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Sentenza 1 luglio 2025
Sentenza 1 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Lecce, sentenza 01/07/2025, n. 2107 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Lecce |
| Numero : | 2107 |
| Data del deposito : | 1 luglio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI LECCE
PRIMA SEZIONE CIVILE
In persona del Giudice dott.ssa Viviana Mele, quale giudice monocratico, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di primo grado iscritta al n. 7173/2024 R.G., promossa da
Parte_1 rappresentata e difesa dall'avv.to Giovanna Accogli
RICORRENTE
Contro
, , , eredi di CP_1 CP_2 Controparte_3
; Persona_1
E , eredi di;
Parte_2 Parte_3 Persona_2
, , (in Parte_4 Parte_5 Parte_6 persona degli eredi , Parte_7 Parte_8 [...]
, ), eredi di CP_4 Parte_9 Persona_3
1
RESISTENTI CONTUMACI
Oggetto: acquisto per usucapione.
CONCLUSIONI: come da verbale di udienza del 26 giugno 2025
MOTIVI DELLA DECISIONE
Nel proprio ricorso, ha esposto di aver esercitato il possesso Parte_1 pacifico, pubblico, ininterrotto ed ultraventennale sull'immobile contraddistinto nel
N.C.E.U. del comune di Diso (LE): 1) foglio 15, particella 99, subalterno 1, categoria
A/3, vani 2,5, rendita catastale 94,25; 2) foglio 15, particella 99 subalterno 3, categoria A/3, vani 1,5 rendita catastale 56,55; 3) Giardino contraddistinto N.C.T. del comune di Diso (LE) foglio 15 particella 1281 categoria A/3 superficie 74 rendita catastale 131,70 tutti ubicati alla via Convento n.105 73030 DISO.
Esposto quanto sopra, la ricorrente ha chiesto che si dichiari il proprio acquisto ad usucapionem sulla proprietà esclusiva del bene, come identificato catastalmente.
I convenuti non si sono costituiti in giudizio e ne è stata dichiarata la contumacia.
La causa è stata istruita in forma documentale ed è stata trattenuta dal giudice per la decisione.
***
Va premesso in generale che l'usucapione, detta anche prescrizione acquisitiva, è disciplinata dagli artt. 1158-1167 c.p.c. e costituisce un modo di acquisto a titolo originario della proprietà o di un altro diritto reale. Con tale istituto il legislatore ha predisposto uno strumento a tutela di colui che esercita di fatto l'uso della res,
a fronte di un totale disinteresse da parte dell'effettivo proprietario della stessa.
Già dal 1988 la Corte di Cassazione, seconda Sezione Civile, ha precisato questa posizione di favore del legislatore nei confronti del possessore non titolare, nella sentenza n. 3463 del 18.5.1988.
2 I requisiti indispensabili perché si compia l'usucapione sono il possesso in senso tecnico da parte di chi non è titolare del diritto corrispondente e la durata dello stesso per un certo tempo stabilito dalla legge, entrambi accompagnati dall' animus rem sibi habendi (Cass. Civ., sez. II, n. 1176, del 18.2.1980).
Per possesso deve intendersi, come qualificato dall'art.1140 c.c., il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà o di altro diritto reale. Giurisprudenza e dottrina sono concordi ormai nel ritenere che, ai fini del compimento dell'usucapione, questo potere debba estrinsecarsi in un comportamento continuo, ininterrotto, pacifico, pubblico ed inequivoco (cfr Trib.
Firenze, 22.4.1998).
E' inoltre necessario che la signoria sul bene non sia dovuta a mera tolleranza, la quale è da ravvisarsi tutte le volte che il godimento della cosa tragga origine da spirito di condiscendenza o da ragioni di amicizia o di buon vicinato con il titolare effettivo del bene (così Cass. Civ, sez. II, 18.7.1989, n.3344).
Va poi ricordato il principio della presunzione del possesso intermedio di cui all'art.1142 c.c.: il possessore attuale che ha posseduto in tempo più remoto, si presume che abbia posseduto anche in tempo intermedio. Questa presunzione, nell'ipotesi di usucapione, comporta l'inversione dell'onere della prova: il possessore non è tenuto a dimostrare la continuità del possesso, ma è onere della controparte provare l'intervenuta interruzione (vedi Cass.Civ., sez. II, 25.9.2002, n.
13921).
Il possesso deve dunque essere continuo; la continuità si ravvisa ogniqualvolta il possessore esplichi costantemente la signoria di fatto sul bene e lo manifesti con atti di possesso conformi alla qualità e destinazione della cosa.
È altresì necessario, perché si compia l'usucapione, che il possesso sia ininterrotto, ossia che non vi sia stata una interruzione nell'esercizio del possesso per più di un anno, per effetto dell'intervento di un terzo o di un evento naturale.
Il possesso deve altresì essere connotato, secondo l'espressa disposizione dell'art.1163 c.c., dal carattere della pacificità. Nel caso di possesso acquisito mediante violenza e clandestinamente, infatti, i termini per usucapire decorrono dal momento in cui violenza e clandestinità sono cessate. Sull'argomento la giurisprudenza ha precisato che è irrilevante che la violenza, morale o fisica, sia stata esercitata in un momento successivo all'acquisto del possesso;
a sua volta la
3 clandestinità va riferita non agli atti che il possessore può compiere per apparire proprietario, bensì al fatto che il possesso sia stato acquistato in modo visibile e pubblicamente (Cass. Civ., 17.7.98, n. 6997).
Ulteriore requisito è la non equivocità: il possesso deve consistere, in modo certo e indubbio, nell'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di un altro diritto reale.
Infine, il possesso, così caratterizzato, deve protrarsi per un certo periodo stabilito per legge. Il legislatore ha previsto: una durata minima ventennale per l'usucapione immobiliare ordinaria ex art.1158 c.c., che può ridursi in dieci anni nell'usucapione abbreviata ex art.1159 c.c.; una durata di quindici anni (o cinque se c'è la buona fede) nell'usucapione speciale per la piccola proprietà rurale ex art. 1159 bis c.c..
L'inizio del decorso del tempo per usucapire coincide con il primo giorno successivo al possesso e termina con la consumazione dell'ultimo giorno stabilito dalla legge.
È inoltre possibile, nel determinare il tempo dell'usucapione, applicare le regole dell'accessione al possesso, consistente nella possibilità, per il possessore usucapiente, di aggiungere al proprio, il tempo del possesso sul medesimo bene del suo dante causa, secondo l'art. 1146 c.c..
Nel caso di specie, parte ricorrente ha dimostrato in modo chiaro di aver usucapito i beni immobili oggetto di causa, in quanto alcuni dei formali intestatari hanno riconosciuto la fondatezza della domanda avendo aderito alla procedura di mediazione. In particolare, , e , CP_1 CP_2 Controparte_3 eredi di;
e , eredi di Persona_1 Parte_2 Parte_3
, hanno riconosciuto l'acquisto a titolo originario in capo Persona_2 alla ricorrente e tutti hanno rilasciato dichiarazione di non opporsi al giudizio di usucapione, come da documentazione depositata unitamente ai rispettivi documenti di riconoscimento.
Gli altri resistenti non si sono presentati in sede di mediazione né si sono costituiti in giudizio, con ciò dimostrando di non volersi in alcun modo opporre all'avversa domanda.
Infine, la relazione di parte allegata dimostra la disponibilità esclusiva in capo alla dell'intera estensione dei beni in parola. Pt_1
In ragione di quanto sopra, la domanda è accolta.
Le spese sono interamente compensate, attesa l'omessa opposizione dei resistenti.
4
P.Q.M.
Il Tribunale di Lecce – Prima Sezione Civile, definitivamente decidendo nella causa n. 7173/2024 R.G., ogni diversa istanza ed eccezione disattesa:
1. Accerta e dichiara che ha acquisito la piena, assoluta ed Parte_1 esclusiva proprietà dei beni immobili contraddistinti in NCEU del Comune di
Diso: 1) foglio 15, particella 99, subalterno 1, categoria A/3, vani 2,5, rendita catastale 94,25, 2) foglio 15, particella 99 subalterno 3, categoria A/3, vani 1,5 rendita catastale 56,55 e in NCT: 3) giardino contraddistinto foglio 15 particella
1281 categoria A/3 superficie 74 rendita catastale 131,70; tutti ubicati alla via
Convento n.105 nel comune di DISO (LE).
2. Ordina al Conservatore dei RR.II. di Lecce di provvedere all'annotazione della presente sentenza con esonero da ogni responsabilità;
3. Compensa interamente tra le parti le spese di lite.
Lecce, 26.06.2025
Il giudice
Dott.ssa Viviana Mele
5
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI LECCE
PRIMA SEZIONE CIVILE
In persona del Giudice dott.ssa Viviana Mele, quale giudice monocratico, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di primo grado iscritta al n. 7173/2024 R.G., promossa da
Parte_1 rappresentata e difesa dall'avv.to Giovanna Accogli
RICORRENTE
Contro
, , , eredi di CP_1 CP_2 Controparte_3
; Persona_1
E , eredi di;
Parte_2 Parte_3 Persona_2
, , (in Parte_4 Parte_5 Parte_6 persona degli eredi , Parte_7 Parte_8 [...]
, ), eredi di CP_4 Parte_9 Persona_3
1
RESISTENTI CONTUMACI
Oggetto: acquisto per usucapione.
CONCLUSIONI: come da verbale di udienza del 26 giugno 2025
MOTIVI DELLA DECISIONE
Nel proprio ricorso, ha esposto di aver esercitato il possesso Parte_1 pacifico, pubblico, ininterrotto ed ultraventennale sull'immobile contraddistinto nel
N.C.E.U. del comune di Diso (LE): 1) foglio 15, particella 99, subalterno 1, categoria
A/3, vani 2,5, rendita catastale 94,25; 2) foglio 15, particella 99 subalterno 3, categoria A/3, vani 1,5 rendita catastale 56,55; 3) Giardino contraddistinto N.C.T. del comune di Diso (LE) foglio 15 particella 1281 categoria A/3 superficie 74 rendita catastale 131,70 tutti ubicati alla via Convento n.105 73030 DISO.
Esposto quanto sopra, la ricorrente ha chiesto che si dichiari il proprio acquisto ad usucapionem sulla proprietà esclusiva del bene, come identificato catastalmente.
I convenuti non si sono costituiti in giudizio e ne è stata dichiarata la contumacia.
La causa è stata istruita in forma documentale ed è stata trattenuta dal giudice per la decisione.
***
Va premesso in generale che l'usucapione, detta anche prescrizione acquisitiva, è disciplinata dagli artt. 1158-1167 c.p.c. e costituisce un modo di acquisto a titolo originario della proprietà o di un altro diritto reale. Con tale istituto il legislatore ha predisposto uno strumento a tutela di colui che esercita di fatto l'uso della res,
a fronte di un totale disinteresse da parte dell'effettivo proprietario della stessa.
Già dal 1988 la Corte di Cassazione, seconda Sezione Civile, ha precisato questa posizione di favore del legislatore nei confronti del possessore non titolare, nella sentenza n. 3463 del 18.5.1988.
2 I requisiti indispensabili perché si compia l'usucapione sono il possesso in senso tecnico da parte di chi non è titolare del diritto corrispondente e la durata dello stesso per un certo tempo stabilito dalla legge, entrambi accompagnati dall' animus rem sibi habendi (Cass. Civ., sez. II, n. 1176, del 18.2.1980).
Per possesso deve intendersi, come qualificato dall'art.1140 c.c., il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà o di altro diritto reale. Giurisprudenza e dottrina sono concordi ormai nel ritenere che, ai fini del compimento dell'usucapione, questo potere debba estrinsecarsi in un comportamento continuo, ininterrotto, pacifico, pubblico ed inequivoco (cfr Trib.
Firenze, 22.4.1998).
E' inoltre necessario che la signoria sul bene non sia dovuta a mera tolleranza, la quale è da ravvisarsi tutte le volte che il godimento della cosa tragga origine da spirito di condiscendenza o da ragioni di amicizia o di buon vicinato con il titolare effettivo del bene (così Cass. Civ, sez. II, 18.7.1989, n.3344).
Va poi ricordato il principio della presunzione del possesso intermedio di cui all'art.1142 c.c.: il possessore attuale che ha posseduto in tempo più remoto, si presume che abbia posseduto anche in tempo intermedio. Questa presunzione, nell'ipotesi di usucapione, comporta l'inversione dell'onere della prova: il possessore non è tenuto a dimostrare la continuità del possesso, ma è onere della controparte provare l'intervenuta interruzione (vedi Cass.Civ., sez. II, 25.9.2002, n.
13921).
Il possesso deve dunque essere continuo; la continuità si ravvisa ogniqualvolta il possessore esplichi costantemente la signoria di fatto sul bene e lo manifesti con atti di possesso conformi alla qualità e destinazione della cosa.
È altresì necessario, perché si compia l'usucapione, che il possesso sia ininterrotto, ossia che non vi sia stata una interruzione nell'esercizio del possesso per più di un anno, per effetto dell'intervento di un terzo o di un evento naturale.
Il possesso deve altresì essere connotato, secondo l'espressa disposizione dell'art.1163 c.c., dal carattere della pacificità. Nel caso di possesso acquisito mediante violenza e clandestinamente, infatti, i termini per usucapire decorrono dal momento in cui violenza e clandestinità sono cessate. Sull'argomento la giurisprudenza ha precisato che è irrilevante che la violenza, morale o fisica, sia stata esercitata in un momento successivo all'acquisto del possesso;
a sua volta la
3 clandestinità va riferita non agli atti che il possessore può compiere per apparire proprietario, bensì al fatto che il possesso sia stato acquistato in modo visibile e pubblicamente (Cass. Civ., 17.7.98, n. 6997).
Ulteriore requisito è la non equivocità: il possesso deve consistere, in modo certo e indubbio, nell'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di un altro diritto reale.
Infine, il possesso, così caratterizzato, deve protrarsi per un certo periodo stabilito per legge. Il legislatore ha previsto: una durata minima ventennale per l'usucapione immobiliare ordinaria ex art.1158 c.c., che può ridursi in dieci anni nell'usucapione abbreviata ex art.1159 c.c.; una durata di quindici anni (o cinque se c'è la buona fede) nell'usucapione speciale per la piccola proprietà rurale ex art. 1159 bis c.c..
L'inizio del decorso del tempo per usucapire coincide con il primo giorno successivo al possesso e termina con la consumazione dell'ultimo giorno stabilito dalla legge.
È inoltre possibile, nel determinare il tempo dell'usucapione, applicare le regole dell'accessione al possesso, consistente nella possibilità, per il possessore usucapiente, di aggiungere al proprio, il tempo del possesso sul medesimo bene del suo dante causa, secondo l'art. 1146 c.c..
Nel caso di specie, parte ricorrente ha dimostrato in modo chiaro di aver usucapito i beni immobili oggetto di causa, in quanto alcuni dei formali intestatari hanno riconosciuto la fondatezza della domanda avendo aderito alla procedura di mediazione. In particolare, , e , CP_1 CP_2 Controparte_3 eredi di;
e , eredi di Persona_1 Parte_2 Parte_3
, hanno riconosciuto l'acquisto a titolo originario in capo Persona_2 alla ricorrente e tutti hanno rilasciato dichiarazione di non opporsi al giudizio di usucapione, come da documentazione depositata unitamente ai rispettivi documenti di riconoscimento.
Gli altri resistenti non si sono presentati in sede di mediazione né si sono costituiti in giudizio, con ciò dimostrando di non volersi in alcun modo opporre all'avversa domanda.
Infine, la relazione di parte allegata dimostra la disponibilità esclusiva in capo alla dell'intera estensione dei beni in parola. Pt_1
In ragione di quanto sopra, la domanda è accolta.
Le spese sono interamente compensate, attesa l'omessa opposizione dei resistenti.
4
P.Q.M.
Il Tribunale di Lecce – Prima Sezione Civile, definitivamente decidendo nella causa n. 7173/2024 R.G., ogni diversa istanza ed eccezione disattesa:
1. Accerta e dichiara che ha acquisito la piena, assoluta ed Parte_1 esclusiva proprietà dei beni immobili contraddistinti in NCEU del Comune di
Diso: 1) foglio 15, particella 99, subalterno 1, categoria A/3, vani 2,5, rendita catastale 94,25, 2) foglio 15, particella 99 subalterno 3, categoria A/3, vani 1,5 rendita catastale 56,55 e in NCT: 3) giardino contraddistinto foglio 15 particella
1281 categoria A/3 superficie 74 rendita catastale 131,70; tutti ubicati alla via
Convento n.105 nel comune di DISO (LE).
2. Ordina al Conservatore dei RR.II. di Lecce di provvedere all'annotazione della presente sentenza con esonero da ogni responsabilità;
3. Compensa interamente tra le parti le spese di lite.
Lecce, 26.06.2025
Il giudice
Dott.ssa Viviana Mele
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