Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/11/2006, n. 3444
CASS
Sentenza 20 novembre 2006

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Massime1

Atteso il principio secondo cui l'operatività della regola del "ne bis in idem" postula l'identità del fatto in tutti i suoi elementi costitutivi (condotta, evento e nesso di causalità), e considerato che, nel reato di corruzione, l'evento può essere costituito tanto dall' accettazione della promessa quanto dalla ricezione della "utilitas", è da escludere che si dia luogo a violazione della suddetta regola qualora, intervenuta assoluzione dell'imputato da un addebito di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, dalla cui configurazione esulava l'indicazione di una specifica "utilitas" conseguita dal pubblico ufficiale, si proceda nuovamente a carico dello stesso imputato in ordine al medesimo reato, stavolta caratterizzato dall'accertata, effettiva ricezione dell'illecito compenso pattuito.

Commentario1

  • 1Pluralità di condotte di bancarotta nello stesso fallimentoAccesso limitato
    Manuela Rinaldi · https://www.altalex.com/ · 12 marzo 2011

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/11/2006, n. 3444
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3444
Data del deposito : 20 novembre 2006

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