Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/11/2019, n. 44713
CASS
Sentenza 4 novembre 2019

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In tema di corruzione propria, costituisce atto contrario ai doveri d'ufficio il compimento di un atto di natura discrezionale posto in essere in violazione delle procedure e dei requisiti di legge che conformano l'esercizio della discrezionalità amministrativa, nonchè quello diretto non già al perseguimento delle finalità pubblicistiche ed alla corretta comparazione degli interessi in gioco, ma ad avvantaggiare il privato corruttore. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto contraria ai doveri d'ufficio la condotta di un magistrato addetto alla sezione fallimentare che, in qualità di giudice e poi presidente di collegio, aveva sistematicamente ricevuto utilità di varia natura da alcuni professionisti, in cambio della loro nomina in procedure concorsuali, disposta in assenza di una effettiva valutazione di idoneità a ricoprire gli incarichi).

In sede di appello del pubblico ministero avverso il rigetto della richiesta di misura cautelare, la riforma sfavorevole all'indagato del provvedimento del giudice per le indagini preliminari non impone una motivazione rafforzata in quanto è sufficiente che il giudice d'appello cautelare compia una valutazione totale, autonoma e completa degli elementi addotti dalle parti nel contraddittorio pieno, confrontandosi con gli argomenti che fondano la decisione impugnata, in quanto, diversamente da quanto richiesto nel giudizio di merito, non è necessaria la dimostrazione, oltre ogni ragionevole dubbio, della insostenibilità della soluzione adottata dal primo giudice.

In tema di appello del pubblico ministero avverso il rigetto della richiesta di misura cautelare, il tribunale è investito della verifica di tutti i presupposti richiesti per l'adozione della misura cautelare e alla difesa è consentito, dopo aver esaminato gli atti su cui si fonda la domanda cautelare, di instaurare un contraddittorio pieno e anticipato, volto non solo a contrastare i motivi di gravame proposti dal pubblico ministero, ma anche a dimostrare l'inesistenza delle condizioni e dei presupposti per l'applicabilità della misura cautelare. (In motivazione, la Corte ha precisato che, in sede di appello, la difesa ha anche la possibilità di produrre materiale probatorio, sia preesistente che sopravvenuto, acquisito anche all'esito di investigazioni difensive).

Commentario1

  • 1Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio
    https://www.studiolegalederosamistretta.it/articoli-blog/ · 30 aprile 2022

    Gli Avvocati penalisti dello Studio si occupano di offrire assistenza processuale a Roma e su tutto il territorio nazionale a coloro che vengano accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione in atti giudiziari, peculato, concussione, abuso d'ufficio e altri reati contro la Pubblica Amministrazione, aiutandoli a comprenderne al meglio gli elementi essenziali e a difendersi nella maniera più efficace e fornendo una serie di servizi legali utili all'assistito per la propria salvaguardia personale e patrimoniale, quali ad esempio: – consulenza e assistenza tecnica in sede di indagini preliminari; – investigazioni …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/11/2019, n. 44713
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 44713
Data del deposito : 4 novembre 2019

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