Cass. civ., sez. V trib., sentenza 17/05/2024, n. 13758
CASS
Sentenza 17 maggio 2024

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Tributaria, emessa il 7 maggio 2024, con numero di registro generale 4249/2022. Le parti in causa sono l'Agenzia delle Entrate, ricorrente, e TE NP S.p.A., controricorrente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la sentenza della Commissione tributaria regionale dell'Abruzzo, sostenendo che la contribuente avesse erroneamente richiesto il rimborso di interessi ultradecennali, non dovuti secondo la sentenza di condanna precedente. La contribuente, al contrario, ha rivendicato il diritto al rimborso completo, inclusi gli interessi ultradecennali, sostenendo che tali interessi fossero parte integrante del giudicato.

La Corte ha accolto i motivi di ricorso dell'Agenzia, affermando che gli interessi ultradecennali, sebbene maturati, non potevano essere oggetto di un nuovo giudizio autonomo, essendo già deducibili nel precedente giudizio che aveva portato al giudicato. La Corte ha sottolineato che il giudizio di ottemperanza era l'unico strumento adeguato per chiarire e rendere effettivo il comando giudiziale, evidenziando che la pretesa della contribuente era già coperta dal giudicato. Pertanto, la sentenza impugnata è stata cassata senza rinvio, stabilendo che le questioni relative agli interessi dovessero essere trattate esclusivamente nel contesto del giudizio di ottemperanza.

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Massime1

Gli interessi ultradecennali ex art. 1, comma 139, della l. n. 244 del 2007- maturati nel corso del giudizio che ha condotto al giudicato di condanna dell'Amministrazione finanziaria al rimborso chiesto dal contribuente, senza riserve da parte dello stesso di far valere le ulteriori ragioni - non possono essere oggetto di un successivo ed ulteriore autonomo giudizio, neppure se introdotto dal contribuente a seguito del sollecito all'Ufficio debitore ad adempiere al relativo obbligo, restando rimessa al giudizio di ottemperanza la delimitazione dell'effettiva portata precettiva della sentenza passata in giudicato da attuare.

Commentario1

  • 1Come Posso Difendermi Se L’Agenzia Delle Entrate Non Ottempera A Una Sentenza Definitiva
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 31 marzo 2026

    Introduzione Ottenere una sentenza favorevole (e ormai definitiva) contro l'Agenzia delle Entrate è, per molti contribuenti, il punto di arrivo di anni di contenzioso. Ma nella pratica può trasformarsi in un “mezzo traguardo”: se l'Amministrazione non dà esecuzione al giudicato (o lo esegue solo in parte), il contribuente rischia di subire azioni di riscossione ancora attive, mancati rimborsi, fermi, ipoteche, iscrizioni a ruolo “residue” o addirittura nuovi atti che ripropongono la stessa pretesa in contrasto con quanto deciso dal giudice. In questa fase, l'errore più costoso è quasi sempre lo stesso: aspettare o limitarsi a inviare PEC e solleciti “informali”, senza usare i rimedi …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 17/05/2024, n. 13758
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 13758
Data del deposito : 17 maggio 2024

Testo completo