Cass. pen., sez. II, sentenza 29/02/2024, n. 19647
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Sentenza 29 febbraio 2024

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 52 della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Seconda Penale, emessa il 29 febbraio 2024. La ricorrente contestava la condanna per omissione della comunicazione delle variazioni patrimoniali, sostenendo l'ignoranza inevitabile della legge e l'assenza di dolo. Le questioni giuridiche sollevate riguardavano l'interpretazione dell'art. 30 della legge n. 646 del 1982, l'attribuzione della recidiva e la determinazione della pena. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'ignoranza della legge non esclude il dolo e che l'obbligo di comunicazione si applica a tutte le variazioni patrimoniali, indipendentemente dalla loro provenienza. Inoltre, ha ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello riguardo alla recidiva e al diniego delle attenuanti generiche, evidenziando la pericolosità sociale della ricorrente. Infine, ha confermato la non prescrizione del reato, considerando gli atti interruttivi. La decisione sottolinea l'importanza del monitoraggio patrimoniale per soggetti condannati per reati di criminalità organizzata.

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Massime1

L'obbligo di comunicazione, entro trenta giorni dal fatto, delle variazioni patrimoniali "sopra soglia" e quello di comunicazione, entro il 31 gennaio di ogni anno, delle variazioni patrimoniali verificatesi nel corso dell'anno precedente che, pur se singolarmente inferiori alla soglia, nel complesso la superino, sanciti dall'art. 30 legge 13 settembre 1982, n. 646, costituiscono distinti adempimenti a carico dei soggetti obbligati, sicché, nel caso in cui all'omissione della prima comunicazione si aggiunga, nello stesso anno solare, per effetto di un ulteriore incremento patrimoniale "sotto soglia", la mancata comunicazione della variazione complessiva annuale entro il termine del 31 gennaio successivo, l'autore commette non uno, ma due reati.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. II, sentenza 29/02/2024, n. 19647
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 19647
    Data del deposito : 29 febbraio 2024

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