Sentenza 1 marzo 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sentenza 01/03/2023, n. 6097 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 6097 |
| Data del deposito : | 1 marzo 2023 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
SENTENZA
sul ricorso n. 33765/2018 proposto da:
EV LY LD SR , c.f. (Omissis), in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Roma, alla via Sant'Angela Merici, n. 96, presso lo studio dell'avv. Andrea Panzarola, dal quale, unitamente all'avv. Fabrizio Gaetano Pacchiarotti, è rappresentata e difesa;
- ricorrente -
contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, c.f. (Omissis), in persona del Direttore p.t., elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso l'Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende;
- controricorrente -
Avverso la sentenza n. 2401/07/2018 della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata il 16.04.2018;
udita la relazione della causa svolta nell'udienza pubblica del 25 ottobre 2022 dal Consigliere Dott. Francesco Federici, celebrata ai sensi del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 bis , convertito con modificazioni in L. 18 dicembre 2020, n. 176 ;
lette le conclusioni scritte della Procura Generale, in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Alberto Cardino, che ha chiesto l'accoglimento del primo motivo del ricorso;
lette le conclusioni delle parti.
Svolgimento del processo
Dalla sentenza e dal ricorso si evince che la società chiese il rimborso di un credito IRAP, maturato dalla AG SR , avente causa della ricorrente, relativo all'anno 2002.
Al silenzio-rifiuto dell'Amministrazione finanziaria seguì la proposizione del ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Latina, dinanzi alla quale, pur nella sua tardiva costituzione, l'Agenzia delle entrate oppose la sospensione del rimborso ai sensi del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 23 . La commissione provinciale accolse le ragioni della società con sentenza n. 253/04/2015.
L'appello dell'Agenzia delle Entrate fu invece accolto dalla Commissione tributaria regionale del Lazio con sentenza n. 2401/07/2018. Il giudice regionale riconobbe la legittimità della sospensione del rimborso, in ragione di crediti erariali, ancorchè non liquidi ed esigibili, superiori a quelli chiesti a rimborso dalla società.
La società ha censurato la sentenza con cinque motivi, chiedendone la cassazione, cui ha resistito l'Agenzia delle entrate con controricorso.
All'esito della udienza pubblica del 25 ottobre 2022 la causa è stata riservata e decisa.
La società ha depositato atto di rinuncia al ricorso ex art. 390 c.p.c. .
Motivi della decisione
La ricorrente si duole:
con il primo motivo della nullità della sentenza, per violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 23 , in relazione all' art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 4 , quanto al rigetto dell'appello incidentale;
con il secondo motivo della violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2 , n. 4 , dell' art. 132 c.p.c. , comma 2, n. 4, dell'art. 118 disp. att. c.p.c. , dell'art. 111 Cost. , comma 6 e art. 24 Cost. , in relazione all' art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 4 , quanto alla manifesta illogicità del ragionamento dei giudici regionali;
con il terzo motivo della nullità della sentenza per violazione dell' art. 112 c.p.c. , in relazione all' art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 4 , per non aver pronunciato sulla preliminare eccezione di inammissibilità dell'appello dell'ufficio;
con il quarto motivo per la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 23, comma 1 , in relazione all' art. 36 c.p.c. , comma 1, n. 3 ;
con il quinto della nullità della sentenza per violazione della L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3 , della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 , del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57 , del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 23 , in relazione all' art. 360 c.p.c. , comma 1, nn. 3 e 4 , quanto alla non rilevata assenza di motivazione della sospensione del rimborso.
Preliminarmente deve tuttavia esaminarsi l'istanza di rinuncia al ricorso, depositata dalla società nelle more del giudizio, sottoscritta per assenso dall'Agenzia delle Entrate, con compensazione delle spese di lite.
Con la memoria ritualmente depositata la contribuente ha infatti dichiarato la cessazione dell'interesse alla prosecuzione della causa, essendo intervenuta la convalida del rimborso da parte dell'Agenzia.
Deve pertanto dichiararsi l'estinzione del giudizio, ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c. , con compensazione delle spese.
P.Q.M.
Dichiara l'estinzione del giudizio;
compensa le spese.
Così deciso in Roma, il 25 ottobre 2022.