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Sentenza 5 novembre 2025
Sentenza 5 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Bari, sentenza 05/11/2025, n. 4025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Bari |
| Numero : | 4025 |
| Data del deposito : | 5 novembre 2025 |
Testo completo
N.R.G. 10274/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Bari, Sez. spec. in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E., nella persona del Giudice RI TO all'udienza del
5 novembre 2025, disposta ai sensi degli artt. 281sexies e 281terdecies c.p.c., ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel giudizio avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana proposto da: nato a [...], (SP), Brasile, il 23/10/1987; Parte_1 [...] nata a [...], (SP), Brasile, il 13/05/1989; CP_1 Parte_2
, nato a [...], (GO), Brasile, 06/06/1992; , nata a
[...] Parte_3
Goiania, (GO), Brasile, il 03/08/1995; , nato a [...], (SP), Brasile, il Parte_4
12/04/1950; , nato a [...]è Dos Campos, (SP), Brasile, il Controparte_2
03/11/1981; , nato a [...]è Dos Campos, (SP), Brasile, Controparte_3
20/06/1981 e entrambi i genitori nella qualità di esercenti la Controparte_4 responsabilità genitoriale sulla minore , nata a [...]è Do Persona_1
Campos, (SP), Brasile, il 25/02/2008; , nato a [...]è Dos Parte_5
Campos, (SP), Brasile, 08/01/2001, parte rappresentata e difesa dall'avv. La Malfa Maria
Stella, giusta procura in atti;
PARTE RICORRENTE contro
; Controparte_5
PARTE RESISTENTE con l'intervento del
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BARI;
INTERVENTORE EX LEGE
Pag. 1 di 5 CONCLUSIONI
I ricorrenti hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, esponendo di essere discendenti in linea diretta di cittadino italiano, nato a Persona_2
Trani (BT) il 03/01/1886.
FATTO
Il ricorso. Con atto depositato in data 07/10/2024, i ricorrenti hanno allegato che Per_2
(alias alias è loro avo e, a dimostrazione del loro
[...] Parte_6 Persona_3 diritto di cittadinanza, hanno rappresentato il seguente albero genealogico.
- Il cittadino italiano ha contratto matrimonio con in data Parte_7
15/12/1906. La coppia ha avuto due figli: nato in data [...] e Persona_4 [...]
nata il [...]; Persona_5
- Dall'unione di quest'ultima con nascevano in data 12/04/1950 Persona_6
e in data 14/11/1958 Parte_4 Persona_7
- , in data 31/07/1976, contraeva matrimonio con e dalla Parte_4 Persona_8
loro unione nascevano in data 20/06/1979 e in data 03/11/1981 Controparte_3 [...]
; CP_2
- in data 07/07/2000 contraeva matrimonio con Controparte_3 Controparte_4
e dalla loro unione nascevano in data 08/01/2001 e in data 25.02.2008, Parte_5
; Persona_1
- in data 20/04/1991, contraeva matrimonio con Persona_7 Parte_8
e dalla loro unione nascevano in data 06/06/1992 e in data
[...] Parte_2
03/08/1995 ; Parte_3
- in data 16/02/1952, contraeva matrimonio con e Persona_4 Persona_9
dalla loro unione nasceva, in data 23/06/1954, Persona_10
- dava alla luce in data 23/10/1987 e Persona_10 Parte_1 Controparte_1
n data 13/05/1989;
[...]
In definitiva, la parte ricorrente ha sostenuto che l'avo aveva sempre mantenuto la cittadinanza italiana e che quindi l'aveva trasmessa iure sanguinis a suoi successori, sicché ha chiesto l'accertamento giudiziale a seguito del silenzio perpetrato dalla P.A.
Il processo. Ritualmente evocata in giudizio, l'Amministrazione si è costituita con memoria depositata 25/09/2025 non rilevando motivi ostativi al riconoscimento della cittadinanza.
Pag. 2 di 5 Fissata l'udienza di comparizione e omessa ogni attività istruttoria, la causa viene decisa ex artt. 281sexies e 281terdecies c.p.c. all'udienza odierna, con immediato deposito del dispositivo e dei motivi in quanto linearmente strutturata in fatto ed in diritto.
DIRITTO
La domanda è fondata.
La competenza territoriale. In primo luogo, il Tribunale adito è territorialmente competente, poiché, ai sensi dell'art. 4 comma 5 del D. L. n. 13/2017, “quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Nel caso di specie, l'avo cittadino italiano è nato a [...] in data [...], come risulta dall'estratto dell'atto di nascita rilasciato dal Comune il 06/12/2018 ed allegato al ricorso.
L'inquadramento della domanda. Nel merito, secondo la normativa in vigore prima dell'adozione del D.L. 36/25, applicabile alla fattispecie ratione temporis, l'accertamento della cittadinanza italiana nel caso di avo coniugato con cittadino straniero anteriormente al 1° gennaio 1948, nato prima di tale data e nel vigore della L. 255 del 1912, deve essere effettuato in via giudiziale, ai sensi di quanto stabilito con la sentenza della Corte di
Cassazione a Sezioni Unite del 25/02/2009, n.44661.
La sentenza sopra richiamata, facendo riferimento anche alle situazioni preesistenti all'entrata in vigore della Costituzione, ha riconosciuto che il diritto di cittadinanza è uno status permanente ed imprescrittibile, giustiziabile in ogni tempo se la sua illegittima privazione perdura anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione a causa di una norma discriminatoria dichiarata incostituzionale. La pronuncia citata è il risultato dell'evoluzione giurisprudenziale apportata da due pronunce della Corte costituzionale: in primo luogo, la
Pag. 3 di 5 sentenza n. 30 del 1983 con cui era stata dichiarata l'illegittimità dell'articolo 1 n. 1 della legge n.555 del 1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
ancora prima, con la pronuncia n. 87 del 1975, la stessa Corte aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma terzo, della legge 13 giugno
1912, n. 555, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna che si sposava con cittadino straniero. In particolare, la Corte aveva ritenuto che la norma violasse palesemente anche l'art. 29 della
Costituzione in quanto comminava una gravissima disuguaglianza morale, giuridica e politica dei coniugi e poneva la donna in uno stato di evidente inferiorità, privandola automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, dei diritti del cittadino italiano.
L'accertamento della cittadinanza italiana. La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata.
Risulta infatti che l'avo non ha mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola alla parte ricorrente.
Peraltro, conformemente alla giurisprudenza innanzi citata, gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre dal 1 gennaio 1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l'hanno perduta o non l'hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo status di cittadino degli aventi diritto.
Pertanto, deve essere accolta la domanda avanzata, dichiarando parte ricorrente cittadina italiana dalla nascita, ordinato l'adozione da parte del dei Controparte_5 provvedimenti conseguenti.
Le spese di lite. Le spese possono essere compensate alla luce del fatto che non v'è stato alcun reale contenzioso con l'Amministrazione, la quale non ha risposto alla parte ricorrente senza tuttavia mai negare la sussistenza del relativo diritto. La scelta legittima di agire davanti al Giudice Ordinario per l'accertamento del diritto alla cittadinanza, anche di fronte al ritardo conclamato della P.A., non giustifica però la sua condanna alle spese.
Pag. 4 di 5 La presente sentenza, che costituisce parte integrante del verbale dell'udienza odierna, nella quale viene pronunciata, si ha per pubblicata con la sottoscrizione, seguita dall'immediato deposito in cancelleria. Il Cancelliere provvederà agli adempimenti di cui all'art. 35 disp. att. cpc.
P.Q.M.
il Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea, in composizione monocratica, all'udienza del 05/10/2025, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da parte ricorrente, come in epigrafe identificata, nei confronti del
[...]
, così provvede: CP_5
1. DICHIARA la parte ricorrente , ordinando al Parte_9 [...]
e, per esso, all'Ufficiale dello Stato Civile competente, di procedere alle CP_5 iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
2. COMPENSA le spese di lite.
Il Giudice
RI TO
Pag. 5 di 5 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 In detta pronuncia è stato affermato che “la titolarità della cittadinanza italiana va riconosciuta in sede giudiziaria, indipendentemente dalla dichiarazione resa dall'interessata ai sensi della L. n. 151 del 1975, art. 219, alla donna che l'ha perduta per essere coniugata con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948, in quanto la perdita senza la volontà della titolare della cittadinanza è effetto perdurante, dopo la data indicata, della norma incostituzionale, effetto che contrasta con il principio della parità dei sessi e della eguaglianza giuridica e morale dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per lo stesso principio, riacquista la cittadinanza italiana dal 1° gennaio 1948, anche il figlio di donna nella situazione descritta, nato prima di tale data e nel vigore della L. n. 555 del 1912, determinando il rapporto di filiazione, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, la trasmissione a lui dello stato di cittadino, che gli sarebbe spettato di diritto senza la legge discriminatoria”.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Bari, Sez. spec. in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E., nella persona del Giudice RI TO all'udienza del
5 novembre 2025, disposta ai sensi degli artt. 281sexies e 281terdecies c.p.c., ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel giudizio avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana proposto da: nato a [...], (SP), Brasile, il 23/10/1987; Parte_1 [...] nata a [...], (SP), Brasile, il 13/05/1989; CP_1 Parte_2
, nato a [...], (GO), Brasile, 06/06/1992; , nata a
[...] Parte_3
Goiania, (GO), Brasile, il 03/08/1995; , nato a [...], (SP), Brasile, il Parte_4
12/04/1950; , nato a [...]è Dos Campos, (SP), Brasile, il Controparte_2
03/11/1981; , nato a [...]è Dos Campos, (SP), Brasile, Controparte_3
20/06/1981 e entrambi i genitori nella qualità di esercenti la Controparte_4 responsabilità genitoriale sulla minore , nata a [...]è Do Persona_1
Campos, (SP), Brasile, il 25/02/2008; , nato a [...]è Dos Parte_5
Campos, (SP), Brasile, 08/01/2001, parte rappresentata e difesa dall'avv. La Malfa Maria
Stella, giusta procura in atti;
PARTE RICORRENTE contro
; Controparte_5
PARTE RESISTENTE con l'intervento del
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BARI;
INTERVENTORE EX LEGE
Pag. 1 di 5 CONCLUSIONI
I ricorrenti hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, esponendo di essere discendenti in linea diretta di cittadino italiano, nato a Persona_2
Trani (BT) il 03/01/1886.
FATTO
Il ricorso. Con atto depositato in data 07/10/2024, i ricorrenti hanno allegato che Per_2
(alias alias è loro avo e, a dimostrazione del loro
[...] Parte_6 Persona_3 diritto di cittadinanza, hanno rappresentato il seguente albero genealogico.
- Il cittadino italiano ha contratto matrimonio con in data Parte_7
15/12/1906. La coppia ha avuto due figli: nato in data [...] e Persona_4 [...]
nata il [...]; Persona_5
- Dall'unione di quest'ultima con nascevano in data 12/04/1950 Persona_6
e in data 14/11/1958 Parte_4 Persona_7
- , in data 31/07/1976, contraeva matrimonio con e dalla Parte_4 Persona_8
loro unione nascevano in data 20/06/1979 e in data 03/11/1981 Controparte_3 [...]
; CP_2
- in data 07/07/2000 contraeva matrimonio con Controparte_3 Controparte_4
e dalla loro unione nascevano in data 08/01/2001 e in data 25.02.2008, Parte_5
; Persona_1
- in data 20/04/1991, contraeva matrimonio con Persona_7 Parte_8
e dalla loro unione nascevano in data 06/06/1992 e in data
[...] Parte_2
03/08/1995 ; Parte_3
- in data 16/02/1952, contraeva matrimonio con e Persona_4 Persona_9
dalla loro unione nasceva, in data 23/06/1954, Persona_10
- dava alla luce in data 23/10/1987 e Persona_10 Parte_1 Controparte_1
n data 13/05/1989;
[...]
In definitiva, la parte ricorrente ha sostenuto che l'avo aveva sempre mantenuto la cittadinanza italiana e che quindi l'aveva trasmessa iure sanguinis a suoi successori, sicché ha chiesto l'accertamento giudiziale a seguito del silenzio perpetrato dalla P.A.
Il processo. Ritualmente evocata in giudizio, l'Amministrazione si è costituita con memoria depositata 25/09/2025 non rilevando motivi ostativi al riconoscimento della cittadinanza.
Pag. 2 di 5 Fissata l'udienza di comparizione e omessa ogni attività istruttoria, la causa viene decisa ex artt. 281sexies e 281terdecies c.p.c. all'udienza odierna, con immediato deposito del dispositivo e dei motivi in quanto linearmente strutturata in fatto ed in diritto.
DIRITTO
La domanda è fondata.
La competenza territoriale. In primo luogo, il Tribunale adito è territorialmente competente, poiché, ai sensi dell'art. 4 comma 5 del D. L. n. 13/2017, “quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Nel caso di specie, l'avo cittadino italiano è nato a [...] in data [...], come risulta dall'estratto dell'atto di nascita rilasciato dal Comune il 06/12/2018 ed allegato al ricorso.
L'inquadramento della domanda. Nel merito, secondo la normativa in vigore prima dell'adozione del D.L. 36/25, applicabile alla fattispecie ratione temporis, l'accertamento della cittadinanza italiana nel caso di avo coniugato con cittadino straniero anteriormente al 1° gennaio 1948, nato prima di tale data e nel vigore della L. 255 del 1912, deve essere effettuato in via giudiziale, ai sensi di quanto stabilito con la sentenza della Corte di
Cassazione a Sezioni Unite del 25/02/2009, n.44661.
La sentenza sopra richiamata, facendo riferimento anche alle situazioni preesistenti all'entrata in vigore della Costituzione, ha riconosciuto che il diritto di cittadinanza è uno status permanente ed imprescrittibile, giustiziabile in ogni tempo se la sua illegittima privazione perdura anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione a causa di una norma discriminatoria dichiarata incostituzionale. La pronuncia citata è il risultato dell'evoluzione giurisprudenziale apportata da due pronunce della Corte costituzionale: in primo luogo, la
Pag. 3 di 5 sentenza n. 30 del 1983 con cui era stata dichiarata l'illegittimità dell'articolo 1 n. 1 della legge n.555 del 1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina;
ancora prima, con la pronuncia n. 87 del 1975, la stessa Corte aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma terzo, della legge 13 giugno
1912, n. 555, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna che si sposava con cittadino straniero. In particolare, la Corte aveva ritenuto che la norma violasse palesemente anche l'art. 29 della
Costituzione in quanto comminava una gravissima disuguaglianza morale, giuridica e politica dei coniugi e poneva la donna in uno stato di evidente inferiorità, privandola automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, dei diritti del cittadino italiano.
L'accertamento della cittadinanza italiana. La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata.
Risulta infatti che l'avo non ha mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola alla parte ricorrente.
Peraltro, conformemente alla giurisprudenza innanzi citata, gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre dal 1 gennaio 1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l'hanno perduta o non l'hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo status di cittadino degli aventi diritto.
Pertanto, deve essere accolta la domanda avanzata, dichiarando parte ricorrente cittadina italiana dalla nascita, ordinato l'adozione da parte del dei Controparte_5 provvedimenti conseguenti.
Le spese di lite. Le spese possono essere compensate alla luce del fatto che non v'è stato alcun reale contenzioso con l'Amministrazione, la quale non ha risposto alla parte ricorrente senza tuttavia mai negare la sussistenza del relativo diritto. La scelta legittima di agire davanti al Giudice Ordinario per l'accertamento del diritto alla cittadinanza, anche di fronte al ritardo conclamato della P.A., non giustifica però la sua condanna alle spese.
Pag. 4 di 5 La presente sentenza, che costituisce parte integrante del verbale dell'udienza odierna, nella quale viene pronunciata, si ha per pubblicata con la sottoscrizione, seguita dall'immediato deposito in cancelleria. Il Cancelliere provvederà agli adempimenti di cui all'art. 35 disp. att. cpc.
P.Q.M.
il Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea, in composizione monocratica, all'udienza del 05/10/2025, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da parte ricorrente, come in epigrafe identificata, nei confronti del
[...]
, così provvede: CP_5
1. DICHIARA la parte ricorrente , ordinando al Parte_9 [...]
e, per esso, all'Ufficiale dello Stato Civile competente, di procedere alle CP_5 iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
2. COMPENSA le spese di lite.
Il Giudice
RI TO
Pag. 5 di 5 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 In detta pronuncia è stato affermato che “la titolarità della cittadinanza italiana va riconosciuta in sede giudiziaria, indipendentemente dalla dichiarazione resa dall'interessata ai sensi della L. n. 151 del 1975, art. 219, alla donna che l'ha perduta per essere coniugata con cittadino straniero anteriormente al 1 gennaio 1948, in quanto la perdita senza la volontà della titolare della cittadinanza è effetto perdurante, dopo la data indicata, della norma incostituzionale, effetto che contrasta con il principio della parità dei sessi e della eguaglianza giuridica e morale dei coniugi (artt. 3 e 29 Cost.). Per lo stesso principio, riacquista la cittadinanza italiana dal 1° gennaio 1948, anche il figlio di donna nella situazione descritta, nato prima di tale data e nel vigore della L. n. 555 del 1912, determinando il rapporto di filiazione, dopo l'entrata in vigore della Costituzione, la trasmissione a lui dello stato di cittadino, che gli sarebbe spettato di diritto senza la legge discriminatoria”.