Cass. civ., SS.UU., sentenza 18/04/2013, n. 9409
CASS
Sentenza 18 aprile 2013

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Quando il procedimento finalizzato alla dichiarazione di fallimento non si concluda con una decisione nel merito, il tribunale fallimentare può disporre, ai sensi dell'art. 7 legge fall., la trasmissione degli atti al P.M., affinché valuti se instare per la dichiarazione di fallimento, non sussistendo alcuna violazione del principio di terzietà del giudice, di cui all'art. 111 cost., per il solo fatto che il tribunale sia chiamato una seconda volta a decidere sul fallimento dell'imprenditore a seguito di richiesta del P.M. conseguente alla segnalazione da parte dello stesso giudice.

Commentari9

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  • 1Restructuring
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    Il Tribunale di Bergamo, con decreto depositato il 7 giugno 2013, autorizza la società, ammessa al concordato con riserva, a sospendere i contratti di factoring in corso di esecuzione. Tale decisione accoglie soltanto la domanda formulata in subordine dalla società Con decreto del 26 giugno 2013 il Tribunale di Pavia ha enunciato alcuni importanti principi in ordine all'applicabilità delle nuove disposizione in materia di concordato contenute decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, c.d. Decreto Fare, entrate in vigore in Con decreto del 6 marzo 2013 il Tribunale di Reggio Emilia ha espresso alcuni importanti principi in materia di concordato preventivo, riassunti nelle massime di seguito …

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  • 2Presupposti ed effetti
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    Il termine di un anno entro il quale l'imprenditore che abbia cessato la propria attività può essere dichiarato fallito, ai sensi dell'art. 10 l. fall. (nel testo modificato dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e dal d.lgs. 12 settembre Secondo le Sezioni Unite, la presunzione di coincidenza della sede effettiva con la sede legale (art. 3, Reg. (CE) n. 1346/2000: «Per le società e le persone giuridiche si presume che il centro degli interessi principali sia, fino a prova La Suprema Corte (Pres. Ragonesi, Rel. Cristiano), con la presente ordinanza, si è pronunciata su un caso di fallimento di soci di fatto in estensione ai sensi dell'art. 147 l. fall., stabilendo che, ai fini della …

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  • 3Dichiarazione di fallimento
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    Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione si sofferma sulla rilevabilità d'ufficio, da parte della Corte di Appello, dei motivi di inammissibilità della proposta di concordato preventivo. Più in particolare, la Cassazione precisa quali siano i poteri del La nuova formulazione dell'art.145 c.p.c., prevede che la notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento non possa essere eseguita ai sensi dell'art. 140 c.p.c. mediante invio a mezzo raccomandata a.r. dell'avviso di deposito presso la Casa Comunale dell'atto da I fatti di causa – la Corte di appello di Napoli, rigettando l'appello promosso contro la dichiarazione di fallimento di una società, evidenziava, tra l'altro, la …

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  • 4Effetti della desistenza sulla domanda di fallimento (Considerazioni in margine a Cass. civ., sez. VI, 21 dicembre 2018, n. 33116 e Cass. civ., sez. I, 14 gennaio…
    Redazione · https://www.diritto.it/ · 29 gennaio 2019

    Due recenti pronunce di legittimità[1] offrono lo spunto per alcune brevi considerazioni sugli effetti della desistenza dalla domanda di fallimento proposta dal creditore procedente. Con la prima, la S.C. è intervenuta rispetto ad un caso in cui la dichiarazione di desistenza del creditore istante, che recava una data anteriore alla pronuncia di fallimento, era stata prodotta nel procedimento di reclamo: la Corte ha ritenuto sussistenti i requisiti necessari per la produzione degli effetti della rinuncia[2]. Si è così ribadito il principio per il quale la dichiarazione di fallimento presuppone l'esistenza di una domanda attuale[3], che deve permanere fino alla decisione, con la …

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  • 5Il fallimento su istanza del PM può essere pronunciato dallo stesso Tribunale che a questi ha trasmesso gli atti
    Diritto Bancario · https://www.dirittobancario.it/ · 18 giugno 2018

    Con l'ordinanza in oggetto la Corte di Cassazione afferma ancora una volta la possibilità, per il Tribunale che abbia trasmesso gli atti al Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 7, n. 2), l.fall., di dichiarare il fallimento su istanza di quest'ultimo soggetto. A tal proposito la Corte, richiamando la propria costante giurisprudenza, ha ritenuto che non sussista un astratto rischio per la terzietà del giudice e ha affermato che “la trasmissione al P.M. della notitia decoctionis non ha alcun contenuto decisorio, nemmeno come esito di una delibazione sommaria sicché, non essendovi alcuna coincidenza fra il contenuto della segnalazione e l'oggetto della successiva istruttoria conseguente …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 18/04/2013, n. 9409
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 9409
Data del deposito : 18 aprile 2013

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