Corte d'Appello Potenza, sentenza 23/06/2025, n. 90
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Sentenza 23 giugno 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte di Appello di Potenza, Sezione Lavoro, emessa il 5 giugno 2025. Le parti in causa erano un soggetto che aveva ricevuto un invito a restituire una somma di denaro percepita a titolo di assegno ordinario di invalidità e l'ente previdenziale che richiedeva la restituzione. L'appellante sosteneva l'irripetibilità della somma, argomentando che l'errore era imputabile all'ente e che egli agiva in buona fede. L'appellato, al contrario, chiedeva il rigetto dell'appello, sostenendo la legittimità della richiesta di restituzione.

La Corte ha respinto l'appello, confermando la decisione del Tribunale di Potenza. Il giudice ha argomentato che, in materia di indebito assistenziale, la ripetizione delle somme è esclusa se l'accipiens non può essere ritenuto responsabile dell'erogazione indebita e se sussiste un legittimo affidamento. Tuttavia, nel caso specifico, il ricorrente era stato informato della cessazione del diritto all'assegno e aveva continuato a percepirlo per otto anni, dimostrando una consapevolezza della propria situazione. La Corte ha quindi ritenuto che non vi fosse buona fede e che l'appellante avesse agito con dolo, confermando l'obbligo di restituzione.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Potenza, sentenza 23/06/2025, n. 90
    Giurisdizione : Corte d'Appello Potenza
    Numero : 90
    Data del deposito : 23 giugno 2025

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