Ordina al e, per esso, al competente Ufficiale dello Stato Civile di procedere agli Controparte_1 adempimenti previsti dalla legge.
3. Compensa per intero tra le parti le spese processuali.
Brescia, 8.5.2025
Il giudice
Christian Colombo