Cass. pen., sez. VI, sentenza 25/03/2010, n. 24439
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Sentenza 25 marzo 2010

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Ai fini dell'accertamento del delitto di corruzione propria, nell'ipotesi in cui la dazione di denaro o di altra utilità in favore del pubblico ufficiale risulti documentata, è necessario dimostrare che il compimento dell'atto contrario ai doveri d'ufficio è stato la causa della prestazione dell'utilità e della sua accettazione da parte del pubblico ufficiale, non essendo sufficiente a tal fine la mera circostanza dell'avvenuta dazione. (Nel caso di specie, concernente l'intestazione di una quota societaria al figlio di un sindaco non astenutosi nella procedura volta alla realizzazione di un complesso edilizio residenziale, la S.C. ha escluso la prova dell'utilità quale contropartita dell'intesa corruttiva, in assenza di una precisa e reale connotazione di vantaggio economico in favore del socio).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 25/03/2010, n. 24439
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 24439
    Data del deposito : 25 marzo 2010

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