Sentenza 7 novembre 1981
Massime • 3
La sopravvenienza del decreto di espropriazione di un bene con contestuale Determinazione dell'indennità in pendenza del giudizio per il risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protrarsi dell'occupazione del bene medesimo comporta l'automatica conversione ope legis dell'originaria domanda risarcitoria in opposizione alla stima e può essere utilmente dedotta nel giudizio di appello anche dopo l'udienza di precisazione delle conclusioni qualora la parte interessata sia venuta a conoscenza dell'emanazione del decreto soltanto in un momento successivo, non operando in tale ipotesi la preclusione di cui al combinato disposto degli artt. 359, 352 e 184 cod. proc. civ., poiché tanto l'attività probatoria che assertiva non avrebbero potuto esplicarsi anteriormente. Da tanto consegue che la sentenza che abbia deciso dell'Azione risarcitoria omettendo di esaminare, in forza dell'asserita preclusione, gli effetti dell'emanazione del decreto di esproprio nella causa in corso deve essere cassata con devoluzione della causa al giudice di rinvio perché proceda a tale esame. ( V 3173/81, mass n 413744; ( V 5560/80, mass n 409414; ( V 2010/80, mass n 405642; ( V 2050/79, mass n 398432; ( V 811/75, mass n 374185).*
In ipotesi di sopravvenienza del decreto di espropriazione nel corso del giudizio di risarcimento dei danni per occupazione illegittima, della quale il giudice del merito non abbia potuto tener conto, la Corte di Cassazione non può, nell'Esercizio del potere di correzione, compiere l'indagine circa l'avvenuta conversione della domanda di risarcimento in quella di opposizione alla stima dell'indennità, conversione cui non è di ostacolo la mera volontà contraria della parte atteggiandosi la stessa come fatto estintivo di quel diritto, del quale potrà avvalersi anche la controparte in quanto a lei favorevole; qualora infatti, l'attore abbia impugnato il decreto davanti al TAR e chiesto la disapplicazione di esso dinanzi al giudice ordinario,l'indagine anzidetta non si esaurisce nell'ambito della motivazione in diritto emendabile a norma dell'art. 384 cod. proc. civ., ma, imponendo di dirimere una situazione di conflitto tra le parti sulla base del definitivo accertamento della legittimità o meno dell'atto amministrativo di espropriazione da parte del giudice amministrativo, coinvolge la cognizione di merito degli Atti, nei loro aspetti sostanziali, non compiuta dai giudici d'appello e che deve essere rimessa al giudice di rinvio.*
Qualora in pendenza del giudizio di risarcimento del danno da occupazione ultrabiennale, divenuta definitiva a seguito della costruzione dell'opera pubblica, sopravvenga il decreto di espropriazione, il giudicato già formatosi sul punto della illegittimità dell'occupazione definitiva non ha effetto sulla domanda di indennità di espropriazione, giacché la sopravvenienza del decreto di espropriazione determina una situazione nuova, che ha il suo riflesso processuale nella conversione dell'Azione di danno in opposizione alla stima,che non è ostacolata dal giudicato su una diversa situazione anteriore. ( V 2313/79, mass n 398656; ( V 2774/78, mass n 392190).*
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. I, sentenza 07/11/1981, n. 5875 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 5875 |
| Data del deposito : | 7 novembre 1981 |
Testo completo
La sopravvenienza del decreto di espropriazione di un bene con contestuale Determinazione dell'indennità in pendenza del giudizio per il risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protrarsi dell'occupazione del bene medesimo comporta l'automatica conversione ope legis dell'originaria domanda risarcitoria in opposizione alla stima e può essere utilmente dedotta nel giudizio di appello anche dopo l'udienza di precisazione delle conclusioni qualora la parte interessata sia venuta a conoscenza dell'emanazione del decreto soltanto in un momento successivo, non operando in tale ipotesi la preclusione di cui al combinato disposto degli artt. 359, 352 e 184 cod. proc. civ., poiché tanto l'attività probatoria che assertiva non avrebbero potuto esplicarsi anteriormente. Da tanto consegue che la sentenza che abbia deciso dell'Azione risarcitoria omettendo di esaminare, in forza dell'asserita preclusione, gli effetti dell'emanazione del decreto di esproprio nella causa in corso deve essere cassata con devoluzione della causa al giudice di rinvio perché proceda a tale esame. ( V 3173/81, mass n 413744; ( V 5560/80, mass n 409414; ( V 2010/80, mass n 405642; ( V 2050/79, mass n 398432; ( V 811/75, mass n 374185).*