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Sentenza 4 luglio 2024
Sentenza 4 luglio 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Bolzano, sentenza 04/07/2024, n. 708 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Bolzano |
| Numero : | 708 |
| Data del deposito : | 4 luglio 2024 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale Ordinario di Bolzano
Prima Sezione Civile in persona del Giudice dott. Massimiliano Segarizzi ha pronunciato la seguente
SENTENZA
N. R.G. 1003/2022 nella causa civile di primo grado promossa da
(C.F. ) e (C.F. Parte_1 C.F._1 Parte_2
), entrambi rappresentati e difesi dall'Avv. Giuliano Capperucci C.F._2
Parte attrice nei confronti di
(C.F. ), (C.F. Controparte_1 C.F._3 Parte_3
), (C.F. , e C.F._4 Parte_4 C.F._5
(C.F. ), tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Controparte_2 C.F._6
Alexander Laimer
Parte convenuta con oggetto: rei vindicatio;
regolamento dei confini
Causa trattenuta in decisione all'udienza del 09.11.2023, sostituita dal deposito di note scritte ex art. 127-ter c.p.c., rassegnate dalle parti le seguenti
CONCLUSIONI
➢ da parte attrice e , come da note scritte d.d. Parte_1 Parte_2
06.11.2023:
“Nel merito
- Accertare la proprietà della p.ed. 699, così come rappresentata nei frazionamenti e negli atti di causa, in capo ai sigg. e e per l'effetto ordinare ai convenuti, ai Parte_2 Parte_1 sensi dell'art. 948 c.c., l'immediato rilascio della porzione del bene illegittimamente occupata, libera da eventuali persone e/o cose;
- Conseguentemente, ordinare ai convenuti l'immediata rimozione della recinzione ivi installata
a divisione delle particelle 698 e 699, a proprie cura e spese;
- Rigettare le domande tutte formulate dai convenuti nella propria comparsa di costituzione e risposta del 22.06.2022, anche in via riconvenzionale e/o subordinata, in quanto integralmente infondate in fatto ed in diritto.
- rifondere a favore degli attori le spese ed il compenso di giudizio oltre rimb. forf. 15% spese gen. ex D.M. 55/2014, CPA 4% e IVA 22% se dovuta.
In via istruttoria
OMISSIS
➢ da parte convenuta Controparte_1 Parte_3 Parte_4
come da note scritte d.d. 07.11.2023:
[...] Controparte_2
„Möge das angerufene Landesgericht Bozen, jeden gegenteiligen Antrag und Einwand abweisend, wie folgt zu Recht befinden:
In der Hauptsache:
- die von den Klägern AN ST und MA gestellten Anträge für unzulässig Pt_1
erklären und auf jeden Fall als unbegründet abweisen;
Im Wege der Widerklage:
- feststellen und erklären, dass die Grenze zwischen der Bp. 698 in E.Zl. 993/II K.G. CP_3
einerseits und . 699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns andererseits entlang der in natura in CP_4
Form eines Holzzaunes und östlich daran anschließend in Form der Nordseite des
Garagengebäudes auf Bp. 699 K.G. Naturns bestehenden Grenzmarkierung, wie im
Amtsgutachten des Geom. Walter EI vom 11.04.2023 beschrieben, verläuft;
- den festgestellten Grenzverlauf in der Folge in einem grundbuchsfähigen Parte_5
festhalten und dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, die Mappengrenze zwischen der
Co
698 in E.Zl. 993/II K.G. einerseits und . 699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns CP_3 CP_4
andererseits zu ändern, mit entsprechender Ab- und Zuschreibung der streitgegenständlichen
Teilfläche;
Im Wege der Widerklage in untergeordneter Hinsicht:
- feststellen und erklären, dass der Beklagte UM TT das Eigentum jener Teilfläche der Bp. 699 K.G. Naturns, welche sich nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des
Garagengebäudes auf Bp. 699 K.G. Naturns befindet und im Amtsgutachten des Geom. Walter
2 di 24 EI vom 11.04.2023 mit den Großbuchstaben A-B-C-D-E-A gekennzeichnet wurde, infolge der weit mehr als 20-jährigen und bis heute andauernden ausschließlichen, ungestörten, offenkundigen und ununterbrochenen Besitzausübung durch Ersitzung im Sinne und nach
Maßgabe des Art. 1158 ZGB erworben hat;
- die besagte, nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des Garagengebäudes auf Bp.
699 K.G. Naturns befindliche Teilfläche der Bp. 699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns in einem grundbuchsfähigen festhalten;
Parte_5
- dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, das Eigentum an der ersessenen Teilfläche der
Bp. 699 in E.Zl. K.G. Naturns auf den Beklagten geboren am C.F._7 Controparte_1
28.12.1934 in Meran, Steuernummer , einzuverleiben sowie alle hierfür C.F._3
notwendigen Grundbuchsoperationen durchzuführen;
In jedem Fall:
- die Kläger zum vollständigen Ersatz der im gegenständlichen Verfahren anfallenden Kosten, einschließlich der Spesen für Amts- und Parteigutachter, verurteilen;
In beweisrechtlicher Hinsicht:
OMISSIS“
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. Con atto di citazione d.d. 15.03.2022 i sig.ri e hanno chiesto Parte_1 Parte_2
accertarsi la loro piena proprietà della p.ed. 699 in C.C. Naturno, così come rappresentata nei frazionamenti e negli atti di causa, e per l'effetto chiesto la condanna dei convenuti sig.ri
, e all'immediato Parte_4 Parte_3 Controparte_2 Controparte_1
rilascio della porzione del bene illegittimamente occupata ed alla rimozione della recinzione ivi installata, a divisione delle particelle 698 e 699.
A fondamento, sotto il profilo fattuale, hanno allegato che:
− in data 29.11.1965 veniva costituita la Controparte_5
la quale in seguito acquistava la p.f. 190 in C.C.
[...]
Naturno al fine di edificarvi 10 case da destinare a uso abitazione;
− con frazionamento d.d. 22.09.1973 la p.f. 190 veniva suddivisa in molteplici nuove particelle edificiali, tra cui la p.ed 699 e la p.ed 698;
3 di 24 − con atto del 26.08.1976 la cooperativa assegnava la p.ed. 699 (oltre ad 1/11 della p.f.
190/1 e della p.ed. 701) in piena proprietà al socio padre degli attori, e la Persona_1
p.ed. 698 (oltre ad 1/11 della p.f. 190/1 e della p.ed. 701) al socio Controparte_1
− gli attori diventavano comproprietari della p.ed. 699 in forza di atto di donazione dei genitori del 06.02.2017, mentre la confinante p.ed. 698 è oggi in comproprietà dei convenuti;
− nell'anno 1976 il sig. aveva piantato una siepe 'pungitopo' (“Feuerdorn”) Persona_1
sulla propria p.ed. 699 ad oltre un metro di distanza dallo 'zoccolo murato' tuttora esistente ed a circa 30/40 cm dal confine delineato da un piccolo fossato;
− la siepe correva lungo il confine tra i due fondi, si estendeva anche dietro al garage della p.ed. 699 e veniva rimossa solo nel 2002 per ordine del Comune;
− nel 2004 veniva eretta una recinzione in legno a separazione delle due proprietà, collocata erroneamente non in corrispondenza del confine, bensì all'interno della p.ed. 699, in quanto in precedenza il sig. aveva illegittimamente allungato la Controparte_1
recinzione dal lato della strada della sua proprietà, di quasi 170 cm oltre il confine, sicché
i convenuti si sarebbero illegittimamente impossessati di circa 22,68 mq di terreno degli attori;
− nell'anno 2014 circa il Comune di Naturno predisponeva senza coinvolgimento dei proprietari l'allacciamento per il gas mediante installazione del relativo tubo, che sulla p.ed. 699 veniva installato dal Comune a ridosso della recinzione in prossimità dell'angolo;
− nell'anno 2021 gli attori necessitavano di installare la cassetta del contatore del gas metano nella porzione di terreno occupata dai convenuti ma di proprietà degli attori.
Costituitisi tempestivamente in giudizio con comparsa in lingua tedesca, i convenuti resistevano alle domande attoree, eccependo l'inammissibilità ovvero l'infondatezza della domanda di rivendica, in quanto vi sarebbe incertezza sul confine, mentre non vi sarebbe un contrasto fra i rispettivi titoli di proprietà; in via riconvenzionale, proponevano domanda di accertamento del confine tra i due fondi ovvero, in subordine, di usucapione del terreno oggetto di rivendica.
In particolare, essi confermavano la ricostruzione relativa ai titoli di provenienza dei fondi alle parti ed alla collocazione di una siepe nel 1976 da parte del sig. lungo il confine, Persona_1
ma contestavano che la pianta fosse stata collocata anche nell'angolo dietro al garage, in quanto
4 di 24 sarebbe terminata sulla parete ovest dell'edificio pertinenziale;
esponevano che il sig.
[...]
aveva lastricato il cortile sul proprio fondo e collocato un cordolo a sud della siepe, lungo Per_1
la stradina di accesso sulla p.f. 190/1, rimasto immutato sino ad oggi;
che la siepe e la parete nord del garage sulla p.ed. 699 rappresentavano per tutti il confine fra i due fondi;
che negli anni '70 il sig. al fine di delimitare la sua proprietà sino alla strada di accesso dalla p.f. Controparte_1
190/1, piantava un 'ligustro', che si univa esattamente ad angolo alla siepe piantata dal sig.
che in seguito il ligustro lungo la strada veniva sostituito da uno steccato;
che anche il Pt_1 sig. dopo l'abbattimento della siepe, vi installava al suo posto uno steccato in legno, il Pt_1
quale, unitamente alla parete nord del garage sulla p.ed. 699, segnava il confine con la p.ed. 698; che dal 1976 la superficie del giardino della p.ed. 698 si estendeva sino al cortile della p.ed. 699, un tempo in ghiaia ed ora lastricato;
che il sig. possiede pacificamente dal Controparte_1
1976 la superficie del giardino sita a nord del garage della p.ed. 699 nonché a nord dello steccato.
Assegnati i termini ex art. 183, co.6 c.p.c., la giudice istruttrice esperiva un tentativo di conciliazione, che tuttavia non andava a buon fine. Quindi disponeva l'assunzione di consulenza tecnica d'ufficio, volta all'accertamento della linea di confine.
Assunta la consulenza, per la quale il CTU geom. veniva autorizzato ad avvalersi Persona_2
di ausiliari per eseguire rilievi topografici, la causa veniva ritenuta sufficientemente istruita.
Previa riassegnazione del procedimento allo scrivente giudicante, la causa veniva quindi trattenuta in decisione all'udienza del 09.11.2023, celebrata in forma cartolare, previa assegnazione dei termini ex art. 190 c.p.c.
2. Preliminarmente si osserva che parte attrice ha rivendicato la striscia di terreno che i convenuti occuperebbero illegittimamente tramite una recinzione pari a circa 22 mq, asserendo di esserne proprietari in forza dei titoli di acquisto, poiché la recinzione esistente a separazione dei due fondi sarebbe stata erroneamente collocata all'interno della proprietà attorea e non lungo il confine delle proprietà come risultanti dai tipi di frazionamento richiamati nei rispettivi atti di acquisto e dalle corrispondenti risultanze catastali. Ha allegato missiva stragiudiziale dei convenuti del luglio 2021, i quali contestavano il confine mappale, a favore di quello di fatto, asserendo al contempo di aver usucapito la striscia di terreno oggetto di rivendica.
Al di là della denominazione adottata dalla parte, l'organo giudicante è tenuto a qualificare autonomamente la domanda sulla base dei fatti dedotti e del bene della vita anelato dall'attore:
5 di 24 “L'azione di rivendica e quella di regolamento di confini si differenziano tra loro giacché nel primo caso - che presuppone un conflitto di titoli - l'attore non ha incertezza alcuna circa il confine (che è anzi indicato in modo certo e chiaro) e chiede la restituzione della porzione di fondo usurpata, indicandone con esattezza estensione e misura, mentre nel secondo - in cui la contestazione involge non già i titoli di proprietà, ma la delimitazione dei rispettivi fondi -
l'attore non solo non è sicuro "ab initio" dei confini del proprio fondo, ma neppure è certo che questo sia stato parzialmente occupato dal convenuto. Ne consegue che, ove venga attribuito un erroneo "nomen iuris" all'azione, occorre avere riguardo all'effettiva natura della controversia, così che, ove l'attore, pur dichiarando di esercitare un'azione di regolamento di confini chieda, con espressione precisa ed univoca, l'affermazione del suo diritto di proprietà su zone possedute dal convenuto ed il rilascio di esse, indicando come vero un determinato confine a lui più favorevole, la domanda deve essere qualificata come azione di rivendica.” (Cass. n. 20912/2021; cfr. in punto qualificazione del potere di qualificazione della domanda, Cass. n. 13920/2023 e
Cass. n. 1545/2016).
L'azione proposta è volta al recupero della striscia di terreno che i convenuti, nella prospettazione attorea, hanno illegittimamente usurpato rispetto al confine individuato nelle mappe catastali, id est, nei tipi di frazionamento a fondamento di rispettivi titoli di acquisto. La domanda attorea va quindi qualificata come azione di rivendica, che non muta a seguito delle contestazioni mosse dai convenuti, i quali in via riconvenzionale hanno espressamente spiegato un'azione di regolamento dei confini, deducendo l'esistenza di un confine diverso, contraddistinto prima dalla siepe piantata dal sig. nel 1986, poi dallo steccato in legno, oltre che dalla parete ovest Persona_1
del garage sito sulla p.ed. 699, ovvero, in subordine domanda di usucapione della striscia di terreno de quo.
2.2. Va quindi esaminata preliminarmente la questione attinente all'individuazione del confine dei due fondi, poiché le deduzioni dei convenuti dimostrano l'esistenza di incertezza, quantomeno soggettiva, ma anche rispetto al dato materiale esistente, del confine tra i fondi.
Nell'indagine sul confine, incombe ad entrambe le parti l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine, mentre il giudice, del tutto svincolato dal principio "actore non probante reus absolvitur", deve determinare il confine in relazione agli elementi che gli sembrano più attendibili, ricorrendo in ultima analisi alle risultanze catastali, aventi valore sussidiario (v. Cass. n. 10062/2018).
6 di 24 Nel caso di specie risulta per tabulas che la società cooperativa edilizia San Procolo, proprietaria della p.f. 190 in P.T.789/II CC Naturno, con atto del 26.08.1976 assegnava la p.ed. 699 al socio padre degli attori, e la p.ed. 698 al convenuto fondi risultanti Persona_1 Controparte_1
dal tipo di frazionamento della p.f. 190 elaborato dal geom. in data 22.09.1973, CP_6 richiamato nell'atto di assegnazione (docc. 1 e 2 attori;
docc. 6 e 7 convenuti).
Parimenti è documentalmente provato che:
− in data 12.04.1994, la madre degli odierni attori, sig.ra coniugata Parte_6
acquistava la proprietà quota del 50% della p.ed. 699 (doc. 3 attori). Pt_1
− gli attori diventavano comproprietari esclusivi della p.ed. 699 in forza di atto di donazione del 06.02.2017 da parte dei genitori, intavolato sub G.N. 810/2017 (doc. 4 e 5 attori);
− che la p.ed. 698 è in comproprietà del convenuto per la quota di 12/18, Controparte_1 di cui la quota di ½ in forza dell'atto di data 26.08.1976 mentre per la restante quota di
1/6 in forza del certificato di eredità del 10.10.2011, stesso titolo a fondamento della comproprietà per la quota di 1/9 ciascuno a favore dei figli , Parte_4 Parte_3
e come risulta dall'estratto tavolare sub (doc. 6);
[...] Controparte_2
− che il certificato di eredità è stato emesso in successione per morte della sig.ra
, moglie rispettivamente madre dei convenuti (doc. 9 convenuti), Persona_3
la quale, come si evince dall'estratto storico del libro fondiario, era divenuta proprietaria della quota di un mezzo della p.ed. 698 in forza di atto del 15.04.1994 (doc. 8 convenuti);
− che in data 22.12.2021 il convenuto ha donato la propria quota di Controparte_1
12/18 della p.ed. 698 ai tre figli, riservandosi il diritto di abitazione vita natural durante
(doc. 10 convenuti).
Pertanto, valore determinante ai fini dell'accertamento sul confine assume il tipo di frazionamento n. 411/1973 del geom. in quanto allegato ai titoli di acquisto del signor CP_6
ovvero dei danti causa delle odierne parti in causa, che ha diviso l'originaria Controparte_1
unica p.f. 190 appartenuta alla cooperativa San Procolo in varie particelle edificiali, in seguito assegnate alle parti:
“A norma dell'art. 950 c.c. è ammissibile qualsiasi mezzo di prova per la determinazione del confine tra due fondi;
tuttavia, qualora si tratti di fondi appartenenti originariamente come unico appezzamento ad un solo proprietario, deve necessariamente farsi riferimento agli atti di frazionamento allegati ai contratti di vendita o di divisione, quando dalle misure ivi contenute
7 di 24 possono essere desunti elementi idonei ad individuare con esattezza la linea di confine tra le due proprietà.” (Cass. n. 12322/2020);
“Nell'indagine diretta all'individuazione del confine tra due fondi riveste importanza fondamentale il tipo di frazionamento allegato ai singoli atti di acquisto ed in essi richiamato con valore vincolante, sicché il giudice può ricorrere ad altri mezzi di prova soltanto nel caso in cui le indicazioni desumibili dai rispettivi titoli di provenienza siano mancanti o insufficienti.”
(Cass. n. 12327/2020; conf. Cass. n. 26951/2008).
2.3. Non può invece ritenersi che la recinzione in legno eretta tra i due fondi costituisca il confine
'naturale' tra i due appezzamenti, tenuto conto che si tratta di manufatto frutto dell'opera dell'uomo e non di conformazione naturale del terreno.
In particolare, parte convenuta ha sostenuto che il dante causa degli attori, sig. Persona_1
abbia piantato la siepe sul confine, in seguito sostituita dallo steccato (comparsa pag. 8 ss.), e che i convenuti abbiano rispettato tale recinzione quale elemento contraddistintivo del confine.
Parte attrice non ha mai indicato chi abbia eretto lo steccato, né contestato tempestivamente le deduzioni di parte convenuta, limitandosi solo in seconda memoria a dedurre che questo sia stato realizzato dai convenuti.
Pertanto, nessuna delle parti ha allegato che in passato sia stato concluso un contratto al fine di tracciare concordemente il confine, né tantomeno che lo steccato stato installato in comune per accordo dei rispettivi proprietari dei fondi.
Ne deriva che l'installazione dello steccato non rileva quale indizio di una regolamentazione pattizia del confine.
In ogni caso, la regolamentazione pattizia che sarebbe stata conclusa con il dante causa degli attori non sarebbe a questi opponibile, avendo essi acquistato l'immobile in forza di atto tra vivi, nella fattispecie sotto forma di contratto di donazione, e non essendo il negozio, con cui è stato pattuito un confine diverso rispetto a quello emergente dalle risultanze del libro fondiario, stato oggetto di intavolazione, senza che risulti l'assoggettamento degli attori a tale vincolo negoziale:
“Nel sistema tavolare, l'accordo tra i proprietari che stabilisca un confine difforme dalle risultanze del libro fondiario ha solo efficacia obbligatoria tra i contraenti, attesa la necessità dell'intavolazione per l'efficacia "erga omnes".” (Cass. n. 22068/2015).
Sotto altro aspetto, dalle riproduzioni fotografiche dimesse agli atti non è possibile stabilire con esattezza la collocazione originaria della siepe e la sua larghezza, che venne rimossa solo in
8 di 24 seguito al provvedimento del del 31.07.2002 (doc. 11 attori). Non è quindi accertabile se CP_7
il confine corresse lungo il centro della siepe ovvero al termine dei suoi rami, tenuto conto che, come si evince dalle fotografie dimesse dalle parti, essa pare larga alcune decine di centimetri.
Peraltro, la siepe era posta più a nord dello zoccolo in cemento ancora oggi esistente fra le due proprietà (v. doc. 7 attori), il quale pacificamente non rappresentava il confine. A conferma di ciò
i convenuti in comparsa, a pag. 9, hanno esposto che il cordolo in cemento si trovasse più a sud della siepe, mentre il confine sarebbe stato marcato proprio da quest'ultima.
Conseguentemente, non è nemmeno possibile accertare se lo steccato oggi esistente sia stato collocato esattamente nella posizione corrispondente a quella della siepe o meno.
D'altronde, la base primaria per ricostruire la linea di confine è sempre costituita dall'esame e dalla valutazione dei titoli d'acquisto delle rispettive proprietà, mentre la mancanza o l'insufficienza di indicazioni sul confine rilevabile dai titoli, ovvero la loro mancata produzione, giustifica il ricorso ad altri mezzi di prova, ivi comprese le risultanze delle mappe catastali, alle quali è consentito ricorrere anche nel caso che i titoli, per la loro consistenza o per ragioni relative alla loro attendibilità, risultino - secondo l'accertamento incensurabile del giudice di merito - comunque inidonei alla determinazione certa del confine (Cass. n. 24171/2022).
Nel caso di specie non può quindi che farsi riferimento al confine individuato con il tipo di frazionamento redatto dal geom. con cui sono state erette le odierne pp.ed. 698 e 699. Pt_7
2.4. Il consulente tecnico d'ufficio geom. con discernimento logico e ben Persona_2
motivato, pienamente condiviso e fatto proprio dal tribunale, tenuto conto che nemmeno i consulenti tecnici di parte attrice e di parte convenuta hanno mosso censure alle indagini del ctu, ha accertato che la ricostruzione digitale del confine mappale tra i due fondi generato dal tipo di frazionamento n. 411/1973 “non lascia posizioni incerte”, dando precisioni entro le tolleranze catastali e un buon riscontro con i dati del rilevamento topografico eseguito dall'ausiliario
(relazione ctu, pag. 5). Il tecnico ha quindi constatato che la recinzione in legno risulta collocata più a sud rispetto al confine mappale da un massimo di 1,61 m ad un minimo di 0,44 m, escludendo una superficie complessiva di 21 m² dl dal restante fondo attoreo;
nessuna incidenza avrebbe invece il tipo di frazionamento n. 96/1986, il quale non modifica i confini definiti precedentemente (relazione ctu, pag. 6).
Pertanto, il confine fra la p.ed. 698 e la p.ed. 699 in CC. Naturno corrisponde a quello individuato nel tipo di frazionamento n. 411/1973 del geom. CP_6
9 di 24 3. La domanda riconvenzionale spiegata in via subordinata, volta a far valere l'intervenuta usucapione della striscia di terreno oggetto di causa, è infondata.
In primo luogo, gli attori hanno acquistato per atto tra vivi in forza delle risultanze del libro fondiario, senza che parte convenuta abbia nemmeno allegato che i fratelli fossero a Pt_1
conoscenza del diverso diritto da essa vantato:
“Nei territori in cui vige il sistema tavolare basato sul principio della pubblicità costitutiva, il conflitto tra l'acquirente per atto fra vivi dall'intestatario tavolare e chi abbia acquistato il bene per usucapione si risolve in base all'art. 5 del r.d. n. 499 del 1929, che prevede il principio di pubblica fede che assiste le risultanze dei libri fondiari, per cui l'acquisto effettuato in base a dette risultanze si presume avvenuto in buona fede, ed è onere del terzo che sostiene di aver acquistato il bene per usucapione provare che colui che ha acquistato dal titolare del bene in base al libro fondiario era in malafede, essendo stato a conoscenza della sussistenza dell'usucapione maturata ma non giudizialmente dichiarata ed iscritta, o essendo stato in grado di apprenderlo facendo uso dell'ordinaria diligenza.” (Cass. n. 29089/2017).
In secondo luogo, tenuto conto dell'impossibilità sopra descritta di ricostruire con esattezza la collocazione della vecchia siepe rispetto all'attuale recinzione, i convenuti non hanno nemmeno allegato l'anno in cui venne costruito lo steccato in legno.
Tenuto conto che nel 2002 il imponeva l'abbattimento delle piante nella Controparte_8
zona, in assenza di altri elementi si può presumere che la siepe sia rimasta fino a quell'anno e che la recinzione sia stata edificata solo in seguito.
Per l'effetto non risulta maturato il termine ventennale da quando venne realizzato il manufatto sino all'invio della diffida attorea il 20.07.2021 (doc. 20 attori).
D'altronde non può ritenersi sufficiente al fine del maturare della usucapione il mero sfalcio della striscia di terreno coltivata a prato che eventualmente si estendeva fra la precedente siepe ed il confine tra i fondi (cfr. Cass. n. 1796/2022).
Conseguentemente merita accoglimento la domanda attorea di rivendica della porzione illegittimamente occupata da parte convenuta, come individuata dall'allegato 1 alla ctu del geom.
d.d. 11.04.2023, libera da eventuali persone e/o cose. Persona_2
Quanto alla recinzione, parte attrice ha dedotto tardivamente che essa sarebbe stata eretta dai convenuti, i quali invece hanno sostenuto ab origine che il manufatto sia stato realizzato dal padre degli attori. La domanda di rimozione della recinzione a cura e spese dei convenuti,
10 di 24 dunque, non può trovare accoglimento, fermo restando che la stessa è da ritenersi di proprietà degli attori in virtù del principio di accessione di cui all'art. 934 c.c., essendo stata realizzata sul loro fondo.
4. Le spese di lite sono rette dal principio della soccombenza di cui all'art. 91 c.p.c.
Parte convenuta è quindi tenuta a rifondere a parte attrice le spese di lite, liquidate in applicazione del D.M. n. 55/2014 e ss.mm., scaglione di valore da euro 5.200,01 ad euro 26.000,00, parametri medi per tutte le fasi, e quindi in euro 5.077,00 per compensi, euro 412,80 per anticipazioni documentate (€ 237 C.U.; € 27,00 bollo iscrizione a ruolo;
€ 148,80 come richiesti per notifiche), oltre rimborso forfetario del 15% per spese generali, oltre accessori come per legge.
Le spese per la consulenza tecnica d'ufficio vengono poste definitivamente per l'intero a carico di parte convenuta.
5.
Considerato che
nessuna delle parti vi ha rinunciato, si dispone, ai sensi del D.P.R. n.
574/1988, la traduzione a cura dell'ufficio della presente sentenza nella lingua tedesca, lingua processuale dei convenuti.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunziando, ogni diversa eccezione, domanda ed istanza respinta, assorbita e/o dichiarata inammissibile,
1. accerta e dichiara che il confine fra la p.ed. 698 e la p.ed. 699, entrambe in CC. Naturno,
corrisponde al confine mappale esistente individuato dal tipo di frazionamento n.
411/1973 di data 22.09.1973 a firma del geom. CP_6
2. accerta la proprietà della p.ed. 699, così come rappresentata nel frazionamento di cui al punto 1 in capo agli attori e per la quota di Parte_2 Parte_1
un mezzo indiviso ciascuno e per l'effetto ordina ai convenuti, ai sensi dell'art. 948 c.c.,
l'immediato rilascio della porzione del bene illegittimamente occupata, come individuata dall'allegato 1 alla ctu del geom. d.d. 11.04.2023, libera da eventuali Persona_2
persone e/o cose;
3. rigetta le ulteriori domande svolte dalle parti, in quanto infondate;
4. condanna i convenuti a rifondere agli attori le spese di lite, che liquida in euro 5.077,00 per compensi, euro 412,80 per anticipazioni, oltre rimborso forfetario del 15% per spese generali, oltre accessori come per legge per CAP e IVA sulle poste soggette ed oltre spese future occorrende;
11 di 24 5. pone le spese per la consulenza tecnica d'ufficio, nella misura già liquidata in corso di causa, definitivamente a carico di parte convenuta per l'intero;
6. dispone la trasmissione di copia della presente sentenza all'ufficio traduzioni, in sede, per la redazione nella sua versione in lingua tedesca.
Così deciso, lì 06.03.2024
Il Giudice
Massimiliano Segarizzi
(segue traduzione in lingua tedesca/es folgt die Übersetzung in deutscher Sprache)
REPUBLIK ITALIEN
IM NAMEN DES ITALIENISCHEN VOLKES
LANDESGERICHT BOZEN
Erste Abteilung für Zivilsachen
In der Person des Richters Dr. Massimiliano Segarizzi hat folgendes
URTEIL ausgesprochen
Allg. Reg. Nr. 1003/2022 im Zivilverfahren erster Instanz eingeleitet von
(C.F. ) (C.F. Parte_1 C.F._1 Parte_8
Per
), beide vertreten und verteidigt von Giuliano Capperucci C.F._2
- klagende Partei - gegen
(St.Nr. ), (St.Nr. Controparte_1 C.F._3 Parte_3
), (St.Nr. und C.F._4 Parte_4 C.F._5
(St.Nr. ), alle vertreten und verteidigt von RA Controparte_2 C.F._6
Alexander Laimer
- beklagte Partei -
Gegenstand des Rechtsstreites: rei vindicatio;
Grenzbereinigungsklage
12 di 24 Der Rechtsstreit wurde bei der Verhandlung vom 09.11.2023, ersetzt durch Hinterlegung von schriftlichen Noten gemäß Art 127-ter-ZPO, zur Entscheidung einbehalten, und zwar über die von den Parteien gestellten
Parte_9
➢ der klagenden Partei NN ER und , wie laut der Parte_2
schriftlichen Noten vom 06.11.2023”:
„In der Sache
- Das Eigentum der B.p. 699, so wie in den Teilungsplänen und in den Verfahrensakten dargestellt, zu Gunsten von Herrn ST MA und Herrn ST feststellen und Pt_1
demzufolge den Beklagten im Sinne des Art. 948 ZGB die sofortige Freigabe des unrechtmäßig in
Besitz genommenen Teils der Sache, frei von allfälligen Personen und/oder Sachen, anordnen;
- Demzufolge den Beklagten die unmittelbare Entfernung des dort zur Trennung der Parzellen
698 und 699 aufgestellten Zaunes auf eigene Veranlassung und Kosten anordnen;
- Sämtliche in dem eigenen Einlassungs- und Beantwortungsschriftsatz vom 22.06.2022 gestellten
Anträge der Beklagten auch im Wege der Widerklage und/oder in untergeordneter Hinsicht, als sachlich und rechtlich zur Gänze unbegründet abweisen.
- Den Klägern die Verfahrens- und Anwaltskosten zuzüglich Pauschalentgelt 15 % allgemeine
Ausgaben gemäß D.M. 55/2014, Anwaltskassenfürsorgebeitrag 4 % und MwSt. 22 %, falls fällig, ersetzen.
Auf dem Beweiswege:
OMISSIS
➢ Von der beklagten Partei Controparte_1 Parte_3
und wie laut der schriftlichen Parte_4 Controparte_2
Noten vom 07.11.2023:
„Möge das angerufene Landesgericht Bozen, jeden gegenteiligen Antrag und Einwand abweisend, wie folgt zu Recht befinden: in der Hauptsache:
- Die von den Klägern AN ST und MA gestellten Anträge für unzulässig Pt_1
erklären und auf jeden Fall als unbegründet abweisen,
Im Wege der Widerklage:
13 di 24 - feststellen und erklären, dass die Grenze zwischen der BP. 905/698 in E.Zl. 993/II K.G. Naturns einerseits und der B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns andererseits entlang der in natura in
Form eines Holzzaunes und östlich daran anschließend in Form der Nordseite des
Garagengebäudes auf B.p. 699 K.G. Naturns bestehenden Grenzmarkierung, wie im
Amtsgutachten des Geom. Walter EI vom 11.04.2023 beschrieben, verläuft;
- Den festgestellten Grenzverlauf in der Folge in einem grundbuchsfähigen Parte_5
festhalten und dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, die Mappengrenze zwischen der
B.p. 905/698 in E.Zl. 993/II K.G. Naturns einerseits und der B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G.
Naturns andererseits zu ändern, mit entsprechender Ab- und Zuschreibung der streitgegenständlichen Teilfläche;
Im Wege der Widerklage in untergeordneter Hinsicht:
- feststellen und erklären, dass der Beklagte UM TT das Eigentum jener Teilfläche der B.p. 699 K.G. Naturns, welche sich nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des
Garagengebäudes auf B.p. 699 K.G. Naturns befindet und im Amtsgutachten des Geom. Walter
EI vom 11.04.2023 mit den Großbuchstaben A-B-C-D-E-A gekennzeichnet wurde, infolge der weit mehr als 20-jährigen und bis heute andauernden ausschließlichen, ungestörten, offenkundigen und unterbrochenen Besitzausübung durch Ersitzung im Sinne und nach Maßgabe des Art. 1158 ZGB hat erworben;
- die besagte, nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des Garagengebäudes auf B.p.
699 K.G. Naturns befindliche Teilfläche der B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns in einem grundbuchsfähigen Teilungsplan festhalten;
- Dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, das Eigentum an der ersessenen Teilfläche der
B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns auf den Beklagten UM geboren am CP_1
28.12.1934 in Meran, Steuernummer , einverleiben sowie alle hierfür C.F._3
notwendigen Grundbuchsoperationen durchgeführt;
In jedem Fall:
- Die Kläger zum vollständigen Ersatz der im gegenständlichen Verfahren anfallende Kosten, einschließlich der Spesen für Amts- und Parteigutachter, verurteilen,
In beweisrechtlicher Hinsicht “
OMISSIS“
RECHTLICHE UND SACHLICHE GRÜNDE Controparte_9
14 di 24 1. Mit Klageschriftsatz vom 15.03.2022 haben Herr ST AN und Herr ST MA die
Feststellung ihres vollen Eigentums an der B.p. 699 K.G. Naturns, so wie in den Teilungsplänen und in den Verfahrensakten dargestellt, beantragt;
demzufolge haben sie die Verurteilung der
Beklagten TT TH, , und zur Parte_3 Controparte_2 Controparte_1
unmittelbaren Freigabe des unrechtmäßig in Besitz genommenen Teils des Gutes und zur
Entfernung des zur Trennung der Parzellen 698 und 699 aufgestellten Zauns, beantragt.
Zur Untermauerung führten sie zu den Gegebenheiten aus:
− Am 29.11.1965 wurde die gegründet, welche im Controparte_5
Nachhinein die G.p. 190 K.G. Naturns zur Errichtung von 10 Wohngebäuden erwarb;
− Mit Teilungsplan vom 22.09.1973 wurde die G.p. 190 in mehreren neuen Bauparzellen aufgeteilt, darunter die B.p.699 und die B.p. 698;
− Mit Akt vom 26.08.1976 wies die Genossenschaft die B.p. 699 (zusätzlich zu 1/11 der
G.p.190/1 und der B.p. 701) in vollem Eigentum dem Mitglied ST ER zu, dem
Vater der Kläger, und die B.p. 698 (zusätzlich zu 1/11 der G.p.190/1 und der B.p. 701) dem Mitglied TT UM;
− Die Kläger wurden kraft Schenkungsakts der Eltern vom 06.02.2017 Miteigentümer der
B.p. 699, während die angrenzende B.p. 698 heute Miteigentum der Beklagten ist;
− Im Jahr 1976 hatte Herr auf der eigenen B.p. 699 eine Feuerdorn-Hecke, Persona_1
mehr als einen Meter von dem noch vorhandenen „Mauersockel“ entfernt und etwa 30/40 cm von der durch einen kleinen Graben gezeichneten Grenze, gepflanzt;
− Die Hecke verlief entlang der Grenze zwischen den beiden Grundstücken und erstreckte sich auch bis hinter der Garage der B.p. 699 und wurde erst 2002 auf Anordnung der
Gemeinde entfernt;
− 2004 wurde ein Holzzaun errichtet, um die beiden Grundstücke zu trennen, der irrtümlich nicht in Übereinstimmung mit der Grenze, sondern innerhalb der B.p.699 aufgestellt wurde, weil Herr UM vorher den Zaun auf der Straßenseite seines CP_1
Grundstücks unrechtmäßig um fast 170 cm über die Grenze verlängert hatte, sodass die
Beklagten unrechtmäßig etwa 22,68 Quadratmeter des Grundstücks der Kläger in Besitz genommen hätten.
15 di 24 − 2014 traf die Gemeinde Naturns ohne Beteiligung der Eigentümer die Vorbereitungen für den Erdgasanschluss mittels Verlegung des entsprechenden Rohres, welches auf der B.p.
699 von der Gemeinde dicht an den Zaun in der Nähe der Ecke verlegt wurde;
− Im Jahr 2021 mussten die Kläger den Kasten für den Erdgaszähler in dem von den
Beklagten in Besitz genommenen, sich aber im Eigentum der Kläger befindlichen Teil des
Grundstücks installieren.
Mit Einlassungsschriftsatz in deutscher Sprache ließen sich die Beklagten fristgerecht in das
Verfahren ein, wehrten die klägerischen Ansprüche ab und erhoben Einwand wegen
Unzulässigkeit bzw. Unbegründetheit des Herausgabeanspruchs, weil Ungewissheit über die
Grenze bestünde, wobei es keinen Widerspruch zwischen den jeweiligen Eigentumstiteln gäbe;
Im Wege der Widerklage erhoben sie Anspruch auf Grenzermittlung zwischen den beiden
Grundstücken bzw. in untergeordneter Hinsicht auf Ersitzung des Grundstücks, das Gegenstand der Herausgabeanspruchs ist.
Im Besonderen bestätigten sie die Rekonstruktion bezüglich der Herkunftstitel der Parteien an den Grundstücke und bezüglich der Pflanzung einer Hecke an der Grenze seitens Herrn ER
ST im Jahr 1976, beanstandeten jedoch, dass die Pflanze auch in der hinter der Garage Per_5
eingesetzt worden sei, da sie an der Westwand des Nebengebäudes enden würde; sie führten aus, dass Herr ER ST den Innenhof an seiner Unterseite gepflastert hatte und südlich der
Hecke entlang des Zufahrtsweges auf G.p. 190/1 einen gesetzt hatte, der bis heute Per_6
unverändert geblieben ist;
dass die Hecke und die Nordwand der Garage auf der B.p. 699 für alle die Grenze zwischen den beiden Grundstücken darstellte;
dass in den 70er Jahren Herr
[...] einen „Ligusterstrauch“ zur Abgrenzung seines Eigentums bis zu der Zufahrtsstraße CP_1
von der G.p. 190/1, der genau im Winkel an die von Herrn ST gepflanzte Hecke anschloss;
dass später der Ligusterstrauch entlang der Straße durch einen Zaun ersetzt wurde;
dass Herr
ST nach Rodung der Hecke an dessen Stelle einen Holzzaun errichtete, der in Verbindung mit der Nordwand der Garage auf der B.p. 699, die Grenze mit der B.p. 698 markierte;
dass sich seit 1976 die Gartenfläche der B.p. 698 bis zum ursprünglich aus Schotter bestehenden und jetzt gepflasterten Hofraum der B.p. 699 erstreckte;
dass der Herr UM TT seit 1976 die
Oberfläche des Gartens nördlich der B.p.-Garage. 699 sowie nördlich des Zauns friedlich besitzt.
16 di 24 Nach Zuweisung der Fristen gemäß Art. 183, Abs.6 ZPO, unternahm die Instruktionsrichterin einen Vergleichsversuch, der jedoch nicht erfolgreich war. Daher verfügte sie die Aufnahme eines Amtssachverständigengutachten zur Feststellung des Grenzverlaufs.
Cont Nach Aufnahme wofür der Geom. EI ermächtigt wurde, Controparte_10 Per_2
Hilfskräfte zur Landvermessung einzusetzen, wurde die Instruktion im Rechtsstreit als ausreichend erachtet.
Nach der Neuzuweisung des Verfahrens an den unterfertigten Richter wurde der Rechtsstreit zur
Entscheidung in der in schriftlicher Form abgewickelten Verhandlung vom 09.11.2023, nach
Zuweisung der Fristen gemäß Art. 190 ZPO, einbehalten.
2. Zunächst sei festgehalten, dass die klägerische Partei die Herausgabe des mit einer
Umzäunung von den Beklagten unrechtmäßig in Besitz genommenen Geländestreifens von etwa
22 Quadratmetern verlangt hat, wobei sie behauptete, dass sie kraft der Erwerbstitel dessen
Eigentümer sei, da der zur Trennung der zwei Grundstücke bestehende Zaun irrtümlich innerhalb des Eigentums der Kläger und nicht entlang der Grundstücksgrenze aufgestellt worden wäre, wie aus dem Teilungsplan in den Erwerbsakten und aus den Katasterbuchangaben hervorgeht. Sie legte ein außergerichtliches Schreiben der Beklagten vom Juli 201 bei, welche die Mappengrenze zugunsten der de-facto-Grenze beanstandeten und zur gleichen Zeit behaupteten, dass sie den zur
Herausgabe beanspruchten Geländestreifen ersessen hätten.
Jenseits der von der Partei angenommenen Bezeichnung ist das richtende Organ verpflichtet, die
Klage autonom auf Grundlage des vorgebrachten Sachverhalts und des von dem Kläger angestrebten Lebensguts beurteilen:
“L'azione di rivendica e quella di regolamento di confini si differenziano tra loro giacché nel primo caso - che presuppone un conflitto di titoli - l'attore non ha incertezza alcuna circa il confine (che è anzi indicato in modo certo e chiaro) e chiede la restituzione della porzione di fondo usurpata, indicandone con esattezza estensione e misura, mentre nel secondo - in cui la contestazione involge non già i titoli di proprietà, ma la delimitazione dei rispettivi fondi - l'attore non solo non è sicuro "ab initio" dei confini del proprio fondo, ma neppure è certo che questo sia stato parzialmente occupato dal Ne consegue che, ove venga attribuito un erroneo "nomen iuris" all'azione, occorre avere riguardo all'effettiva natura della controversia, così che, ove l'attore, pur dichiarando di esercitare un'azione di regolamento di confini chieda, con espressione precisa ed univoca, l'affermazione del suo diritto di proprietà su zone possedute dal convenuto ed
17 di 24 il rilascio di esse, indicando come vero un determinato confine a lui più favorevole, la domanda deve essere qualificata come azione di rivendica..“ (KGH. Nr. 20912/2021; vgl. über CP_12
zur Qualifikation der Klage, KGH. Nr. 13920/2023 und KGH. Nr. 1545/2016).
[...]
Die erhobene Klage zielt darauf ab, den Geländestreifen zurückzugewinnen, den die Beklagten aus Klägersicht unrechtmäßig im Gegensatz zur in der Katastermappe festgelegten Grenze in
Besitz genommen haben, id est, in den Teilungsplänen zur Untermauerung der jeweiligen
Erwerbstiteln. Der klägerische Anspruch muss daher als Klage auf Herausgabe beurteilt werden, die sich infolge der Beanstandungen der Beklagten nicht ändert, welche im Wege der
Widerklage ausdrücklich eine Grenzbereinigungsklage geltend gemacht haben, wobei sie das
Vorhandensein einer verschiedenen Grenze vorbrachten, die zunächst durch die 1986 von Herrn
ER ST gepflanzte Hecke, dann vom Holzzaun, und schließlich von der Westwand der
Garage auf der B.p. 699 gekennzeichnet war, bzw. in untergeordneter Hinsicht Anspruch auf
Ersitzung des Geländestreifens de quo.
2.2. Daher muss zunächst die Frage zur Festlegung der Grenze zwischen den beiden
Grundstücken geprüft werden, da die Ausführungen der Beklagten das Bestehen einer zumindest subjektiven Ungewissheit beweisen, die aber auch in Bezug auf die vorhandene materielle
Angabe über die Grenze zwischen den Grundstücken besteht.
Bei der Grenzermittlung obliegt beiden Parteien die Beweislast, alle geeigneten Beweismittel zur
Festlegung des genauen Grenzverlaufs beizulegen und zu erbringen, während der Richter, vom
Grundsatz des "actore non probante reus absolvitur" vollständig freigestellt ist, die Grenze in
Bezug auf die ihm am zuverlässigsten erscheinenden Elemente zu bestimmen, und in letzter
Konsequenz anhand von zur Hilfe herangezogenen Katasterangaben (s. KGH. Nr. 10062/2018).
Im streitgegenständlichen Fall geht per tabulas hervor, dass die Baugenossenschaft St. Prokulus,
Eigentümerin der G.p. 190 in P.T.789/II durch Akt vom 26.08.1976 die B.p. 699 Persona_7
dem Mitglied und Vater der Kläger ST ER zuwies und die B p. 698 dem Beklagten
TT Diese Grundstücke ergaben sich aus dem der G.p. 190, welcher CP_1 Parte_5
von Geom. Hell am 22.09.1973 ausgearbeitet wurde, worauf in der Zuweisungsurkunde CP_6
verwiesen wird (Dok. 1 und 2 Kläger; Dok. 6 und 7 Beklagte).
Gleichfalls gibt es Urkundenbeweise, dass:
− Am 12.04.1994 die Mutter der heutigen Kläger, Frau verheiratet Parte_6
ST, den Eigentumsanteil von 50% der B.p.699 erwarb (Dok. 3 Kläger).
18 di 24 − Die Kläger wurden kraft Schenkungsakt seitens der Eltern vom 06.02.2017, einverleibt unter T.Z. 810/2017, alleinige Miteigentümer der B.p. 699 (Dok. 4 und 5 Kläger);
− Die B.p. 698 Miteigentum des Beklagten UM im Anteil von 12/18 ist, CP_1
wovon der Anteil von 1/2 kraft Aktes vom 26.08.1976, während im verbleibenden Anteil von 1/6 kraft Erbscheins vom 10.10.2011, derselbe Titel, der zur Untermauerung des
Miteigentums im Anteil 1/9 jeweils zu Gunsten der Kinder TT TH, TT
EN und TT HO, wie aus dem Grundbuchauszug (unter Dok. 6) hervorgeht.
− Der Erbschein nach Ableben von Frau Ehefrau der Mutter der Persona_3
Beklagten, in Rechtsnachfolge von Todes wegen ausgestellt wurde (Dok. 9 Beklagte), die, wie aus dem historischen Grundbuchsauszug ersichtlich ist, Eigentümerin des Anteils einer Hälfte von B.p. 698 kraft Aktes vom 15.04.1994 (Dok. 8 Beklagte) geworden war;
− Der beklagte TT UM am 22.12.2021 den eigenen Anteil von 12/18 der B.p.
698 mit Vorbehalt auf lebenslängliches Nutzungsrecht den drei Kindern schenkte, (Dok.
10 Beklagte).
Eine entscheidende Rolle zur Grenzermittlung nimmt demzufolge der Teilungsplan Nr. 411/1973 des Geom. Hell ein, da er zu den Erwerbstiteln des Herrn TT UM beigelegt war, bzw. der Rechtsvorgänger der heutigen Streitparteien, der die ursprüngliche einzige G.p. 190 der
Genossenschaft St. Prokulus in mehrere Bauparzellen aufteilte, welche folgend den Parteien zugewiesen wurden:
„A norma dell'art. 950 c.c. è ammissibile qualsiasi mezzo di prova per la determinazione del confine tra due fondi;
tuttavia, qualora si tratti di fondi appartenenti originariamente come unico appezzamento ad un solo proprietario, deve necessariamente farsi riferimento agli atti di frazionamento allegati ai contratti di vendita o di divisione, quando dalle misure ivi contenute possono essere desunti elementi idonei ad individuare con esattezza la linea di confine tra le due proprietà.“ (KGH. Nr. 12322/2020);
„Nell'indagine diretta all'individuazione del confine tra due fondi riveste importanza fondamentale il tipo di frazionamento allegato ai singoli atti di acquisto ed in essi richiamato con valore vincolante, sicché il giudice può ricorrere ad altri mezzi di prova soltanto nel caso in cui le indicazioni desumibili dai rispettivi titoli di provenienza siano mancanti o insufficienti.“
(KGH. Nr. 12327/2020; vgl. KGH. Nr. 26951/2008).
19 di 24 2.3. Der Holzzaun zwischen den beiden Grundstücken kann hingegen nicht als „natürliche“
Grenze zwischen den beiden Grundstücken angesehen werden, da es sich um ein Erzeugnis menschlichen Schaffens und nicht um die natürliche Beschaffenheit des Grundstücks handelt.
Insbesondere behauptete die beklagte Partei, dass der Rechtsvorgänger der Kläger, Herr ER
eine Hecke an der Grenze gepflanzt hätte, die anschließend durch den Zaun ersetzt Pt_1
wurde (siehe Schriftsatz Seite 8 ff.), und dass die Beklagten diese als CP_13 CP_14
anerkannt hätten.
Die klägerische Partei hat nie angegeben, wer den Zaun aufgestellt hätte, noch hat sie die
Ausführungen der Beklagten rechtzeitig beanstandet, sondern hat sich erst im zweiten Schriftsatz auf das Vorbringen beschränkt, dass dieser von den Beklagten errichtet worden sei.
Daher hat keine der Parteien erklärt, dass in der Vergangenheit ein Vertrag zur einvernehmlichen
Grenzziehung abgeschlossen wurde, noch dass der Zaun gemeinsam im Einvernehmen mit den jeweiligen Eigentümern der Grundstücke errichtet wurde.
Daraus folgt, dass die Aufstellung des Zauns als für eine vertragsrechtliche Regelung Per_8
der Grenze unerheblich ist.
Jedenfalls könnte die vertragsrechtlichen Regelung, welche mit den Rechtsvorgängern der Kläger abgeschlossen worden wäre, nicht gegen diese entgegensetzt werden, da sie die Liegenschaft kraft einer Rechtshandlung unter Lebenden, und im vorliegenden Sachverhalt in Form eines
Schenkungsvertrags erworben hatten, und nachdem dieses Geschäft, womit eine verschiedene als die aus den Angaben des Grundbuches hervorgehende Grenze abgemacht wurde, nicht
Gegenstand einer Einverleibung war, wobei sich keine Unterwerfung der Kläger an diese
Geschäftsbindung ergibt:
„Nel sistema tavolare, l'accordo tra i proprietari che stabilisca un confine difforme dalle risultanze del libro fondiario ha solo efficacia obbligatoria tra i contraenti, attesa la necessità dell'intavolazione per l'efficacia "erga omnes". (KGH. Nr. 22068/2015).
In anderer ist aus der Heranziehung der Bildunterlagen in den Akten nicht möglich, die Per_9
ursprüngliche Lage und die Breite der Hecke mit Genauigkeit zu bestimmen, welche in Folge der
Maßnahme der Gemeinde vom 31.07.2002 entfernt wurde (Dok. 11 Kläger). Es ist daher nicht feststellbar, ob die Grenze in der Mitte der Hecke oder am Ende ihrer Äste verlief, da sie, wie aus den von den Parteien herangezogenen Fotografien hervorgeht, ein paar Dutzend Zentimeter breit zu sein schien.
20 di 24 Zudem war die Hecke weiter nördlich des heute noch bestehenden Betonsockels zwischen den beiden Grundstücken aufgestellt (siehe Dok. 7 Kläger), der unbestritten nicht die Grenze darstellte. Zur dessen Bestätigung haben die Beklagten im Schriftsatz auf Seite 9 ausgeführt, dass sich der aus Beton weiter südlich der Hecke befunden habe, während die Grenze Per_6
eigentlich durch diese Letztere markiert gewesen sei.
Folglich ist es auch nicht möglich festzustellen, ob der heute bestehende Zaun genau an der Stelle aufgestellt wurde, die der Hecke entsprach oder nicht.
Darüber hinaus besteht die primäre Grundlage für die Rekonstruktion des Grenzverlaufs immer aus der Prüfung und Bewertung der Erwerbstiteln der jeweiligen Liegenschaften, während der CP_1 Mangel oder die Unzulänglichkeit der über die aus den feststellbare Grenze bzw. Per_10
deren mangelnde Vorweisung die Verwendung anderer Beweismittel rechtfertigen. Dazu gehören auch die Angaben von Grundbuchkarten, die auch für den Fall verwendet werden können, dass die Titel aufgrund ihrer Zusammensetzung oder aus Gründen bezüglich ihrer Zuverlässigkeit - nach unanfechtbarer Feststellung des Richters in der Sache - sonst für die festgestellte
Bestimmung der Grenze ohnehin ungeeignet sind (KGH. Nr. 24171/2022).
Im streitgegenständlichen Fall kann daher nur auf die Grenze verwiesen werden, die durch den vom Geom. Haller erstellten festgelegt wurde, mit dem die heutigen B.p. 698 und Parte_5
699 errichtet wurden.
2.4. Der Amtssachverständige Geom. EI hat mit logischer und Per_2 Controparte_16
, die vom Gericht gänzlich geteilt und zu eigen macht, unter Berücksichtigung der
[...]
nicht erhobenen Einwände seitens der Parteisachverständigen weder der klägerischen noch der beklagten Partei festgestellt, dass die digitale Rekonstruktion der Mappengrenze zwischen den beiden Grundstücken, die durch den Teilungsplan Nr. 411/1973 geschaffen wurden, „keine
Unklarheiten offen lässt“, sie erfolgt innerhalb der Genauigkeitstoleranzen des Katasters und gibt eine gute Übereinstimmung der Daten bei der Überlagerung mit der Vermessung des unterfertigten. (ASV-Gutachten, S. 5). Der Sachverständige hielt demnach fest, dass der
Holzzaun erwiesenermaßen nach Süden bezüglich der Mappengrenze aufgestellt wurde, maximal
1,61 m und mindestens 0,44 m, und eine Gesamtfläche von 21 m² vom übrigen klägerischen
Grundstück ausschließt; keine Auswirkungen hätte auf diesem der Teilungsplan Nr. 96/1986, der keine vorbestehenden Grenzen verändert (ASV-Bericht, S. 6).
21 di 24 Daher entspricht die Grenze zwischen der B.p. 698 und der B.p. 699 K.G. Naturns der in dem
Nr. 411/1973 des Geom. Grenze. Parte_5 Persona_11
3. Der von den Beklagten in untergeordneter Hinsicht im Wege der Widerklage erhobene
Anspruch, womit sie die erfolgte Ersitzung des streitgegenständlichen Geländestreifens geltend machen wollten, ist unbegründet.
In erster Linie haben die Kläger durch einen Rechtsakt unter Lebenden beruhend auf den
Angaben des Grundbuchs erworben, wobei die beklagte Partei gar nicht ausgeführt hat, dass die
Brüder über das von ihr geltend gemachte unterschiedliche Recht in Kenntnis waren: Pt_1
"Nei territori in cui vige il sistema tavolare basato sul principio della pubblicità costitutiva, il conflitto tra l'acquirente per atto fra vivi dall'intestatario tavolare e chi abbia acquistato il bene per usucapione si risolve in base all' art. 5 del r.d. n. 499 del 1929, che prevede il principio di pubblica fede che assiste le risultanze dei libri fondiari, per cui l'acquisto effettuato in base a dette risultanze si presume avvenuto in buona fede, ed è onere del terzo che sostiene di aver acquistato il bene per usucapione provare che colui che ha acquistato dal titolare del bene in base al libro fondiario era in malafede, essendo stato a conoscenza della sussistenza dell'usucapione maturata ma non giudizialmente dichiarata ed iscritta, o essendo stato in grado di apprenderlo facendo uso dell'ordinaria diligenza..“ (KGH. Nr. 29089/2017).
In zweiter Linie haben die Beklagten angesichts der oben beschriebenen Unmöglichkeit, die Lage der alten Hecke im Vergleich zum derzeitigen Zaun genau zu rekonstruieren, nicht einmal das
Jahr angegeben, in dem der Holzzaun errichtet wurde.
Unter der Berücksichtigung, dass die Gemeinde Naturns im Jahr 2002 die Rodung von Pflanzen in dem Gebiet anordnete, ist in Ermangelung anderer davon auszugehen, dass die CP_17
Hecke bis zu diesem Jahr erhalten blieb und der Zaun erst später aufgebaut wurde.
Aus der Wirkung ergibt sich die zwanzigjährige Frist ab dem Zeitpunkt, an dem das Artefakt erstellt wurde, bis zur Übermittlung der klägerischen Aufforderung am 20.07.2021 (Dok. 20
Kläger) als nicht abgelaufen.
Darüber hinaus kann das bloße Mähen auf dem Geländestreifen, der sich zwischen der Per_12
vorherigen Hecke und der Grenze zwischen den Grundstücken erstreckte, zur fristgebundenen
Ersitzung nicht als ausreichend angesehen werden (vgl. Cass. Nr. 1796/2022).
Folglich ist der klägerische Anspruch auf Herausgabe des von der beklagten Partei unrechtmäßig in Besitz genommenen Teils gemäß Anhang 1 des ASG des Geom. Walther EI vom
22 di 24 11.04.2023 der Stattgabe würdig, frei von allfälligen Personen und/oder
Vermögensgegenständen.
Was den Zaun anbelangt, so führte der Kläger verspätet aus, dass er von den Beklagten errichtet worden sei, die stattdessen behaupteten, dass das Artefakt ab origine vom Vater der Kläger erstellt worden sei. Dem Antrag auf Entfernung des Zauns auf Veranlassung und
[...]
daher nicht stattgegeben werden, unbeschadet, dass derselbe kraft des CP_18
Zuwachsgrundsatzes laut Art. 934 ZGB als Eigentum der Kläger zu betrachten ist, da er auf ihrem Grundstück aufgestellt wurde.
4. Die Verfahrenskosten richten sich nach dem Grundsatz der Unterliegens gemäß Art. 91 ZPO.
Die beklagte Partei ist daher verpflichtet, der klägerischen Partei die Verfahrenskosten zu erstatten, die gemäß dem M.D. Nr. 55/2014 i.g.F., gestaffelt im Wert von 5.200,01 Euro bis
26.000,00, Durchschnittsparameter für alle Phasen, und deshalb mit Euro 5.077,00 für Entgelte,
412,80 Euro für belegte Vorschüsse, bestimmt wurden (237 € E.B.; 27,00 € Gebühr zur
Eintragung ins Verfahrensregister;
148,80 € gemäß Anträgen wegen Zustellungen), zzgl.
Pauschalbetrag des Entgeltes in Höhe von 15% für allgemeine Spesen, zzgl. allfällige
Aufwendungen laut Gesetz.
Die Kosten des Amtsgutachtens gehen endgültig in voller Höhe zu Lasten der beklagten Partei.
5. Da keine der Parteien darauf verzichtet hat, wird im Sinne des D.P.R. Nr. 574/1988 die
Übersetzung dieses Urteils in die deutsche Sprache, Verfahrenssprache der Beklagten, verfügt.
A.D.G. befindet das Landesgericht durch eine den Rechtsstreit abschließende Entscheidung, jedwede anderslautenden Einwände, Anträge und Eingaben abgewiesen, sich erübrigend und/oder für unzulässig erklärt, wie folgt:
7. stellt fest und erklärt, dass die Grenze zwischen der B.p. 698 und der B.p. 699, beide
K.G. Naturns der bestehenden Mappengrenze entspricht, welche durch den Parte_5
Nr. 411/1973 vom Datum 22.09.1973 festgelegt und vom Geom. Hell CP_6
unterzeichnet wurde;
8. stellt das Eigentum an der B.p. 699, dargestellt in dem unter Nummer 1 genannten zu Gunsten der Kläger und für Parte_5 Parte_2 Parte_1
den Anteil jeweils einer ungeteilten Hälfte fest und aus der Wirkung ordnet den
Beklagten gemäß Art. 948 ZGB die unmittelbare Freigabe des unrechtmäßig in Besitz
23 di 24 genommenen Teils des Gutes, festgelegt wie im Anhang 1 zum ASG des Geom. Walther
EI vom 11.04.2023, frei von allfälligen Personen und/oder Sachen;
9. weist alle weiteren gestellten Anträge der Parteien als unbegründet ab;
10. verurteilt die Beklagten zur Erstattung der Verfahrenskosten, die mit 5.077,00 Euro für
Entgelt bestimmt werden, mit 412,80 Euro für Vorschüsse, zzgl. Pauschalbetrag des
Entgeltes in Höhe von 15% für allgemeine Spesen, zzgl. allfällige Aufwendungen für den gesetzlichen Anwaltskassenfürsorgebeitrag und MwSt. auf gesetzlich vorgesehene Posten und zzgl. ; Controparte_19
11. erlegt die Kosten des Amtsgutachtens, im bereits im Laufe des Verfahrens bestimmten
Ausmaßes, endgültig der beklagten Partei in voller Höhe auf;
12. verfügt die Übermittlung einer Abschrift des vorliegenden Urteils an das Amt für
Sprachbereich im Hause zwecks Abfassung in deutscher Sprache.
So entschieden, den 06.03.2024
Der
[...]
Persona_13
Für die Übersetzung ITA>DE: Für die Revision ITA>DE: Bozen, den 03.07.2024 Bozen, den 4.7.24
Dr. gez. Dr. Valentina Vecellio Persona_14
Höherer Beamter für den Sprachbereich Koordinatorin Amt für den Sprachbereich
LANDESGERICHT BOZEN LANDESGERICHT BOZEN
24 di 24
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale Ordinario di Bolzano
Prima Sezione Civile in persona del Giudice dott. Massimiliano Segarizzi ha pronunciato la seguente
SENTENZA
N. R.G. 1003/2022 nella causa civile di primo grado promossa da
(C.F. ) e (C.F. Parte_1 C.F._1 Parte_2
), entrambi rappresentati e difesi dall'Avv. Giuliano Capperucci C.F._2
Parte attrice nei confronti di
(C.F. ), (C.F. Controparte_1 C.F._3 Parte_3
), (C.F. , e C.F._4 Parte_4 C.F._5
(C.F. ), tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Controparte_2 C.F._6
Alexander Laimer
Parte convenuta con oggetto: rei vindicatio;
regolamento dei confini
Causa trattenuta in decisione all'udienza del 09.11.2023, sostituita dal deposito di note scritte ex art. 127-ter c.p.c., rassegnate dalle parti le seguenti
CONCLUSIONI
➢ da parte attrice e , come da note scritte d.d. Parte_1 Parte_2
06.11.2023:
“Nel merito
- Accertare la proprietà della p.ed. 699, così come rappresentata nei frazionamenti e negli atti di causa, in capo ai sigg. e e per l'effetto ordinare ai convenuti, ai Parte_2 Parte_1 sensi dell'art. 948 c.c., l'immediato rilascio della porzione del bene illegittimamente occupata, libera da eventuali persone e/o cose;
- Conseguentemente, ordinare ai convenuti l'immediata rimozione della recinzione ivi installata
a divisione delle particelle 698 e 699, a proprie cura e spese;
- Rigettare le domande tutte formulate dai convenuti nella propria comparsa di costituzione e risposta del 22.06.2022, anche in via riconvenzionale e/o subordinata, in quanto integralmente infondate in fatto ed in diritto.
- rifondere a favore degli attori le spese ed il compenso di giudizio oltre rimb. forf. 15% spese gen. ex D.M. 55/2014, CPA 4% e IVA 22% se dovuta.
In via istruttoria
OMISSIS
➢ da parte convenuta Controparte_1 Parte_3 Parte_4
come da note scritte d.d. 07.11.2023:
[...] Controparte_2
„Möge das angerufene Landesgericht Bozen, jeden gegenteiligen Antrag und Einwand abweisend, wie folgt zu Recht befinden:
In der Hauptsache:
- die von den Klägern AN ST und MA gestellten Anträge für unzulässig Pt_1
erklären und auf jeden Fall als unbegründet abweisen;
Im Wege der Widerklage:
- feststellen und erklären, dass die Grenze zwischen der Bp. 698 in E.Zl. 993/II K.G. CP_3
einerseits und . 699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns andererseits entlang der in natura in CP_4
Form eines Holzzaunes und östlich daran anschließend in Form der Nordseite des
Garagengebäudes auf Bp. 699 K.G. Naturns bestehenden Grenzmarkierung, wie im
Amtsgutachten des Geom. Walter EI vom 11.04.2023 beschrieben, verläuft;
- den festgestellten Grenzverlauf in der Folge in einem grundbuchsfähigen Parte_5
festhalten und dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, die Mappengrenze zwischen der
Co
698 in E.Zl. 993/II K.G. einerseits und . 699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns CP_3 CP_4
andererseits zu ändern, mit entsprechender Ab- und Zuschreibung der streitgegenständlichen
Teilfläche;
Im Wege der Widerklage in untergeordneter Hinsicht:
- feststellen und erklären, dass der Beklagte UM TT das Eigentum jener Teilfläche der Bp. 699 K.G. Naturns, welche sich nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des
Garagengebäudes auf Bp. 699 K.G. Naturns befindet und im Amtsgutachten des Geom. Walter
2 di 24 EI vom 11.04.2023 mit den Großbuchstaben A-B-C-D-E-A gekennzeichnet wurde, infolge der weit mehr als 20-jährigen und bis heute andauernden ausschließlichen, ungestörten, offenkundigen und ununterbrochenen Besitzausübung durch Ersitzung im Sinne und nach
Maßgabe des Art. 1158 ZGB erworben hat;
- die besagte, nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des Garagengebäudes auf Bp.
699 K.G. Naturns befindliche Teilfläche der Bp. 699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns in einem grundbuchsfähigen festhalten;
Parte_5
- dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, das Eigentum an der ersessenen Teilfläche der
Bp. 699 in E.Zl. K.G. Naturns auf den Beklagten geboren am C.F._7 Controparte_1
28.12.1934 in Meran, Steuernummer , einzuverleiben sowie alle hierfür C.F._3
notwendigen Grundbuchsoperationen durchzuführen;
In jedem Fall:
- die Kläger zum vollständigen Ersatz der im gegenständlichen Verfahren anfallenden Kosten, einschließlich der Spesen für Amts- und Parteigutachter, verurteilen;
In beweisrechtlicher Hinsicht:
OMISSIS“
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. Con atto di citazione d.d. 15.03.2022 i sig.ri e hanno chiesto Parte_1 Parte_2
accertarsi la loro piena proprietà della p.ed. 699 in C.C. Naturno, così come rappresentata nei frazionamenti e negli atti di causa, e per l'effetto chiesto la condanna dei convenuti sig.ri
, e all'immediato Parte_4 Parte_3 Controparte_2 Controparte_1
rilascio della porzione del bene illegittimamente occupata ed alla rimozione della recinzione ivi installata, a divisione delle particelle 698 e 699.
A fondamento, sotto il profilo fattuale, hanno allegato che:
− in data 29.11.1965 veniva costituita la Controparte_5
la quale in seguito acquistava la p.f. 190 in C.C.
[...]
Naturno al fine di edificarvi 10 case da destinare a uso abitazione;
− con frazionamento d.d. 22.09.1973 la p.f. 190 veniva suddivisa in molteplici nuove particelle edificiali, tra cui la p.ed 699 e la p.ed 698;
3 di 24 − con atto del 26.08.1976 la cooperativa assegnava la p.ed. 699 (oltre ad 1/11 della p.f.
190/1 e della p.ed. 701) in piena proprietà al socio padre degli attori, e la Persona_1
p.ed. 698 (oltre ad 1/11 della p.f. 190/1 e della p.ed. 701) al socio Controparte_1
− gli attori diventavano comproprietari della p.ed. 699 in forza di atto di donazione dei genitori del 06.02.2017, mentre la confinante p.ed. 698 è oggi in comproprietà dei convenuti;
− nell'anno 1976 il sig. aveva piantato una siepe 'pungitopo' (“Feuerdorn”) Persona_1
sulla propria p.ed. 699 ad oltre un metro di distanza dallo 'zoccolo murato' tuttora esistente ed a circa 30/40 cm dal confine delineato da un piccolo fossato;
− la siepe correva lungo il confine tra i due fondi, si estendeva anche dietro al garage della p.ed. 699 e veniva rimossa solo nel 2002 per ordine del Comune;
− nel 2004 veniva eretta una recinzione in legno a separazione delle due proprietà, collocata erroneamente non in corrispondenza del confine, bensì all'interno della p.ed. 699, in quanto in precedenza il sig. aveva illegittimamente allungato la Controparte_1
recinzione dal lato della strada della sua proprietà, di quasi 170 cm oltre il confine, sicché
i convenuti si sarebbero illegittimamente impossessati di circa 22,68 mq di terreno degli attori;
− nell'anno 2014 circa il Comune di Naturno predisponeva senza coinvolgimento dei proprietari l'allacciamento per il gas mediante installazione del relativo tubo, che sulla p.ed. 699 veniva installato dal Comune a ridosso della recinzione in prossimità dell'angolo;
− nell'anno 2021 gli attori necessitavano di installare la cassetta del contatore del gas metano nella porzione di terreno occupata dai convenuti ma di proprietà degli attori.
Costituitisi tempestivamente in giudizio con comparsa in lingua tedesca, i convenuti resistevano alle domande attoree, eccependo l'inammissibilità ovvero l'infondatezza della domanda di rivendica, in quanto vi sarebbe incertezza sul confine, mentre non vi sarebbe un contrasto fra i rispettivi titoli di proprietà; in via riconvenzionale, proponevano domanda di accertamento del confine tra i due fondi ovvero, in subordine, di usucapione del terreno oggetto di rivendica.
In particolare, essi confermavano la ricostruzione relativa ai titoli di provenienza dei fondi alle parti ed alla collocazione di una siepe nel 1976 da parte del sig. lungo il confine, Persona_1
ma contestavano che la pianta fosse stata collocata anche nell'angolo dietro al garage, in quanto
4 di 24 sarebbe terminata sulla parete ovest dell'edificio pertinenziale;
esponevano che il sig.
[...]
aveva lastricato il cortile sul proprio fondo e collocato un cordolo a sud della siepe, lungo Per_1
la stradina di accesso sulla p.f. 190/1, rimasto immutato sino ad oggi;
che la siepe e la parete nord del garage sulla p.ed. 699 rappresentavano per tutti il confine fra i due fondi;
che negli anni '70 il sig. al fine di delimitare la sua proprietà sino alla strada di accesso dalla p.f. Controparte_1
190/1, piantava un 'ligustro', che si univa esattamente ad angolo alla siepe piantata dal sig.
che in seguito il ligustro lungo la strada veniva sostituito da uno steccato;
che anche il Pt_1 sig. dopo l'abbattimento della siepe, vi installava al suo posto uno steccato in legno, il Pt_1
quale, unitamente alla parete nord del garage sulla p.ed. 699, segnava il confine con la p.ed. 698; che dal 1976 la superficie del giardino della p.ed. 698 si estendeva sino al cortile della p.ed. 699, un tempo in ghiaia ed ora lastricato;
che il sig. possiede pacificamente dal Controparte_1
1976 la superficie del giardino sita a nord del garage della p.ed. 699 nonché a nord dello steccato.
Assegnati i termini ex art. 183, co.6 c.p.c., la giudice istruttrice esperiva un tentativo di conciliazione, che tuttavia non andava a buon fine. Quindi disponeva l'assunzione di consulenza tecnica d'ufficio, volta all'accertamento della linea di confine.
Assunta la consulenza, per la quale il CTU geom. veniva autorizzato ad avvalersi Persona_2
di ausiliari per eseguire rilievi topografici, la causa veniva ritenuta sufficientemente istruita.
Previa riassegnazione del procedimento allo scrivente giudicante, la causa veniva quindi trattenuta in decisione all'udienza del 09.11.2023, celebrata in forma cartolare, previa assegnazione dei termini ex art. 190 c.p.c.
2. Preliminarmente si osserva che parte attrice ha rivendicato la striscia di terreno che i convenuti occuperebbero illegittimamente tramite una recinzione pari a circa 22 mq, asserendo di esserne proprietari in forza dei titoli di acquisto, poiché la recinzione esistente a separazione dei due fondi sarebbe stata erroneamente collocata all'interno della proprietà attorea e non lungo il confine delle proprietà come risultanti dai tipi di frazionamento richiamati nei rispettivi atti di acquisto e dalle corrispondenti risultanze catastali. Ha allegato missiva stragiudiziale dei convenuti del luglio 2021, i quali contestavano il confine mappale, a favore di quello di fatto, asserendo al contempo di aver usucapito la striscia di terreno oggetto di rivendica.
Al di là della denominazione adottata dalla parte, l'organo giudicante è tenuto a qualificare autonomamente la domanda sulla base dei fatti dedotti e del bene della vita anelato dall'attore:
5 di 24 “L'azione di rivendica e quella di regolamento di confini si differenziano tra loro giacché nel primo caso - che presuppone un conflitto di titoli - l'attore non ha incertezza alcuna circa il confine (che è anzi indicato in modo certo e chiaro) e chiede la restituzione della porzione di fondo usurpata, indicandone con esattezza estensione e misura, mentre nel secondo - in cui la contestazione involge non già i titoli di proprietà, ma la delimitazione dei rispettivi fondi -
l'attore non solo non è sicuro "ab initio" dei confini del proprio fondo, ma neppure è certo che questo sia stato parzialmente occupato dal convenuto. Ne consegue che, ove venga attribuito un erroneo "nomen iuris" all'azione, occorre avere riguardo all'effettiva natura della controversia, così che, ove l'attore, pur dichiarando di esercitare un'azione di regolamento di confini chieda, con espressione precisa ed univoca, l'affermazione del suo diritto di proprietà su zone possedute dal convenuto ed il rilascio di esse, indicando come vero un determinato confine a lui più favorevole, la domanda deve essere qualificata come azione di rivendica.” (Cass. n. 20912/2021; cfr. in punto qualificazione del potere di qualificazione della domanda, Cass. n. 13920/2023 e
Cass. n. 1545/2016).
L'azione proposta è volta al recupero della striscia di terreno che i convenuti, nella prospettazione attorea, hanno illegittimamente usurpato rispetto al confine individuato nelle mappe catastali, id est, nei tipi di frazionamento a fondamento di rispettivi titoli di acquisto. La domanda attorea va quindi qualificata come azione di rivendica, che non muta a seguito delle contestazioni mosse dai convenuti, i quali in via riconvenzionale hanno espressamente spiegato un'azione di regolamento dei confini, deducendo l'esistenza di un confine diverso, contraddistinto prima dalla siepe piantata dal sig. nel 1986, poi dallo steccato in legno, oltre che dalla parete ovest Persona_1
del garage sito sulla p.ed. 699, ovvero, in subordine domanda di usucapione della striscia di terreno de quo.
2.2. Va quindi esaminata preliminarmente la questione attinente all'individuazione del confine dei due fondi, poiché le deduzioni dei convenuti dimostrano l'esistenza di incertezza, quantomeno soggettiva, ma anche rispetto al dato materiale esistente, del confine tra i fondi.
Nell'indagine sul confine, incombe ad entrambe le parti l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine, mentre il giudice, del tutto svincolato dal principio "actore non probante reus absolvitur", deve determinare il confine in relazione agli elementi che gli sembrano più attendibili, ricorrendo in ultima analisi alle risultanze catastali, aventi valore sussidiario (v. Cass. n. 10062/2018).
6 di 24 Nel caso di specie risulta per tabulas che la società cooperativa edilizia San Procolo, proprietaria della p.f. 190 in P.T.789/II CC Naturno, con atto del 26.08.1976 assegnava la p.ed. 699 al socio padre degli attori, e la p.ed. 698 al convenuto fondi risultanti Persona_1 Controparte_1
dal tipo di frazionamento della p.f. 190 elaborato dal geom. in data 22.09.1973, CP_6 richiamato nell'atto di assegnazione (docc. 1 e 2 attori;
docc. 6 e 7 convenuti).
Parimenti è documentalmente provato che:
− in data 12.04.1994, la madre degli odierni attori, sig.ra coniugata Parte_6
acquistava la proprietà quota del 50% della p.ed. 699 (doc. 3 attori). Pt_1
− gli attori diventavano comproprietari esclusivi della p.ed. 699 in forza di atto di donazione del 06.02.2017 da parte dei genitori, intavolato sub G.N. 810/2017 (doc. 4 e 5 attori);
− che la p.ed. 698 è in comproprietà del convenuto per la quota di 12/18, Controparte_1 di cui la quota di ½ in forza dell'atto di data 26.08.1976 mentre per la restante quota di
1/6 in forza del certificato di eredità del 10.10.2011, stesso titolo a fondamento della comproprietà per la quota di 1/9 ciascuno a favore dei figli , Parte_4 Parte_3
e come risulta dall'estratto tavolare sub (doc. 6);
[...] Controparte_2
− che il certificato di eredità è stato emesso in successione per morte della sig.ra
, moglie rispettivamente madre dei convenuti (doc. 9 convenuti), Persona_3
la quale, come si evince dall'estratto storico del libro fondiario, era divenuta proprietaria della quota di un mezzo della p.ed. 698 in forza di atto del 15.04.1994 (doc. 8 convenuti);
− che in data 22.12.2021 il convenuto ha donato la propria quota di Controparte_1
12/18 della p.ed. 698 ai tre figli, riservandosi il diritto di abitazione vita natural durante
(doc. 10 convenuti).
Pertanto, valore determinante ai fini dell'accertamento sul confine assume il tipo di frazionamento n. 411/1973 del geom. in quanto allegato ai titoli di acquisto del signor CP_6
ovvero dei danti causa delle odierne parti in causa, che ha diviso l'originaria Controparte_1
unica p.f. 190 appartenuta alla cooperativa San Procolo in varie particelle edificiali, in seguito assegnate alle parti:
“A norma dell'art. 950 c.c. è ammissibile qualsiasi mezzo di prova per la determinazione del confine tra due fondi;
tuttavia, qualora si tratti di fondi appartenenti originariamente come unico appezzamento ad un solo proprietario, deve necessariamente farsi riferimento agli atti di frazionamento allegati ai contratti di vendita o di divisione, quando dalle misure ivi contenute
7 di 24 possono essere desunti elementi idonei ad individuare con esattezza la linea di confine tra le due proprietà.” (Cass. n. 12322/2020);
“Nell'indagine diretta all'individuazione del confine tra due fondi riveste importanza fondamentale il tipo di frazionamento allegato ai singoli atti di acquisto ed in essi richiamato con valore vincolante, sicché il giudice può ricorrere ad altri mezzi di prova soltanto nel caso in cui le indicazioni desumibili dai rispettivi titoli di provenienza siano mancanti o insufficienti.”
(Cass. n. 12327/2020; conf. Cass. n. 26951/2008).
2.3. Non può invece ritenersi che la recinzione in legno eretta tra i due fondi costituisca il confine
'naturale' tra i due appezzamenti, tenuto conto che si tratta di manufatto frutto dell'opera dell'uomo e non di conformazione naturale del terreno.
In particolare, parte convenuta ha sostenuto che il dante causa degli attori, sig. Persona_1
abbia piantato la siepe sul confine, in seguito sostituita dallo steccato (comparsa pag. 8 ss.), e che i convenuti abbiano rispettato tale recinzione quale elemento contraddistintivo del confine.
Parte attrice non ha mai indicato chi abbia eretto lo steccato, né contestato tempestivamente le deduzioni di parte convenuta, limitandosi solo in seconda memoria a dedurre che questo sia stato realizzato dai convenuti.
Pertanto, nessuna delle parti ha allegato che in passato sia stato concluso un contratto al fine di tracciare concordemente il confine, né tantomeno che lo steccato stato installato in comune per accordo dei rispettivi proprietari dei fondi.
Ne deriva che l'installazione dello steccato non rileva quale indizio di una regolamentazione pattizia del confine.
In ogni caso, la regolamentazione pattizia che sarebbe stata conclusa con il dante causa degli attori non sarebbe a questi opponibile, avendo essi acquistato l'immobile in forza di atto tra vivi, nella fattispecie sotto forma di contratto di donazione, e non essendo il negozio, con cui è stato pattuito un confine diverso rispetto a quello emergente dalle risultanze del libro fondiario, stato oggetto di intavolazione, senza che risulti l'assoggettamento degli attori a tale vincolo negoziale:
“Nel sistema tavolare, l'accordo tra i proprietari che stabilisca un confine difforme dalle risultanze del libro fondiario ha solo efficacia obbligatoria tra i contraenti, attesa la necessità dell'intavolazione per l'efficacia "erga omnes".” (Cass. n. 22068/2015).
Sotto altro aspetto, dalle riproduzioni fotografiche dimesse agli atti non è possibile stabilire con esattezza la collocazione originaria della siepe e la sua larghezza, che venne rimossa solo in
8 di 24 seguito al provvedimento del del 31.07.2002 (doc. 11 attori). Non è quindi accertabile se CP_7
il confine corresse lungo il centro della siepe ovvero al termine dei suoi rami, tenuto conto che, come si evince dalle fotografie dimesse dalle parti, essa pare larga alcune decine di centimetri.
Peraltro, la siepe era posta più a nord dello zoccolo in cemento ancora oggi esistente fra le due proprietà (v. doc. 7 attori), il quale pacificamente non rappresentava il confine. A conferma di ciò
i convenuti in comparsa, a pag. 9, hanno esposto che il cordolo in cemento si trovasse più a sud della siepe, mentre il confine sarebbe stato marcato proprio da quest'ultima.
Conseguentemente, non è nemmeno possibile accertare se lo steccato oggi esistente sia stato collocato esattamente nella posizione corrispondente a quella della siepe o meno.
D'altronde, la base primaria per ricostruire la linea di confine è sempre costituita dall'esame e dalla valutazione dei titoli d'acquisto delle rispettive proprietà, mentre la mancanza o l'insufficienza di indicazioni sul confine rilevabile dai titoli, ovvero la loro mancata produzione, giustifica il ricorso ad altri mezzi di prova, ivi comprese le risultanze delle mappe catastali, alle quali è consentito ricorrere anche nel caso che i titoli, per la loro consistenza o per ragioni relative alla loro attendibilità, risultino - secondo l'accertamento incensurabile del giudice di merito - comunque inidonei alla determinazione certa del confine (Cass. n. 24171/2022).
Nel caso di specie non può quindi che farsi riferimento al confine individuato con il tipo di frazionamento redatto dal geom. con cui sono state erette le odierne pp.ed. 698 e 699. Pt_7
2.4. Il consulente tecnico d'ufficio geom. con discernimento logico e ben Persona_2
motivato, pienamente condiviso e fatto proprio dal tribunale, tenuto conto che nemmeno i consulenti tecnici di parte attrice e di parte convenuta hanno mosso censure alle indagini del ctu, ha accertato che la ricostruzione digitale del confine mappale tra i due fondi generato dal tipo di frazionamento n. 411/1973 “non lascia posizioni incerte”, dando precisioni entro le tolleranze catastali e un buon riscontro con i dati del rilevamento topografico eseguito dall'ausiliario
(relazione ctu, pag. 5). Il tecnico ha quindi constatato che la recinzione in legno risulta collocata più a sud rispetto al confine mappale da un massimo di 1,61 m ad un minimo di 0,44 m, escludendo una superficie complessiva di 21 m² dl dal restante fondo attoreo;
nessuna incidenza avrebbe invece il tipo di frazionamento n. 96/1986, il quale non modifica i confini definiti precedentemente (relazione ctu, pag. 6).
Pertanto, il confine fra la p.ed. 698 e la p.ed. 699 in CC. Naturno corrisponde a quello individuato nel tipo di frazionamento n. 411/1973 del geom. CP_6
9 di 24 3. La domanda riconvenzionale spiegata in via subordinata, volta a far valere l'intervenuta usucapione della striscia di terreno oggetto di causa, è infondata.
In primo luogo, gli attori hanno acquistato per atto tra vivi in forza delle risultanze del libro fondiario, senza che parte convenuta abbia nemmeno allegato che i fratelli fossero a Pt_1
conoscenza del diverso diritto da essa vantato:
“Nei territori in cui vige il sistema tavolare basato sul principio della pubblicità costitutiva, il conflitto tra l'acquirente per atto fra vivi dall'intestatario tavolare e chi abbia acquistato il bene per usucapione si risolve in base all'art. 5 del r.d. n. 499 del 1929, che prevede il principio di pubblica fede che assiste le risultanze dei libri fondiari, per cui l'acquisto effettuato in base a dette risultanze si presume avvenuto in buona fede, ed è onere del terzo che sostiene di aver acquistato il bene per usucapione provare che colui che ha acquistato dal titolare del bene in base al libro fondiario era in malafede, essendo stato a conoscenza della sussistenza dell'usucapione maturata ma non giudizialmente dichiarata ed iscritta, o essendo stato in grado di apprenderlo facendo uso dell'ordinaria diligenza.” (Cass. n. 29089/2017).
In secondo luogo, tenuto conto dell'impossibilità sopra descritta di ricostruire con esattezza la collocazione della vecchia siepe rispetto all'attuale recinzione, i convenuti non hanno nemmeno allegato l'anno in cui venne costruito lo steccato in legno.
Tenuto conto che nel 2002 il imponeva l'abbattimento delle piante nella Controparte_8
zona, in assenza di altri elementi si può presumere che la siepe sia rimasta fino a quell'anno e che la recinzione sia stata edificata solo in seguito.
Per l'effetto non risulta maturato il termine ventennale da quando venne realizzato il manufatto sino all'invio della diffida attorea il 20.07.2021 (doc. 20 attori).
D'altronde non può ritenersi sufficiente al fine del maturare della usucapione il mero sfalcio della striscia di terreno coltivata a prato che eventualmente si estendeva fra la precedente siepe ed il confine tra i fondi (cfr. Cass. n. 1796/2022).
Conseguentemente merita accoglimento la domanda attorea di rivendica della porzione illegittimamente occupata da parte convenuta, come individuata dall'allegato 1 alla ctu del geom.
d.d. 11.04.2023, libera da eventuali persone e/o cose. Persona_2
Quanto alla recinzione, parte attrice ha dedotto tardivamente che essa sarebbe stata eretta dai convenuti, i quali invece hanno sostenuto ab origine che il manufatto sia stato realizzato dal padre degli attori. La domanda di rimozione della recinzione a cura e spese dei convenuti,
10 di 24 dunque, non può trovare accoglimento, fermo restando che la stessa è da ritenersi di proprietà degli attori in virtù del principio di accessione di cui all'art. 934 c.c., essendo stata realizzata sul loro fondo.
4. Le spese di lite sono rette dal principio della soccombenza di cui all'art. 91 c.p.c.
Parte convenuta è quindi tenuta a rifondere a parte attrice le spese di lite, liquidate in applicazione del D.M. n. 55/2014 e ss.mm., scaglione di valore da euro 5.200,01 ad euro 26.000,00, parametri medi per tutte le fasi, e quindi in euro 5.077,00 per compensi, euro 412,80 per anticipazioni documentate (€ 237 C.U.; € 27,00 bollo iscrizione a ruolo;
€ 148,80 come richiesti per notifiche), oltre rimborso forfetario del 15% per spese generali, oltre accessori come per legge.
Le spese per la consulenza tecnica d'ufficio vengono poste definitivamente per l'intero a carico di parte convenuta.
5.
Considerato che
nessuna delle parti vi ha rinunciato, si dispone, ai sensi del D.P.R. n.
574/1988, la traduzione a cura dell'ufficio della presente sentenza nella lingua tedesca, lingua processuale dei convenuti.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunziando, ogni diversa eccezione, domanda ed istanza respinta, assorbita e/o dichiarata inammissibile,
1. accerta e dichiara che il confine fra la p.ed. 698 e la p.ed. 699, entrambe in CC. Naturno,
corrisponde al confine mappale esistente individuato dal tipo di frazionamento n.
411/1973 di data 22.09.1973 a firma del geom. CP_6
2. accerta la proprietà della p.ed. 699, così come rappresentata nel frazionamento di cui al punto 1 in capo agli attori e per la quota di Parte_2 Parte_1
un mezzo indiviso ciascuno e per l'effetto ordina ai convenuti, ai sensi dell'art. 948 c.c.,
l'immediato rilascio della porzione del bene illegittimamente occupata, come individuata dall'allegato 1 alla ctu del geom. d.d. 11.04.2023, libera da eventuali Persona_2
persone e/o cose;
3. rigetta le ulteriori domande svolte dalle parti, in quanto infondate;
4. condanna i convenuti a rifondere agli attori le spese di lite, che liquida in euro 5.077,00 per compensi, euro 412,80 per anticipazioni, oltre rimborso forfetario del 15% per spese generali, oltre accessori come per legge per CAP e IVA sulle poste soggette ed oltre spese future occorrende;
11 di 24 5. pone le spese per la consulenza tecnica d'ufficio, nella misura già liquidata in corso di causa, definitivamente a carico di parte convenuta per l'intero;
6. dispone la trasmissione di copia della presente sentenza all'ufficio traduzioni, in sede, per la redazione nella sua versione in lingua tedesca.
Così deciso, lì 06.03.2024
Il Giudice
Massimiliano Segarizzi
(segue traduzione in lingua tedesca/es folgt die Übersetzung in deutscher Sprache)
REPUBLIK ITALIEN
IM NAMEN DES ITALIENISCHEN VOLKES
LANDESGERICHT BOZEN
Erste Abteilung für Zivilsachen
In der Person des Richters Dr. Massimiliano Segarizzi hat folgendes
URTEIL ausgesprochen
Allg. Reg. Nr. 1003/2022 im Zivilverfahren erster Instanz eingeleitet von
(C.F. ) (C.F. Parte_1 C.F._1 Parte_8
Per
), beide vertreten und verteidigt von Giuliano Capperucci C.F._2
- klagende Partei - gegen
(St.Nr. ), (St.Nr. Controparte_1 C.F._3 Parte_3
), (St.Nr. und C.F._4 Parte_4 C.F._5
(St.Nr. ), alle vertreten und verteidigt von RA Controparte_2 C.F._6
Alexander Laimer
- beklagte Partei -
Gegenstand des Rechtsstreites: rei vindicatio;
Grenzbereinigungsklage
12 di 24 Der Rechtsstreit wurde bei der Verhandlung vom 09.11.2023, ersetzt durch Hinterlegung von schriftlichen Noten gemäß Art 127-ter-ZPO, zur Entscheidung einbehalten, und zwar über die von den Parteien gestellten
Parte_9
➢ der klagenden Partei NN ER und , wie laut der Parte_2
schriftlichen Noten vom 06.11.2023”:
„In der Sache
- Das Eigentum der B.p. 699, so wie in den Teilungsplänen und in den Verfahrensakten dargestellt, zu Gunsten von Herrn ST MA und Herrn ST feststellen und Pt_1
demzufolge den Beklagten im Sinne des Art. 948 ZGB die sofortige Freigabe des unrechtmäßig in
Besitz genommenen Teils der Sache, frei von allfälligen Personen und/oder Sachen, anordnen;
- Demzufolge den Beklagten die unmittelbare Entfernung des dort zur Trennung der Parzellen
698 und 699 aufgestellten Zaunes auf eigene Veranlassung und Kosten anordnen;
- Sämtliche in dem eigenen Einlassungs- und Beantwortungsschriftsatz vom 22.06.2022 gestellten
Anträge der Beklagten auch im Wege der Widerklage und/oder in untergeordneter Hinsicht, als sachlich und rechtlich zur Gänze unbegründet abweisen.
- Den Klägern die Verfahrens- und Anwaltskosten zuzüglich Pauschalentgelt 15 % allgemeine
Ausgaben gemäß D.M. 55/2014, Anwaltskassenfürsorgebeitrag 4 % und MwSt. 22 %, falls fällig, ersetzen.
Auf dem Beweiswege:
OMISSIS
➢ Von der beklagten Partei Controparte_1 Parte_3
und wie laut der schriftlichen Parte_4 Controparte_2
Noten vom 07.11.2023:
„Möge das angerufene Landesgericht Bozen, jeden gegenteiligen Antrag und Einwand abweisend, wie folgt zu Recht befinden: in der Hauptsache:
- Die von den Klägern AN ST und MA gestellten Anträge für unzulässig Pt_1
erklären und auf jeden Fall als unbegründet abweisen,
Im Wege der Widerklage:
13 di 24 - feststellen und erklären, dass die Grenze zwischen der BP. 905/698 in E.Zl. 993/II K.G. Naturns einerseits und der B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns andererseits entlang der in natura in
Form eines Holzzaunes und östlich daran anschließend in Form der Nordseite des
Garagengebäudes auf B.p. 699 K.G. Naturns bestehenden Grenzmarkierung, wie im
Amtsgutachten des Geom. Walter EI vom 11.04.2023 beschrieben, verläuft;
- Den festgestellten Grenzverlauf in der Folge in einem grundbuchsfähigen Parte_5
festhalten und dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, die Mappengrenze zwischen der
B.p. 905/698 in E.Zl. 993/II K.G. Naturns einerseits und der B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G.
Naturns andererseits zu ändern, mit entsprechender Ab- und Zuschreibung der streitgegenständlichen Teilfläche;
Im Wege der Widerklage in untergeordneter Hinsicht:
- feststellen und erklären, dass der Beklagte UM TT das Eigentum jener Teilfläche der B.p. 699 K.G. Naturns, welche sich nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des
Garagengebäudes auf B.p. 699 K.G. Naturns befindet und im Amtsgutachten des Geom. Walter
EI vom 11.04.2023 mit den Großbuchstaben A-B-C-D-E-A gekennzeichnet wurde, infolge der weit mehr als 20-jährigen und bis heute andauernden ausschließlichen, ungestörten, offenkundigen und unterbrochenen Besitzausübung durch Ersitzung im Sinne und nach Maßgabe des Art. 1158 ZGB hat erworben;
- die besagte, nördlich des bestehenden Holzzaunes und nördlich des Garagengebäudes auf B.p.
699 K.G. Naturns befindliche Teilfläche der B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns in einem grundbuchsfähigen Teilungsplan festhalten;
- Dem zuständigen Grundbuchsführer anweisen, das Eigentum an der ersessenen Teilfläche der
B.p. 905/699 in E.Zl. 994/II K.G. Naturns auf den Beklagten UM geboren am CP_1
28.12.1934 in Meran, Steuernummer , einverleiben sowie alle hierfür C.F._3
notwendigen Grundbuchsoperationen durchgeführt;
In jedem Fall:
- Die Kläger zum vollständigen Ersatz der im gegenständlichen Verfahren anfallende Kosten, einschließlich der Spesen für Amts- und Parteigutachter, verurteilen,
In beweisrechtlicher Hinsicht “
OMISSIS“
RECHTLICHE UND SACHLICHE GRÜNDE Controparte_9
14 di 24 1. Mit Klageschriftsatz vom 15.03.2022 haben Herr ST AN und Herr ST MA die
Feststellung ihres vollen Eigentums an der B.p. 699 K.G. Naturns, so wie in den Teilungsplänen und in den Verfahrensakten dargestellt, beantragt;
demzufolge haben sie die Verurteilung der
Beklagten TT TH, , und zur Parte_3 Controparte_2 Controparte_1
unmittelbaren Freigabe des unrechtmäßig in Besitz genommenen Teils des Gutes und zur
Entfernung des zur Trennung der Parzellen 698 und 699 aufgestellten Zauns, beantragt.
Zur Untermauerung führten sie zu den Gegebenheiten aus:
− Am 29.11.1965 wurde die gegründet, welche im Controparte_5
Nachhinein die G.p. 190 K.G. Naturns zur Errichtung von 10 Wohngebäuden erwarb;
− Mit Teilungsplan vom 22.09.1973 wurde die G.p. 190 in mehreren neuen Bauparzellen aufgeteilt, darunter die B.p.699 und die B.p. 698;
− Mit Akt vom 26.08.1976 wies die Genossenschaft die B.p. 699 (zusätzlich zu 1/11 der
G.p.190/1 und der B.p. 701) in vollem Eigentum dem Mitglied ST ER zu, dem
Vater der Kläger, und die B.p. 698 (zusätzlich zu 1/11 der G.p.190/1 und der B.p. 701) dem Mitglied TT UM;
− Die Kläger wurden kraft Schenkungsakts der Eltern vom 06.02.2017 Miteigentümer der
B.p. 699, während die angrenzende B.p. 698 heute Miteigentum der Beklagten ist;
− Im Jahr 1976 hatte Herr auf der eigenen B.p. 699 eine Feuerdorn-Hecke, Persona_1
mehr als einen Meter von dem noch vorhandenen „Mauersockel“ entfernt und etwa 30/40 cm von der durch einen kleinen Graben gezeichneten Grenze, gepflanzt;
− Die Hecke verlief entlang der Grenze zwischen den beiden Grundstücken und erstreckte sich auch bis hinter der Garage der B.p. 699 und wurde erst 2002 auf Anordnung der
Gemeinde entfernt;
− 2004 wurde ein Holzzaun errichtet, um die beiden Grundstücke zu trennen, der irrtümlich nicht in Übereinstimmung mit der Grenze, sondern innerhalb der B.p.699 aufgestellt wurde, weil Herr UM vorher den Zaun auf der Straßenseite seines CP_1
Grundstücks unrechtmäßig um fast 170 cm über die Grenze verlängert hatte, sodass die
Beklagten unrechtmäßig etwa 22,68 Quadratmeter des Grundstücks der Kläger in Besitz genommen hätten.
15 di 24 − 2014 traf die Gemeinde Naturns ohne Beteiligung der Eigentümer die Vorbereitungen für den Erdgasanschluss mittels Verlegung des entsprechenden Rohres, welches auf der B.p.
699 von der Gemeinde dicht an den Zaun in der Nähe der Ecke verlegt wurde;
− Im Jahr 2021 mussten die Kläger den Kasten für den Erdgaszähler in dem von den
Beklagten in Besitz genommenen, sich aber im Eigentum der Kläger befindlichen Teil des
Grundstücks installieren.
Mit Einlassungsschriftsatz in deutscher Sprache ließen sich die Beklagten fristgerecht in das
Verfahren ein, wehrten die klägerischen Ansprüche ab und erhoben Einwand wegen
Unzulässigkeit bzw. Unbegründetheit des Herausgabeanspruchs, weil Ungewissheit über die
Grenze bestünde, wobei es keinen Widerspruch zwischen den jeweiligen Eigentumstiteln gäbe;
Im Wege der Widerklage erhoben sie Anspruch auf Grenzermittlung zwischen den beiden
Grundstücken bzw. in untergeordneter Hinsicht auf Ersitzung des Grundstücks, das Gegenstand der Herausgabeanspruchs ist.
Im Besonderen bestätigten sie die Rekonstruktion bezüglich der Herkunftstitel der Parteien an den Grundstücke und bezüglich der Pflanzung einer Hecke an der Grenze seitens Herrn ER
ST im Jahr 1976, beanstandeten jedoch, dass die Pflanze auch in der hinter der Garage Per_5
eingesetzt worden sei, da sie an der Westwand des Nebengebäudes enden würde; sie führten aus, dass Herr ER ST den Innenhof an seiner Unterseite gepflastert hatte und südlich der
Hecke entlang des Zufahrtsweges auf G.p. 190/1 einen gesetzt hatte, der bis heute Per_6
unverändert geblieben ist;
dass die Hecke und die Nordwand der Garage auf der B.p. 699 für alle die Grenze zwischen den beiden Grundstücken darstellte;
dass in den 70er Jahren Herr
[...] einen „Ligusterstrauch“ zur Abgrenzung seines Eigentums bis zu der Zufahrtsstraße CP_1
von der G.p. 190/1, der genau im Winkel an die von Herrn ST gepflanzte Hecke anschloss;
dass später der Ligusterstrauch entlang der Straße durch einen Zaun ersetzt wurde;
dass Herr
ST nach Rodung der Hecke an dessen Stelle einen Holzzaun errichtete, der in Verbindung mit der Nordwand der Garage auf der B.p. 699, die Grenze mit der B.p. 698 markierte;
dass sich seit 1976 die Gartenfläche der B.p. 698 bis zum ursprünglich aus Schotter bestehenden und jetzt gepflasterten Hofraum der B.p. 699 erstreckte;
dass der Herr UM TT seit 1976 die
Oberfläche des Gartens nördlich der B.p.-Garage. 699 sowie nördlich des Zauns friedlich besitzt.
16 di 24 Nach Zuweisung der Fristen gemäß Art. 183, Abs.6 ZPO, unternahm die Instruktionsrichterin einen Vergleichsversuch, der jedoch nicht erfolgreich war. Daher verfügte sie die Aufnahme eines Amtssachverständigengutachten zur Feststellung des Grenzverlaufs.
Cont Nach Aufnahme wofür der Geom. EI ermächtigt wurde, Controparte_10 Per_2
Hilfskräfte zur Landvermessung einzusetzen, wurde die Instruktion im Rechtsstreit als ausreichend erachtet.
Nach der Neuzuweisung des Verfahrens an den unterfertigten Richter wurde der Rechtsstreit zur
Entscheidung in der in schriftlicher Form abgewickelten Verhandlung vom 09.11.2023, nach
Zuweisung der Fristen gemäß Art. 190 ZPO, einbehalten.
2. Zunächst sei festgehalten, dass die klägerische Partei die Herausgabe des mit einer
Umzäunung von den Beklagten unrechtmäßig in Besitz genommenen Geländestreifens von etwa
22 Quadratmetern verlangt hat, wobei sie behauptete, dass sie kraft der Erwerbstitel dessen
Eigentümer sei, da der zur Trennung der zwei Grundstücke bestehende Zaun irrtümlich innerhalb des Eigentums der Kläger und nicht entlang der Grundstücksgrenze aufgestellt worden wäre, wie aus dem Teilungsplan in den Erwerbsakten und aus den Katasterbuchangaben hervorgeht. Sie legte ein außergerichtliches Schreiben der Beklagten vom Juli 201 bei, welche die Mappengrenze zugunsten der de-facto-Grenze beanstandeten und zur gleichen Zeit behaupteten, dass sie den zur
Herausgabe beanspruchten Geländestreifen ersessen hätten.
Jenseits der von der Partei angenommenen Bezeichnung ist das richtende Organ verpflichtet, die
Klage autonom auf Grundlage des vorgebrachten Sachverhalts und des von dem Kläger angestrebten Lebensguts beurteilen:
“L'azione di rivendica e quella di regolamento di confini si differenziano tra loro giacché nel primo caso - che presuppone un conflitto di titoli - l'attore non ha incertezza alcuna circa il confine (che è anzi indicato in modo certo e chiaro) e chiede la restituzione della porzione di fondo usurpata, indicandone con esattezza estensione e misura, mentre nel secondo - in cui la contestazione involge non già i titoli di proprietà, ma la delimitazione dei rispettivi fondi - l'attore non solo non è sicuro "ab initio" dei confini del proprio fondo, ma neppure è certo che questo sia stato parzialmente occupato dal Ne consegue che, ove venga attribuito un erroneo "nomen iuris" all'azione, occorre avere riguardo all'effettiva natura della controversia, così che, ove l'attore, pur dichiarando di esercitare un'azione di regolamento di confini chieda, con espressione precisa ed univoca, l'affermazione del suo diritto di proprietà su zone possedute dal convenuto ed
17 di 24 il rilascio di esse, indicando come vero un determinato confine a lui più favorevole, la domanda deve essere qualificata come azione di rivendica..“ (KGH. Nr. 20912/2021; vgl. über CP_12
zur Qualifikation der Klage, KGH. Nr. 13920/2023 und KGH. Nr. 1545/2016).
[...]
Die erhobene Klage zielt darauf ab, den Geländestreifen zurückzugewinnen, den die Beklagten aus Klägersicht unrechtmäßig im Gegensatz zur in der Katastermappe festgelegten Grenze in
Besitz genommen haben, id est, in den Teilungsplänen zur Untermauerung der jeweiligen
Erwerbstiteln. Der klägerische Anspruch muss daher als Klage auf Herausgabe beurteilt werden, die sich infolge der Beanstandungen der Beklagten nicht ändert, welche im Wege der
Widerklage ausdrücklich eine Grenzbereinigungsklage geltend gemacht haben, wobei sie das
Vorhandensein einer verschiedenen Grenze vorbrachten, die zunächst durch die 1986 von Herrn
ER ST gepflanzte Hecke, dann vom Holzzaun, und schließlich von der Westwand der
Garage auf der B.p. 699 gekennzeichnet war, bzw. in untergeordneter Hinsicht Anspruch auf
Ersitzung des Geländestreifens de quo.
2.2. Daher muss zunächst die Frage zur Festlegung der Grenze zwischen den beiden
Grundstücken geprüft werden, da die Ausführungen der Beklagten das Bestehen einer zumindest subjektiven Ungewissheit beweisen, die aber auch in Bezug auf die vorhandene materielle
Angabe über die Grenze zwischen den Grundstücken besteht.
Bei der Grenzermittlung obliegt beiden Parteien die Beweislast, alle geeigneten Beweismittel zur
Festlegung des genauen Grenzverlaufs beizulegen und zu erbringen, während der Richter, vom
Grundsatz des "actore non probante reus absolvitur" vollständig freigestellt ist, die Grenze in
Bezug auf die ihm am zuverlässigsten erscheinenden Elemente zu bestimmen, und in letzter
Konsequenz anhand von zur Hilfe herangezogenen Katasterangaben (s. KGH. Nr. 10062/2018).
Im streitgegenständlichen Fall geht per tabulas hervor, dass die Baugenossenschaft St. Prokulus,
Eigentümerin der G.p. 190 in P.T.789/II durch Akt vom 26.08.1976 die B.p. 699 Persona_7
dem Mitglied und Vater der Kläger ST ER zuwies und die B p. 698 dem Beklagten
TT Diese Grundstücke ergaben sich aus dem der G.p. 190, welcher CP_1 Parte_5
von Geom. Hell am 22.09.1973 ausgearbeitet wurde, worauf in der Zuweisungsurkunde CP_6
verwiesen wird (Dok. 1 und 2 Kläger; Dok. 6 und 7 Beklagte).
Gleichfalls gibt es Urkundenbeweise, dass:
− Am 12.04.1994 die Mutter der heutigen Kläger, Frau verheiratet Parte_6
ST, den Eigentumsanteil von 50% der B.p.699 erwarb (Dok. 3 Kläger).
18 di 24 − Die Kläger wurden kraft Schenkungsakt seitens der Eltern vom 06.02.2017, einverleibt unter T.Z. 810/2017, alleinige Miteigentümer der B.p. 699 (Dok. 4 und 5 Kläger);
− Die B.p. 698 Miteigentum des Beklagten UM im Anteil von 12/18 ist, CP_1
wovon der Anteil von 1/2 kraft Aktes vom 26.08.1976, während im verbleibenden Anteil von 1/6 kraft Erbscheins vom 10.10.2011, derselbe Titel, der zur Untermauerung des
Miteigentums im Anteil 1/9 jeweils zu Gunsten der Kinder TT TH, TT
EN und TT HO, wie aus dem Grundbuchauszug (unter Dok. 6) hervorgeht.
− Der Erbschein nach Ableben von Frau Ehefrau der Mutter der Persona_3
Beklagten, in Rechtsnachfolge von Todes wegen ausgestellt wurde (Dok. 9 Beklagte), die, wie aus dem historischen Grundbuchsauszug ersichtlich ist, Eigentümerin des Anteils einer Hälfte von B.p. 698 kraft Aktes vom 15.04.1994 (Dok. 8 Beklagte) geworden war;
− Der beklagte TT UM am 22.12.2021 den eigenen Anteil von 12/18 der B.p.
698 mit Vorbehalt auf lebenslängliches Nutzungsrecht den drei Kindern schenkte, (Dok.
10 Beklagte).
Eine entscheidende Rolle zur Grenzermittlung nimmt demzufolge der Teilungsplan Nr. 411/1973 des Geom. Hell ein, da er zu den Erwerbstiteln des Herrn TT UM beigelegt war, bzw. der Rechtsvorgänger der heutigen Streitparteien, der die ursprüngliche einzige G.p. 190 der
Genossenschaft St. Prokulus in mehrere Bauparzellen aufteilte, welche folgend den Parteien zugewiesen wurden:
„A norma dell'art. 950 c.c. è ammissibile qualsiasi mezzo di prova per la determinazione del confine tra due fondi;
tuttavia, qualora si tratti di fondi appartenenti originariamente come unico appezzamento ad un solo proprietario, deve necessariamente farsi riferimento agli atti di frazionamento allegati ai contratti di vendita o di divisione, quando dalle misure ivi contenute possono essere desunti elementi idonei ad individuare con esattezza la linea di confine tra le due proprietà.“ (KGH. Nr. 12322/2020);
„Nell'indagine diretta all'individuazione del confine tra due fondi riveste importanza fondamentale il tipo di frazionamento allegato ai singoli atti di acquisto ed in essi richiamato con valore vincolante, sicché il giudice può ricorrere ad altri mezzi di prova soltanto nel caso in cui le indicazioni desumibili dai rispettivi titoli di provenienza siano mancanti o insufficienti.“
(KGH. Nr. 12327/2020; vgl. KGH. Nr. 26951/2008).
19 di 24 2.3. Der Holzzaun zwischen den beiden Grundstücken kann hingegen nicht als „natürliche“
Grenze zwischen den beiden Grundstücken angesehen werden, da es sich um ein Erzeugnis menschlichen Schaffens und nicht um die natürliche Beschaffenheit des Grundstücks handelt.
Insbesondere behauptete die beklagte Partei, dass der Rechtsvorgänger der Kläger, Herr ER
eine Hecke an der Grenze gepflanzt hätte, die anschließend durch den Zaun ersetzt Pt_1
wurde (siehe Schriftsatz Seite 8 ff.), und dass die Beklagten diese als CP_13 CP_14
anerkannt hätten.
Die klägerische Partei hat nie angegeben, wer den Zaun aufgestellt hätte, noch hat sie die
Ausführungen der Beklagten rechtzeitig beanstandet, sondern hat sich erst im zweiten Schriftsatz auf das Vorbringen beschränkt, dass dieser von den Beklagten errichtet worden sei.
Daher hat keine der Parteien erklärt, dass in der Vergangenheit ein Vertrag zur einvernehmlichen
Grenzziehung abgeschlossen wurde, noch dass der Zaun gemeinsam im Einvernehmen mit den jeweiligen Eigentümern der Grundstücke errichtet wurde.
Daraus folgt, dass die Aufstellung des Zauns als für eine vertragsrechtliche Regelung Per_8
der Grenze unerheblich ist.
Jedenfalls könnte die vertragsrechtlichen Regelung, welche mit den Rechtsvorgängern der Kläger abgeschlossen worden wäre, nicht gegen diese entgegensetzt werden, da sie die Liegenschaft kraft einer Rechtshandlung unter Lebenden, und im vorliegenden Sachverhalt in Form eines
Schenkungsvertrags erworben hatten, und nachdem dieses Geschäft, womit eine verschiedene als die aus den Angaben des Grundbuches hervorgehende Grenze abgemacht wurde, nicht
Gegenstand einer Einverleibung war, wobei sich keine Unterwerfung der Kläger an diese
Geschäftsbindung ergibt:
„Nel sistema tavolare, l'accordo tra i proprietari che stabilisca un confine difforme dalle risultanze del libro fondiario ha solo efficacia obbligatoria tra i contraenti, attesa la necessità dell'intavolazione per l'efficacia "erga omnes". (KGH. Nr. 22068/2015).
In anderer ist aus der Heranziehung der Bildunterlagen in den Akten nicht möglich, die Per_9
ursprüngliche Lage und die Breite der Hecke mit Genauigkeit zu bestimmen, welche in Folge der
Maßnahme der Gemeinde vom 31.07.2002 entfernt wurde (Dok. 11 Kläger). Es ist daher nicht feststellbar, ob die Grenze in der Mitte der Hecke oder am Ende ihrer Äste verlief, da sie, wie aus den von den Parteien herangezogenen Fotografien hervorgeht, ein paar Dutzend Zentimeter breit zu sein schien.
20 di 24 Zudem war die Hecke weiter nördlich des heute noch bestehenden Betonsockels zwischen den beiden Grundstücken aufgestellt (siehe Dok. 7 Kläger), der unbestritten nicht die Grenze darstellte. Zur dessen Bestätigung haben die Beklagten im Schriftsatz auf Seite 9 ausgeführt, dass sich der aus Beton weiter südlich der Hecke befunden habe, während die Grenze Per_6
eigentlich durch diese Letztere markiert gewesen sei.
Folglich ist es auch nicht möglich festzustellen, ob der heute bestehende Zaun genau an der Stelle aufgestellt wurde, die der Hecke entsprach oder nicht.
Darüber hinaus besteht die primäre Grundlage für die Rekonstruktion des Grenzverlaufs immer aus der Prüfung und Bewertung der Erwerbstiteln der jeweiligen Liegenschaften, während der CP_1 Mangel oder die Unzulänglichkeit der über die aus den feststellbare Grenze bzw. Per_10
deren mangelnde Vorweisung die Verwendung anderer Beweismittel rechtfertigen. Dazu gehören auch die Angaben von Grundbuchkarten, die auch für den Fall verwendet werden können, dass die Titel aufgrund ihrer Zusammensetzung oder aus Gründen bezüglich ihrer Zuverlässigkeit - nach unanfechtbarer Feststellung des Richters in der Sache - sonst für die festgestellte
Bestimmung der Grenze ohnehin ungeeignet sind (KGH. Nr. 24171/2022).
Im streitgegenständlichen Fall kann daher nur auf die Grenze verwiesen werden, die durch den vom Geom. Haller erstellten festgelegt wurde, mit dem die heutigen B.p. 698 und Parte_5
699 errichtet wurden.
2.4. Der Amtssachverständige Geom. EI hat mit logischer und Per_2 Controparte_16
, die vom Gericht gänzlich geteilt und zu eigen macht, unter Berücksichtigung der
[...]
nicht erhobenen Einwände seitens der Parteisachverständigen weder der klägerischen noch der beklagten Partei festgestellt, dass die digitale Rekonstruktion der Mappengrenze zwischen den beiden Grundstücken, die durch den Teilungsplan Nr. 411/1973 geschaffen wurden, „keine
Unklarheiten offen lässt“, sie erfolgt innerhalb der Genauigkeitstoleranzen des Katasters und gibt eine gute Übereinstimmung der Daten bei der Überlagerung mit der Vermessung des unterfertigten. (ASV-Gutachten, S. 5). Der Sachverständige hielt demnach fest, dass der
Holzzaun erwiesenermaßen nach Süden bezüglich der Mappengrenze aufgestellt wurde, maximal
1,61 m und mindestens 0,44 m, und eine Gesamtfläche von 21 m² vom übrigen klägerischen
Grundstück ausschließt; keine Auswirkungen hätte auf diesem der Teilungsplan Nr. 96/1986, der keine vorbestehenden Grenzen verändert (ASV-Bericht, S. 6).
21 di 24 Daher entspricht die Grenze zwischen der B.p. 698 und der B.p. 699 K.G. Naturns der in dem
Nr. 411/1973 des Geom. Grenze. Parte_5 Persona_11
3. Der von den Beklagten in untergeordneter Hinsicht im Wege der Widerklage erhobene
Anspruch, womit sie die erfolgte Ersitzung des streitgegenständlichen Geländestreifens geltend machen wollten, ist unbegründet.
In erster Linie haben die Kläger durch einen Rechtsakt unter Lebenden beruhend auf den
Angaben des Grundbuchs erworben, wobei die beklagte Partei gar nicht ausgeführt hat, dass die
Brüder über das von ihr geltend gemachte unterschiedliche Recht in Kenntnis waren: Pt_1
"Nei territori in cui vige il sistema tavolare basato sul principio della pubblicità costitutiva, il conflitto tra l'acquirente per atto fra vivi dall'intestatario tavolare e chi abbia acquistato il bene per usucapione si risolve in base all' art. 5 del r.d. n. 499 del 1929, che prevede il principio di pubblica fede che assiste le risultanze dei libri fondiari, per cui l'acquisto effettuato in base a dette risultanze si presume avvenuto in buona fede, ed è onere del terzo che sostiene di aver acquistato il bene per usucapione provare che colui che ha acquistato dal titolare del bene in base al libro fondiario era in malafede, essendo stato a conoscenza della sussistenza dell'usucapione maturata ma non giudizialmente dichiarata ed iscritta, o essendo stato in grado di apprenderlo facendo uso dell'ordinaria diligenza..“ (KGH. Nr. 29089/2017).
In zweiter Linie haben die Beklagten angesichts der oben beschriebenen Unmöglichkeit, die Lage der alten Hecke im Vergleich zum derzeitigen Zaun genau zu rekonstruieren, nicht einmal das
Jahr angegeben, in dem der Holzzaun errichtet wurde.
Unter der Berücksichtigung, dass die Gemeinde Naturns im Jahr 2002 die Rodung von Pflanzen in dem Gebiet anordnete, ist in Ermangelung anderer davon auszugehen, dass die CP_17
Hecke bis zu diesem Jahr erhalten blieb und der Zaun erst später aufgebaut wurde.
Aus der Wirkung ergibt sich die zwanzigjährige Frist ab dem Zeitpunkt, an dem das Artefakt erstellt wurde, bis zur Übermittlung der klägerischen Aufforderung am 20.07.2021 (Dok. 20
Kläger) als nicht abgelaufen.
Darüber hinaus kann das bloße Mähen auf dem Geländestreifen, der sich zwischen der Per_12
vorherigen Hecke und der Grenze zwischen den Grundstücken erstreckte, zur fristgebundenen
Ersitzung nicht als ausreichend angesehen werden (vgl. Cass. Nr. 1796/2022).
Folglich ist der klägerische Anspruch auf Herausgabe des von der beklagten Partei unrechtmäßig in Besitz genommenen Teils gemäß Anhang 1 des ASG des Geom. Walther EI vom
22 di 24 11.04.2023 der Stattgabe würdig, frei von allfälligen Personen und/oder
Vermögensgegenständen.
Was den Zaun anbelangt, so führte der Kläger verspätet aus, dass er von den Beklagten errichtet worden sei, die stattdessen behaupteten, dass das Artefakt ab origine vom Vater der Kläger erstellt worden sei. Dem Antrag auf Entfernung des Zauns auf Veranlassung und
[...]
daher nicht stattgegeben werden, unbeschadet, dass derselbe kraft des CP_18
Zuwachsgrundsatzes laut Art. 934 ZGB als Eigentum der Kläger zu betrachten ist, da er auf ihrem Grundstück aufgestellt wurde.
4. Die Verfahrenskosten richten sich nach dem Grundsatz der Unterliegens gemäß Art. 91 ZPO.
Die beklagte Partei ist daher verpflichtet, der klägerischen Partei die Verfahrenskosten zu erstatten, die gemäß dem M.D. Nr. 55/2014 i.g.F., gestaffelt im Wert von 5.200,01 Euro bis
26.000,00, Durchschnittsparameter für alle Phasen, und deshalb mit Euro 5.077,00 für Entgelte,
412,80 Euro für belegte Vorschüsse, bestimmt wurden (237 € E.B.; 27,00 € Gebühr zur
Eintragung ins Verfahrensregister;
148,80 € gemäß Anträgen wegen Zustellungen), zzgl.
Pauschalbetrag des Entgeltes in Höhe von 15% für allgemeine Spesen, zzgl. allfällige
Aufwendungen laut Gesetz.
Die Kosten des Amtsgutachtens gehen endgültig in voller Höhe zu Lasten der beklagten Partei.
5. Da keine der Parteien darauf verzichtet hat, wird im Sinne des D.P.R. Nr. 574/1988 die
Übersetzung dieses Urteils in die deutsche Sprache, Verfahrenssprache der Beklagten, verfügt.
A.D.G. befindet das Landesgericht durch eine den Rechtsstreit abschließende Entscheidung, jedwede anderslautenden Einwände, Anträge und Eingaben abgewiesen, sich erübrigend und/oder für unzulässig erklärt, wie folgt:
7. stellt fest und erklärt, dass die Grenze zwischen der B.p. 698 und der B.p. 699, beide
K.G. Naturns der bestehenden Mappengrenze entspricht, welche durch den Parte_5
Nr. 411/1973 vom Datum 22.09.1973 festgelegt und vom Geom. Hell CP_6
unterzeichnet wurde;
8. stellt das Eigentum an der B.p. 699, dargestellt in dem unter Nummer 1 genannten zu Gunsten der Kläger und für Parte_5 Parte_2 Parte_1
den Anteil jeweils einer ungeteilten Hälfte fest und aus der Wirkung ordnet den
Beklagten gemäß Art. 948 ZGB die unmittelbare Freigabe des unrechtmäßig in Besitz
23 di 24 genommenen Teils des Gutes, festgelegt wie im Anhang 1 zum ASG des Geom. Walther
EI vom 11.04.2023, frei von allfälligen Personen und/oder Sachen;
9. weist alle weiteren gestellten Anträge der Parteien als unbegründet ab;
10. verurteilt die Beklagten zur Erstattung der Verfahrenskosten, die mit 5.077,00 Euro für
Entgelt bestimmt werden, mit 412,80 Euro für Vorschüsse, zzgl. Pauschalbetrag des
Entgeltes in Höhe von 15% für allgemeine Spesen, zzgl. allfällige Aufwendungen für den gesetzlichen Anwaltskassenfürsorgebeitrag und MwSt. auf gesetzlich vorgesehene Posten und zzgl. ; Controparte_19
11. erlegt die Kosten des Amtsgutachtens, im bereits im Laufe des Verfahrens bestimmten
Ausmaßes, endgültig der beklagten Partei in voller Höhe auf;
12. verfügt die Übermittlung einer Abschrift des vorliegenden Urteils an das Amt für
Sprachbereich im Hause zwecks Abfassung in deutscher Sprache.
So entschieden, den 06.03.2024
Der
[...]
Persona_13
Für die Übersetzung ITA>DE: Für die Revision ITA>DE: Bozen, den 03.07.2024 Bozen, den 4.7.24
Dr. gez. Dr. Valentina Vecellio Persona_14
Höherer Beamter für den Sprachbereich Koordinatorin Amt für den Sprachbereich
LANDESGERICHT BOZEN LANDESGERICHT BOZEN
24 di 24