Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 06/05/1999, n. 4543
CASS
Sentenza 6 maggio 1999

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L'adempimento spontaneo, da parte del datore di lavoro, rispetto all'ordine di reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro, contenuto nella sentenza pronunciata a norma dell'art. 18, primo comma, della legge n. 300, non costituisce di per sè comportamento interpretabile come acquiescenza al provvedimento giudiziale, benché questo non sia suscettibile di esecuzione forzata quanto alla reintegrazione; infatti tale comportamento non è incompatibile con la volontà di impugnare la sentenza, ben potendo essere determinato dall'intento di evitare il grave pregiudizio per il datore di lavoro di dover versare la retribuzione in assenza della prestazione corrispettiva.

La norma dell'art. 3 della legge n. 108 del 1990, sull'estensione ai licenziamenti nulli in quanto discriminatori di cui agli artt. 4 della legge n. 604 del 1966 e 15 della legge n. 300/1970 delle conseguenze sanzionatorie previste dall'art. 18 della medesima legge n. 300 del 1970, a prescindere dal numero dei dipendenti ed anche a favore dei dirigenti, deve intendersi applicabile in genere ai licenziamenti nulli per illiceità del motivo e, in particolare, a quelli che siano determinati in maniera esclusiva da motivo di ritorsione o rappresaglia.

Poiché il motivo illecito determina la nullità del licenziamento solo quando il provvedimento espulsivo sia stato determinato esclusivamente da esso, la nullità deve essere esclusa quando con lo stesso concorra, nella determinazione del licenziamento, un motivo lecito, come una giusta causa a norma dell'art. 2119 cod. civ. (Nella specie la S.C. ha annullato con rinvio la sentenza impugnata, perché il giudice di merito, accertata la sussistenza di ragioni ritorsive alla base del licenziamento, aveva omesso un'adeguata motivazione sulla esistenza o meno della giusta causa addotta dal datore di lavoro, limitandosi ad affermare che gli addebiti erano infondati e pretestuosi).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 06/05/1999, n. 4543
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4543
Data del deposito : 6 maggio 1999

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