Corte d'Appello Bari, sentenza 25/02/2025, n. 231
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Sentenza 18 febbraio 2025

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La Corte di Appello di Bari, presieduta dal Dott. Pietro Mastrorilli, ha emesso la sentenza n. 3367/2023, accogliendo l'appello di un cittadino contro l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). L'appellante contestava la richiesta di restituzione di un indebito di € 3.684,03, sostenendo di non aver superato i limiti reddituali e invocando il principio del legittimo affidamento. L'INPS, dal canto suo, sosteneva la legittimità della richiesta di restituzione, evidenziando l'omissione da parte dell'appellante di comunicare i redditi, come richiesto.

Il giudice ha ritenuto che l'INPS non avesse dimostrato la sussistenza di un dolo da parte dell'appellante, né che quest'ultimo avesse omesso di comunicare dati reddituali che l'ente già conosceva. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata, affermando che, in materia di indebito assistenziale, la ripetizione delle somme erogate non è consentita in assenza di dolo e che l'affidamento dell'accipiens deve essere tutelato. Pertanto, ha dichiarato che nulla deve l'appellante all'INPS e ha condannato quest'ultimo alla restituzione delle somme trattenute, oltre alle spese legali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Bari, sentenza 25/02/2025, n. 231
    Giurisdizione : Corte d'Appello Bari
    Numero : 231
    Data del deposito : 18 febbraio 2025

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